“Non può piovere per sempre”
Vero.
Però qui sembra Ranjipoor.
(o Ranchipur che dir si voglia)
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Vero.
Però qui sembra Ranjipoor.
(o Ranchipur che dir si voglia)
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Si intitola così perchè è telefonato dall’inizio alla fine.
Quando una a tre minuti dall’inzio del film dice al figlio dice “basta che mi chiami per nome, e io arriverò ovunque tu sia” SAI che alla fine questa o il bambino si perderanno in un posto orribile.
Ed è solo un esempio.
Poi, la fiera del luogo comune. La cantina col carillon che lo tocchi e inizia a suonare, lo specchio che (acc! non ha un filo di polvere!) riflette “strano”, la porta aperta all’improvviso, il bagno (ma ‘zzo! Samara ama l’acqua, il tu’ figliolo scaldalo con una stufetta o con un piumone, non con LA PORTA DELLE TENEBRE, lasciandolo oltretutto da solo)… insomma, mancava solo il gatto che salta fuori soffiando all’improvviso.
Carina solo la scena esorcista-style di Samara che si arrampica rotolando, e, al solita, anche se convolgente per la quantità spropositata di grinze (madonna com’è invecchiata male) Sissy Spacek - Carrie.
Approfittate di una “festa del cinema”, non lo pagate un biglietto intero, ecco.
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