Animali
Ieri mattina, tornando a casa mia attraverso le colline del Chianti come sempre, per poco non metto sotto un animale sbucato dalla macchia. Ho inchiodato e l’ho apostrofato con un “testa di cazzo”.
Al che l’animale ha fatto finta di nulla, come se il mondo fosse suo, m’ha guardato malissimo, ha tirato un’altra boccata dalla sigaretta e ha finito di attraversare la strada per arrivare alla macchina tirandosi dietro il cane. Ovviamente, alle macchine -fuoristrada, of course, però lasciati sull’asfalto, non s’avessero a sciupare!- lo aspettavano altri animali della stessa fatta, tutti con la loro livrea verde mimetico, il fucile e i cani.
Ebbene si, in Toscana è periodo di caccia. Ciò vuol dire che individui a cui non daresti in mano un motorino per paura che si sfarinassero contro un platano o che rovinassero qualcuno, agguantano il fucile e una povera bestia che troppo spesso ha più buonsenso di loro e s’alzano ad ore antelucane per imbottirsi d’alcol per non sentire il fresco, e vanno in giro per la campagna e i boschi a spandere bossoli non biodegradabili sparando a qualsiasi cosa si muova; per fortuna abbastanza spesso si impallinano fra di sè e provano cosa vuol dire una rosata di pallini. Io in quei frangenti mi dispiaccio solo che non abbian caricato a terzarola (per chi non lo sapesse: tre pallettoni incatenati fra sè che ruotando l’uno attorno all’altro macinano più che perforare).
“Perchè tanto odio?” chiederanno i miei due lettori. Beh, risponderò per esteso.
Non sono contro la caccia in generale.
Sono contro la mattanza indiscriminata che è consentita in Italia, di fatto non punendo chi contravviene alle norme.
Come si fa a chiamare “sport” una attività in cui un anziano sovrappeso e bolso, di solito con riflessi e vista indegni di tali nomi può agguantare un’arma e mettersi a sparare in giro finchè non ha scaricato le frustrazioni dell’andropausa ammazzando tutto quel che ha visto muoversi? uno “sport” si fa ad armi pari, io lo dico sempre: “ad armi pari” il cinghiale dovrebbe vedersela col cacciatore disarmato, o alla peggio armato di coltello, se vogliamo far pari coi denti, in un recinto di tre metri per tre, chi resta in piedi mangia l’altro, non contro dieci cecchini a venti metri con fucili da elefanti.
“Curano il territorio”, mi dicono. Certo, come no. Fatevi una passeggiata su un sentiero qualsiasi e ditemi quanti bossoli han raccolto, ’sti “curatori del territorio”.
“Il cinghiale è infestante”, mi dicono. Certo, vero. Come la volpe, figlia fino a riempire la sua nicchia di disponibilità alimentari e predatoria; il che vuol dire, che, per la gioia dei cacciatori, se ne ammazzi dieci, l’anno dopo altri dieci son di nuovo impallinabili. Però non ammazzandone nessuno, avrebbero figliato meno, non avendo “buchi” tappabili. Ma questo sarebbe molto, molto meno divertente, vero?
“L’uomo è sempre stato cacciatore”, mi dicono. E allora tromba, perdio, e vai a caccia di donne! Alzane una sola, di canne, invece della doppietta, una buona volta, che fai del bene, invece di sfogare il sadismo su prede innegabilmente più facili ma non consenzienti.
“Si fa per mangiare”, mi dicono. Certo, come no. Tra licenze, spese, cani, pallottole, fucili, non converrebbe andare all’esselunga? io dico anche dal Pinchiorri, altro che!, piuttosto che mangiare due tordi al piombo.
“Si fa moto, si tiene in allenamento l’occhio e il cervello”. Bene. Nulla in contrario. Lascia a casa il fucile, se vuoi far moto, e vai a far passeggiate. Se invece ci tieni tanto a sparacchiare in giro, iscriviti ad una associazione di soft-air, e fai come facevo io: spara con pallottole inoffensive ad esseri umani, in grado di ingannarti, scansarle, metter su una strategia prima e spararti indietro poi.
Non mi viene in mente altro, se non che i boschi e gli animali sono patrimonio pubblico, e quindi anche mio; come si multa chi vandalizza un monumento, si dovrebbe prendere a calci in culo chi fa fuori gli animali di tutti.
Posted by i'C under Ce l'ho con... |
















