Spigolature

  • La Camusso sull’articolo di 18 e Renzi: “Si può fare”. Deve essere arrivato un fax di Partito.
  • Il Cardinale Wesolowski, inventore della tavola optometrica, è stato arrestato per pedofilia. Poteva alterare le prove. Me lo vedo a urlare a un bambino “CRESCI! DIVENTA MAGGIORENNE!”
  • F35. Passata in quattro ore la mozione per la proposta di dimezzamento sul budget, in attesa del libro bianco della difesa per la stima dei costi. Sarà quindi un dimezzamento del raddoppio, probabilmente, oppure, per chiarezza, una diminuzione dell’aumento relativo al deprezzamento inflattivo su base aereo legato alla congiuntura deflattiva in area euro che porta a una rivalutazione dei tempi di preventivo spesa, come si evince dal sottostante grafico:
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Every N.O.W. and T.H.E.N.

Questa edizione è stata la 4.0.10407217_10204048666679496_4608977935272595405_n

Densa da far paura di eventi, ma ancor più di soddisfazioni.10440228_10204048665359463_3734151969820109866_n

Quando all’inizio del 2012 chiesi nel gruppo Facebook di Lega Nerd, grossomodo, “Ma se ci ritrovasse tutti assieme a insegnarci l’un l’altro qualcosa? Mica per forza roba nerd.” non credevo sarebbe finita così bene. Nacque il Nerd Open Workshop, al quale partecipò una dozzina di persone, dal costo piuttosto esoso per gli esagerati costi della Casa del Popolo di Pozzolatico – che poi, astutamente, ci trattò malissimo alle edizioni successive (e allora ciao) -, ma ricca di entusiasmo.

Una giornata, sei corsi in tutto, subito raddoppiati all’edizione successiva, però.

10385385_10204048665879476_2648911941435321833_nCome potete vedere da questa pagina,  l’idea piacque. E piacque tanto, che siamo alla quinta edizione e a un ritrovo di “facciamo il punto”. E già c’è lo spinoff, il T.H.E.N., Troubleshooting Heuristic Event for Nerds, che all’interno del N.O.W. (e fuori) si preccupa di trovare soluzioni ai guasti hardware e software degli oggetti portati dagli intervenuti. Così, gratis e per il gusto di farlo.

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L’ultima edizione, il N.O.W. 4.0, ha portato nei locali messici a disposizione gratis et amore dei dalla Casa del Popolo di San Donnino qualcosa come 35 intervenuti e 26 corsi in programma, più tre tavoli permanenti, ma non sono mancate esperienze estemporanee.10346534_10204048665559468_5948398058035028809_n  E un servizio fotografico degli amici della Daywedding, mica cotiche. (Che tra parentesi sono quelli che manutengono il sito del N.O.W., e hanno pure sviluppato il sistema di gestione dei biglietti su plugin wordpress. Tanta roba).

Il tutto, dicevo,  per i venti euro che servono solamente a coprire i TRE ottimi pasti, visto che i docenti fanno e insegnano gratuitamente.10341761_10204048666119482_4042832248008605353_n

Insomma, scaldava il cuore, come me lo scalda ogni volta, anche se la10401466_10204048665839475_5488747487818810925_n notte tra sabato e domenica ho dormito tre ore, vedere questi genii dal cuore grosso come una casa condividere mestieri e passioni, abilità ed esperimenti.   E ‘sta gente è bravissima coi computer, sì, magari pure per mestiere, ma poi scopri che sanno cucinare di tutto, dai tortelli al seitan ai pancakes e impastare e far pane e pizze, sanno suonare e fare sapone e origami meravigliosi, risolvono un cubo di rubik in mezzo minuto, fanno shibari e viaggiano per mezzo mondo in con due lire, che sanno scrivere e disegnare e fare i  deejay, sono maestre di trucco e di cucito, 10406369_10204048666159483_5084826672579151239_nfanno sottotitoli per telefilm e parlano latino e greco,  praticano scherma antica e rugby, che incidono su vetro e metallo, che fanno foto bellissime con metodi alternativi, cuciono tovaglie e pelouches, 10378222_10204048665759473_2451148116292304663_n realizzano app per cellulare e stampe 3d e, davvero, sono sicuro di star dimenticandomi qualcosa e non ricordo cosa.

E la parte più bella è che te10418845_10204048665239460_1579211195986357678_n lo insegnano, gratis (non mi stancherò mai di dirlo), volentieri e con passione, solo per il gusto di condividere una soddisfazione personale, i trucchi di un mestiere, di un hobby o di una attività. Lo fa10419568_10204048665399464_2199838725531940791_nnno perché insegnare una cosa che ci piace è una forma di altruismo che costa poco e rende tantissimo.

E ‘sta gente non è solo bravissima come ho detto prima, ma è pure buona come il pane di Argo e Antonio; non fa fatica fare tre volte lo stesso corso in 10478146_10204048666439490_6039026775356832346_notto ore solo perché è arrivata gente nuova che s’è persa l’esposizione precedente (vero, Dario?), o non riuscire a seguire un corso fino in fondo perché devi coordinarne altri due di cui sei codocente.

E poi beh, ci sono i pasti assieme, che da soli valgono tutte e due le giornate, in cui si ride, si scherza e si mangia benissimo -giuro, a me la Casa del Popolo non dà una lira; c’è stata l’asta, in cui ci si aggiudicano a cifre ridicole oggetti ridicoli che qualcun altro ha regalato.

Insomma, ne sono uscito a malapena vivo, e già è aperto il sondaggio per la data del 5.0. Se non son soddisfazioni queste, quella di vedere una mia idea che piace, è condivisa e cresce, che cosa si vive a fare?

 

La festa dell’otto marzo.

L’otto marzo si festeggia la festa della donna.

La mia donna preferita è la mia moglie. La mia moglie si chiama Debora (senza h), è più piccola di me e pure più bassa (non tanto). Ha i capelli lisci e mediamente corti, sono neri con la frangetta, ma non sono sempre tutti neri, non sempre ha la frangetta, non sempre sono corti e non sempre sono lisci. Insomma, che varietà! La mia moglie ha la corporatura standard da donna, con le cose che servono e fanno piacere.
È nata e cresciuta a cinque ettometri da me, ma ci siamo conosciuti onlain sul blog di una professoressa (non la nostra). La mia moglie è di carattere allegro e gioviale, anche se ha fatto il Liceo Dante a Firenze.

La mia moglie di mestiere fa la pubblicità, ma non è una modella squinzia, di mestiere scrive gli slogans, i peioff, i cleim e tutte quelle cose col nome inglese che fa fico e la gente poi compra io credo soprattutto perché si vergogna a dire che non ha capito. Io però credevo che era una cosa facile perché ho visto Vita da Strega e c’era Darri che gli veniva in mente una cosa scema e il cliente diceva “BRAVO!”, e invece no, che quando ho provato a dire io una cosa per la mia moglie, la mia moglie mi ha guardato come guardava Il mio piede sinistro (il film). La mia moglie è brava soprattutto a organizzare le cose, e poi si trova sempre le fregature perché tutti le dicono “dimmi cosa devo fare” e lei lavora di più a dire agli altri cosa devono fare che a fare quello che deve fare. Però è sempre la più brava di tutti. Io non so come fa!

