Altro post tecnico e scacciafiga, ma a fini pucciosi

FotoProblema: non c’avevo abbastanza da fare.

Problema 2: i miei genitori hanno tre gatti, tre ciotole da riempire periodicamente di croccantini e acqua da rabboccare.

Soluzione: mi son messo di buzzo e ho realizzato un progetto che avevo in ponte da quando i gatti erano ancora due ma che era fallito per problemi meccanici: la NUTRIGATTI.

Come potete vedere dalla foto, la cupola sopra contiene non solo la circuiteria e i due selettori per i tempi, ma anche una presa per la fontanella a ricircolo che costruirò a brevissimo.

Come spero invece si capisce dallo schema qui sotto, il cuore della circuiteria è un Teensy , in quanto non c’è bisogno di aggiungere connettività WiFi, a questo progetto, ma avendolo appoggiato su una breadboard in miniatura invece che su uno stampato rende il circuito modificabile con pochissimo sforzo: sostituire il Teensy fritzingcon un Photon e aggiungere un comando via web sarebbe questione di qualche minuto e un paio di righe di codice.
Due moduli relay, convenientemente già optoisolati e alimentati dal Teensy, comandano direttamente un motore da girarrosto scelto per il basso numero di giri, la discreta potenza e l’alimentazione da rete e, attraverso la presa che si vede frontalmente alla cupola (un contenitore per alimenti dell’IKEA, che ho scoperto comodissimi per questi scopi), la pompa per l’acqua, una da acquario a 220V.

I due selettori dei tempi forniscono quattro selezioni dei due tempi, di alimentazione e di intervallo: ogni selettore mette a GND uno dei quattro piedini del Teensy preposti alla scelta di tempi preimpostati. Ovviamente i “fili” sono solo tre, in quanto uno dei tempi è già in “default” e corrisponde a un piedino non connesso alla sua posizione del Teensy; il cablarlo avrebbe solo fornito una “conferma” non necessaria.

nutrigatti sezioneIl lato meccanico, fallito alla prima mandata (costituita da una coclea da tritacarne che però talvolta sbriciolava i croccantini contro le pareti del contenitore) è costituito da una spazzola cilindrica per capelli mossa direttamente dal motore da girarrosto e resa solidale con un perno quadrato, nello specifico una vite a legno “grossa” fissata con resina da una parte e molata a sezione quadra dall’altra.. Risulta indifferente il senso di rotazione della spazzola stessa, in ogni caso i croccantini verranno spinti verso uno scivolo di metallo che, oltre a contenerli e indirizzarli verso la ciotola, produce uno scampanellìo inaspettato ma che potrebbe essere una sorta di “campanella del rancio” per i gatti che non ne sembrano infastiditi.

Questo il codice, non elegante ma funzionale:

#define RELAY1 21
#define RELAY2 20

int led = 11;

void setup()
{
// Initialise the Teensy data pins for OUTPUT
pinMode(RELAY1, OUTPUT);
pinMode(RELAY2, OUTPUT);
pinMode(1, INPUT);
pinMode(2, INPUT);
pinMode(3, INPUT);
pinMode(4, INPUT);
pinMode(5, INPUT);
pinMode(6, INPUT);
pinMode(7, INPUT);
pinMode(8, INPUT);

// Serial.begin(38400);   Apre la comunicazione seriale, serviva per il debugging
}

void loop()
{

digitalWrite(1, HIGH);  //si settano tutti gli imput
digitalWrite(2, HIGH);
digitalWrite(3, HIGH);
digitalWrite(4, HIGH);
digitalWrite(5, HIGH);
digitalWrite(6, HIGH);
digitalWrite(7, HIGH);
digitalWrite(8, HIGH);
digitalWrite(led, HIGH);  //si comunica la funzionalità del Teensy

long time1 = 30000;  //20000 per 20 sec, in questo caso sono trenta secondi. Tempo in cui gira la spazzola
long time2 = 2400000; //1800000 per 30′, un cicloogni ora e mezzo. Tempo di pausa tra una “operazione” e l’altra.

// assegna la durata alimentazione – pin staccati 20sec
if (digitalRead(1) == LOW) (time1 = 30000 ); // 30sec – disconnesso da selettore
if (digitalRead(2) == LOW) (time1 = 60000 ); // 1 minuto
if (digitalRead(3) == LOW) (time1 = 90000 ); // 90sec
if (digitalRead(4) == LOW) (time1 = 120000 ); // 2 minuti

// assegna la durata pausa – pin staccati ogni 30min

if (digitalRead(5) == LOW) ( time2 = 2400000 ); // 40min – una volta ogni due circa – disc da selettore
if (digitalRead(6) == LOW) ( time2 = 3600000 ); // 1h – una volta ogni tre ore circa
if (digitalRead(7) == LOW) ( time2 = 4800000 ); // 1h20 una volta ogni quattro ore circa
if (digitalRead(8) == LOW) ( time2 = 7200000 ); // 2h una volta ogni sei ore circa

//Serial.println(digitalRead(1));   legge lo stato dei piedini e lo riporta sulla seriale. Serviva per il debug.
//Serial.println(digitalRead(2));
//Serial.println(digitalRead(3));
//Serial.println(digitalRead(4));
//Serial.println(digitalRead(5));
//Serial.println(digitalRead(6));
//Serial.println(digitalRead(7));
//Serial.println(digitalRead(8));
//Serial.println(time1);
//Serial.println(time2);

delay(5000); // Attende 5 seconds prima di iniziare tutto. Poi aziona i due relay.

digitalWrite(RELAY1,HIGH); // Turns ON Relays 1
digitalWrite(RELAY2,HIGH); // Turns ON Relays 2

delay(time1); // Attende time1, da 30sec a 2min

digitalWrite(RELAY1,LOW); // smette alimentazione dei croccantini

delay(90000); // Attende 90 seconds: la fontanella gira per un altro minuto e mezzo.

digitalWrite(RELAY2,LOW); // Turn Relay Off

delay(time2); // Wait time2 – da 30’ a 2h

digitalWrite(RELAY2,HIGH); // Turn ON Relay 2

delay(120000); // Wait 120 seconds: la fontanella gira per altri due minuti,

digitalWrite(RELAY2,LOW); // Turns Relay Off

delay(time2); // Attende time2 – da 30’ a 2h
delay(time2); // Attende time2 – da 30’ a 2h

}

Niente pulsanti di reset o di alimentazione manuale? No, perchè deve essere di facile utilizzo e comando: “Mamma, sfili la spina e la reinfili”. Niente display? Neppure, quattro più quattro scatti e una legenda scritta. Niente tempo reale? No, perchè? Non deve servire per fornire pranzi a ore precise, ma gli spuntini “poco e spesso” che servono ai gatti.

Ora si tratta di farla piacere ai miei, più che ai gatti.

Ah, costo totale, compreso Teensy, relays, motore da girarrosto, minuterie e connettori, e legno occasione IKEA: meno di trenta euro.
Un pomeriggio di lavoro, ma cos’è essere nerd se non trovare problemi sovraingenerizzati e costosi per problemi che non esistono?

 

 

Spigolature

  • Corradino Mineo dice che “Renzi è subalterno a donna bella e decisa”. Possiamo escludere la Bindi, e pure la moglie.
  • Calogero Mannino scagionato dopo un iter di venticinque anni dall’accusa di minaccia a corpo politico dello Stato nell’ambito delle trattative Stato-mafia. Fosse stato eletto presidente della repubblica, una distruzione di intercettazioni e via.
  • Eh, niente. Vatileaks. Ormai ho finito anche le battute. Siete voi che ancora vi stupite. Voglio dire, “voto di povertà” e “città-stato con banca” fa a cazzotti dal medioevo.

Spigolature

  • Una famiglia musulmana ha ritirato i figli da scuola perché “c’è la musica”, che per loro è un peccato mortale.
    Io organizzerei un concerto d’addio.
  • Il giudice del Consiglio di Stato (e dell’Opus Dei, eh) che ha bocciato il registro delle coppie omosessuali registrate all’estero (fottendosene oltre che della decenza anche delle direttive europee) si è giustificato dicendo di aver trovato e applicato l’interpretazione più precisa delle normative esistenti.
    Cosa che è esattamente quello che farebbe un qualsiasi integralista del cazzo.
  • “La carne rossa provoca il cancro”. No. Il giornalismo di merda e i boccaloni, i facili allarmismi e gli indignati facili, l’analfabetismo funzionale e l’imbecillità scientifica, però, quelli sì.
    O perlomeno l’orchite.
  • Volevo dire la mia anche sulla vicenda Valentino-Marquez: andate tutti affanculo, i miliardari evasori incazzosi nonostante siano pagati anche per il sangue freddo, e pure voi che ne avete fatto ragione di stato.
  • ADD ON: se davvero Marino ritira le dimissioni, si dimostra un genio: in venti giorni ha preso il polso di chi gli vuole bene e di chi rema contro, ha fatto lavorare tutti a passo di marcia “ché devo andar via”.
    Se resta potrà cambiare quelli che “o lui o noi” con quelli che ritiene più opportuni, far trottare chi ha dimostrato di saperlo fare quando motivato, e ridere alla faccia di chi gli ha voluto male.
    Al prezzo di una cena fuori.

