May 31, 2005

Personalità Autorevole Piuttosto Antipatica

ingerenza

Sillabazione/Fonetica [in-ge-rèn-za]

Etimologia Deriv. di ingerirsi

Definizione s. f. il partecipare a un’attività, a un affare, a un’iniziativa; in partic., con senso pegg., l’intromettersi in qualcosa senza essere richiesto o desiderato: l’ingerenza di uno stato nella politica di un altro; non tollero alcuna ingerenza nelle mie questioni personali.

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May 30, 2005

L’eterologa? meglio il postino! (not so far-west)

 Faccio il bello con le piume del pavone, e riporto (ahimè, non ricordo da dove) le motivazioni per il si.

Voi votate come vi pare, ma votate, che stavolta l’astensione è la peggior cazzata che possa passare per la testa

 

 

1- il divieto di fecondazione eterologa; la f. eterologa è la tecnica
che consente alle coppie in cui l’uomo è completamente sterile di
concepire un figlio grazie al seme di un donatore anonimo; è una tecnica
che si
pratica da decenni in tutto il mondo, e oggi l’Italia è l’unico paese che
la vieta. Questo perché il legislatore ha deciso di tutelare il modello
tradizionale di famiglia, basato sui legami di sangue; ma, a parte il
fatto che questo è un concetto non più rispondente alla nostra realtà
sociale,
le conseguenze di questo divieto si stanno rivelando molto pericolose; le
coppie italiane non hanno mai smesso di praticarla: i più ricchi possono
andare in Spagna, Francia, Inghilterra ecc.; ma tutti gli altri si stanno
dirigendo verso paesi come la Bulgaria o l’Ucraina, più economici ma con
standard di sicurezza igienica e sanitaria molto bassi. E cosa ancor più
grave, si è sviluppato ormai grazie a internet un fortissimo mercato nero:
vere e proprie banche clandestine in cui abbondano le offerte di seme a
pagamento; gli affari vanno alla grande, ma non c’è alcuna garanzia sulla
provenienza di questo seme e soprattutto sulla salute dei donatori, che
potrebbero anche essere sieropositivi o affetti da malattie veneree. Se
passerà il referendum si potrà ricominciare a praticare l’eterologa nei
centri autorizzati, dove sarà al sicuro la salute delle donne e dei loro
bambini.
Riassumo. Se non passa il “si”, se in una coppia uno dei due è sterile, ciccia, niente figli.
 

 

2- il divieto di ricerca sugli embrioni; ciò che non viene detto è che
nessuno pensa di fare strani esperimenti su dei futuri bambini! Esistono
in Italia migliaia di embrioni non più impiantabili, perché vecchi o
malati,
che non potranno mai svilupparsi e che quindi potrebbero essere destinati
alla ricerca; ricordate che quando si parla di embrioni a questo stadio
ci si riferisce a poche decine di cellule in una provetta. La legge 40 dice
che questi embrioni devono essere lasciati in provetta “fino alla loro
naturale estinzione”, perché questo significherebbe rispettare la loro
dignità; in
realtà è molto più rispettoso della vita umana sostenere la ricerca sulle
cellule staminali, che costituiscono l’unica via per curare in futuro i
tumori, il Parkinson, il diabete ecc., piuttosto che lasciar morire in una
provetta le sole speranze di essa. Ricordate che: si tratta di embrioni
che comunque non possono svilupparsi, e che così invece sarebbero utili e
importantissimi per il nostro futuro; ormai tutti gli scienziati italiani,
che in questo campo sono tra i migliori al mondo, lavorano all’estero -
e noi compriamo a caro prezzo da quei paesi i ritrovati brevettati molto
spesso proprio da italiani!; e infine, se da una persona adulta in punto
di morte possono essere espiantati gli organi per salvare altre vite umane,
per quale motivo delle cellule in una provetta destinate a morire non
possono
essere usate allo stesso scopo?
Riassumo. Se non passa il “si”, per tutelare la “dignità” di un grappolo di cellule che si vorrebbero alla fine distrutte, si calpesta la dignità e il diritto a vivere decentemente di tanti che potrebbero essere curati con le staminali. Quando uno sta male-male, conta più o meno del suddetto grappolo che COMUNQUE verrà incenerito?