Però alla mia moglie io le voglio bene, perché ormai siamo sposati dal 2009 e sai che noia se non ci volevamo bene. La mia moglie mi sta sempre vicino perché dice che ormai si é abituata all’odore e non le fa schifo neppure che faccio le puzze a letto, basta che non sventolo il lenzuolo e rido come un cretino, dice. Però la mia moglie è quella che quando dico “piscin pisciò” lei risponde sempre “su cresci un po’”, e questa cosa la facciamo in tre in tutto il mondo, credo, e non ci siamo messi d’accordo mai. E poi fa da mangiare benissimo, e dice che la rilassa e quindi anche quando è stanca e arrabbiata le pentole invece di tirarle addosso alla gente le riempie di cibo buonissimo!

Io e la mia moglie stiamo sempre vicini davvero, anche se lavora troppo tempo lontana, perché quando siamo nella macchina che andiamo o torniamo dal lavoro (il mio o il suo, rispettivamente) abbiamo sempre i gomiti accanto. A mangiare stiamo a sedere accanto, e anche lì ci sono i gomiti vicini. Quando dormiamo e io non sventolo il lenzuolo non solo abbiamo i gomiti vicini, ma spesso dormiamo proprio attaccati! A lei fa caldo solo quando fa freddo a me, però, e qualche volta siamo ai lati alterni esterni del lenzuolo, ma non importa, almeno quei gomiti non li prendo in bocca.

Insomma, oggi è la festa anche della mia moglie visto che è una donna, ho le prove, e siccome io la mimosa non la compro mai perché dico sempre che è una mossa commerciale come i Baci di S. Valentino, volevo dedicare questo giorno alla mia donna preferita, perché se no sembra che non ci ho pensato e invece io alla mia moglie ci penso sempre anche quando è a organizzare cose per gli altri e per me, o dalla sua mamma (davvero stiamo quasi sempre insieme, vedi sopra).

Quanto bene che le voglio!

 

La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto

E insomma, ci sono arrivato.
O spero di arrivarci, dato che questo post viene scritto con un anticipo minimo ma comunque non nullo.
Oggi il vostro una volta logorroico e adesso da tutt’altro preso compie quarantadue anni.
L’anno scorso ho saltato il momento in cui mi autoincensavo condividevo con voi i miei traguardi, quindi quest’anno dovrò rimediare.

Il più visibile è anche quello più salutare.
Ho perso quaranta kg e la percentuale di grasso corporeo è passata dal 38.5% al 17.5%. Grossomodo, che non mi sono ancora assestato, voglio metter su muscoli, le feste, i compleanni, si mangia più calorico, l’inverno, bla bla bla.
Ma 40kg in meno di un anno, senza segarmi le gambe. Come dico qualche post più sotto, ho una media-target di 12000 passi al giorno, e 60 rampe di scale. Faccio diario alimentare e cammino e corro “per i bambini”. Sì, corro, accidenti a me. Un tabata (30s*6km/h)(2m*12km/h)*12 in mezz’ora mi fa correre 5km e spiccioli. Maledetti programmini che girano sul cellulare mentre ascolti audiolibri e pumping music.

Ho organizzato dei Nerd Open Workshop. L’idea non è tutta mia, nulla sarebbe stato possibile senza una comunità nerd che posso solo definire fantastica, ma vedere gente che si scambia il sapere volentieri, ridendo e GRATIS (anzi, paga qualcosa) mi riempie d’orgoglio, quando penso che, beh, un po’ del mio ce l’ho messo. E c’è gente coi controcoglioni e con un cuore grande come un pallone da spiaggia che lavora perché la mia idea è piaciuta. E quando mi dicono “dobbiamo rifarlo PRESTO” mi s’allarga un sorriso che nemmeno lo Stregatto.

Ho realizzato dei progetti con Arduino. Lo so, ecchissene, ma, come sopra ho lasciato intuire, mi sento piuttosto nerd, e son traguardi.

Ho preso le redini, cedute dopo un anno a mia moglie che è più caparbia e capace, di un gruppo di traduzione e sottotitolazione coi controcosi. I sottotitoli dei nostri film bla bla bla la qualità, ma soprattutto l’ambiente e l’efficienza del gruppo. Lasciatemene bullare anche se “No man of her own” non l’ha visto nemmeno quello che poi l’ha stampato.

Non ho scritto nulla del romanzo in corso che abbia poi pubblicato, nemmeno qui. Eppure le idee ci sono, le ho pure viste altrove (Sitchin, ti odio, sei nato troppo presto). Mah.

Ho visto un altro po’ di mondo, quasi tutto anglosassone, e mi sono buttato con il cavo e carrucola -mancava solo il pollo- nell’Adrenalin Quarry.

Sono riuscito a non fare impazzire mia moglie, a non farmi uccidere nel sonno nè avvelenare, e assieme a lei sopportare una densità di eventi e impegni che forse forse Obama in campagna elettorale.

Mi son fatto crescere i baffi, ho imparato a curarli, almeno in via teorica**, a farmi la barba col rasoio a mano libera, ad affilarlo, a curare il mano libera e il rasoio di sicurezza, sono riuscito a far appassionare diversa gente alla rasatura tradizionale. È una pratica zen, economica e di soddisfazione, e le cose belle si condividono, no?

Anche se non vedo abbastanza i vecchi amici, ce ne sono di nuovi, che mi vogliono un po’ bene e/o mi stimano. Inesplicabilmente.

Soprattutto, sono riuscito a ridere ogni singolo giorno. Grazie a chi c’era e a chi m’ha aiutato a farlo.

*stime ufficiali Withings
** Non ho uno schnurrbartbinde, e il mio lavoro resterà imperfetto.

Post a richiesta

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Voi non ci crederete, ma me l’hanno chiesto davvero.
Mi hanno chiesto un consiglio per una custodia per un e-reader, e alla mia risposta, grossomodo un “Boh, io me le son fatto da solo”, mi han chiesto un tutorial.
Siccome sono più vanitoso che sovrappeso (e sono molto sovrappeso), e di solito sono piuttosto orgoglioso dei miei smanacciamenti, sono più che contento di accontentare. Le foto fanno schifo, lo so, ma l’unica batteria carica è quella del cellulare. Provvederò alla sostituzione appena trovo il tempo e l’occasione.
In ordine cronologico:
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La Moleskinny


Realizzata per un PMP, è stata costruita in due versioni. La prima, che non ritrovo, tracciando la forma del lettore medesimo sulla prima pagina di una agenda. Poi, trincetto e vinavil, quest’ultimo sia tra le pagine che sui bordi, interno ed esterno. Nulla di trascendentale.
La seconda versione ha richiesto l’asportazione totale di tutte le pagine, la copertura della costola, e un po’ di velcro. Funziona anche da stand in versione portrait.
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Il diario di River Song


