February 28, 2005

…E troppi galli

Sabato sera sono stato invitato ad una cena di laurea: una mia amica, dopo esser diventata mamma e aver trovato lavoro, finalmente ha portato a termine gli studi universitari, con somma ammirazione da parte mia.

E’ stata un’occasione di rivedere persone che da anni non incontravo… con qualcuno è stato piacevole come il richiamo dell’antitetanica, e per altri cinq’anni spero d’essere a posto.

Mi son trovato a sedere però accanto ad una ragazza che, davvero, eran quasi dieci anni che non vedevo, se la ricostruzione che abbiamo fatto dell’ultimo incontro è corretta.Una gran bella ragazza, per verità, dei begli occhioni, una bellezza quieta e sorniona, quasi felina e suggestiva (tant’è che quando m’ha detto di avere una gatta, me la son immaginata bianca a pelo lungo, molto SPECTRE), immutata da quando la conosco, ormai più di quindici anni (no, dico: QUINDICI ANNI!; per me dorme in un congelatore); come se non bastasse, fa, e con passione, si sente da come ne parla, un lavoro che richiede una forza d’animo eccezionale.

Ma, da non credersi!, il fatto che sia una bella bimba è passato per me in secondo piano: tra le tante cose da dirle e chiederle, la personalità solare, l’amore per il suo lavoro, avrei trascorso la serata ad inquisirla… se non avessi un senso del ridicolo abnormalmente sviluppato.

‘Sta ragazzuccia credo fosse l’unica single della serata, a parte la festeggiata. Purtroppo era capitata tra TROPPI maschietti singles. EravaMO diventatI ridicoli, tant’è che la seconda volta che questa ragazza d’oro ha ascoltato stoica delle ristrutturazioni fatte ad una abitazione (essendo andata ad abitare da sola, il “destro” era quello) son scoppiato a ridere con un “diventerai una consulente d’interni”; ho mollato botta e ho provato ad ignorarla per tutta la sera, per la sua stessa pace.

M’è dispiaciuto, perchè, per una volta, non ero in “mangusta” (Vergassola docet: tecnica che consiste nel rincoglionire di chiacchere la sventurata e poi saltarle al collo come fa il mustelide che le da il nome), bensì in reale gioia di aver ritrovato un’amica da troppo tempo lontana. Però, per rispetto del suo diritto di cenare in pace, e passare anche un dopocena senza doversi continuamente difendere, ho rimandato -a chissà quando, a questo punto- il proseguimento della liturgia d’uopo in questi casi, quella del “raccontami tutto, che son anni…!”

La domanda che mi pongo è: sono stato educato o, fondamentalmente, ho ribadito di essere un coglione?

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February 26, 2005

Galline

La mi’ povera zia Lise abitava in campagna, secoli fa.

Avendo non proprio abbondanza di spazio e un figlio cacciatore, condividevano in maniera abbastanza pacifica la sua aia, seppur opportunamente divisi, un cane da caccia e non so quante galline ovaiole.

Abbastanza, appunto.

Un giorno, non si sa bene come, il cane superò la recinzione e si mise a “giocare” con le galline.

Una volta riacchiappato e sgridato il cane, ortunatamente solo una rimase ferita: azzannata alla testa, la carne si era sollevata a mostrare un bel “sette” di cranio. La mi’ zia, pratica e rassegnata (”alla peggio si mangiava”) l’addormentò con l’etere, e con un bel filo di refe la ricucì. L’asperse di tintura di iodio e Cicatrene, la bendò con un bel fiocchetto, la lasciò riprendersi in cucina, sul tavolo. Appena la gallina fu tornata arzilla come prima dell’incidente, la zia la rimise nell’aia e se ne andò serena.

Mezz’ora dopo, la gallina era morta, beccata a morte dalle altre. Il fiocchetto bianco la rendeva diversa e spaventosa, e le galline avevano reagito beccando e beccando.

Quante galline conosciamo, gente che becca e uccide tutto quello che non capisce o è solo strano e diverso? Una parola, un gesto, un’occhiata maligna al tipo strano, al nero o al giallo, all’omosessuale, allo straniero, a quello o quella che pesa troppo o troppo poco… Una parola dietro l’altra, una beccata dopo l’altra, fino a che la testa infiocchettata non si alza più, e la tranquillità del normale niente torna sul pollaio.

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February 25, 2005

Religione, cianuro dei popoli

So che questo mio post mi farà molti nemici tra quelli che mi conoscono poco, e mi farà molto discutere con quelli che mi conoscono meglio.

Ancora una volta, le pressioni vaticane influenzano la politica.

I radicali son stati “rimbalzati” da Prodi perchè scomodi al Vaticano.

