Cicatrici
Stamani, mentre mi lavavo (càpita), mi son trovato una cicatrice che non sapevo d’avere.
Bianca, lunga, in rilievo, vicino al polso sinistro, appena più vicino al gomito del cinturino dell’orologio: impossibile che non la ricordassi.
La spiegazione è una sola. Questo non è il mio solito corpo. Solo così si spiega anche il dimagrimento quando in realtà volevo solo definire.
Non scherzo.
Son sempre stato convinto che tutti noi viaggiamo tra infiniti, _davvero_ infiniti, mondi che differiscono per particolari minimi, ogni giorno e senza accorgercene se non quando ritroviamo le chiavi -lasciate in cucina- in tasca dei pantaloni.
Non abbiamo bisogno di tunnel, sliders, macchine che apron buchi quantici, cosine del genere. Ci basta l’inconscio. Sentiamo il bisogno che da “domani” saremo più attivi sul lavoro, e giorno dopo giorno ci spostiamo senza volerlo e senza accorgercene in mondi appena diversi, verso quelli -lo stesso infiniti- in cui stiamo per guadagnarci la promozione. Decidiamo che è l’ora di darci una mossa con la tipa, e pian piano arriviamo al mondo in cui lei ci fila, se è realmente quello che vogliamo nel profondo, accanto alla macchinetta di teletrasporto subconscia.
‘Sto giro c’ho le prove. Pensavo ci si spostasse corpo e tutto, e invece, forse perchè il mio proposito, oltre che ANCHE conscio è legato al corpo, almeno questa volta mi son spostato nel corpo di un me più snello ma che chissà quando si è fatto uno sbrego sull’avambraccio. Ridete, ridete. Intanto io, spostati ho perso tre chili
La mente umana ha delle potenzialità che non conosciamo. E questa è solo una di quelle che non posso provare se non a me stesso (i miei amici di “qui” m’han sempre visto con questa cicatrice, no?).
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