Per il Kindle della Figlioluccia.
Costruita a partire dal cartone di un raccoglitore a due anelli, tagliato a quadretti e listelle, prova a copiare il modello di una rilegatura mostrato in una serie che non potete non seguire. Ovviamente all’originale non assomiglia che grossolanamente, non è che una pallida copia: Ho tagliato i quadrettoni e le listelle dal cartone spesso, ho incollato il tutto su due pezzi grande poco più del Kindle, uno per il fronte e uno per il retro, entrambi tenuti alla costola da una garza. Il ricoprire tutto di vinavil -lattice per chi ce l’ha-, più scuro prima, in modo di fare una sorta di drybrushing con la seconda mano, più chiara, assicura l’unione dei pezzi e la flessibilità delle giunture. E dà anche un effetto “organico” che non mi dispiace.
All’interno c’è, con la parte stampata verso la copertina, un manifesto patinato, tagliato a misura. Il Kindle è tenuto in posizione, con tutti i pulsanti e connettori a vista, da quattro gancetti di gomma flessibile realizzati con del Sugru.
La Figlioluccia lo usa, le piace, a me tanto basta.
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Il PADD


Il Nook è un animalaccio anfibio: ha il pulsante di accensione dietro in alto, il connettore in basso, i pulsanti per scorrere delle pagine sul davanti, l’alloggiamento per la SD su un lato.
M’è toccato fare una cover più invasiva delle altre.
del solito cartone spesso ho tagliato quattro pezzi: uno per coprire, ovviamente, lo schermo, uno per provvedere un aggancio, e due per fare uno snodo. Questi ultimi tre hanno uguale larghezza, uguale spessore, ma diversa lunghezza. Ho per primo incollato -stavolta mastice, non vinavil- la parte che sarebbe andata verso l’esterno sulla stoffa di un vecchio jeans. Ad opportuna distanza, nè troppo lontani nè a contatto, in modo da poter poi piegare il tutto verso il retro del lettore, gli altri tre pezzi, ben centrati. Ho sagomato la stoffa e opportunamente piegato i bordi.
Ho spillato del nastro elastico sul davanti, e su di esso ho incolato del velcro, in modo sia da dissimulare le spillature che da aggiungere con la colla robustezza al fissaggio. Sopra ci sta benissimo una toppa velcrata e quindi intercambiabile. Il nastro è della lunghezza precisa per poter tenere la copertura chiusa, non credo importasse dirlo. La parte di spillatura che sporge sul lato interno è schiacciata e ricoperta con nastro telato.
Sulla superficie interna della copertina ho incollato del panno in microfibra -ex spolverino, due euro, credo, all’uopo acquistato- che dovrebbe proteggere dai graffi, e copre l’antiestetico nastro telato.
Ci sono pure due gommini per cassetti dell’IKEA sugli angoli per evitare che la copertina prema i tasti di scorrimento.
Come si fissa il tutto al lettore? Velcro adesivo, la soluzione meno invasiva a cui ho saputo pensare (oltre all’infattibile, per me, clip negli alloggiamenti laterali deputati).
Come si vede dalla foto, funziona anche come stand.

Costo delle tre copertine? Praticamente nullo, tempo di realizzazione variabile dalla mezz’ora del PADD alle otto ore asciugatura compresa del Diario.

Spero di esser stato esaustivo e chiaro. Nel caso, ci sono i commenti ;)

L’avevo detto e non l’ho fatto…

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Ecco qua l’altra tastierina.

Più piccola, più sottile, per cambiare la legenda dei tasti basta sostituire un foglio di carta tra lo chassis in plexiglass e uno trasparente più sottile.
La parte inferiore ha i piedini in Sugru che coprono le viti di fissaggio e un’imbottitura adesiva che fa da base antiscivolo e copre saldature e cablaggi.
Il codice è più o meno lo stesso.

Facciamo…

Facciamo che la Figlioluccia mi ha regalato una bilancia per Natale.
Ma non una bilancia qualsiasi, no.
Una Withings, una bilancia che ti analizza e smonta e, soprattutto, comunica via WiFi con mille siti, se glielo dici.
Facciamo che la prima volta che ci son salito ho fatto “oddio, oddio, non è possibile”, e mi sia, diciamolo accademicamente, ricacato in mano per la mia salute.
Facciamo che col sottocitato IFTTT ho messo su un foglio di calcolo su Google Docs per mettere in grafico sette-otto parametri tra bilancia e centimetro, che mi avvisan subito quando sgarro.
Facciamo che nel pannello di controllo della bilancia ho visto che si linka anche con diversi siti di fitness, primi tra tutti Endomondo e Myfitnesspal.
Facciamo che la Figlioluccia dice che son diventato ossessivo, che peso e segno tutte le calorie e i nutrienti di quello che mangio, anche se poi sgarro spesso.
Facciamo che ho perso sette chili in meno d’un mese.
Facciamo che di Endomondo mi son tirato sul cellulare l’applicazione che fa un log GPS di quanto cammini, corri, e poi passa i dati a Myfitnesspal.
Facciamo che mi son comprato anche un Fitbit, per quando non sono all’aperto, che mi incentiva a far le scale.
Facciamo che adesso tutte le mattine mi faccio lasciare non proprio al cancello del lavoro, e la sera faccio un pezzetto a piedi prima di farmi raccogliere per andare a casa.
Facciamo che m’è venuta voglia di mettermi a correre. No, dai, questo no, non facciamolo, che non è proprio vero.
Facciamo però che oltre che per la salute mia, tutto ‘sto casino lo faccio perché ho scoperto Earndit, che i miei passi, i miei minuti di corsa e le rampe di scale che strappo all’ascensore li trasforma in punti e i punti in beneficienza.
Facciamo che la stessa beneficienza la può fare anche chi ha un Garmin di quelli da corridori serii, o anche solo un cellulare col GPS.
Facciamo che anche voi vi fate prendere dal trip della camminata che trasforma la vostra trippa in medicine per un bambino guatemalteco? E avvisatemi, così divntm trp amc, e C add ksì ci tifiamo a vcnd!

Facciamo del bene.

Teensy (post nerd e scacciafiga)

Tra i tanti progetti che porto avanti contemporaneamente, uno è quello della tastiera USB per macro universale.
Ricordate che di tanto in tanto faccio sottotitoli?
Ricordate che nel mio rozzissimo tutoriali per VSS decantavo l’utilità di una tastiera esterna con le macro?
Bene, quelle in commercio o non sono programmabili, o sono care impestate, o hanno troppi pochi tasti, o sono dispositivi per gaming troppo ingombranti.
Quindi ne ho messi in cantiere (sei mesi fa, credo, ormai) due modelli, uno molto piatto (una volta finito sarà poco più alto del circuito di comando, la cui altezza è influenzata soprattutto dalla presa USB) e uno pieghevole.
Com’è come non è (tagliare e forare il plexiglass è un lavoro di fino) il primo è rimasto indietro, ed ho terminato il secondo, più grezzo.
Sono partito da Arduino, nello sviluppo del progetto, ma ho ripiegato immediatamente su Teensy, molto più piccola, economica, e soprattutto ai tempi era l’unica a fornire una HID USB nativa.
Ne ho studiato la documentazione, ho rotto le scatole a diversi amici per un’estate sulla modificabilità di codici e librerie trovati online, ho provveduto all’acquisto.

Per la tastiera, il modello flat è una matrice di pulsanti su millefori (vedrete), per quello pieghevole, come vedete, sono quattro tastierini pseudo-telefonici acquistati su ebay collegati in matrice:

Come si può vedere, il fatto che colonne e righe avessero i pin mescolati e non in ordine non ha facilitato la cablatura.