Io sono ateo, grazie a dio, si sarà capito. Credo che non esista paradiso nè inferno, che questo nostro sia l’unico ballo che si possa ballare, e che l’unico comandamento da seguire sia la nostra coscienza; tanto meglio ci saremo comportati, tanto più avremo insegnato, e, in barba alla genetica, il nostro patrimonio intellettuale-morale-comportamentale ci sopravviverà.

Non mi interessa avere otto figli per mandare avanti il mio sangue (che, al limite, è pure quasi del tutto uguale a quello del mi’cugino, che mi sta sui coglioni): vorrei che mi sopravvivesse il mio modo di essere, di pensare, di sognare. E si fa quel che si può, con l’esempio e la comunicazione; lasciatemelo almeno sperare; per questo, cerco di essere una “buona” persona, qualunque cosa questo significhi, il più corretta e il meno dannosa possibile.

Questo a parte -giusto per spiegare che non sono un cultore dell’amoralità-, devo asserire questo: sono affranto e anche stupito dal potere che la Chiesa, e la religione in generale, ha sulla vita di anche chi magari, invece di fare si-si con la testa ogni volta che si bolla qualcosa come anticristiano (o contro Allah, o contro Geova… non si offenda chi dimentico, anzi), ragiona sulla razionalità di quanto affermato dalla religione di turno.

Prima che mi dimentichi: chi non l’ha fatto, si procuri una copia del film Dogma (tra l’altro uscito in Italia con più di due anni di ritardo rispetto al resto del mondo per non turbare l’anno del Giubileo) e se la gusti.E poi sappiatemi dire.

Torniamo ai radicali. perchè son scomodi al Vaticano? perchè vogliono un approccio SENSATO (non mi viene in mente altro aggettivo equivalente) a dilemmi morali come quello sulle cellule staminali, alla procreazione assistita e cose così.

Al momento, la posizione della Chiesa sulle cellule staminali è questa: “Gli embrioni sono vita e quindi con una dignità”; al che si oppone “Si, ma una dignità ce l’ha anche chi come Coscioni -lista radicali- sta morendo perchè non gli si consente di ricercare e curarsi con le cellule staminali”. La chiesa, sagacemente, piuttosto di consentire la ricerca sugli embrioni sovrannumerari, ne consente la distruzione, alla faccia della “vita e dignità”.

Per la fecondazione eterologa è anche più breve: “Coppia, puoi far figli? perchè se uno dei due è sterile, son cazzi vostri”.

Per motivi MORALI (ma di che???) si nega una speranza di vita e guarigione, si nega la gioia di una maternità, anche a chi magari questi problemi non se li farebbe. E’ quello, che mi rode; se ognuno seguisse solo le sue, di convinzioni, senza provare ad imporle agli altri, e nel caso italiano e del Vaticano pure per legge, penso si vivrebbe tutti parecchio, ma parecchio meglio.

Aneddoto su Madre Teresa di Calcutta, preso da una biografia non autorizzata e riportato da Roversi su Cuore (quindi, per favore, non datemi del fascista, datemi dell’impreciso, perchè cito solo quel che ricordo): MTdC arriva, subito dopo le truppe, in sede di “stupro etnico” (bangladesh? non ricordo) e conforta le donne con “fra pochissimo arriveranno coperte, vestiti, medicinali, cibo”; al che le donne obiettano “molte di noi vorrebbero anche abortire i figli dello stupro”; giustamente, MTdC avrebbe risposto “beh, chi vuol abortire non avrà diritto agli aiuti”.

So che Madre Teresa era una santa, però non vedo questo aneddoto molto discosto dalla linea di condotta vaticana. Non impone niente. Però in Africa o pigli l’AIDS o vai all’inferno.

Poi, abbiate pazienza, ma non riesco a reggere, a concepire come si possa, dopo averci pensato un po’ su, seguire religioni che dicono no al preservativo quando mezz’africa muore di AIDS, a religioni che hanno ossimori come “guerra santa”, a religioni che appena non sanno e non possono spiegare, s’attaccano a atti di fede, dogmi e inconoscibilità dei piani divini.

vallo a dire ai parenti delle vittime dello tsunami, che i sacrifici ci fortificano.

IO -coi tre neuroni tre che mi ritrovo- non riesco a concepire un dio onnipotente-buono che consenta tragedie del genere. O onnipotente -e allora non gliene frega nulla di noi formicuzze- o Buono -e allora non ha potuto farci nulla, po’rello-… il concetto stesso di paradiso -un luogo in cui l’unica sensazione è la gioia- mi inquieta… faccio un esempio: i mi’poveri nonni volevano un bene dell’anima a me e al mi’fratello. Non dubito che siano andati in paradiso. se da lassù ci vedono, come fanno a non soffrire per ogni guaio che ci capita, per quanto piccolo? Sono stati lobotomizzati dalla gioia, e non frega loro più nulla del mondo materiale? il solo pensiero di una eterna lotofagia mi angoscia.