Scomunica latae sententiae

“Non so che farmene del vostro latinorum”

Non essendo un boss mafioso, un po’ me l’aspettavo.
Però, già che c’erano, potevano farmela all’antica, con la processione di incappucciati che spengono i ceri uno alla volta.

scomunica

Perché sono uno stronzo

Sì, fondamentalmente sono cattivo e astioso, lo sapete, con l’aggravante dell’ottuso.
Però sono di buona volontà e sincero.
Quando è stata licenziata la giornalista che ha sgambettato i profughi, padre e figlio, inseguiti dalla Polizia, ho dovuto ammettere che probabilmente nella stessa condizione io avrei fatto lo stesso: non per sadismo, ma perché “se la Polizia ti insegue tu ti devi fermare”.
Quando mi è stato fatto notare “Se vuoi intervenire non puoi fare il giornalista”, come dicono a Oxford “ho fatto pippa” e ho dato ragione a chi l’ha licenziata.
Ora, però, i due sgambettati sono arrivati a Monaco di Baviera. Il padre ha detto che non solo NON perdona la giornalista -padronissimo- ma che addirittura la denuncerà.
È qui che da vittima si trasforma in -o si rivela- stronzo. La vuole denunciare perché, facendoli cadere, li ha fatti raggiungere e identificare dalla Polizia. Leggete bene. Non per i calci, che sarebbe sacrosanto, ma perché per colpa di lei sono stati identificati in Ungheria invece che in Germania.
Lui scappa da una guerra -dice-, arriva in uno stato “sicuro”, ma vuole quello ricco. Ora, la convenzione di Dublino vuole che sia lo Stato che ti identifica a dover processare la tua domanda d’asilo, e ad accoglierti nel frattempo.
Quindi, essere identificati in Ungheria sarebbe un danno.
Io, siccome sono uno stronzo, non concepisco come mai quest’uomo, invece di accendere mille ceri a qualunque dio infero ne ispiri le gesta, abbia espresso la volontà di danneggiare una tizia che, sì, è stata carogna, ma non gli ha (a questo punto, ahimè) portato danno.
Stronzo, sei scappato -dici- da una guerra. Stronzo, eri in un paese sicuro. Stronzo, non ti ha spezzato una gamba, quella donna. Stronzo, perché invece di ringraziare Ungheria Europa Polizia Germania e ogni singolo volontario che ha trattato il tuo caso, vieni a chiedere la differenza a questa tipa, che, sì, ha sbagliato (da giornalista, ripeto, In My Asshole Opinion, ma non da cittadino: hai un clandestino, le forze dell’ordine lo vogliono fermo, tu lo fermi. Se non sei troia non lo prendi a calci, ecco, quello sì).

Ripeto, da vittima, questo tipo si è trasformato in carnefice: sta infierendo su chi, sì, gli ha fatto del male, peraltro alla fine senza conseguenze, e per motivi gretti: la notorietà derivata, il differente trattamento economico, chi sa quale altro astio accessorio.

Ma siccome sono stronzo, magari è solo un’opinione mia.

Stop the shaming

Dovete smetterla di prendere per il culo Johnny Depp dicendo che è uno di noi.
Anche se ha preso quei venti kg, non si lava i denti da Natale, è gonfio come Maradona al peggio e pare vestito da mi’nonna per l’asilo, non è uno di noi.
Noi non possiamo campare del ricordo di quando eravamo incapaci ma fighi, noi dovevamo essere interessanti per scopare le groupie.
Noi non ci siamo mai fatti tatuaggi col nome dell’ex e poi li abbiamo coperti con insulti, non ci siamo bullati di non farci la doccia perché a Vanessa piace che puzzo.
Quando eravamo gonfi -non grassi, gonfi- noi, ce lo dicevano anche quelli che proprio marilinmonroe non lo erano, vabbe’, ma noi non potevamo campare di ricordi di figaggine che facevano passare un guitto da due espressioni per un attore bravo.
Non lo pigliamo per il culo: non è uno di noi, e non lo sarà mai: coi soldi che ha si fa trapiantare il magro da un bambino del Biafra, si fa sgonfiare dal suo fanclub attraverso un ugello qualsiasi e lavare nel sonno da un team hazmat.
Noi siamo abituati, lui no, non levate le illusioni alle groupie che si tumefanno le labia da Jump Street, che per il fascino del lezzo non vedono neppure adesso la faccia di gesso.
È un essere umano e gli si deve pietà, esattamente la stessa che hanno concesso a noi ciuotti quando ci dicevano “mica sei Johnny Depp” quando chiedevamo di uscire a una. Al massimo adesso possiamo rispondere, adesso che magari sempre ciuotti siamo, ma di certo abbiamo sviluppato qualcosa che ci renda interessanti e/o attraenti, “je piacerebbe”.
Ché il ricordo passa, interessante diventi, il brutto resta, e se avevi dalla tua solo il bello…

Spigolature (forse)

Parliamo un po’ di un po’ di cose che mi faranno come al solito passare per il solitomaxresdefault facilone con idee retrograde e analfabetismo funzionale.

 

Le docce ad Auschwitz

In quello che è stato uno dei più famosi campi di concentramento sono stati installati degli spruzzatori, come a Gardaland e Mirabilandia, per intenderci, per aiutare i visitatori in fila a combattere il caldo. Quali sono IMHO i tre comportamenti del visitatore in queste situazioni?

  • Non hai le docce, patisci il caldo e non rompi il cazzo
  • Usi le docce, stai fresco e non rompi il cazzo
  • Hai le docce e rompi il cazzo, che riconduce al primo caso.

Voglio dire,  gentilissimi, ma nei dintorni di Auschwitz ci sono solo vasche da bagno? Non c’è un panettiere con un forno? Non esiste uno studio di tatuaggi? Oppure, come al solito, a far del bene ai ciuchi si piglia pedate? No, perchè per vedere lo Zyklon B negli spruzzatori di Mirabilandia ci vuole davvero una mente malata.

– I pennarelli ai profughi. 

In Repubblica Ceca ai profughi vengono scritti dei numeri sulle mani per facilitare il lavoro della polizia che ne controlla l’afflusso ai treni.

A pennarello, coglioni, non vengono tatuati. NON È NULLA DI NUOVO, ma non nel senso nazista che stanno tirando fuori i soliti sensazionalisti di merda. Aspetto che tra mezz’ora vengano fuori sui giornali le foto dei votanti mediorientali col dito blu e/o i ragazzini che vengono timbrati sulle mani per gli ingressi in discoteca. Anzi, ve le facilito tutte io, così facciamo un “trova le differenze”.

Insisto: la malizia, come nel caso precedente, è sempre nell’occhio di chi guarda: a questa gente i treni non saranno piombati, non andranno in campi di lavoro o sterminio (anzi, nel caso le loro condizioni possono solo migliorare), tra due giorni la pennarellata sarà sparita.
Se chi si incazza per i numeri scritti a pennarello per evitare disordini si incazzasse altrettanto per la guerra che costringe quella povera gente a scappare, magari il mondo sarebbe un posto migliore.

– Don Mazzi

Questo paladino dei casi mediatici ha accolto nelle sue comunità/villaggio turistico sia Corona (che, ricordo, era in galera per una selva di reati dal ricatto alle armi da fuoco) che ne ha approfittato per aggiungere un film autoocelebrativo alla lista dei suoi crimini verso il genere umano, sia la tipa della coppia dell’acido.
Perché per questa gente in abito nero puoi fare di tutto, puoi rubare, ricettare, sfigurare e rovinare la vita a un disgraziato che di te non ne vuole sapere, essere convinto di essere l’Anticristo, fatti mettere incinta apposta per provare a evitare la galera, sarai sempre una persona buona e degna di perdono… a patto che tu riesca a farti chiacchierare sui giornali e/o generare un ritorno economico.
Ho solo rabbia, ho solo schifo. Molto raramente ho augurato la morte a qualcuno, ma in questo caso sarebbe la fine di una pratica infame, quella del perdono peloso.

– La deportazione dei professori

Quasi centomila assunti a tempo indeterminato, in una graduatoria in cui basta entrare a alla fine hai il lavoro assicurato, per una buona percentuale prima dei quarant’anni, e bubano perchè gli tocca andare a lavorare lontano da casa. Parlano di deportazione, in una carriera dove DA SEMPRE ci si sposta secondo necessità (e che, vogliamo mandare gli studenti presso gli stipendifici regionali?), e ovviamente ci sarà tanta gente che accetterà e dopo la prima settimana manderà certificati dal paesello.
Io le parole le ho anche, eh, non le dico per pudore.