C’è una sola vite per cerniera perché, fisicamente, l’altro occhiello andava in corrispondenza di una pista: mettere le altre quattro viti avrebbe significato danneggiare la tastiera, cosa che ho evitato per il resto del fissaggio inserendo le viti nei “montanti” plastici più esterni.

Ovviamente a lavoro finito ho rivestito il lato posteriore con una gomma antiscivolo, ho messo dei piedini alti quanto il chip+USB in modo da dare stabilità e ho lasciato una finestra trasparente per il LED e il pulsante di reboot (che serve per il caricamento del codice).

Già, il codice. Ho copiato e attinto da codice di diverse applicazioni, ho chiesto aiuto su un paio di forum quando la mia bozza non funzionava. M’hanno fatto levare gli apici dai case dello switch -boh?- e rileggendo le specifiche della libreria ho visto che dovevo togliere una colonna dal pin del LED (ebeh, RTFM).

È legnoso, ridondante, ma funziona.

#include < Keypad.h>

   int led = 11;
  const byte ROWS = 6;
  const byte COLS = 8; 
  char keys[ROWS][COLS] = {
    {38, 37, 36, 35, 14, 13, 12, 11},  
    {28, 27, 26, 25, 24, 23, 22, 21},
    {18, 17, 16, 15, 34, 33, 32, 31},
    {48, 47, 46, 45, 64, 63, 62, 61},
    {58, 57, 56, 55, 54, 53, 52, 51},
    {68, 67, 66, 65, 44, 43, 42, 41},
   
  };
  
  byte rowPins[ROWS] = {10, 12, 13, 14, 15, 16}; //connect to the row pinouts of the keypad
  byte colPins[COLS] = {1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8}; //connect to the column pinouts of the keypad
  
  // Create the Keypad
Keypad kpd = Keypad( makeKeymap(keys), rowPins, colPins, ROWS, COLS );

void setup ()
{
  // initialize control over the keyboard:
  Keyboard.begin();
}  // end of setup

void loop () 
  {   
   
   
  digitalWrite(led, HIGH); 
    
    
    
   byte key =  kpd.getKey();
   if (!key)
     return;
     
  switch (key)
    {
    case 11: Keyboard.set_key1(KEY_F5); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//start -100
    case 12: Keyboard.set_key1(KEY_F6); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//start -10
    case 13: Keyboard.set_key1(KEY_F7); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//start +10
    case 14: Keyboard.set_key1(KEY_F8); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//start +100
    case 15: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //70%
             Keyboard.set_key1(KEY_7); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 16: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //80%
             Keyboard.set_key1(KEY_8); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 17: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //90%
             Keyboard.set_key1(KEY_9); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 18: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //100%
             Keyboard.set_key1(KEY_0); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 21: Keyboard.set_key1(KEY_F12); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//stop -100
    case 22: Keyboard.set_key1(KEY_F11); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//stop -10
    case 23: Keyboard.set_key1(KEY_F10); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//stop +10
    case 24: Keyboard.set_key1(KEY_F9); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//stop +100
    case 25: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //show pipe
             Keyboard.set_key1(KEY_H); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 26: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //Replace from pipe
             Keyboard.set_key1(KEY_R); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 27: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //Save
             Keyboard.set_key1(KEY_S); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 28: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //play pause VLC
             Keyboard.set_key1(KEY_TAB); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_key1(KEY_LEFT); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_key1(KEY_LEFT); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_key1(KEY_SPACE); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_key1(KEY_TAB); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 31: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //wav display left
             Keyboard.set_key1(KEY_O); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 32: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //goto
             Keyboard.set_key1(KEY_G); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 33: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //find
             Keyboard.set_key1(KEY_F); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 34: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //wav display right
             Keyboard.set_key1(KEY_P); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 35: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //delay
             Keyboard.set_key1(KEY_D); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 36: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //redo
             Keyboard.set_key1(KEY_Y); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 37: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //strip tags
             Keyboard.set_key1(KEY_T); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 38: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT); Keyboard.send_now(); //È
      Keyboard.set_key1(KEYPAD_0); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
      Keyboard.set_key1(KEYPAD_2); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
      Keyboard.set_key1(KEYPAD_0); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
      Keyboard.set_key1(KEYPAD_0); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
      Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); Keyboard.print(" "); break;
    case 41: Keyboard.print ("Signor"); break; 
    case 42: Keyboard.print ("Professor"); break;
    case 43: Keyboard.print ("Dottor"); break;
    case 44: Keyboard.print ("Perché "); break;
    case 45: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //pause
             Keyboard.set_key1(KEY_P); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 46: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //previous sub
             Keyboard.set_key1(KEY_B); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 47: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //next sub
             Keyboard.set_key1(KEY_N); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 48: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); // play to end
             Keyboard.set_key1(KEY_RIGHT); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 51: Keyboard.print ("signor"); break;
    case 52: Keyboard.print ("professor"); break;
    case 53: Keyboard.print ("dottor"); break;
    case 54: Keyboard.print ("perché "); break;
    case 55: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //split
             Keyboard.set_key1(KEY_S); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;Keyboard.println ("55"); break;
    case 56: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //merge with next
             Keyboard.set_key1(KEY_M); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 57: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //merge dialog
             Keyboard.set_key1(KEY_D); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 58: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //loop
             Keyboard.set_key1(KEY_L); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 61: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL );  Keyboard.send_now(); //spell check
             Keyboard.set_key1(KEY_H); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 62: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //check error
             Keyboard.set_key1(KEY_K); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 63: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //error fix
             Keyboard.set_key1(KEY_F); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 64: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //next error
             Keyboard.set_key1(KEY_N); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 65: Keyboard.print("- "); //dialogo
             Keyboard.set_key1(KEY_ENTER);Keyboard.send_now();Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.print("- ");
             Keyboard.set_key1(KEY_UP);Keyboard.send_now();Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             break;
    case 66: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); // Undo   
             Keyboard.set_key1(KEY_Z); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 67: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //text in italic
             Keyboard.set_key1(KEY_I); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 68: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //add subtitle
             Keyboard.set_key1(KEY_W); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    
    
    
    
      
    } // end of switch
  } // end of loop

Questo è il risultato finito:

E funziona, pure. Ne sono tanto stupito che questo post è grossomodo per chiedere “cosa ho sbagliato due volte per farla giusta?”.

Grinch.

Ogni Natale è peggio.

Ogni Natale mi trovo meno coinvolto in una festa imposta da miti sincretici che trovo insensati in una civiltà degna di tale nome e dal consumismo. Da ateo, non è una festa. Da razionale, so che si festeggia il solstizio, il sole invitto, eccetera, come ennemila anni fa. Che culo, Galilei, non hai sprecato la tua vita.

E poi, ‘sta cagata dello shopping natalizio, che tu provi a tornare a casa e ti trovi le locuste per strada a spolpare le vetrine, e preghi, quest’anno come da quando eri bambino, di trovare sotto l’albero un’apocalisse zombie.