3- L’articolo 1 della legge; in esso si stabilisce che la procreazione
assistita si può praticare solo per curare la sterilità, e solo se non
esistono terapie alternative. Questo significa innanzitutto che le coppie
non sterili ma affette da malattie genetiche non possono usare queste
tecniche, come in passato, per concepire un bambino senza trasmettergli
la loro malattia; significa inoltre che non si può richiedere direttamente
la tecnica che si sa essere più idonea per il proprio caso, ma si deve
passare prima obbligatoriamente per altre cure più “blande”, come i
bombardamenti
ormonali (che blandi non lo sono per niente). Quindi si sottopone la
coppia e terapie non solo molto pericolose per la salute, ma anche
inutili,
perché stiamo parlando di persone di cui è stata già accertata la
sterilità, e
che fanno perdere del tempo prezioso.

Riassumo: se non passa il “si”, e hai una malattia genetica, non potrai selezionare o ridurre il rischio di trasmetterla ai tuoi figli.

4- Il divieto di formare più di tre embrioni per ogni tentativo di
impianto, l’obbligo di impiantare contemporaneamente tutti gli embrioni
formati, e il divieto di conservazione degli embrioni; questa è una delle
norme francamente più assurde della legge. Il legislatore ha deciso che
gli embrioni non si possono più conservare in laboratorio, perché questo
non
è rispettoso della dignità di un organismo che la legge considera come una
persona a tutti gli effetti; e quindi bisogna fare in modo che non si
producano più embrioni di quanto necessario. Ecco la soluzione: per ogni
tentativo di impianto si possono produrre al massimo tre embrioni, che
devono essere tutti trasferiti in utero; se i tre embrioni non fossero
sufficienti, i tentativi si potranno ripetere senza limiti. Innanzitutto,
non si possono stabilire per legge dei numeri, perché ogni donna è diversa
dall’altra e solo il medico può dire quanti embrioni sono necessari per
avere delle speranze di successo; tre embrioni poi sono quasi sempre
troppo pochi, perché stiamo parlando di una donna sterile o infertile:
quindi si dovrà ripetere tutto il procedimento da capo, di tre in tre fin quando non
si riesce, e ogni tentativo di impianto implica una serie di interventi
fortemente invasivi e pericolosi per il corpo della donna (senza pensare
al trauma psicologico di dover affrontare una serie di fallimenti). Esiste
anche la possibilità inversa, che tutti gli embrioni attecchiscano: a quel
punto dovranno essere comunque trasferiti in utero, e quindi la coppia
potrebbe ritrovarsi con una gravidanza bi o trigemellare e con il doloroso
dilemma se abortire o meno.

Riassumo: Se non passa il “si”, si continuano a impiantare, dopo aver bombardato la donna di ormoni, embrioni (magari malati, magari non vitali, oltretutto) a botte di tre. Se va male, altro bombardamento, altri tre. Se va bene-bene, tre figli in un botto,checchè l’organismo della donna e il parere del medico curanre ne dicano. 

Votate, cavolo. Meglio un FAR-WEST, come dice qualcuno, in cui però una donna e un uomo possono decidere un passo che coinvolge molto di più loro che il legislatore,  che un bellissimo Grande Fratello in cui si impongono delle scelte sul corpo e sulla pelle di migliaia di coppie -e di malati-

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May 27, 2005

Da accompagnarsi con miele o stracchino

PANE ALLE NOCI A MODO MIO

 

350g di farina 0

250g di farina 00

due cucchiai rasi di sale fino

uno di zucchero

lievito naturale (mezzo panetto)

una noce di burro

una tazza di noci sgusciate

una tazza d’acqua circa

due cucchiai di latte (e anche il mio ultimo segreto è andato)

 

impastare alacremente il tutto, in modo che le noci già diano colore e sapore.

lasciar lievitare due ore almeno in una forma per pane “a cassetta”

cuocere -e qui la cosa è personale, a me piace ben cotto e ben asciutto: lenta, lunga cottura a partire dal forno freddo; avessi il forno a legna…-

tagliatelo appena tiepido :)

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May 25, 2005

La vita non è un film

Peccato.