Dissuasori occulti

C’era una barzelletta, non politically correttissima:
“Un gay ad un altro:
-Lo sai che andare con le donne fa venire il cancro?
-Ma davvero?
-No, ma tu spargi la voce.”
Ecco.
Negli ultimi giorni si sta calcando la mano sulle MORTI dei migranti, la rotta Libia-Italia è stata dichiarata la “più pericolosa del mondo” (seh, seh), si spargono notizie di scafisti che per tenere i passeggeri nei vani motori li bastonano e accoltellano.

Voglio dire, certamente è vero, altrettanto certamente però è sempre successo,  ma si sottolinea da poco tempo, si calca l’acceleratore mediatico su “Cinquanta, forse più morti asfissiati in un furgone” per la prima volta da “Nave italiana sperona carretta del mare albanese”, che coincise grossomodo con il calo del traffico in quel tratto di mare.
Come gli albanesi vedevano “Lamerica” qui in Italia in televisione, mi pare che si stia facendo una a questo punto doverosa campagna di allerta volta a dissuadere chi non sia un disperato vero dal tentare la traversata e la fortuna in Europa.

Si diceva che Spagna e Grecia sparavano ai clandestini. Forse era vero. Quasi certamente no, visto il mancato intervento di qualsiasi forza umanitaria, ma altrettanto quasi certamente questa notizia ha dissuaso tanti non-più-che-disperati dal tentare quelle rotte.

Ora credo si stia cercando di fare lo stesso con la tratta stradale Ungherese e quella marittima dalla Libia: “Facciamogli paura, facciamo sapere che è pericoloso, così quelli ‘tanto per’, piuttosto di farsi far fuori per strada, non vengono”.

Non so se è il metodo giusto per scremare i rifugiati politici da quelli economici, chi scappa dalla guerra da chi viene “solo” a cercare un lavoro, non so quanto sia etico ingigantire -forse- una minaccia.
Però se funziona, se risparmia anche solo un morto VERO -da percosse, annegato, asfissiato-, ne vale la pena. Voglio dire: il disgraziato ha tutto il diritto di venire qui, il migrante irregolare che ingolferà le procedure di tutti i disgraziati per essere alla fine rimpatriato, IMHO un po’ meno.

L’informazione dà la capacità di scegliere; in questo caso, aiutatemi a capire quanto c’è di manipolazione e quanto c’è di VERA campagna di sicurezza, puntando il dito  non solo su “Ehi, ma in Europa si sta bene”, ma anche su “Può essere che nel viaggio si muoia, eh”.

Doctor “ma anche no”

Dopo due trailer, lo posso dire: del Doctor Who non me ne frega più niente.  Per la prima volta dal 1980 non sono ansioso di vedere una nuova puntata della serie.

Non è certo colpa del bravissimo Capaldi, unico fattore che mi ha convinto a seguire l’ultima stagione nonostante fosse, di puntata in puntata, un nuovo facepalm.

Diciamoci le cose come stanno: nonostante Capaldi abbia più talento nel suo sopracciglio destro di BiNbominkia Smith (che probabilmente è un ottimo improvvisatore, ma che a interpretare il Dottore aveva un lassativo effetto simpadellacumpa) e Duespressioni Tennant (spettinato o triste, mai assieme), nonostante questo, dicevo, non ce la fa.
La sua recitazione, il suo personaggio, da solo, non riesce più a derimbambire degli episodi che non avrebbero sfigurato in Sarah Jane Adventures: trame dolcine, tarallucci e vino, nessuno si fa più male, Clara Oswald che risolve le situazioni morendo, facendo occhioni tristi o cazziando il Dottore acciochè risolva la situazione. A volte tutte e tre le cose assieme.

Onestamente, mi sono anche rotto i coglioni degli antagonisti: abbiamo già visto dal trailer che ci sono i Dalek, presenza obbligata e meh. Io invece ricordo quando, alle prime schermaglie della battaglia di Canary Wharf, comparvero QUATTRO Dalek, esclamai un “Oddio, cazzo!”, perchè i Dalek erano TERRIBILI da soli, figurarsi in quattro. E invece no, quelli che  nella prima stagione mettevano a ferro e fuoco Londra, ora sono tanto scontati da essere una puntata obbligatoria, nemici di cui a nessuno frega niente, di “seconda” come i Cybermen. Ricordate la prima comparsa dei Cyberman dal 2005?
Upgrade mediante seghe circolari, amputazioni, innesti. Ora, boh, indolore, ma tanto rapiscono i bambini perchè hanno il cervello puro.
Già, le inguardabili puntate coi bambini. Credo che la puntata con la bambina che canta per tenere in stasi un divoratore di mondi sia una delle più stupide e insopportabili, al pari di quella della luna-uovo in cui Clara decide le sorti dell’umanità, sbaglia, ma sbaglia tanto che fa il giro e fa la cosa giusta (lasciamo perdere la cazzata di base della trama, ok? non ho parole per descrivere una puttanata del genere).
Poi le puntate survival: luogo buio e/o claustrofobico, squadra comprendente doc e companion che viene inseguita e macinata un membro dopo l’altro, per semplice contatto con androide/anticorpo/alieno/minotauro/buco di sceneggiatura, finchè il Dottore non trova il modo di risolvere tutto; ecco, fanno eccezione due episodi, entrambi con Capaldi, uno per via della trama alla Leverage/Ocean’s Eleven, e l’altra per il comportamento del Dottore, cinico, pragmatico, sensato (“Dicci quello che vedi” “Mi salverò?” “Tu no, ma se ce lo dici forse il prossimo”, grossomodo).

Poi, per la miseria, non muore più nessuno. Nella prima puntata in assoluto ricordo gente mangiata gratis da un bidone della spazzatura (erano riusciti a dare dignità e orrore a una pozza di plastica in pessima CGI) e più spari che in una puntata dell’A-Team, nella prima puntata di Natale un tizio fulminato altrettanto gratis per dimostrazione. Negli ultimi episodi natalizi, invece, abbiamo visto Babbo Natale, a Christmas Carol e pure Smith che va a vivere in una Rovaniemi in cui è sempre buio da millenni, ma gli abeti producono clorofilla per punto d’impegno, in attesa di ricevere dai compagni Timelords, assenti per motivi di budget ma raggiungibili per motivi perché sì, le vite extra che aveva vinto al gioco della pazienza.
Sempre Smith l’abbiamo visto cacciare una coalizione di nemici a male parole. Cazzutissime, ma sempre male parole. E allora i Dalek, i Cybermen, che, ricordo, si erano scontrati nella prima stagione con l’ancora più cazzuto

Cyber Leader: Daleks, be warned. You have declared war upon the Cybermen.
Dalek Sec: This is not war – this is pest control!
Cyber Leader: We have five million Cybermen. How many are you?Dalek Sec: Four.
Cyber Leader: You would destroy the Cybermen with four Daleks?Dalek Sec: We would destroy the Cybermen with one Dalek! You superior in only one respect.
Cyber Leader: What is that?
Dalek Sec: You are better at dying.”

e tutti i nemici astronavodotati del Dottore se la danno con la coda tra le gambe, lasciando il Dottore libero di lasciar ri-ri-rimorire un Rory che sebbene di plastica ri-ri-ri-rimorirà poi di vecchiaia per esigenze di sceneggiatura sotto una pretestuosissima Lady Liberty – Weeping Angel, altri nemici geniali e temibili (“Blink” è il convertiagnostici per il Dottore, fai vedere loro quella puntata) ridotti a un-due-tre-stella-sgomberacompanion, fregandosene peraltro del rimando nell’episodio coi Siluriani. Sono OCD e pignolo, queste cose mi danno molto fastidio.

Perchè, diciamocelo, ormai il dottore è per bambini.
Le trame ripetitive; gli stessi tre-quattro antagonisti (Dalek-Cybermen-Master-Angeli) che siccome funzionano DEVONO tornare;le catastrofi sempre più grandi che ci fanno sempre meno paura; i mondi salvati dalle canzoncine, dai buoni pensieri, dall’integrità morale; i bambini che sono protagonisti e salvatori di una puntata almeno per stagione nelle ultime tre? quattro?; nessuno che muore più davvero; gli interpreti del Dottore che, salvo quest’ultimo, cosa che mi aveva fatto ben sperare, vanno a ringiovanire, a far faccette, mossettine, burattinate. Capaldi, un Dottore vecchio e consunto, è incastrato in trame scritte per una audience che si chiede se farà mai coppia con Clara, deve fare cose sempre più fighe (“Cosa ci manca? Parapendio, assolo di chitarra o gara di rutti senza gassosa? Facciamo l’assolo di chitarra, via”) e, pover’uomo, non vorrei esser lui.