Io posso capire che la religione è soprattutto speranza, il caro vecchio “sto tanto male qui, speriamo in un dopo” ma preferisco o imparare ad accontentarmi di quello che ho qui, o combattere per migliorare la propria situazione, che lasciarmi convincere che più soffro meglio è, perchè gli ultimi saranno i primi. Per fortuna l’autofustigazione è passata di moda.

Non provo nemmeno a discutere su coloro che promettono il paradiso a minori, minorati mentali o anche solo a disperati, poi li imbottiscono di esplosivo e li aiutano a farsi saltare su autobus o al mercato: son bestie, punto. Chiunque tu sia, qualunque cosa ti abbiano fatto, il colpire gli innocenti ti porta automaticamente dalla parte del torto. vuoi proprio-proprio farti saltare? allora, vigliacco, fatti saltare a un posto di blocco, colpisci chi ha scelto di rischiare, una caserma, non andare a beccare donne e bambini. Basta. Scusate la divagazione.

 

Torniamo ai radicali.

L’ottimo (si fa per dire - nemmen con le patate-) Prodi ha rimandato a casa degli alleati contro Berlusconi (e già qui, fare un programma “contro” qualcuno invece che “pro” qualcosa, mi fa uno schifo che mezzo basta, ma se ne riparla) per non inimicarsi le forze cattoliche. Han fatto di tutto per far interrompere le trattative dei radicali col centro-destra e poi li hanno lasciati a piedi. Una manovra ben furba, ma scorrettissima. Se era una forza politica che dovesse osare non dico attaccare, ma almeno criticare razionalmente le posizioni della Chiesa, quella non era la destra.

E invece, del “razionalmente”, della coscienza, del buonsenso, in Italia bisognerà fare a meno ancora per un po’; il prossimo referendum è una sconfitta annunciata, visto che, fedeli alle direttive “molto, molto, superiori”, trasversalmente si sta facendo di tutto per collocarlo in data balneare.

Una domanda, vorrei fare a chi vuol legare mani e piedi e gettare in’oubliette la libertà altrui.

Davvero credete che qualsiasi dio adoriate, questi voglia che voi IMPONIATE il suo volere, e non che CONVINCIATE?

 

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February 24, 2005

Spot

Andate a vedere “The forgotten”. pare un romanzo di Koontz, quindi A ME è piaciuto :)

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February 23, 2005

Mi vergogno

…d’esser fiorentino; qui lo dico e qui lo nego, perchè difenderò la mia città con le unghie e coi denti da chiunque di fuori ne dica male… però son molto cupo.

L’ultima goccia è arrivata ieri.

L’ambasciatore di Israele, a Firenze per una conferenza sulle “prospettive della pace nel mondo” è stato contestato, gli è STATO IMPEDITO DI PARLARE (quando i roghi di libri? aspetto con ansia) da un gruppo di studenti inneggianti a “palestina libera, palestina rossa”. Ovviamente, quando son stati cacciati (troppo educatamente, secondo me) l’ambasciatore li ha appellati con “fascisti ignoranti”.

Dopo il gesto di pace dell’altro ieri -unilaterale, israeliano-, coglioni del genere erano lì solo per rompere le palle. Punto.

Bella figura, che han fatto fare alla città e ai suoi giovani.

il dramma è che di inioranza, di quella che divide tutto in rosso e nero, così, in allegria, senza pensarci troppo su, ce ne è tanta, a Firenze, e sceglie il colore per tradizione, secondo me.

S’ha un sindaco che ha fatto più danno della grandine. A parte lo scempio alla Fortezza, il discorso della pensilina degli Uffizi (c’era bisogno di chiamare un genio giapponese, per disegnare un troiaio? dammi la metà dei miliardi che hai dato a lui, e qualcosa di altrettanto schifoso la disegno pure io, e non si potrtà realizzare ugualmente)…

mi limito a riportare voci, quindi non dovrei esser denunciabile per diffamazione come quel poverello che al mercato s’è lamentato, è stato sentito dalla signora sindaco.