Perchè adesso avrei bisogno di uno “stacco” o, meglio, di una dissolvenza al nero, e che la prossima scena iniziasse con una carrellata aerea (dalle chiome degli alberi, verso una finestra) e la scritta in sovraimpressione “Tokyo, six months later”; poi, piano americano di Simone, che, temprato e non abbattuto dalle recenti disavventure, ha utilizzato le energie della rabbia per completare il suo percorso di studi da autodidatta in robotica, giapponese, russo e cinese, e sta tenendo una conferenza stampa in lingua sul suo folgorante, inaspettato successo come scrittore di fantascienza davanti ad una folla ammirata.

Scena alternativa, un pelo più probabile: quasi la stessa carrellata aerea (dalle chiome degli alberi, verso un’osteria) e la scritta in sovraimpressione “Chiocchio, six months later”; poi, piano americano di Simone che, abbattuto e non temprato dalle recenti disavventure, ha utilizzato le energie della rabbia per completare il suo percorso verso l’alcolismo e lo sbando, e sta tenendo un concione biascicato sulle sue teorie paranoiche davanti ad una di Follonica, schifata.

No, davvero. Ora come ora vorrei evitare questi “buchi” di sceneggiatura. Giorni, tipo ieri e temo anche oggi, in cui torno a casa, ceno, leggo e studio e vo a letto.

Volete mettere con film biografici, in cui si saltan vent’anni di cene, uscite, lavoro, con un semplice “twenty years later”, una tinta al grigio dei capelli e un dialogo non del tutto implausibile (”Chi l’avrebbe mai detto, vent’anni fa, che saresti diventato miliardario in dollari vendendo brigidini e scommettendo sulle corse dei topi?” “La cosa che davvero nessuno si aspettava era che scoprissi quella caverna ad Atlantide… sono la pietra filosofale, il graal e la cura per il cancro, che mi hanno reso tanto famoso da farmi acclamare come ambasciatore con gli alieni, l’anno scorso”)?

Lo so, il mio amato Matheson ci ha già scritto un racconto, non voglio plagiare nessuno, tantomeno lui…

Però, ora come ora, se fosse il film della mia vita, cambierei canale.

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May 24, 2005

Un bel lunedì di sterco

Alle volte mi dispiace non avere una Fede, essere credente.

In giorni come ieri, sarebbe stato un sostegno non da poco.

Vuoi mettere il bestemmiare CONVINTO con quel vaniloquio che tocca fare a noi atei?

Avrei potuto anche contrattare con Chiunquesialassù, il Trelane della situazione, una cosa tipo “Ok, tu non mi mandi più una giornata del genere, e io mi impegno a non sacrificare amici a Nyarlathothep.”

Specchietto a parte, che davvero ieri è stato il male minore, e una giornata lavorativa su cui, per odio al turpiloquio gratuito preferisco sorvolare.

Tornato a casa, appena aperto il frigo, ho scoperto che la mezza bottiglia di lambrusco amabile residua dal mese scorso, quindi plausibilmente sgasata, era comunque detonata, macchiando di E-centoqualcosa tutto l’elettrodomestico.

Pensoso e con le palle girate, ho pulito il frigo e al tempo stesso mentalmente messo una pietra sopra a quella che era stata una bella amicizia e che per motivi “altri” (leggi: “per me incomprensibili”) è stata unilateralmente cassata. Insistere oltre sarebbe stato umiliante oltre che inutile, e, onestamente, ho un ego troppo sviluppato per cose del genere.

Ho dovuto accettare anche un bel duplicato di quanto sopra, anche se con trascorsi più brevi, e quindi meno dolorosa, per quanto inaspettata.