E quindi boh, ormai son passati trentacinqu’anni da quando ho visto un tipo con una sciarpa sconfiggere un robot gigante, parassiti spaziali e Sontaran dediti all’annegamento umano per motivi di studio; son troppo vecchio per esaltarmi se col potere della musica si potrà convogliare il potere dell’entusiasmo adolescenziale in un raggio blablabla (“Clara, hai di fronte a te una delle forze più potenti dell’universo: l’animo puro della gioventù” – segue ‘Space Oddity’ in arrangiamento surf-kabuki).

O quel che è, fatto sta che no, ho l’impressione che il Dottore sia scivolato via dalle mani di chi lo scrive, tirato via dal merchandise sugli zainetti scuola, tanto da esser costretti, per rialzare l’hype dei “vecchi nuovi fan”, alla messa in giro di gossip “abbiamo visto Russell T. Davies in un pub a Cardiff con Tennant”.

Insomma,
keep-calm-and-say-sticazzi-2[1]

Chiamata alle armi

Scrivo questo post e ne programmo la pubblicazione a una settimana, nella speranza che i media grandi e piccoli, i social e quant’altri abbiano smesso di cavalcare l’onda dello scandalo e postare i “Je suis Charlie”.

No. Non siamo Charlie. Siamo, mediamente dei baciapile del cazzo che si arrogano il diritto di prendere per il culo quelli delle altre religioni, ma non la nostra. Posso dirlo? Le vignette che mi sono arrivare di CH sono parecchio brutte. Ma non perché mi scandalizzino, eh, tutt’altro.

La satira vera, sulla religione e il costume, la fa Don Zauker. Date un’occhiata. La satira fa riflettere, non si limita a disegnare inculate e e merda, quelli li puoi trovare in qualsiasi autogrill.

Una satira vera ti fa capire quanto sia assurdo credere in un profeta che scopava le bambine, in un frate che aveva un suo personale postribolo, in una divinità che cambia più umori di uno schizofrenico.

Davvero, fanno meno danni le filosofie, quel cazzo di Scientology compresa, delle religioni, perchè sono le religioni che ti dicono “Sei meglio te, quegli altri fanno cacare, si meritano quello che gli fai”; anche la religione più pacifica ti dice che accanto a te, che guida i tuoi passi c’è un dio, e come all’asilo, se c’hai il fratello grosso dietro le spalle non hai più paura di nulla, che anche se ti ripicchiano ora, quando torni a casa, in paradiso, quellochetivuolebene ti darà la cioccolata.

E invece no, non solo non c’è la cioccolata, ma non c’è neanche una casa. E neppure ti reincarni, coglione che dici “Si merita quel che gli capita e gli faccio, deve certo espiare una vita precedente ed esser premiato nella prossima”.

Dio non esiste, che tu lo chiami Allah, Geova, D**, Samantha. Non esiste paradiso, non ci sono urì vergini da chiavare nè puttini da inculare, nè la lobotomia prefrontale dell’eterna beatitudine.
Non ti reincarnerai, neppure. Hai solo questo ballo, coglione, fai quel che puoi, divertiti e fai divertire.

“Le nostre radici” un cazzo. Le nostre radici, una volta, erano aver paura del fuoco e adorare l’alba. Adesso, come radici vere, ci tengono inchiodati in un luogo di ignoranza e superstizione.

È giunto il momento di prendere per il culo TUTTI, tutti quelli che credono, hanno FEDE, in QUALSIASI cosa. Qualsiasi.

Devono abbozzarla di mantenere vive superstizioni indegne di questo secolo, di questo millennio. Ci rallentano tutti.

È compito di ogni essere umano di sani principi morali, capace di leggere e capire le ridicole statistiche di remissione di Lourdes, l’età della moglie più giovane di Maometto, e quant’altro, per ogni religione, prendere per il culo, sfottere, far ragionare per quanto possibile tutti coloro che si beano nella lotofagia di una religione irrazionale. Abbiamo smesso di adorare le cose visibili -voglio dire, il Sole c’è e si vede, almeno- e abbiamo cominciato a farci cambiare la vita, NOSTRA E ALTRUI,  dall’opinione che aveva un pastore mediorientale semianalfabeta rincoglionito dal sole del suo personalissimo amico immaginario.

Soldi, vite, scienza, tempo, vengono sprecati in “Eh, no, il sabato non posso accendere fuochi”, “Mangi il maiale e devi morire”, “La guerra è santa”, “No, certa ricerca medica o scientifica è peccato”, e, soprattutto in “Io sono meglio di te perché sì”.

Domani si muore, e poi non c’è nulla. Fate i volontari, invece di andare a messa: pregare è tipo sperare forteforte, non serve a un cazzo. Levatevi le mani dal culo e fate quello che va fatto, invece di aspettare una botta di culo.

Fate del bene, certo,  ma col cervello. Fate quello che ritenete giusto facciano a voi, e anche quello con moderazione. Studiate il pastafarianesimo, va’.

È dovere, però, di chiunque sappia far di conto, che non creda che col pugnetto gli si possa rubare il nasino, che non compri Rolex in Autogrill, di fare in modo che chi crede che si diventa santi ammazzando, che chi vuole bene a uno del suo stesso sesso danneggi gli altri, che è meglio tenere un bambino in orfanotrofio piuttosto che darlo a due donne, venga sbeffeggiato appena apre bocca.

Il silenzio non cambia niente. Anzi, li fa sentire dalla parte della ragione, appoggiati.

E no, non mi potete dire “Eh, non è bello sfottere i ritardati”: hanno il diritto di voto, possono influire sulla vita della gente con un cervello normale, quindi non meritano pietà, esattamente come non la concedono.

Quando un Papa ci dice, parlando di dei, che “È come se mi offendi la mamma: ti arriva un pugno”, vuol dire che si stanno prendendo troppo sul serio. È DOVEROSO PRENDERLI PER IL CULO.

Ma niente offese gratuite: bisogna ragionare come il Melandri di “Amici miei”: “Ma ti pare che Dio per tener vergine una come te affoga tutta Firenze?”

e quindi: “Ma ti pare che se c’era un Dio, morivano a migliaia a ogni alluvione del Fiume Giallo?”, “Ma non ti pare stupida la storia delle vergini? Meglio settantadue pornostar, no?”.

Come si prendono in giro gli animisti, quelli che hanno paura dei tuoni, come si condannano gli Aztechi che strappavano il cuore ai nemici vivi per accontentare i loro dei, bisogna sfottere gli ultrà dello “io sono santo e tu no”.

Con fermezza, cervello, spietatezza.  La religione, quale che sia, è uno spreco. Abbozzatela di mettervi a buco pillonzi girati a sudest, abbozzatela di salutare quel tipo che va in giro con la macchina blindata (un dio magari no, ma le pallottole esistono, furbo, eh?), abbozzatela di recitare nenie, abbozzatela di rompere i coglioni alla gente che dorme la domenica mattina. Non avete abbastanza soldi e tempo da sprecare.

 

Spigolature

  • La Camusso sull’articolo di 18 e Renzi: “Si può fare”. Deve essere arrivato un fax di Partito.
  • Il Cardinale Wesolowski, inventore della tavola optometrica, è stato arrestato per pedofilia. Poteva alterare le prove. Me lo vedo a urlare a un bambino “CRESCI! DIVENTA MAGGIORENNE!”
  • F35. Passata in quattro ore la mozione per la proposta di dimezzamento sul budget, in attesa del libro bianco della difesa per la stima dei costi. Sarà quindi un dimezzamento del raddoppio, probabilmente, oppure, per chiarezza, una diminuzione dell’aumento relativo al deprezzamento inflattivo su base aereo legato alla congiuntura deflattiva in area euro che porta a una rivalutazione dei tempi di preventivo spesa, come si evince dal sottostante grafico:
    20130919164743!PAPERINO_DISNEY[1]

Every N.O.W. and T.H.E.N.

Questa edizione è stata la 4.0.10407217_10204048666679496_4608977935272595405_n

Densa da far paura di eventi, ma ancor più di soddisfazioni.10440228_10204048665359463_3734151969820109866_n

Quando all’inizio del 2012 chiesi nel gruppo Facebook di Lega Nerd, grossomodo, “Ma se ci ritrovasse tutti assieme a insegnarci l’un l’altro qualcosa? Mica per forza roba nerd.” non credevo sarebbe finita così bene. Nacque il Nerd Open Workshop, al quale partecipò una dozzina di persone, dal costo piuttosto esoso per gli esagerati costi della Casa del Popolo di Pozzolatico – che poi, astutamente, ci trattò malissimo alle edizioni successive (e allora ciao) -, ma ricca di entusiasmo.

Una giornata, sei corsi in tutto, subito raddoppiati all’edizione successiva, però.

10385385_10204048665879476_2648911941435321833_nCome potete vedere da questa pagina,  l’idea piacque. E piacque tanto, che siamo alla quinta edizione e a un ritrovo di “facciamo il punto”. E già c’è lo spinoff, il T.H.E.N., Troubleshooting Heuristic Event for Nerds, che all’interno del N.O.W. (e fuori) si preccupa di trovare soluzioni ai guasti hardware e software degli oggetti portati dagli intervenuti. Così, gratis e per il gusto di farlo.