Per chi non lo sapesse, adesso a Firenze si parcheggia quasi solo sul blu, grazie alla cessione indiscriminata a Firenze Parcheggi di tutto il territorio. Il biglietto dei bus (ATAF) costa 1€ per 60 minuti, uno dei più cari d’Italia. Il traffico è bloccato da cantieri… Fin qui nulla di male, càpita a tutti di avere un sindaco che non ce la fa a capire che la metropolitana a Firenze, ormai, è più che utile… però qui c’è del dolo…

Perchè si fa di tutto per complicare la vita ai fiorentini? Non ho tempo e risorse per una visura camerale, però non è mistero che la Firenze Parcheggi abbia tra gli azionisti l’ATAF… che a sua volta ha tra gli azionisti, una tal Florentia (da un opuscolo pubblicitario dell’ATAF stessa)… non sarà la solita, mi fallirà la memoria, ma…

Inciso a parte, che se fosse vero, spiegherebbe come mai a Firenze venga penalizzato, con balzelli sul parcheggio, menefreghismo sulla viabilità e blocchi del traffico, il traffico privato senza potenziare quello pubblico; a chi ha bisogno di entrare a Firenze in auto basterebbe un parcheggio scambiatore gratuito e un servizio di mezzi pubblici efficiente, ma son cose che non fan guadagnare nessuno…

Fine dell’inciso. Ricordo che i miei hanno un bar (non cedo alle mie stesse provocazioni e non narrerò l’odissea del parcheggio nella piazza antistante lo stesso, una volta parcheggio scambiatore, adesso “mucchina” per la Firenze Parcheggi) e, quindi, di gente che si lamentava e lamenta per l’attuale sindaco e sottoposti, se ne è sentita tanta, ma tanta-tanta-tanta.

Fino alle scorse elezioni. Quando s’è trattato di cambiare, nonostante si dicesse “peggio di questo non c’è verso”, abbiam sentito contrapporre un “si, ma questo è rosso, quell’altro no”

Come diceva il girotondino “continuiamo così, facciamoci del male”, continuiamo a votare per colore e tradizione, e non per capacità. Continuiamo a restare impermeabili ai fatti, e continuiamo a guardare solo il colore, come i tori. Freghiamocene se uno si è dimostrato (almeno) dannoso, e continuiamo ad affidargli una città invece di fargli ridare l’esame per la patente.

Freghiamocene di quello che uno dice, dall’altra parte, non ascoltiamolo, solo perchè è fico portare la kefiah e riempirsi la bocca di slogan, senza guardare a quel che succede, senza considerare che obbligare gli altri al silenzio con le urla o con le pistole è quasi la stessa cosa, è uccidere la democrazia.

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February 22, 2005

Nemmeno i maiali

C’ho un cervello che nemmeno i suddetti…

Stamattina i miei due cellulari e il palmare hanno suonato la loro bella sveglia.

Per sicurezza, per non disturbare i vicini, nel caso suonassero di nuovo (si sa MAI che tasti uno preme, nel sonno), visto che ero di fretta, invece di disattivare da menu le suonerie, li ho messi sotto la coperta, in modo che la suoneria fosse attutita.

Ho fatto le mie abluzioni mattuttine, mi son vestito, ho rifatto il letto, ho raccolto lo zaino… sul mobile dell’ingresso ho pure raccolto il telefono di mia madre, avendone visto blinkare il LED nel buio.

Al bar, mentre facevo colazione, gliel’ho consegnato… e mi son accorto di aver rifatto il letto coi cellulari dentro.

Stavo per telefonare al MENSA e dirgli che all’esame di ammissione non potevo essere io, visto che il mio cervello deve avere una densità pari a quella dei fonoassorbenti, o, più probabilmente, a quella del nastro a bolle per imballaggio.

Come si fa, dico io, a prendere in mano un cellulare altrui, bullarsi del “oh, l’avevi lasciato a casa” e non pensare nemmeno lontanamente al proprio???

 

Comunque, oggi sono irreperibile dal mondo esterno.

Roba tipo dieci anni, che non ero in questo stato.

Niente panico, per l’amordiddio, anzi, una sensazione come di sollievo, di distacco…

Tanto se devo chiamare, ho la rubrica sul pc…

Se c’è un’urgenza, son reperibile via mail, al bar sanno il numero del lavoro, cose così.

però.

stasera mi sentirò in DOVERE di richiamare tutti quelli che mi hanno cercato, di rispondere a tutti gli SMS, lo so già da ora; non userò il palmare che per le necessità (invece di leggerci a letto con gli auricolari) dato che oggi non l’ho ricaricato e ho dimenticato il cavetto “da casa” a figline (ahem).

è in questi momenti che mi sento tanto nerd… quando la tecnologia, oltre a semplificarmi la vita (è comodo, a figline, senza la linea fissa, controllare la posta da letto, in Bluetooth col cellulare in flat GPRS sul comodino), mi crea queste piccole angosce e tic. Che sarà, un giorno senza palmare? Stasera devo ricordarmi la lista della spesa a mente, devo ricordarmi di fare un paio di telefonate… nulla di trascendentale… però la mia coperta di Linus che fa bip-bip mi avrebbe aiutato…

si, sono un nerd, oltre che un geek.