Una telefonata m’ha avvertito che la mia vacanza, quella “cosa solo mia”, a cui tenevo DAVVERO, quegli unici tre giorni di relax che mi posso permettere quest’estate, è andata a monte per il più brutto dei motivi: la salute… e pertanto sono anche in apprensione per una persona che non ho mai visto; mi sento anche piccino dentro per mettere sullo stesso piano le due cose.

Non ho fatto in tempo a sentire la segreteria dell’agriturismo che stavo disdicendo che mi è arrivato l’SMS di vodafone che mi annunciava che il mio traffico residuo era prossimo a zero.

Mentre riportavo al videonoleggio il DVD (la puntata SBAGLIATA di un serial-movie, m’ha fottuto il titolo) che il mio PC si era rifiutato di leggere, m’è pure arrivata notizia che una piccola vita era in forse, nelle mani del veterinario.

Dopo aver preso a pugni lo stipite di una porta, sagomandolo, e il montante di una scaffalatura, sagomandoMI, ed essendo passato il sonno, ho fatto una follia.

Ho messo una mano in tasca e ho ritrovato una cosa comprata il pomeriggio stesso. Alle volte le combinazioni.

Ho recuperato il rasoio a mano libera.

Ho cambiato lametta, inaugurando il pacchetto di lamette Dorco Platinum (Made in Korea) rimasto nei pantaloni.

Tra mezzanotte e le due mi son perso, come sempre quando ho casini, nei lavori manuali. Mi son regolato e rifilato quasi maniacalmente il pizzetto, rendendolo una cosa a metà tra Pelù in convento e D’Artagnan sotto LSD.

Mi son pure fatto una manicure che mi manca solo il french per andare a fare la pornostar.

Ovviamente, quest’ultima operazione è stata svolta mentre guardavo la prima metà di un catartico “JX” esclamando “Bene, diobono!” ogni volta che il tipo con la maschera da hockey menava un colpo di machete.

Il mio solito calmante, il tenermi impegnato, ho funzionato finchè l’ho tenuto in pratica.

Già stanotte mi son svegliato due volte. Stamattina al bar dei miei ci siam “impuntati” due volte, con l’altrettanto umorale mia madre.

Compiango e compatisco i tecnici che mi chiameranno stamattina.

Fino alla mia shopping-theraphy (occss) di domani, almeno.

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May 23, 2005

Lunedì

Se il buongiorno si vede dal mattino….

Solito strada che faccio tutte le mattine: Via Benedetto Fortini, stretta ma a doppio senso.

Sento improvviso uno schianto.

Mi giro, e non ho più lo specchietto sinistro.

Vedo un Fiorino che si ferma, nel retrovisore centrale, e un pezzetto che fino a una frazione di secondo prima apparteneva alla mia auto rimbalzare esattamente sulla mezzeria.

Entrambi eravamo nella nostra metà, entrambi ci siamo trovati a metà strada tra i mezzi fermi con ciò che restava dei nostri retrovisori in mano.

“Ora è un casino decidere di chi è la colpa”

“Ci danno il 50%”

“Si paga ognuno il suo, e festa finita”

“Salute”

e siamo ripartiti.

Ora, a parte il fatto che temo d’averlo intimorito (son sceso non allegrissimo, e indossavo il gilet che sembra un giubbotto antiproiettile) tanto che quando gli ho porto uno dei suoi pezzi che avevo raccolto ha sussultato, m’è toccato compatirlo… che colpa ne ha lui se è stato toccato dalla MIA sfortuna del lunedì mattina?

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May 22, 2005

Odio le “catene”

e da adesso anche la Mukka :-P

 

pertanto risponderò, ma non girerò a nessuno.

1-Volume totale dei file musicali sul mio Pc: circa 3 Giga, quasi esclusivamente colonne sonore che possiedo e che ho campionato.

2- L’ultimo cd che ho comprato: Once More with feeling, la colonna sonora dell’omonima puntata-musical di Buffy the Vampire Slayer.

3- Canzone che sta suonando ora: Sul Palm: Mad World, quella del funerale del film Donnie Darko; In auto: Ain’t necessarily so, Jimmy Sommerville (chi sa, sa, chi non sa non sa nemmeno quel che si perde); Sul PC a casa: O fortuna, Carl Orff (almeno mi pare fosse l’ultima); Sul PC al lavoro Kiss of Death dei New Order.