Non pigliamoci per il culo, il mio affetto non lo comprate con un regalo dell’ultimo minuto. Non fatemene.
Lo stesso, non proverò a comprarvi io.
Se voglio farvi un regalo, ve lo faccio durante l’anno. Il mio affetto, la mia stima, provo a dimostrarvela senza guardare il calendario.
Se mi conoscete ne siete accorti. Non aspetto che sia il vostro compleanno, oppure che si sia prossimi alla festa che ha rubato la data al solstizio d’inverno: se vedo qualcosa che piace a me e che vi piacerebbe/vi servirebbe, ve la regalo.
Alla mi’moglie arrivano spesso pacchetti inaspettati -bischeratine, eh, niente mazzi di rose da 144-, a qualche amico è arrivato qualche gadget elettronico, o anche solo un attrezzo che ho trovato utile per me.
Ho sul cazzo i pranzi “volemosebbene”, di gente che se può ti scansa come la merda sul marciapiede per tutto l’anno, e per Natale invece “Su, dai, ci sono tutti i parenti/colleghi/compagni di squadra”.
Non capisco il babbaleismo di preziosa corrente sprecata -per non parlare degli alberi segati- per far lampeggiare lampadine.
Non capisco nemmeno a chi, maggiore di otto anni e cresciuto fuori da un cargo cult, possano piacere i fuochi artificiali, ma è un altro discorso. Anzi no, che ‘sto “cosa fai l’ultimo dell’anno?” l’ho sempre visto come “cosa fai mercoledì pomeriggio?”.
Non ho tredici anni, ormai il divertimento è andare a letto presto. Son vecchio, fatevene una ragione, avanza una fetta di pandoro -son pure a dieta- e una bicchierata di spumante, godeteveli. Non pensate a me che ho il giramento di palle perché tanto, anche se mi chiudessi in bagno durante il pranzo di Natale a lappare l’acqua dalla cassetta del water, troverei il modo di ingrassare ANCORA solo per osmosi gassosa. (Qui apro una parentesi: duecento, cento, cinquant’anni fa, il mangiare ipercalorico durante l’inverno era una necessità, che il freddo, il cibo scarso, eccetera. Ora che cazzo di bisogno c’è di ingollare cotechini, brodi di tacchino, farinate di castagne, al giorno d’oggi? E soprattutto, maledette le papille, c’è bisogno che siano così buoni?)

Vabbe’, sono vecchio E rompicoglioni, puntualizziamolo pure.

Però mi mantengo lucido nel cuore se non in testa.
Mi spaventano l’ipocrisia del “ti faccio un regalo anche se mi stai sul cazzo”, e, peggio, chi si fa coinvolgere dal clima natalizio, figlio delle agenzie pubblicitarie e dei servizi di Studio Aperto, e davvero ci crede, che siamo tutti più buoni.
Vi do una brutta notizia: anche se la incarti e ci metti il fiocco dorato, siamo sempre gli stessi pezzi di merda.
Siamo i pezzi di merda che la mattina del venticinque contano i regali ricevuti e dicono “Valfredo quest’anno non m’ha regalato nulla perché l’anno scorso gli ho riciclato il Risiko che non volevo, l’anno prossimo neppure io a lui faccio niente”, capaci di tenere a memoria tutto l’inventario di H&M per sapere quanto vale il golfino che t’ha regalato la zia, quanto vale quello che ha ricevuto tua cugina, e soppesare il presunto affetto relativo al centesimo.
Siamo i pezzi di merda che dicono “io alla cena ci vengo, però mettimi lontano da Valfredo, che nel ’67 m’è passato davanti in fila alla Posta”.
(Siamo tutti un po’ Valfredo, è per quello che non ci sopportiamo l’uno con l’altro, diciamocelo. Ma diciamocelo tutto l’anno, per carità.)

Insomma: io quest’anno non farò regali (come tutti i vecchi sono pure tirchio, se volete pensatela così) se non a moglie-genitori-suoceri perché tutto quello che VOLEVO regalare, i regali sentiti, ve li ho fatti durante l’anno.
Se non vi ho regalato niente, è perché non ne ho avuto l’occasione, non ho trovato niente adatto a voi.
E se l’occasione l’ho avuta, fatevi delle domande. Mi dispiace, le pillole dorate le ho messe tutte sull’abete dell’Ikea.

Scoperte

Venerdì scorso c’è stato uno sciopero indetto dalla triplice, preventivo, per il rinnovo del contratto del mio settore.

Io ero precettato in turno, dei colleghi di altri reparti non hanno aderito allo sciopero, come LORO DIRITTO.

Il primo giorno lavorativo utile dopo lo sciopero, il delegato di una delle sigle ha ritenuto opportuno diramare un comunicato intitolato “COMUNICATO ALLE AZIENDE:L’AVETE CAPITO??? … E ORA LA FATE FINITA???“,
che finiva con “Vogliamo e ci prenderemo tutto ciò che è nostro diritto.“, e soprattutto conteneva il passaggio “Non sono mancati reparti i cui colleghi si sentono “unti del signore”, come l’**** di **** o i **** e **** di ***** a ****: minuzie di uno sciopero che ha bloccato ancora tutto il settore per un giorno intero.”

Io posso capire che il “successo”* della manifestazione lo abbiano fatto sentire autorizzato a usare toni come quello del titolo (peraltro in un comunicato rivolto a noi, e non alle aziende, suona assai come “spezzeremo le reni alla Grecia”, quello e l’ultima riga).

Quello che mi spaventa è la segnalazione dei reparti che non hanno aderito allo sciopero in maniera bulgara, l’esposizione dei dissidenti, tra parentesi con l’indirizzo del reparto. Io non ho parole: sono i prodromi di una repressione dai toni totalitari, che non ammette la dissidenza neppure dove dovrebbero costruirsi le basi della democrazia (sbaglio, o l’unico requisito legale di un sindacato è avere una struttura democratica? ecco, non lo stanno facendo bene).

Quello che mi intristisce è che l’autore del testo non capisca quanto fascista sia il METODO della segnalazione e derisione del dissidente, quanto il far leva sulla pancia per puntare il dito contro chi non si allinea e copre sia stato il primo triste passi di REGIMI; mi intristisce anche il fatto che, quando sul comunicato affisso in bacheca si scrive un ironico “Sarà merito del biondo nostro salvatore”, non si capisca che il problema non è la sigla in sé, ma la persona, quantomeno per l’autore della nota -non io, giuro!, le cose mi garba dirle in faccia come ho fatto ieri- e i suoi toni.
Certo è che il metodo della derisione il soggetto l’ha usato anche nelle due uniche assemblee da lui presiedute a cui sono andato -prendere permesso per un’assemblea vuol dire per me legittimarla, e io non ho intenzione di legittimare chi non mi rappresenta nè nei modi nè nelle idee-, mettendosi dietro a chi esprimeva un’opinione diversa dalla sua, e chiedendo sottovoce “ma questo è grullo? ah, sì, è grullo” a ipotetici interlocutori, quindi magari non dovrei essere tanto stupito da una prassi consolidata che cambia solo medium.