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February 21, 2005

“0″

Nel post del 18, parlavo di una puntata di CSI.

lasciamo stare tutto il resto, parliamo del finale

Sarah -la Fox, la moglie stuprassassinata di Memento- torna nel suo appartamento.

Ad attenderla, la segreteria telefonica con un bello “0″ lampeggiante sul numero dei messaggi.

Nel frigo cibo cinese, appese allo stesso con le calamite i depliant-menu dei ristoranti, pacchi di riviste qua e là.

 

cibo cinese a parte -io ho contenitori di plastica con gli avanzi del bar dei miei-…

casa mia.

 

A Figline non ho nemmeno la segreteria telefonica… però spesso controllo la mia casella di posta, e il “nessun nuovo messaggio” fa lo stesso effetto di quello “0″ lampeggiante.

Come Sarah, non ci sto male. Davvero. Forse perchè “se non guardi non fa male”; però quando ti trovi a compatire una tipa che se non fosse in tv sarebbe uno specchio, devi guardare per forza, e per un secondo o due -o anche per un week end passato a rassettare, catalogare libri e fumetti con un sottofondo di DVD-  il male lo senti. Un’uggia sorda, niente di lancinante.

E’ inutile fare i duri e dire “non ho tempo per sanguinare”. Si sanguina lo stesso, anche se non si guarda.

Lei alla fine dell’episodio fa un bel cestino pieno di cartoni di riso cantonese, riviste e menù, dopodichè prende il telefono e chiama un ometto per uscire a cena. Essendo patonzimunita, si da per scontato che abbia successo nel darsi la botta di mondanità.

Io invece ho pensato “e chi cazzo chiamo, che sto in culo al mondo a sinistra?”

 

 

Grazie, D., per quel trillo che m’ha ricordato che esisto anche fuori dal mio studio.

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February 19, 2005

Logitech

quando ci vuole, ci vuole, nel bene e nel male.
come scritto in qualche post fa, ho acquistato via internet una tastiera per il mio palmare presso un rivenditore di HK, una Logitech, appunto.

all’arrivo, la provo e… sorpresa!, non funziona col mio modello, ma solo con quelli successivi e con un paio di precedenti, nonostante le specifiche di catalogo.
Telefono all’assistenza Logitech, dove in pochi secondi una cortesissima impiegata capisce il problema (e già non è poco), mi propone un paio di soluzioni, al termine delle quali si fa lasciare il mio numero di telefono.
vengo richiamato (e non è poco nemmeno questo) quando il servizio assistenza mi comunica che, effettivamente, detta tastiera non è compatibile col mio palmare.
Senza alcun incoraggiamento da parte mia, mi viene offerto un buono-acquisto sul catalogo Logitech on-line e mi viene pure aggiunto “le specifiche erano inesatte, le invieremo il prodotto da lei richiesto, qualsiasi esso sia, a spese nostre. La tastiera è ormai obsoleta e non può essere sostituita: la tenga pure, e guardi se può abbinarla a qualcos’altro”
…e il buono, che ho usato ma non abusato,(sistema di altoparlanti, arrivatomi puntualmente a casa l’altr’ieri) ,era pure di valore largamente superiore a quello di mercato della tastiera.
Cosa dire, se non “grazie” e “sono questi gli esempi da dare” ?
penso che, a fronte di un errore tutto sommato bilaterale (non era tutta colpa loro, non è tutta colpa mia) la cortesia usata e lo spontaneo “venire incontro” sia la miglior pubblicità che un’azienda possa farsi; in un mercato dove grossomodo i i prezzi differiscono di poco tra produttore e produttore, è il alto umano da curare, e Logitech credo l’abbia capito.

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February 18, 2005

Non leggete questo post

 No, non sono innamorato. forse.

Però l’attrazione è forte, anche se, come si suol dire, “non c’è storia”. Sono attratto dal di lei modo di pensare, di parlare. Sono attratto dai suoi gusti, dal suo umorismo, dalla sua cultura. Mi ha fatto intenerire, ridere, riflettere. La sua stessa voce mi rilassa e mi muove ondate di adrenalina.

Per fortuna non legge, credo, questo blog, dopo il mio prolungato silenzio, e soprattutto non leggerà questo mio post, che altro non è che uno sfogo per minimizzare i danni che potrei fare se continuassi ad accumulare la mia attrazione: come troppo spesso mi è successo, rovinerei tutto scoppiando in un a frase di troppo, fuori luogo, compromettente, non studiata ed ahimè sincera quando la mia ammirazione tracimasse.

Non sono innamorato.

Almeno spero.