4- Cinque canzoni che ascolto spesso e che significano molto per me:

  • G. Artegiani: E le rondini sfioravano il grano. Lieto fine a parte, è il riassunto della mia adolescenza.
  • Metisse: Boom boom ba da Dead like me- VV.AA: Perfect day (female version) da Trainspotting: coccole per le orecchie
  • Heaven on their Minds (dal Jesus Christ superstar di Webber- Rice): la canzone che m’ha fatto amare i musicals, e in particolare quello che m’ha fatto cambiare idea sulla Fede.
  • Rest in Peace (dal succitato Once more with feeling): tra l’inaspettata bravura del cantante-attore e il testo, mi sorprendo a cantarla a voce alta ogni volta.
  • Stan Bush: Fight to survive da Senza esclusione di colpi - Mi da la carica quando ne ho bisogno, e mi ricorda il periodo più spensierato della mia vita: non capivo un cazzo, ma non me ne preoccupavo. 

Avendo dato prova della mia misfittaggine, qui mi fermo.

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May 20, 2005

Non so se gioire o prenotare una visita specialistica

Iersera prima d’andare a letto mi son pesato.

Stamattina appena sveglio, di nuovo.

Millesettecento grammi in meno.

Ero salito e sceso due volte ieri, e due volte oggi, per evitare letture erronee. Ieri perchè mi pareva troppo, stamani perchè ho fatto due conti al volo.

Ma è normale che il mio metabolismo m’abbia consumato e/o espulso non attraverso orifizi millesettecento grammi di materia?

A me “dimagra!” non me l’ha detto nessuno, e non ho lasciato nel letto nemmeno falangi o appendici più o meno utili.

Non essendo medico, ed essendo la prima volta che brucio quasi due kg in otto ore di sonno, non so se devo telefonare d’urgenza al mio medico di famiglia…

…aiuto?

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May 17, 2005

Enjoy every sandwich

O qualcosa del genere, onestamente sono molto ignorante in materia, e non so se ho ben capito il titolo sentito stasera, tra le notizie delle 17:00.

E’, questo o qualcosa di molto simile, il titolo dell’ultimo album di un cantante che s’era scoperto malato di cancro. Ben prima e a modo suo più toccante dello “show must go on” di Mercury.

Enjoy every sandwich, godevi ogni panino, perché non sapete quanti ce ne saranno ancora.

A volte son lampi: senti tre parole in fila e dici “è questo che ho sempre pensato”.

Per questo sono il buffone che sono, senza una lira da parte, forse qualche chilo sovrappeso, ma tutto sommato sereno.

Godiamoci i nostri panini, prendiamo ogni boccone come un dono.

Godiamoci ogni illuminazione che viene da tre parole in fila al radiogiornale delle 17:00.

Godiamoci ogni conversazione che ci rende più saggi, qualsiasi confronto utile, e anche quelle inutili, col senso di liberazione e leggera superiorità che talvolta conferisce il sapersi ritenuti cretino da qualcuni che SI SA essere un perfetto coglione.

Godiamoci gli abbracci dei nostri cari, i “ti voglio bene”, le strette di mano, anche il solo “grumpf” con gli occhi abbottonati dall’altra parte del tavolo a colazione.

Godiamoci le domeniche mattina a letto a poltrire, la soddisfatta stanchezza di una giornata di lavoro, la sensazione delle lenzuola fresche di bucato, l’odore assieme nuovo e familiare di casa dopo un viaggio.

Godiamoci la pioggia che ci sorprende in mezzo al nulla d’estate, il sole inaspettato in un pomeriggio d’inverno, le nuvole che passano lente quando siamo sdraiati su un prato con la testa di qualcuno nell’incavo del gomito.

Godiamoci i nostri figli e i nostri genitori, senza paura di far loro capire quanto sono importanti per noi.