E poi che a mia domanda -personale, che di persona e in faccia gli ho espresso le mie perplessità- se la gente abbia o no il diritto di pensarla diversamente da lui, abbia il diritto di NON fare sciopero senza essere additata e segnalata -per ora, ma prima o poi, caro lei…!- mi si venga a rinfacciare una mancanza di coerenza (“Tutti* fanno sciopero, e te ne godi i frutti”) da parte di chi in un reparto di otto turnisti non ha mai fatto un turno, non ha mai fatto un sabato e adesso è pure diventato non precettabile (“è un diritto che ho acquisito”) come se -e così non è- l’azienda lo avesse precettato sistematicamente per mettere i bastoni tra le ruote del sindacato, e a mia memoria si fa vedere solo per l’attività sindacale, beh, quello è fantastico: vuol dire aver proprio perso il contatto con chi ti siede accanto.

Quello che mi stupisce è che, di tutti i colleghi, sindacalmente impegnati o meno, quello che ha avuto a che ridire (“…la prossima volta mettimici anche me, in quella lista, non vorrei che qualcuno pensasse che sono d’accordo o che condivido qualcosa”) sia stato il Cicali, quello “fascista”, “quello grullo”, quello che stavolta è stato precettato e quindi nella lista nera non c’era.

Ma magari mi sbaglio io, e la messa all’indice di chi la pensa diversamente è prassi lecita, ben accetta e corretta.

Vuol dire che a quarant’anni suonati mi scopro idealista e illuso.

Beh, meglio di una malattiaccia.


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*Tutto da provare. Si parla di numeri molto minori, in percentuale, e di casi eclatanti segnalati per far scena.

If This Than That

Quant’era che non parlavo di un servizio internet o di un gadget?
Dai tempi di Second Life (abbandonata solo perchè mi soddisfa molto di più la first, da un bel po’), perlomeno.

Okay, oggi devo esprimere tutti i miei “wow” per un servizio che ho scoperto da un annetto ma che uso a modino solo da un paio di mesi:

IFTTT.COM

Già il motto ben promette: “Put the internet to work for you”, “Fai lavorare Internet per te”. È quello che fa: interfaccia diversi servizi internet di uso comune, da Facebook a WordPress a Dropbox, e pure un ottimo servizio SMS -per ora; in USA funziona anche il servizio chiamata, che legge anche testi-.

Con una interfaccia di immediata comprensione, consente di creare delle “recipes”, ricette, che leghino un servizio all’altro secondo delle regole scelte di volta in volta da menù -niente programmazione o codice, per intenderci, al contrario di un altro servizio, più flessibile ma più complicato, Paraimpu*- e pure di condividerle.

Faccio un po’ di esempi: io ho creato delle ricette che
IF THIS: esce un RSS di un torrent di telefilm che seguo THAN THAT: mi manda un SMS.
oppure
IF THIS: è il tramonto THAN THAT: mi manda un SMS coi dati del tempo odierno e le previsioni per domani.
oppure
IF THIS: pubblico un post su WordPress THAN THAT: pubblica su Twitter e Facebook.
oppure ancora
IF THIS: esce una nuova tavola di Zerocalcare THAN THAT: me la manda in mail.
o ancora
IF THIS: mando una mail, anche da cellulare, con tag #spese a un dato indirizzo THAN THAT: aggiunge una riga a un foglio spese excel in Google Drive rispettando la formattazione da me specificata.

Posso andare avanti per 35 ricette. Solo 35 perchè non uso tutti i servizi -i canali- che questa macchinetta mette a disposizione.
Davvero, non se ne esce vivi: al momento sono 50 “trigger”, azioni/eventi riconosciuti, da App.net a Youtube -senza dimenticare dei trigger non internet quali data/ora, meteo, domotica e SMS**- e 53 canali con almeno due o tre azioni in uscita cadauno.
Fate voi i conti di quante combinazioni sono possibili, senza contare che ogni tre per due viene aggiunto un nuovo canale (vabbè, di contro Twitter si è tolto dai trigger, per esser sicuro di generarsi traffico umano. Poveri).

Insomma, giocateci un po’.
Da quando ci smanaccio con un po’ di attenzione, il mio cellulare è diventato un hub di servizi net-related, e anche non, visto che mi avvisa se l’indomani sarà troppo caldo o troppo freddo, o se si aspetta pioggia, mi avvisa di compleanni e -ahem- nuovi torrents disponibili.

E un’altra cosa, secondo me fondamentale: ‘sta gente risponde alle mail di richiesta supporto in tempi brevi, cortesemente e competentemente. E ti ringraziano per il feedback.
Lo stesso Paraimpu, ed entrambi hanno capito che non sono solo i bit che fanno grande un servizio, ma anche la gente che ci sta dietro.

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* Paraimpu consente di utilizzare il Karotz (se non sapete cos’è non siete davvero nerd, e questo post vi ha solo annoiato) come attuatore. C’ha di ottimo che gestisce roba tipo sensori ambientali, smart-TV, Arduino e Netduino, quindi l’unico limite (altrui) è la fantasia. Il mio è la competenza.
** Fatemi sapere se a voi riconosce i tag

Le BELLISSIME pubblicità di Radio24

Ancora prima di sposare una copywriter, il Vostro era un appassionato di pubblicità.*
Non son figlio di Carosello, se non a posteriori: sono andato a casa del signor Carosello anni dopo il suo pensionamento e ho cercato di conoscerlo, che tutti ne parlavano benissimo.
Son comunque cresciuto davanti alla televisione, lo sapete, ai tempi di canale48 e della pubblicità “bana-banà, sei fortunato, bana-banà, che c’è Pippucci“** o “Da Carnicelli, amico vaaaai, tante cose troverai, tutto quello che tu vuoi, tutto quello che non haaaai…“. Era parte della mia giornata, e mentre i cartoni prima e i telefilm poi cambiavano, le pubblicità ricorrevano, diventavano familiari, si incidevano a fuoco nel mio cervello di pargoletto***.
Insomma, ci sto attento.
Seguo anche, fondamentalmente, due radio: Deejay e 24, la prima molto meno da quando è diventata radio MaratonadiLinusforzaUOMO!, e infatti praticamente ascolto più solo il Trio Medusa, prestissimo al mattino, e anche lì intervallo con Radio24.

Sì, l’ho presa larga. Lo sapete, ormai, che divago. Andate avanti? Andate avanti, via, che costa uguale.

Radio24 è una radio di pazzi e di genii. Tra Barisoni, Giannino e Cruciani se la giocano a chi fa il commento più caustico, che sia a un ascoltatore che vaneggia o un politico ospite che cerca di giustificare l’ingiustificabile, ce ne è per tutti.
È zeppa di programmi interessanti, se escludiamo “La guardiana del faro”, che fa venire voglia di tornare negli anni ’30 e farsi fuori, o “Compagni di viaggio” che a me ogni volta fa domandare “ma con quale criterio li scegliete, gli ospiti? Io son stato a Parigi, ma non sono un esperto della Francia****. Fatevi domande e datevi risposte”.
Insomma: questa macchinetta ben oliata è periodicamente incastrata da delle pubblicità agghiaccianti.
Non tenterò di essere completo, esaustivo, o di fare delle hit-parades, visto che il gusto personale è, appunto, personale, ma una radio di tale spessore dovrebbe avere o appoggiarsi a gente che realizzi spot che non facciano accapponare la pelle.