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February 18, 2005

Conferme di genio

Ieri sera, mentre una puntata piuttosto fiacca di CSI scorreva in tv -ma ci tornerò su, oh, se ci tornerò su!- ho concluso la lettura de “il luogo delle ombre” di Koontz.

A parte il titolo, adattato -ma chi li sceglie gli adattatori?? CHI???- da “Odd Thomas”, il nome del protagonista, il romanzo come al solito è zeppo di scelte felicissime.

Nel primo capitolo, ho riso come un bambino piccino, roba che in un romanzo di azione/thriller è rarissma.

La trama è lineare, addirittura già sentita: un ragazzo vede i morti, prova a rimediare ai torti da loro subìti.

Per questo “già sentito”, il romanzo non è automaticamente il mio preferito tra quelli di Koontz (il titolo resta a “strangers”), e solo per quello.

L’intreccio è più che rispettabile, la storia d’amore è tenerissima e strappalacrime, e il finale è a dir poco un pugno nello stomaco, bello nella sua inaspettatezza e nel medo in cui ti fa dire “eh, già, coglione io che non l’ho capito da pagina due)

Raccomando a tutti i fan del genere: ci ho riso, ci ho pianto, mi sono immedesimato e preoccupato e incazzato e ho invidiato e compatito… c’è da pretendere di più, da una cosa che non ha la pretesa di essere un capolavoro?

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February 17, 2005

Arrestatemi

Sono un evasore.

Sono un pentito, e faccio subito i nomi di chi mi ha indotto a delinquere.

Ho ordinato una tastiera per il mio Palm ad HK.

E’ la terza che il dottor Brando mi invia; la prima non è mai arrivata, ed è ragionevole supporre che sia stata “ispezionata” e “trattenuta” dai nostri solerti impiegati postali.

Il buon Brando sul primo pacco aveva dichiarato natura e valore: “computer parts,169 $”, e la tentazione deve essere stata forte… peccato che in Italia si sarà un centinaio se va bene, a poter usare quella tastiera, e, soprattutto, si trattasse di dollari di HK…un totale di circa 25 euro spedizione compresa. La busta sarà stata aperta, ispezionata, e la delusione -nonchè l’impossibilità di mascherare lo strappo, o di usare la tastiera- avranno fatto si che il tutto sia stato cestinato. Spero che il responsabile si sia preso la SARS.

era una busta semplice, non tracciabile, non assicurata…. ohp! persa tra i tanti regali che si fanno gli impiegati allo smistamento postale sotto Natale… se è calunnia, non lo so. Però nel caso denunciate anche Goldoni, eh?, che in “lei m’insegna”, di vent’anni fa, denuncia questo stesso malcostume. Da allora le poste si sono ammodernate… oggi spariscono pacchi da tutto il mondo!!!

La seconda tastiera, visto che la prima non era mai arrivata, mi è stata inviata gratuitamente (e mi dispiace anche che il buon Brando abbia dovuto provvedere a sue, per quanto modeste, spese), con su scritto “samples,0$”.

Guarda caso, è arrivata.

Di lì il mio crimine:

ho chiesto allo spedizioniere di scrivere “samples, 0$” anche sulla nuova busta. Non sarà tassabile in dogana, di qui il mio crimine. di certo, però, attirerà molto meno le “gazze dei pacchetti”

Mi dichiaro pentito, non l’avrei fatto.

Ora però non gabbiate me, ma chi fruga nella mia corrispondenza.

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February 16, 2005

Altri Santi

Ieri vengo a sapere sul tardi che S. Faustino è la festa dei singles.

mando un sms alla mia amica -quella del post di ieri- informandola.

mi stupisce: “Non è triste? ci danno il contentino. s. faustino! Faustino, ti rendi conto???”

nell’obiettare che al momento sono quasi orgoglioso di essere fuori dalla dimensione consumistica di S. Perugina, mi accorgo, ricambiato, che non mi sento proprio a mio agio, anche se so che è la cosa giusta.

Mi spiego.

Un asso di bastoni in un mazzo francese.

Non solo piantato lì da solo, ma pure fuori posto senza speranza.