Facciamo i complimenti al cuoco del ristorante, esprimiamo l’ammirazione per un lavoro ben fatto e la gratitudine per un servizio cortese, fermiamo la macchina per dare un passaggio anche a chi non ce lo chiede, diciamo alle nostre amiche quando le troviamo più carine del solito, e godiamoci quei sorrisi che sarebbe bello vedere più spesso, di amici e sconosciuti ahimè sorpresi di quel che dovrebbe essere ovvio.

Godiamoci ogni dono, ogni confidenza, ogni bacio, ogni abbraccio, come pezzi di cuore che ci vengono donati e ci rendono più grandi. Godiamo anche della sensazione di benessere che ci da il donare, l’aprirsi, il baciare, l’abbracciare.

Godiamo di quanto immortali ci rende tutto questo, o, almeno, di quanto rende sensato e degno di attenzione ogni attimo della nostra vita.

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May 16, 2005

Addio

Mia madre ha approfittato del fatto che son passato a casa sua per prendere una parte dei vestiti ivi lasciati, e mi ha ammannito una ENORME Tupperware di a) farro b) al pesto c) con abbondante parmigiano d) e olio a crudo. Se non sopravvivo, sapete cos’è stato.

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May 16, 2005

La mia dieta

Ho scoperto che il principio di indigestione affrontato ieri ha avuto effetti anoressizzanti: non posso nemmeno guardare il cibo.

Sto quindi pianificando una dieta che consista in un’abbuffata brutale di qualcosa di ipocalorico (fiocchi di polistirolo?) e, a seguire, due giorni di digiuno.

Se sopravvivo, vi fo sapere :D

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May 16, 2005

Buoni propositi 3

In vacca.

Quasi NON per colpa mia.

Venerdì sera ha affrontato l’esodo per venire a trovarmi una coppia di amici; cena assieme, bevande zuccherate e gassate (lui è astemio), birra, pasta al pesto stracondita.

Sabato mattina ho pranzato con metà della torta Cameo allo yoghurt -sapete, quella in cui su un solaio di biscotto precotto e riimpastato con una quantità fordimisura di burro si versa una malta costituita da un barattolo del suddetto latticino da mezzo kg e una busta di addensate?- avanzata (e c’era un motivo, per cui era avanzata).

La sera cena in un locale in cui la pizza più piccola costava 12€ e non stava sul tavolo. L’abbiamo divisa in tre, ma lo stesso è stata una battaglia.

Ieri ero invitato a pranzo da un amico, un mago della sangria… ci ha ammannito due ottimi primi, una peperonata letale ma geniale, baccelli e pecorino, il suo strudel da favola e una porzione di tiramisù che avrebbe saziato un grizzly. basta? No, rilancio: io ho portato meco il mio pane alle noci e lo stracchino a cui accompagnarlo, e gli altri invitati diverse bottiglie di vino una migliore dell’altra.

Ho avuto la forza -e lo spazio- per ingerire un caffè solo alle 18.

Alle 20:45 mi sedevo in pizzeria con tre amici, due dei quali non vedevo da quindici anni.

La donna della mia vita (ovviamente sto scherzando), la cameriera, mi ha servito, dopo un antipasto di polenta fritta e porcini saggiamente smezzato con un commensale, una piattata enorme di un fantastico risotto di verdure che, seppur poggiando sul fondo della peperonata residua dal pranzo, ho sgovonato a quattro palmenti.

Mi son violentato, e ho conservato i tre centimetri cubi liberi per un dolce con cui ho quasi copulato e un limoncello-sturalavandini.

Stamattina ovviamente ho la verve e la lucidità di un bradipo in overdose da oppiacei, e sto pubblicamente pentendomi degli stravizi che han mandato in vacca tre settimane di morigeratezza… però son orgasmi alimentari che han valso la pena del contrappasso del ventre teso e dolorante e del sonno agitato (ero DI NUOVO sotto militare, e mi toccava farmi dare una seconda uniforme perchè la mia era sporca di grasso, e il magazziniere nicchiava)

Sto ancora vaneggiando? pensate, ho di nuovo l’acquolina se penso allo strudel avanzato.