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L’ultima edizione, il N.O.W. 4.0, ha portato nei locali messici a disposizione gratis et amore dei dalla Casa del Popolo di San Donnino qualcosa come 35 intervenuti e 26 corsi in programma, più tre tavoli permanenti, ma non sono mancate esperienze estemporanee.10346534_10204048665559468_5948398058035028809_n  E un servizio fotografico degli amici della Daywedding, mica cotiche. (Che tra parentesi sono quelli che manutengono il sito del N.O.W., e hanno pure sviluppato il sistema di gestione dei biglietti su plugin wordpress. Tanta roba).

Il tutto, dicevo,  per i venti euro che servono solamente a coprire i TRE ottimi pasti, visto che i docenti fanno e insegnano gratuitamente.10341761_10204048666119482_4042832248008605353_n

Insomma, scaldava il cuore, come me lo scalda ogni volta, anche se la10401466_10204048665839475_5488747487818810925_n notte tra sabato e domenica ho dormito tre ore, vedere questi genii dal cuore grosso come una casa condividere mestieri e passioni, abilità ed esperimenti.   E ‘sta gente è bravissima coi computer, sì, magari pure per mestiere, ma poi scopri che sanno cucinare di tutto, dai tortelli al seitan ai pancakes e impastare e far pane e pizze, sanno suonare e fare sapone e origami meravigliosi, risolvono un cubo di rubik in mezzo minuto, fanno shibari e viaggiano per mezzo mondo in con due lire, che sanno scrivere e disegnare e fare i  deejay, sono maestre di trucco e di cucito, 10406369_10204048666159483_5084826672579151239_nfanno sottotitoli per telefilm e parlano latino e greco,  praticano scherma antica e rugby, che incidono su vetro e metallo, che fanno foto bellissime con metodi alternativi, cuciono tovaglie e pelouches, 10378222_10204048665759473_2451148116292304663_n realizzano app per cellulare e stampe 3d e, davvero, sono sicuro di star dimenticandomi qualcosa e non ricordo cosa.

E la parte più bella è che te10418845_10204048665239460_1579211195986357678_n lo insegnano, gratis (non mi stancherò mai di dirlo), volentieri e con passione, solo per il gusto di condividere una soddisfazione personale, i trucchi di un mestiere, di un hobby o di una attività. Lo fa10419568_10204048665399464_2199838725531940791_nnno perché insegnare una cosa che ci piace è una forma di altruismo che costa poco e rende tantissimo.

E ‘sta gente non è solo bravissima come ho detto prima, ma è pure buona come il pane di Argo e Antonio; non fa fatica fare tre volte lo stesso corso in 10478146_10204048666439490_6039026775356832346_notto ore solo perché è arrivata gente nuova che s’è persa l’esposizione precedente (vero, Dario?), o non riuscire a seguire un corso fino in fondo perché devi coordinarne altri due di cui sei codocente.

E poi beh, ci sono i pasti assieme, che da soli valgono tutte e due le giornate, in cui si ride, si scherza e si mangia benissimo -giuro, a me la Casa del Popolo non dà una lira; c’è stata l’asta, in cui ci si aggiudicano a cifre ridicole oggetti ridicoli che qualcun altro ha regalato.

Insomma, ne sono uscito a malapena vivo, e già è aperto il sondaggio per la data del 5.0. Se non son soddisfazioni queste, quella di vedere una mia idea che piace, è condivisa e cresce, che cosa si vive a fare?

 

La festa dell’otto marzo.

L’otto marzo si festeggia la festa della donna.

La mia donna preferita è la mia moglie. La mia moglie si chiama Debora (senza h), è più piccola di me e pure più bassa (non tanto). Ha i capelli lisci e mediamente corti, sono neri con la frangetta, ma non sono sempre tutti neri, non sempre ha la frangetta, non sempre sono corti e non sempre sono lisci. Insomma, che varietà! La mia moglie ha la corporatura standard da donna, con le cose che servono e fanno piacere.
È nata e cresciuta a cinque ettometri da me, ma ci siamo conosciuti onlain sul blog di una professoressa (non la nostra). La mia moglie è di carattere allegro e gioviale, anche se ha fatto il Liceo Dante a Firenze.

La mia moglie di mestiere fa la pubblicità, ma non è una modella squinzia, di mestiere scrive gli slogans, i peioff, i cleim e tutte quelle cose col nome inglese che fa fico e la gente poi compra io credo soprattutto perché si vergogna a dire che non ha capito. Io però credevo che era una cosa facile perché ho visto Vita da Strega e c’era Darri che gli veniva in mente una cosa scema e il cliente diceva “BRAVO!”, e invece no, che quando ho provato a dire io una cosa per la mia moglie, la mia moglie mi ha guardato come guardava Il mio piede sinistro (il film). La mia moglie è brava soprattutto a organizzare le cose, e poi si trova sempre le fregature perché tutti le dicono “dimmi cosa devo fare” e lei lavora di più a dire agli altri cosa devono fare che a fare quello che deve fare. Però è sempre la più brava di tutti. Io non so come fa!

Però alla mia moglie io le voglio bene, perché ormai siamo sposati dal 2009 e sai che noia se non ci volevamo bene. La mia moglie mi sta sempre vicino perché dice che ormai si é abituata all’odore e non le fa schifo neppure che faccio le puzze a letto, basta che non sventolo il lenzuolo e rido come un cretino, dice. Però la mia moglie è quella che quando dico “piscin pisciò” lei risponde sempre “su cresci un po’”, e questa cosa la facciamo in tre in tutto il mondo, credo, e non ci siamo messi d’accordo mai. E poi fa da mangiare benissimo, e dice che la rilassa e quindi anche quando è stanca e arrabbiata le pentole invece di tirarle addosso alla gente le riempie di cibo buonissimo!

Io e la mia moglie stiamo sempre vicini davvero, anche se lavora troppo tempo lontana, perché quando siamo nella macchina che andiamo o torniamo dal lavoro (il mio o il suo, rispettivamente) abbiamo sempre i gomiti accanto. A mangiare stiamo a sedere accanto, e anche lì ci sono i gomiti vicini. Quando dormiamo e io non sventolo il lenzuolo non solo abbiamo i gomiti vicini, ma spesso dormiamo proprio attaccati! A lei fa caldo solo quando fa freddo a me, però, e qualche volta siamo ai lati alterni esterni del lenzuolo, ma non importa, almeno quei gomiti non li prendo in bocca.

Insomma, oggi è la festa anche della mia moglie visto che è una donna, ho le prove, e siccome io la mimosa non la compro mai perché dico sempre che è una mossa commerciale come i Baci di S. Valentino, volevo dedicare questo giorno alla mia donna preferita, perché se no sembra che non ci ho pensato e invece io alla mia moglie ci penso sempre anche quando è a organizzare cose per gli altri e per me, o dalla sua mamma (davvero stiamo quasi sempre insieme, vedi sopra).

Quanto bene che le voglio!

 

La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto

E insomma, ci sono arrivato.
O spero di arrivarci, dato che questo post viene scritto con un anticipo minimo ma comunque non nullo.
Oggi il vostro una volta logorroico e adesso da tutt’altro preso compie quarantadue anni.
L’anno scorso ho saltato il momento in cui mi autoincensavo condividevo con voi i miei traguardi, quindi quest’anno dovrò rimediare.

Il più visibile è anche quello più salutare.
Ho perso quaranta kg e la percentuale di grasso corporeo è passata dal 38.5% al 17.5%. Grossomodo, che non mi sono ancora assestato, voglio metter su muscoli, le feste, i compleanni, si mangia più calorico, l’inverno, bla bla bla.
Ma 40kg in meno di un anno, senza segarmi le gambe. Come dico qualche post più sotto, ho una media-target di 12000 passi al giorno, e 60 rampe di scale. Faccio diario alimentare e cammino e corro “per i bambini”. Sì, corro, accidenti a me. Un tabata (30s*6km/h)(2m*12km/h)*12 in mezz’ora mi fa correre 5km e spiccioli. Maledetti programmini che girano sul cellulare mentre ascolti audiolibri e pumping music.

Ho organizzato dei Nerd Open Workshop. L’idea non è tutta mia, nulla sarebbe stato possibile senza una comunità nerd che posso solo definire fantastica, ma vedere gente che si scambia il sapere volentieri, ridendo e GRATIS (anzi, paga qualcosa) mi riempie d’orgoglio, quando penso che, beh, un po’ del mio ce l’ho messo. E c’è gente coi controcoglioni e con un cuore grande come un pallone da spiaggia che lavora perché la mia idea è piaciuta. E quando mi dicono “dobbiamo rifarlo PRESTO” mi s’allarga un sorriso che nemmeno lo Stregatto.