Non fraintendetemi. Non è l’essere single che mi pesa, anzi, ora come ora ci sto benebene (condizione pericolosissima. so che è proprio quando uno dice “single per un po’, adesso!” credendoci, che gli capita la tramvata sentimentale e senza speranza della vita) senza impegni fissi, senza dover “mediare” ogni decisione sul tempo libero et similia.

il discorso è un altro. King, sempre lui, maledetto genio!, in Carrie, parlando della protagonista, la definisce “un rospo tra i cigni”; koontz in “il luogo delle ombre” usa la metafora “un’anatra ad una mostra canina”. ecco. qualcosa di buffo e fuori posto. che magari altrove, un altrove difficile da definire, starebbe benissimo; non che dia noia, sia brutto o dannoso, ma, ecco… se guardi bene vedi che ha ben poco a che fare con il dove sta adesso.

uffa. maledetta tastiera. quando avevo quella telepatica mi spiegavo meglio :/

chiamamolo senso di “non appartenenza”.

spesso mi sento “inappartenente” perfino alla mia cerchia di amici -soprattutto da quando ormai son più a coppie che sull’arca (”salve, sono lo spaturno, avete visto la mia signora?”)-, figurarsi ad una società che si ricorda d’essere innamorata solo quando vede un oggetto bugnoso a stelle blu su fondo argento.

mi sento inappartenente alla mia famiglia, da quando mio fratello e io ci siamo trasferiti (LUI si è trasferito. io sono a mezza pensione, dormendo una sera si una no in quella che era camera mia e adesso è ogni giorno di più uno scheletro in decomposizione inorganica di ciò che era, con un materasso di fortuna e la capacità di generare ninnoli e ciarpame che credevo perso nelle pieghe dello spazio-tempo e che non ho il coraggio di gettare), figurarsi se il sapere che altri singles sono nella stessa situazione e che un responsabile marketing di qualche azienda che aspetta solo che i tempi siano maturi per mettere sul mercato il “sinGOL! - il Kit del single arrivato” (composto da CD/DVD con borbottìo di sottofondo a cui rispondere distrattamente “si, amore” di tanto in tanto, cuscino a forma di spalla umana, servomotore/sintetizzatore vocale per asse del gabinetto -regolabile sia per alzarla di tanto in tanto se siete donna, sia per cazziarvi se siete uomini-, e codice per attivare un servizio di “k si fa stas? tvttb” via SMS) sta pianificando per renderla istituzionale e financo invidiabile, non mi rinfranca per nulla.

mi accorgo che le persone con cui vado più d’accordo sono le più lontane che conosco; penso che magari è per quello, che ci vado d’accordo e mi sopportano e, si, mi sento loro vicino, e mi sento persino inappartenente al buonsenso e al consorzio civile.

inappartenente, a word a day.

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February 15, 2005

The King no more

Non son coerente, lo so

A parte una telefonata graditissima perchè inattesa di un’amica, San Perugina non ha avuto grosse sorprese, almeno per me; quindi, non tratterò oltre fuori dal dimenticatoio la festa più consumistica e artificiale (motivo a: se voglio bene a qualcuno, perchè regalare a comando, solo il 14/2 dopo le 20, un pegno del mio interessamento? motivo b: la suddetta festa è quasi del tutto scaturita dalla mente di un paio di pubblicitari di una ditta di biglietti augurali statunitenseì; loro sì che il loro stipendio se lo meritano, altro che Isy, semmiprenditisposo e tuttattornatte -eviterò di commentare il calciatore che parla coll’uccello per non sparare sulla croce rossa, però trovo doveroso chiedere cosa gli passasse per la mente (”mente”?)quando ha accettato un testimoning del genere-) del mondo.

mi accorgo che il paragrafo che ho appena chiuso mi qualifica come “dottor Divago”

torno a bomba

iernotte -stamattina- intorno alle 2:00 ho finito di leggere l’ultimo romanzo di Stephen King della serie “la Torre Nera”. più per picca che, come era successo con IT, Insomnia a tanti altri, per reale interesse.

 

che dire?

….

…dev’essere stata una gran botta, quella col minivan.

King si spaventa, teme che sarà il finale, che non piacerà ai lettori.

Tutt’altro. nel caso, il finale è l’unica cosa che riabilita, direi anzi NOBILITA con la sua inaspettatezza anche il vaneggiante sproloquio de “la Canzone di Susannah”.

Da quando siam partiti col Calla, orsì, Discordia!, hanno scritto più gli antidolorifici che King, se vi è gradito.

C’è un personaggio utile a niente se non come spazzino -chi ha letto lo sa (non son più carabinere :D )- sia nel romanzo che ai fini della trama, tagliando UN filo rimasto appeso per milleeventi pagine in UN paragrafo;

King ha ABUSATO del Deus Ex Machina, introducendo all’ultimo “artisti” che hanno reso Roland a dir poco inutile nella missione per lui più importante… diciamocelo: del vettore, dei frangitori, del Calla, del Tet, gliene poteva fregar meno? _NO_. al Childe importava solo di quel balconcino.

E, se non bastasse, anche con un Post-it. una tristezza che metà bastava. Inutile, inutile, inutile, quel DEM lì in particolare.