In ordine sparso:

- Combivox. Inizia con una tipa A che riceve una telefonata, chè a casa è scattato l’allarme. L’amica B: “vengo anche io”. Poi scatta anche a casa dell’amica, ma lei può vedere via cellulare cosa è successo. B: “Ah, ma è Fuffi, il gatto del vicino!”. E tutte e due giù a ridere.

Cosa ridi, cretina di un’A, che a casa tua stanno smontando anche la caldaia?
Nel mondo reale, queste due sciroccate arrivano a casa di A, che lì stanno andando, e vengono abbattute a manganellate dal ladro, legate con le loro stesse budella, stuprate da morte e rivendute a peso a una fabbrica di mangime per gatti del vicino.
Nel frattempo, a casa di B, Fuffi si sta facendo le unghie sull’arazzo del ’500 dopo aver cagato nel giardino Zen.

- http://www.lafacciagiovanedellagricolturalombarda.it.
No, non sto scherzando, esiste davvero un sito con un indirizzo di quarantuno caratteri senza il www.
E poi te lo dicono per radio, che ti aiuta a ricordarlo. Io e la Figlioluccia abbiamo passato dieci minuti a cercare di decostruirlo.
- La giovane Lombardia con l’agricoltura in faccia?
- La faccia lombarda degli agricoltori giovani?
- Gli agricoltori giovani con la faccia da lombardi?
- I giovani lombardi con la faccia da agricoltori?
- La lombarda gioventù degli agricoltori di facciata?
- Questa è una via di mezzo tra il risorgimentale e mani pulite, mi piace.

- Lo sapete che la Foppapedretti, tra le tantissime idee geniali, ha anche partorito questa CAGATA (è proprio il caso di dirlo)? E come la pubblicizzano? Con una filastrocca in rima baciata, difettata in rima e metrica… . Una filastrocca di mezzo minuto che finisce con “e ti faccio anche il favore / di nascondere l’odore”. Peccato che non la trovo da nessuna parte e che il mio cervello schifato non sia riuscito a trattenerne il testo integrale, sarebbe stato bello trascriverla o linkarla per intero.

- Cerulisina. Plagio e orrore. Sulla musica di Salagadula Magicabula, la povera manovale della pubblicità che leggeva la filastrocca di cui sopra è costretta per portare a casa la pagnotta, a cantare per trenta sanguinosi secondi le lodi di uno scioglicerume. Io non so se arrabbiarmi, schifarmi o compatire.

- Agenti di commercio.
Io di questa mi immagino il briefing in sede di agenzia pubblicitaria.
“Dobbiamo risparmiare”, dice il direttore dell’agenzia.
“Ma il cliente vuole qualcosa di incisivo”, risponde l’account.
“Non possiamo permettercelo, il cliente paga poco”
“Ma è una campagna prevista per tutto l’anno, in almeno sei declinazioni”
“Cosa richiedono?”
“Qualcosa che faccia comprendere il carattere nazionale dell’azienda, immediata per farla capire anche ai più tonti (lo sanno anche loro che il target non è di genii), che ponga l’azienda come un aiuto indispensabile”.
Si alza il creativo “C’ho un’idea. Voce maschile: ‘Cerchi agenti di commercio? Rappresentanti? Agentidicommercio punto it‘. Ditelo, sono un genio”
“Sì, ma il carattere nazionale?”
“Lo facciamo dire con un accento diverso per declinazione”
“Costano, sei attori da diversi parti d’Italia”
“No, ho un cugino che è una sagoma, quando fa il siciliano sembra che metta la coppola, sembra Miacara e Piccone tutto da solo, e quando deve fare il toscano mangia la C come Tognazzi e Vianello in ‘Tito te t’ha’ritinto i’ttetto’”
“Ma lì la C non c’è.”
“Ci siamo capiti, dai”
“Quanto vuole?”
“Eh, poco, con una bottiglia di Sambuca ti imita anche Bongiorno e Celentano, se serve. Serve?”
“No, abbiamo già imitato Braccio di Ferro***** l’anno scorso, sarebbe ripetitivo”

- Agenti di commercio.
No, non ho sbagliato un copiaincolla. È che quando uno pensa non si possa scendere più in basso, qualcun altro scopre la Fossa delle Marianne.
Il nuovo spot è uno pseudo-coro alpino che canta sull’aria di “Bella Ciao”.
“Se sei un’azienda”
(Controcoro) “Si lo sono”
“E cerchi agenti”
(Controcoro) “Si li cerco”
…Vi risparmio il resto, che se vi volete far male è sempre in onda. Cazzi vostri, io vi ho avvertito.


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..

* Lo so, lì per lì avete pensato “rompicoglioni” oppure “tignoso”, e non posso darvi torto. Anzi.
** Con un tizio dipinto di nero che avrebbe dovuto essere un cantante di colore. “Bana-banà”. Roba che Borghezio è open-minded. Non disturbante come quella in cui due bambine in costume da bagno cantavano qualcosa -grazie a Chtulhu ho rimosso- che finiva “…in via san iacopino, o lo pigli nel culino”, ma altrettanto scorretta.
*** Chiedetevi ancora come mai son rimasto così, dai.
**** E finchè non avrò malattie neurologiche, non vorrò esserlo.
***** True story.

Spigolature

- Il Papa: “No ai ricchi disonesti”. Lady Gaga: “No agli eccessi”
- Bersani: “No a Monti bis, bisogna tornare a una politica credibile”. Questa è pure inutile che ci faccia battute io.

Se Cioni vi odiava, Renzi non vi vuole bene.

A me Renzi lì per lì non m’è dispiaciuto, visto che una delle prime cose che ha fatto appena poggiato il culo in Palazzo Vecchio è stata dire “Il tram in piazza del Duomo è una bischerata, non c’ha da passare”, cosa alla quale Domenici non arrivava.
Purtroppo, non è che fosse buono-buono Renzi, è che peggio di Domenici era difficile.
Poi quest’omino che assomiglia a Pupo di faccia e nelle abitudini (Pupo sta con moglie e amante, Renzi con Firenze e con le Primarie), ha cominciato a ciurlare nel manico.

Già la gestione dell’account Facebook. Dico, ho messo un “mi piace”, e mi son trovato non le espressioni del buonCiao, sono Matteo Renzi, il nulla che avanza. Son tanto giovane che fo le primarie col camper di Big Jim.(1) Matteo, ma quelle di chissà quale staff e segreteria. E già lì la presa per il culo di avere un altro organo di battage politico ai cui proclami il buon(2) Matteo -o chi per lui, magari stipendiato coi soldi del Comune- non fa seguire risposta nei commenti. Che ci sia l’entusiasta “Renzi, ti vogliamo sindaco a Vistazzone!” o “Matteo, devi diventare presidente del mondo”, oppure domande “Com’è finita coi soldi della Provincia?“(3),”Ma come mai via Benedetto Fortini è chiusa dieci mesi l’anno?” -ahem-, “Che fine hanno fatto ‘i cento luoghi’?”, il Renzi non risponde. Evidentemente il suo ghost writer non si vuol prendere responsabilità.
Anche perché, vai te a sapere come la pensa davvero quell’omo. Ha fatto e detto di tutto, così, per non far torto a nessuno.
E se la Nazione c’ha le due pagine quotidiane di incenso probabilmente di qui alle elezioni 2013, sappiate che, cito da Wikipedia, “ha lavorato con varie responsabilità per la CHIL srl, società di servizi di marketing (di proprietà della sua famiglia, e il cui nome è di ispirazione lupettara) di cui è dirigente in aspettativa, in particolare coordinando il servizio di vendita del quotidiano La Nazione sul territorio fiorentino”. Insomma, vecchi amici, ecco. Avete letto “lupettara”, vero?