Ho realizzato dei progetti con Arduino. Lo so, ecchissene, ma, come sopra ho lasciato intuire, mi sento piuttosto nerd, e son traguardi.

Ho preso le redini, cedute dopo un anno a mia moglie che è più caparbia e capace, di un gruppo di traduzione e sottotitolazione coi controcosi. I sottotitoli dei nostri film bla bla bla la qualità, ma soprattutto l’ambiente e l’efficienza del gruppo. Lasciatemene bullare anche se “No man of her own” non l’ha visto nemmeno quello che poi l’ha stampato.

Non ho scritto nulla del romanzo in corso che abbia poi pubblicato, nemmeno qui. Eppure le idee ci sono, le ho pure viste altrove (Sitchin, ti odio, sei nato troppo presto). Mah.

Ho visto un altro po’ di mondo, quasi tutto anglosassone, e mi sono buttato con il cavo e carrucola -mancava solo il pollo- nell’Adrenalin Quarry.

Sono riuscito a non fare impazzire mia moglie, a non farmi uccidere nel sonno nè avvelenare, e assieme a lei sopportare una densità di eventi e impegni che forse forse Obama in campagna elettorale.

Mi son fatto crescere i baffi, ho imparato a curarli, almeno in via teorica**, a farmi la barba col rasoio a mano libera, ad affilarlo, a curare il mano libera e il rasoio di sicurezza, sono riuscito a far appassionare diversa gente alla rasatura tradizionale. È una pratica zen, economica e di soddisfazione, e le cose belle si condividono, no?

Anche se non vedo abbastanza i vecchi amici, ce ne sono di nuovi, che mi vogliono un po’ bene e/o mi stimano. Inesplicabilmente.

Soprattutto, sono riuscito a ridere ogni singolo giorno. Grazie a chi c’era e a chi m’ha aiutato a farlo.

*stime ufficiali Withings
** Non ho uno schnurrbartbinde, e il mio lavoro resterà imperfetto.

Post a richiesta

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Voi non ci crederete, ma me l’hanno chiesto davvero.
Mi hanno chiesto un consiglio per una custodia per un e-reader, e alla mia risposta, grossomodo un “Boh, io me le son fatto da solo”, mi han chiesto un tutorial.
Siccome sono più vanitoso che sovrappeso (e sono molto sovrappeso), e di solito sono piuttosto orgoglioso dei miei smanacciamenti, sono più che contento di accontentare. Le foto fanno schifo, lo so, ma l’unica batteria carica è quella del cellulare. Provvederò alla sostituzione appena trovo il tempo e l’occasione.
In ordine cronologico:
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La Moleskinny


Realizzata per un PMP, è stata costruita in due versioni. La prima, che non ritrovo, tracciando la forma del lettore medesimo sulla prima pagina di una agenda. Poi, trincetto e vinavil, quest’ultimo sia tra le pagine che sui bordi, interno ed esterno. Nulla di trascendentale.
La seconda versione ha richiesto l’asportazione totale di tutte le pagine, la copertura della costola, e un po’ di velcro. Funziona anche da stand in versione portrait.
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Il diario di River Song


Per il Kindle della Figlioluccia.
Costruita a partire dal cartone di un raccoglitore a due anelli, tagliato a quadretti e listelle, prova a copiare il modello di una rilegatura mostrato in una serie che non potete non seguire. Ovviamente all’originale non assomiglia che grossolanamente, non è che una pallida copia: Ho tagliato i quadrettoni e le listelle dal cartone spesso, ho incollato il tutto su due pezzi grande poco più del Kindle, uno per il fronte e uno per il retro, entrambi tenuti alla costola da una garza. Il ricoprire tutto di vinavil -lattice per chi ce l’ha-, più scuro prima, in modo di fare una sorta di drybrushing con la seconda mano, più chiara, assicura l’unione dei pezzi e la flessibilità delle giunture. E dà anche un effetto “organico” che non mi dispiace.
All’interno c’è, con la parte stampata verso la copertina, un manifesto patinato, tagliato a misura. Il Kindle è tenuto in posizione, con tutti i pulsanti e connettori a vista, da quattro gancetti di gomma flessibile realizzati con del Sugru.
La Figlioluccia lo usa, le piace, a me tanto basta.
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Il PADD


Il Nook è un animalaccio anfibio: ha il pulsante di accensione dietro in alto, il connettore in basso, i pulsanti per scorrere delle pagine sul davanti, l’alloggiamento per la SD su un lato.
M’è toccato fare una cover più invasiva delle altre.
del solito cartone spesso ho tagliato quattro pezzi: uno per coprire, ovviamente, lo schermo, uno per provvedere un aggancio, e due per fare uno snodo. Questi ultimi tre hanno uguale larghezza, uguale spessore, ma diversa lunghezza. Ho per primo incollato -stavolta mastice, non vinavil- la parte che sarebbe andata verso l’esterno sulla stoffa di un vecchio jeans. Ad opportuna distanza, nè troppo lontani nè a contatto, in modo da poter poi piegare il tutto verso il retro del lettore, gli altri tre pezzi, ben centrati. Ho sagomato la stoffa e opportunamente piegato i bordi.
Ho spillato del nastro elastico sul davanti, e su di esso ho incolato del velcro, in modo sia da dissimulare le spillature che da aggiungere con la colla robustezza al fissaggio. Sopra ci sta benissimo una toppa velcrata e quindi intercambiabile. Il nastro è della lunghezza precisa per poter tenere la copertura chiusa, non credo importasse dirlo. La parte di spillatura che sporge sul lato interno è schiacciata e ricoperta con nastro telato.
Sulla superficie interna della copertina ho incollato del panno in microfibra -ex spolverino, due euro, credo, all’uopo acquistato- che dovrebbe proteggere dai graffi, e copre l’antiestetico nastro telato.
Ci sono pure due gommini per cassetti dell’IKEA sugli angoli per evitare che la copertina prema i tasti di scorrimento.
Come si fissa il tutto al lettore? Velcro adesivo, la soluzione meno invasiva a cui ho saputo pensare (oltre all’infattibile, per me, clip negli alloggiamenti laterali deputati).
Come si vede dalla foto, funziona anche come stand.

Costo delle tre copertine? Praticamente nullo, tempo di realizzazione variabile dalla mezz’ora del PADD alle otto ore asciugatura compresa del Diario.

Spero di esser stato esaustivo e chiaro. Nel caso, ci sono i commenti 😉

L’avevo detto e non l’ho fatto…

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Ecco qua l’altra tastierina.

Più piccola, più sottile, per cambiare la legenda dei tasti basta sostituire un foglio di carta tra lo chassis in plexiglass e uno trasparente più sottile.
La parte inferiore ha i piedini in Sugru che coprono le viti di fissaggio e un’imbottitura adesiva che fa da base antiscivolo e copre saldature e cablaggi.
Il codice è più o meno lo stesso.

Facciamo…

Facciamo che la Figlioluccia mi ha regalato una bilancia per Natale.
Ma non una bilancia qualsiasi, no.
Una Withings, una bilancia che ti analizza e smonta e, soprattutto, comunica via WiFi con mille siti, se glielo dici.
Facciamo che la prima volta che ci son salito ho fatto “oddio, oddio, non è possibile”, e mi sia, diciamolo accademicamente, ricacato in mano per la mia salute.
Facciamo che col sottocitato IFTTT ho messo su un foglio di calcolo su Google Docs per mettere in grafico sette-otto parametri tra bilancia e centimetro, che mi avvisan subito quando sgarro.
Facciamo che nel pannello di controllo della bilancia ho visto che si linka anche con diversi siti di fitness, primi tra tutti Endomondo e Myfitnesspal.
Facciamo che la Figlioluccia dice che son diventato ossessivo, che peso e segno tutte le calorie e i nutrienti di quello che mangio, anche se poi sgarro spesso.
Facciamo che ho perso sette chili in meno d’un mese.
Facciamo che di Endomondo mi son tirato sul cellulare l’applicazione che fa un log GPS di quanto cammini, corri, e poi passa i dati a Myfitnesspal.
Facciamo che mi son comprato anche un Fitbit, per quando non sono all’aperto, che mi incentiva a far le scale.
Facciamo che adesso tutte le mattine mi faccio lasciare non proprio al cancello del lavoro, e la sera faccio un pezzetto a piedi prima di farmi raccogliere per andare a casa.
Facciamo che m’è venuta voglia di mettermi a correre. No, dai, questo no, non facciamolo, che non è proprio vero.
Facciamo però che oltre che per la salute mia, tutto ‘sto casino lo faccio perché ho scoperto Earndit, che i miei passi, i miei minuti di corsa e le rampe di scale che strappo all’ascensore li trasforma in punti e i punti in beneficienza.
Facciamo che la stessa beneficienza la può fare anche chi ha un Garmin di quelli da corridori serii, o anche solo un cellulare col GPS.
Facciamo che anche voi vi fate prendere dal trip della camminata che trasforma la vostra trippa in medicine per un bambino guatemalteco? E avvisatemi, così divntm trp amc, e C add ksì ci tifiamo a vcnd!