Sono irrecuperabile.

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May 13, 2005

…e chi sta come gli va

L’altra sera si parlava tra amici su “come si sta” al giorno d’oggi.

Ovviamente, la colpa di TUTTO (di che? di tutto, dal buco nell’ozono alla RAI che non compra i mondiali*) è di Berlusconi.

Però. La pizza è raddoppiata di prezzo. Stranamente, non se ne consuma la metà, però. Non credo che le pizzerie facciano la metà dei coperti di cinque anni fa.

Le sigarette son triplicate, quasi, secondo marca. Eppure che abbian smesso di fumare, o anche solo abbian ridotto, ne conosco pochi. Anzi.

Tutto è raddoppiato, dicono, eppure il mercato non s’è dimezzato.

E qui ho azzardato una spiegazione.

Diciamo che ci garba lamentarci. Prima si stava abbastanza bene, ora si sta un po’ peggio, ma bene lo stesso. Abbiamo imparato a minimizzare il necessario, per continuare a garantirci il superfluo?

Si sta male, però tutti si fanno SKY, un telefono UMTS che utilizzeranno al 10% delle sue possibilità, l’ADSL -spendendo in flat quello che si risparmia in CD piratando MP3-, la Smart forfour (che costa quanto due macchine vere), la borsa o il golfino in materiale scadente di cui si paga solo la firma.

Poi ci si spaventa se la maglietta “da tutti i giorni” si compra “made in china” per risparmiare due euro alla dozzina -e che son sempre state, “made in china”, solo che adesso non ci guadagna più solo Benetton che fabbrica a Yin-Yang e etichetta a Manate sul Muso-.

E’ che la coperta -nemmen troppo corta, in realtà-, non può coprirci contemporaneamente i piedi e fin sopra ai capelli.

Se decidiamo di coprire quel che non importa coprire, si fa fatica a tener caldo quel che VA coperto.

E’ una questione di scelte. Però, come ci garba far lamentazione, non ci garba nulla.

 

 

* non può farmi che piacere, che i soldi delle MIE tasse NON vengano consegnati a miliardari decerebrati in mutande che lavorano 90 minuti la settimana e per il resto del tempo tromban veline -però nella prossima vita, da bambino,  quando la mi’ mamma mi fa ’simone, torna su che devi studiare’  so come risponderle-

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May 12, 2005

Assedi

Iersera, dopo secoli, son tornato al cinema.

Ovviamente, due film, un tour de force :)

“Le crociate” e “La caduta”
Son due assedi, entrambi visti dall’interno, quello di Gerusalemme e quello di Berlino; uno però, “le crociate”, slegato dal fanatismo, staccato dalla religione, quasi asettico.
“La caduta”, invece, trasuda follia e fanatismo. E’ quasi banalizzata la pazzia, e questa banalizzazione è molto disturbante, secondo me.

Il primo è un film che fa, in fondo, passar bene tutti: cristiani e arabi, entrambe le parti combattono per un simbolo, ma considerandolo quel che è, e nel caso, passandoci sopra per salvare il popolo.
C’è buonismo, ma non è melenso.
N’ammmmericanata, ma molto godibile, stranamente, anche per me che della cura storica, della coerenza interna della sceneggiatura (vabbè, in arabo “imprevedibile” si dice “zoccola”) e dei blooper ne fo una malattia.
Ne “la caduta” si da del pazzo a chi deve darlo… però non ci si vergogna di far vedere che anche Hitler accarezzava la segretaria come un babbo.

Film non riabilitativo, nonostante le polemiche… sceglie la via difficile… cioè far vedere che anche un mostro è un essere umano. Il discorso del popolo/simbolo, invece, è esattamente opposto: muoia pure il popolo, per salvare il simbolo Reich.

Ripeto: fa male, per quanto “banale” diventa la follia; si passano due ore a guardare un film su PAZZI -Goebbels!!!!- e quando ci se ne accorge, si da per scontato, non scandalizza.