Il Renzi, prima di andare al Dante a insegnare ai professori a stare al mondo (oh, La Nazione l’altro giorno diceva grossomodo così), è stato lupetto degli scout. Agesci, se non sbaglio, quelli che giurano “Prometto, con l’aiuto e l’esempio di Gesù…”, come se Gesù fosse stato una guida indiana invece che un falegname. Ma non è colpa sua. È democristiano figli di democristiani fino alla maggiore età -al Dante c’era la preghiera della mattina dietro l’edicola-, poi, beh, la carriera fulminante nella Margherita -oh, a venticinqu’anni coordinatore, mica merda- e a ventisette la Provincia. Un genio o un miracolato.(4)
Poi la svolta. Vince le elezioni -al ballottaggio- a Sindaco al grido di “Avanti popolo, forza viola, viva gesù” per il PD. E già ai tempi io mi lamentavo che non esistessero i comunisti (o i democristiani) fedeli alle proprio idee e convinzioni di una volta, tipo la Rosy Bind…, no, scusate.

Questo bell’omino(5) ebbe a dichiarare che “fare il sindaco è il più bel mestiere del mondo”, salvo poi ripensarci e decidere forse fare il segretario del PD era meglio (6). Sono sicuro che sotto sotto il mestiere più bello del mondo è essere un altro Berlusconi.
E quindi, mentre fa il Sindaco, o, meglio, invece di fare il Sindaco, va a farsi le scampagnate in camper in giro per l’Italia. Che grossomodo, mi ripeto, è come se mentre io sto con la mi’moglie nel frattempo facessi la corte a una stratognocca. Ti sei sposato con Firenze? Stai a casa la sera, oppure chiedi il divorzio prima d’andare a giro per discoteche dietro alle turiste. Non so se mi spiego: non ci saranno regole che lo impediscono, ma fa parecchio cacare.

Io Renzi non lo capisco. O meglio, ho paura di capirlo troppo. Se lo capisco -cosa che spero di non fare- quest’uomo è un paraculo della peggior specie. Magari no, eh, ma anche le dichiarazioni pibbliche sui cento luoghi (googlate, via) per i quali si doveva fare e fare, e poi alla fine s’è fatto ben poco, me lo qualificano come un elemento parecchio attento al marketing e poco al controllo qualità. Mi puzza il suo incontro con Berlusconi. Mi puzza il suo ruolo paragrilliano di rottamatore (anche se, dicendo grossomodo le stesse cose, al contrario di Grillo, ci sta mettendo la faccia). Mi puzza la faccenda Lusi. Mi puzzano i suoi voltafaccia e cambiamenti d’opinione, che siano palesi o meno (qualcuno di voi ha più letto qualcosa sulla Fiorentina nel suo facebook? Prima tanti begli status, e ora che s’ha da piacere un po’ a tutti, nessuno, sia mai perdere il voto degli juventini), e il suo presenzialismo. Capisco troppo bene la sua retorica populista del cambiare, del volemosebbene tra noi gggiovani, dell’apparenza non supportata dalla sostanza, del dire tanto e fare poco, come quando riaprì il Giardino delle Rose e a sentire le sue dichiarazioni pareva l’avesse potate lui, o quando dietro l’affresco del Vasari scoprirono il Leonardo, e all’intervista parlava in seconda persona plurale che sembrava ci fosse stato lui a dar mano ai restaurati. Credo di capire il suo ruolo di antagonista al vecchio centro-sinistra, troppo impegnata a farsi guerricciole intestine e a cercare di capire tutti assieme da che parte andare per difendersi da uno nuovo che usa metodi più moderni del giornale di partito (non che non avere La Nazione contro non faccia comodo, eh, però con Facebook arrivi prima, arrivi meglio, arrivi gratis e NON HAI CONTRADDITTORIO), e soprattutto a una sinistra -in generale- che non esiste più come tale.

Renzi è un comunista di centro-destra, per intenderci, che, non mi stancherò mai di dirlo, ha basato la sua figura politica sulle dichiarazioni e sull’apparenza, senza avere un programma che vada oltre il “bisogna fare”. Lo ha provato la sua scarsa -non nulla, eh, anzi- operatività a Firenze, le mosse pubblicitarie -chi si ricorda come si chiama la via pedonalizzata, che è stata sbandierata come una conquista verde ma che obbliga chi ci passava a fare tre chilometri invece di trecento metri?- e gli incontri in cui si decide cosa si dovrebbe fare (ma che poi alla fine non si farà. Temo per la famosa pista di Peretola).

Vi ricordate chi era che aveva attirato le simpatie d’Italia grazie alle TV, al fascino del nuovo e del cambiamento, alle promesse tanto roboanti da sembrare quasi quasi vere?

Insomma, farsi fregare una volta dal Caimano è brutto, ma può capitare. La seconda da un biacco del padule sarebbe da coglioni.
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UPDATE: Mezz’ora dopo il mio post, il Renzi ha pubblicato un post in cui chiede soldi per la benzina del camper. Se avete la soglia della credulità molto bassa, potete donare qui. Però poi ho un Colosseo poco usato che potrei vendervi.
Pare i barboni che ti chiedevano “c’hai cento lire?” e poi quando li trovavan morti scoprivi che eran ricchi sfondati.
Come ai barboni alla stazione si diceva “si, tienile, le cento lire, basta che non le usi per la droga” a lui andrebbe fatta qualche altra raccomandazione.

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(1) Sì, un accidente.
(2) Sempre un accidente.
(3) Non è finita. Intanto l’hanno condannato a pagare, ma il buon (vedi sopra) Matteo ha fatto ricorso.
(4) Io scommetto sulla seconda.
(5) Per la su’mamma, perlomeno.
(6) Un Democristiano segretario del PD. Sono tutti cazzi vostri, io v’ho avvertito.

Pensieri sciolti

“Bravo, eh, Ledger, ma l’Oscar postumo no, dai.
Com’era la forma interrogativa in tedesco?
Devo ricomprare il velcro e la pasta per saldare.
Necropolis è uno dei Dylan Dog migliori. Perché non lo dicono?
8.8.8.8 e 8.8.8.4. Oppure 8.8.4.4?
Un veleno che sia emotossico fermerebbe subito il sanguinamento e lascerebbe minime tracce d’iniezione?
Devo rifare i fermi del kindle per la deb.
Devo fare l’excel sulle battute di subatomic.
Geiger era ancora vivo nel ’41?
Un flaconcino per il balsamo e uno per il dopobarba.”

Benvenuti nella mia testa.

Paura, eh?

Mo’bbasta

Troppo silenzio sul mio blog, troppi post svogliati e pretestuosi. Pubblicamente mi impegno a ricominciare a lavorarci su. Speriamo che questo mio impegno e il timore d’esser tacciato da parolaio mi rimettano in riga. Speriamo.

…a lungo andare produce…