Facciamo del bene.

Teensy (post nerd e scacciafiga)

Tra i tanti progetti che porto avanti contemporaneamente, uno è quello della tastiera USB per macro universale.
Ricordate che di tanto in tanto faccio sottotitoli?
Ricordate che nel mio rozzissimo tutoriali per VSS decantavo l’utilità di una tastiera esterna con le macro?
Bene, quelle in commercio o non sono programmabili, o sono care impestate, o hanno troppi pochi tasti, o sono dispositivi per gaming troppo ingombranti.
Quindi ne ho messi in cantiere (sei mesi fa, credo, ormai) due modelli, uno molto piatto (una volta finito sarà poco più alto del circuito di comando, la cui altezza è influenzata soprattutto dalla presa USB) e uno pieghevole.
Com’è come non è (tagliare e forare il plexiglass è un lavoro di fino) il primo è rimasto indietro, ed ho terminato il secondo, più grezzo.
Sono partito da Arduino, nello sviluppo del progetto, ma ho ripiegato immediatamente su Teensy, molto più piccola, economica, e soprattutto ai tempi era l’unica a fornire una HID USB nativa.
Ne ho studiato la documentazione, ho rotto le scatole a diversi amici per un’estate sulla modificabilità di codici e librerie trovati online, ho provveduto all’acquisto.

Per la tastiera, il modello flat è una matrice di pulsanti su millefori (vedrete), per quello pieghevole, come vedete, sono quattro tastierini pseudo-telefonici acquistati su ebay collegati in matrice:

Come si può vedere, il fatto che colonne e righe avessero i pin mescolati e non in ordine non ha facilitato la cablatura.

C’è una sola vite per cerniera perché, fisicamente, l’altro occhiello andava in corrispondenza di una pista: mettere le altre quattro viti avrebbe significato danneggiare la tastiera, cosa che ho evitato per il resto del fissaggio inserendo le viti nei “montanti” plastici più esterni.

Ovviamente a lavoro finito ho rivestito il lato posteriore con una gomma antiscivolo, ho messo dei piedini alti quanto il chip+USB in modo da dare stabilità e ho lasciato una finestra trasparente per il LED e il pulsante di reboot (che serve per il caricamento del codice).

Già, il codice. Ho copiato e attinto da codice di diverse applicazioni, ho chiesto aiuto su un paio di forum quando la mia bozza non funzionava. M’hanno fatto levare gli apici dai case dello switch -boh?- e rileggendo le specifiche della libreria ho visto che dovevo togliere una colonna dal pin del LED (ebeh, RTFM).

È legnoso, ridondante, ma funziona.

#include < Keypad.h>

   int led = 11;
  const byte ROWS = 6;
  const byte COLS = 8; 
  char keys[ROWS][COLS] = {
    {38, 37, 36, 35, 14, 13, 12, 11},  
    {28, 27, 26, 25, 24, 23, 22, 21},
    {18, 17, 16, 15, 34, 33, 32, 31},
    {48, 47, 46, 45, 64, 63, 62, 61},
    {58, 57, 56, 55, 54, 53, 52, 51},
    {68, 67, 66, 65, 44, 43, 42, 41},
   
  };
  
  byte rowPins[ROWS] = {10, 12, 13, 14, 15, 16}; //connect to the row pinouts of the keypad
  byte colPins[COLS] = {1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8}; //connect to the column pinouts of the keypad
  
  // Create the Keypad
Keypad kpd = Keypad( makeKeymap(keys), rowPins, colPins, ROWS, COLS );

void setup ()
{
  // initialize control over the keyboard:
  Keyboard.begin();
}  // end of setup

void loop () 
  {   
   
   
  digitalWrite(led, HIGH); 
    
    
    
   byte key =  kpd.getKey();
   if (!key)
     return;
     
  switch (key)
    {
    case 11: Keyboard.set_key1(KEY_F5); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//start -100
    case 12: Keyboard.set_key1(KEY_F6); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//start -10
    case 13: Keyboard.set_key1(KEY_F7); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//start +10
    case 14: Keyboard.set_key1(KEY_F8); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//start +100
    case 15: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //70%
             Keyboard.set_key1(KEY_7); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 16: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //80%
             Keyboard.set_key1(KEY_8); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 17: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //90%
             Keyboard.set_key1(KEY_9); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 18: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //100%
             Keyboard.set_key1(KEY_0); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 21: Keyboard.set_key1(KEY_F12); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//stop -100
    case 22: Keyboard.set_key1(KEY_F11); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//stop -10
    case 23: Keyboard.set_key1(KEY_F10); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//stop +10
    case 24: Keyboard.set_key1(KEY_F9); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now(); break;//stop +100
    case 25: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //show pipe
             Keyboard.set_key1(KEY_H); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 26: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //Replace from pipe
             Keyboard.set_key1(KEY_R); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 27: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //Save
             Keyboard.set_key1(KEY_S); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 28: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //play pause VLC
             Keyboard.set_key1(KEY_TAB); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_key1(KEY_LEFT); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_key1(KEY_LEFT); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_key1(KEY_SPACE); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_key1(KEY_TAB); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 31: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //wav display left
             Keyboard.set_key1(KEY_O); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 32: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //goto
             Keyboard.set_key1(KEY_G); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 33: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //find
             Keyboard.set_key1(KEY_F); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 34: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //wav display right
             Keyboard.set_key1(KEY_P); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 35: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //delay
             Keyboard.set_key1(KEY_D); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 36: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //redo
             Keyboard.set_key1(KEY_Y); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 37: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //strip tags
             Keyboard.set_key1(KEY_T); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 38: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT); Keyboard.send_now(); //È
      Keyboard.set_key1(KEYPAD_0); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
      Keyboard.set_key1(KEYPAD_2); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
      Keyboard.set_key1(KEYPAD_0); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
      Keyboard.set_key1(KEYPAD_0); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
      Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); Keyboard.print(" "); break;
    case 41: Keyboard.print ("Signor"); break; 
    case 42: Keyboard.print ("Professor"); break;
    case 43: Keyboard.print ("Dottor"); break;
    case 44: Keyboard.print ("Perché "); break;
    case 45: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //pause
             Keyboard.set_key1(KEY_P); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 46: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //previous sub
             Keyboard.set_key1(KEY_B); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 47: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //next sub
             Keyboard.set_key1(KEY_N); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 48: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); // play to end
             Keyboard.set_key1(KEY_RIGHT); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 51: Keyboard.print ("signor"); break;
    case 52: Keyboard.print ("professor"); break;
    case 53: Keyboard.print ("dottor"); break;
    case 54: Keyboard.print ("perché "); break;
    case 55: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //split
             Keyboard.set_key1(KEY_S); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;Keyboard.println ("55"); break;
    case 56: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //merge with next
             Keyboard.set_key1(KEY_M); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 57: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //merge dialog
             Keyboard.set_key1(KEY_D); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 58: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //loop
             Keyboard.set_key1(KEY_L); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 61: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL );  Keyboard.send_now(); //spell check
             Keyboard.set_key1(KEY_H); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 62: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //check error
             Keyboard.set_key1(KEY_K); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 63: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL | MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //error fix
             Keyboard.set_key1(KEY_F); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 64: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_ALT);  Keyboard.send_now(); //next error
             Keyboard.set_key1(KEY_N); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 65: Keyboard.print("- "); //dialogo
             Keyboard.set_key1(KEY_ENTER);Keyboard.send_now();Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.print("- ");
             Keyboard.set_key1(KEY_UP);Keyboard.send_now();Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             break;
    case 66: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); // Undo   
             Keyboard.set_key1(KEY_Z); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 67: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //text in italic
             Keyboard.set_key1(KEY_I); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    case 68: Keyboard.set_modifier(MODIFIERKEY_CTRL);  Keyboard.send_now(); //add subtitle
             Keyboard.set_key1(KEY_W); Keyboard.send_now(); Keyboard.set_key1(0); Keyboard.send_now();
             Keyboard.set_modifier(0);  Keyboard.send_now(); break;
    
    
    
    
      
    } // end of switch
  } // end of loop

Questo è il risultato finito:

E funziona, pure. Ne sono tanto stupito che questo post è grossomodo per chiedere “cosa ho sbagliato due volte per farla giusta?”.

Grinch.

Ogni Natale è peggio.

Ogni Natale mi trovo meno coinvolto in una festa imposta da miti sincretici che trovo insensati in una civiltà degna di tale nome e dal consumismo. Da ateo, non è una festa. Da razionale, so che si festeggia il solstizio, il sole invitto, eccetera, come ennemila anni fa. Che culo, Galilei, non hai sprecato la tua vita.