 

il Ka stesso non è che un modo per dire “non sapevo come aggiustare la trama”

si sfrondano personaggi in maniera più che prevedibile? Ka.

vanno a posto eventi che NON potevano andare a posto? Ka.

io posso anche capire che King abbia voluto farci “sentire la predestinazione” telefonandoci prima la morte di ogni membro del Ka-tet ed evitandoci qualche sorpresa… ma quante lettere fa “Stephen King del menga”? diciannove, vero? QUALCHE sorpresa, lasciamela. se no andavo all’ultima pagina appena ho aperto il pacco coi romanzi.

e poi, l’ultima parte del romanzo è davvero un brodo troppo lungo…

Carina, invece e davvero, l’idea di recuperare personaggi da “tutto è fatidico”, “cuori in atlantide” e di certo qualche altro che non ho riconosciuto (il bimbo di Insomnia lo ricordavo). però non basta.

E’ da Rose Madder in poi che King ci propala misticismo da Bomba di Dio… “tutto succede per una ragione” (il segreto di pollyanna), “c’è una lotta in corso” (il signore degli anelli) ,”19!” (guida galattica per autostoppisti), “ci sono realtà oltre questa” (x-files), “non posso comportarmi diversamente, c’è una volontà superiore che mi guida” (TG4)

scherzi a parte, secondo il mio modesto parere, c’ha marciato troppo soprattutto coll’infilarsi nella narrazione (PERCHE’?, per amor di $divinitàapiacere$, PERCHE’? ha paura ci dimentichiamo di lui? beh, in fondo ha ragione. scrive solo prefazione-postfazione-note biografiche-lista della spesa-analisi del sangue di ogni romanzo, spiegandocene la storia dall’idea iniziale alla terza ristampa, come possiamo ricordare che è pure un simpatico mascalzoncello MILIARDARIO IN DOLLARI ma ancora un po’ hippie?)

cavolo, poteva dire : “m’han schiacciato colla macchina per una causa superiore, il ‘99 è stato un anno del cacchio, ma in fondo sono contento, perchè sono in missione per conto di Dio” via e-mail, mi limitavo ad aggiungere un criterio “from” al mio filtro antispam, mi risparmiavo un sostanziale trasferimento di capitali dal mio conto in banca verso quello di ibs prima e S&K poi e la pigliavo per buona dandogli ragione come si da ragione al nonno quando parla dei tedeschi: con qualche dubbio, ma sulla fiducia, perchè LUI ci crede.

adesso invece mi tocca dire: peccato non guidavo io. due botte di retromarcia, e la buona Tabitha King diventava la vedova più ricca del Maine. Invece no, bisogna riconoscerglielo. sa scrivere e venderci quel che ha scritto anche quando quel che scrive, se lo scrivessi io verrebbe diagnosticato come uno “sfogo mitomaniaco post-traumatico”.

vabbè. leggetelo, se siete a metà del ciclo della Torre. io però v’ho avvisato.

se non avete mai nemmeno iniziato, evitatelo come avete evitato le altre cose di cui avreste potuto dire “smetto quando voglio”.

 

come-commala-vita

meno male che è finita

come-commala-ridere

non sapeva più che scrivere

come-commala-giù

non ne avrei comprati più

 

…lunghi giorni e piacevoli notti :P

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February 14, 2005

Santi del giorno

Provo a scriverlo, per la terza volta. non devo aver capito bene come funziona il “pubblica”.

Dicevo:

 

Si principia male. Ma male male male.

avevo in mente di arreggermi fino a domani, e postare di San Peugina a posteriori.

Invece, ho scoperto che oggi è anche San Pantani.

Ora, con tutto il rispetto per lo sportivo -qui non posso e non voglio giudicare, come non voglio entrare nella faccenda “doping”-…

Conosco gente che ha avuto molto meno fortuna, molti meno amici e anche molti meno soldi, eppure non s’è autodistrutta come s’è autodistrutto lui.

insisto: con tutto il rispetto, ma non ce la fo proprio a compiangerlo come mi paiono compiangerlo oggi-e-solo-oggi i media. m’aspetto per stasera un servizione su studio aperto con musica strappalacrime, volata al ralenti e titolo del tipo “di nuovo addio, campione”. son cinico io o loro?

Posted by i'C under Accadde che... | Comments (0)

February 14, 2005

WHY? PICCHE’????

…perchè “troppa salute” ? è il titolo di una canzone bonsai di Iacchetti. Indica quella particolare condizione di agio che ti porta a smettere di preoccuparti dei problemi tuoi e iniziare a rompere i coglioni altrui. Ecco, adesso sto così. Sono tranquillo, rilassato, senza particolari affanni. Quando, meglio di adesso, per iniziare a metter bocca in cose che non capisco e che non mi riguardano?

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