E poi, ‘sta cagata dello shopping natalizio, che tu provi a tornare a casa e ti trovi le locuste per strada a spolpare le vetrine, e preghi, quest’anno come da quando eri bambino, di trovare sotto l’albero un’apocalisse zombie.

Non pigliamoci per il culo, il mio affetto non lo comprate con un regalo dell’ultimo minuto. Non fatemene.
Lo stesso, non proverò a comprarvi io.
Se voglio farvi un regalo, ve lo faccio durante l’anno. Il mio affetto, la mia stima, provo a dimostrarvela senza guardare il calendario.
Se mi conoscete ne siete accorti. Non aspetto che sia il vostro compleanno, oppure che si sia prossimi alla festa che ha rubato la data al solstizio d’inverno: se vedo qualcosa che piace a me e che vi piacerebbe/vi servirebbe, ve la regalo.
Alla mi’moglie arrivano spesso pacchetti inaspettati -bischeratine, eh, niente mazzi di rose da 144-, a qualche amico è arrivato qualche gadget elettronico, o anche solo un attrezzo che ho trovato utile per me.
Ho sul cazzo i pranzi “volemosebbene”, di gente che se può ti scansa come la merda sul marciapiede per tutto l’anno, e per Natale invece “Su, dai, ci sono tutti i parenti/colleghi/compagni di squadra”.
Non capisco il babbaleismo di preziosa corrente sprecata -per non parlare degli alberi segati- per far lampeggiare lampadine.
Non capisco nemmeno a chi, maggiore di otto anni e cresciuto fuori da un cargo cult, possano piacere i fuochi artificiali, ma è un altro discorso. Anzi no, che ‘sto “cosa fai l’ultimo dell’anno?” l’ho sempre visto come “cosa fai mercoledì pomeriggio?”.
Non ho tredici anni, ormai il divertimento è andare a letto presto. Son vecchio, fatevene una ragione, avanza una fetta di pandoro -son pure a dieta- e una bicchierata di spumante, godeteveli. Non pensate a me che ho il giramento di palle perché tanto, anche se mi chiudessi in bagno durante il pranzo di Natale a lappare l’acqua dalla cassetta del water, troverei il modo di ingrassare ANCORA solo per osmosi gassosa. (Qui apro una parentesi: duecento, cento, cinquant’anni fa, il mangiare ipercalorico durante l’inverno era una necessità, che il freddo, il cibo scarso, eccetera. Ora che cazzo di bisogno c’è di ingollare cotechini, brodi di tacchino, farinate di castagne, al giorno d’oggi? E soprattutto, maledette le papille, c’è bisogno che siano così buoni?)

Vabbe’, sono vecchio E rompicoglioni, puntualizziamolo pure.

Però mi mantengo lucido nel cuore se non in testa.
Mi spaventano l’ipocrisia del “ti faccio un regalo anche se mi stai sul cazzo”, e, peggio, chi si fa coinvolgere dal clima natalizio, figlio delle agenzie pubblicitarie e dei servizi di Studio Aperto, e davvero ci crede, che siamo tutti più buoni.
Vi do una brutta notizia: anche se la incarti e ci metti il fiocco dorato, siamo sempre gli stessi pezzi di merda.
Siamo i pezzi di merda che la mattina del venticinque contano i regali ricevuti e dicono “Valfredo quest’anno non m’ha regalato nulla perché l’anno scorso gli ho riciclato il Risiko che non volevo, l’anno prossimo neppure io a lui faccio niente”, capaci di tenere a memoria tutto l’inventario di H&M per sapere quanto vale il golfino che t’ha regalato la zia, quanto vale quello che ha ricevuto tua cugina, e soppesare il presunto affetto relativo al centesimo.
Siamo i pezzi di merda che dicono “io alla cena ci vengo, però mettimi lontano da Valfredo, che nel ’67 m’è passato davanti in fila alla Posta”.
(Siamo tutti un po’ Valfredo, è per quello che non ci sopportiamo l’uno con l’altro, diciamocelo. Ma diciamocelo tutto l’anno, per carità.)

Insomma: io quest’anno non farò regali (come tutti i vecchi sono pure tirchio, se volete pensatela così) se non a moglie-genitori-suoceri perché tutto quello che VOLEVO regalare, i regali sentiti, ve li ho fatti durante l’anno.
Se non vi ho regalato niente, è perché non ne ho avuto l’occasione, non ho trovato niente adatto a voi.
E se l’occasione l’ho avuta, fatevi delle domande. Mi dispiace, le pillole dorate le ho messe tutte sull’abete dell’Ikea.

Scoperte

Venerdì scorso c’è stato uno sciopero indetto dalla triplice, preventivo, per il rinnovo del contratto del mio settore.

Io ero precettato in turno, dei colleghi di altri reparti non hanno aderito allo sciopero, come LORO DIRITTO.

Il primo giorno lavorativo utile dopo lo sciopero, il delegato di una delle sigle ha ritenuto opportuno diramare un comunicato intitolato “COMUNICATO ALLE AZIENDE:L’AVETE CAPITO??? … E ORA LA FATE FINITA???“,
che finiva con “Vogliamo e ci prenderemo tutto ciò che è nostro diritto.“, e soprattutto conteneva il passaggio “Non sono mancati reparti i cui colleghi si sentono “unti del signore”, come l’**** di **** o i **** e **** di ***** a ****: minuzie di uno sciopero che ha bloccato ancora tutto il settore per un giorno intero.”

Io posso capire che il “successo”* della manifestazione lo abbiano fatto sentire autorizzato a usare toni come quello del titolo (peraltro in un comunicato rivolto a noi, e non alle aziende, suona assai come “spezzeremo le reni alla Grecia”, quello e l’ultima riga).

Quello che mi spaventa è la segnalazione dei reparti che non hanno aderito allo sciopero in maniera bulgara, l’esposizione dei dissidenti, tra parentesi con l’indirizzo del reparto. Io non ho parole: sono i prodromi di una repressione dai toni totalitari, che non ammette la dissidenza neppure dove dovrebbero costruirsi le basi della democrazia (sbaglio, o l’unico requisito legale di un sindacato è avere una struttura democratica? ecco, non lo stanno facendo bene).

Quello che mi intristisce è che l’autore del testo non capisca quanto fascista sia il METODO della segnalazione e derisione del dissidente, quanto il far leva sulla pancia per puntare il dito contro chi non si allinea e copre sia stato il primo triste passi di REGIMI; mi intristisce anche il fatto che, quando sul comunicato affisso in bacheca si scrive un ironico “Sarà merito del biondo nostro salvatore”, non si capisca che il problema non è la sigla in sé, ma la persona, quantomeno per l’autore della nota -non io, giuro!, le cose mi garba dirle in faccia come ho fatto ieri- e i suoi toni.
Certo è che il metodo della derisione il soggetto l’ha usato anche nelle due uniche assemblee da lui presiedute a cui sono andato -prendere permesso per un’assemblea vuol dire per me legittimarla, e io non ho intenzione di legittimare chi non mi rappresenta nè nei modi nè nelle idee-, mettendosi dietro a chi esprimeva un’opinione diversa dalla sua, e chiedendo sottovoce “ma questo è grullo? ah, sì, è grullo” a ipotetici interlocutori, quindi magari non dovrei essere tanto stupito da una prassi consolidata che cambia solo medium.

E poi che a mia domanda -personale, che di persona e in faccia gli ho espresso le mie perplessità- se la gente abbia o no il diritto di pensarla diversamente da lui, abbia il diritto di NON fare sciopero senza essere additata e segnalata -per ora, ma prima o poi, caro lei…!- mi si venga a rinfacciare una mancanza di coerenza (“Tutti* fanno sciopero, e te ne godi i frutti”) da parte di chi in un reparto di otto turnisti non ha mai fatto un turno, non ha mai fatto un sabato e adesso è pure diventato non precettabile (“è un diritto che ho acquisito”) come se -e così non è– l’azienda lo avesse precettato sistematicamente per mettere i bastoni tra le ruote del sindacato, e a mia memoria si fa vedere solo per l’attività sindacale, beh, quello è fantastico: vuol dire aver proprio perso il contatto con chi ti siede accanto.

Quello che mi stupisce è che, di tutti i colleghi, sindacalmente impegnati o meno, quello che ha avuto a che ridire (“…la prossima volta mettimici anche me, in quella lista, non vorrei che qualcuno pensasse che sono d’accordo o che condivido qualcosa”) sia stato il Cicali, quello “fascista”, “quello grullo”, quello che stavolta è stato precettato e quindi nella lista nera non c’era.

Ma magari mi sbaglio io, e la messa all’indice di chi la pensa diversamente è prassi lecita, ben accetta e corretta.

Vuol dire che a quarant’anni suonati mi scopro idealista e illuso.

Beh, meglio di una malattiaccia.


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*Tutto da provare. Si parla di numeri molto minori, in percentuale, e di casi eclatanti segnalati per far scena.

…a lungo andare produce…