E intanto, mentre la gente alla fine del film -non credo di rovinare la sorpresa a nessuno, dicendo che Hitler muore- ammazza bambini, si fa saltare la testa, impicca avvelena e brucia, i due IDIOTI accanto a me erano impegnati in un ciuccione ridanciano e semileticato: di quello, ho paura.

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May 11, 2005

Perdete ogni speranza…

…stasera proverò, dopo una breve ricerca su Internet, a tamponare i miei pantaloni con un po’ d’alcool e/o trielina.

Intanto ho dato loro un affettuoso addio mentale.

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May 10, 2005

Biancheria

'biancheria' un accidente :)

Questa è la foto che volevo far vedere ieri.

Nulla di che, se non…

Sabato mi è venuto a trovare un amico, per motivi di geekkismo.

M’ha chiamato mentre stendevo il bucato.

“La riconosci casa mia?” Gli ho chiesto

“Credo di si”

“Se no, è quella parata a lutto”

“In che senso?”

“Vedrai”

Ecco: almeno l’autoironia, se non il gusto nel vestire, è ben sviluppata…

 

 

 

(a proposito… il ghiaccio la resina l’ha appena intaccata. altri suggerimenti?)

 

 

 

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May 9, 2005

Coca e aspirina? No, grazie, la coca mi fa fare i rutti

Necessaria premessa: non ho cenato, se non con una manciata di noccioline quando ho fatto la supplenza al mi’fratello al bar.

Tornato a casa, già sulle Gilmore avevo un certo abbiocchino. Ho messo su il pane per domattina (fuuuuurbo… farina dappertutto) e ho inziato a stirare davanti alla TV le mie cosine nere.

Tra vapore e tutto, ero in trance. Che fare? Ho aperto il frigo e agganciato una red-bull salvavita-da-autostrada-di-prima-mattina-dopo-i-bagordi-fino-a-tardi. La situazione s’è ristabilizzata.

Ho scaricato quel poco di spesa che ho recuperato al bar e che avevo lasciato in corridoio: una busta di Ritornelli –biscotti bigusto al limite del legale- omaggiatami da mia madre.

Preso da un attacco di gola, mi son fatto una tazza di latte in cui pucciare i suddetti.

Bene, non so se è la cocaina che mettono nei Ritornelli per dare assuefazione, il vapore, o l’effetto sedativo del latte che batte contro la Red Bull, ma sono in trip. Mi sento lungo, ho le mani a due metri dal corpo e la faccia che mi va stretta, e stasera mi fa ridere anche Carotone.

Se riesco a brevettarla, ci fo i soldi… voglio vedere la finanza che ferma la Red Bull alla frontiera, ragazzi che vanno in Olanda a stirare, Raves a latte e biscotti… il comitato mamme che protesta contro la televisione del lunedì sera… picchetti alla Mulino Bianco come di fronte alla Monsanto… No, non sto proprio bene, per nulla.

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May 9, 2005

Viavà

…desidero ringraziare tutti coloro i quali ieri non mi hanno avvisato della macchia di resina sul mio ampio deretano…raga’, non ho mai secreto miele… non sono un’ape… :) …si vedeva, spero, che NON era roba mia…

qualcuno sa come si tolga la resina dal jeans???

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May 9, 2005

Lunedì

Volevo far vedere una foto.

Ovviamente, ho portato con me la scheda di memoria, il lettore, il cavo, ma NON i drivers.

Se ne riparla stasera, forse :(

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May 6, 2005

Geek

Son strano, s’era capito, vero?

Son quello che gli americani chiaman Geek. Son stato anche Nerd, e tutti, dagli anni ‘80 in poi, sanno cos’è; un po’ meno sanno cosa significhi “Duttonhoffer holes”, ma questo è un altro discorso. Adesso credo di essermi affrancato dal nerdismo, che tra l’altro ha perso quasi del tutto la sua connotazione negativa (l’uomo più ricco del mondo è un nerd, diciamocelo), soprattutto per motivi di look :)

Son rimasto un geek, però: un appassionato di tecnologia, gadgets, attrezzi, aggeggi in genere.

Ho sempre con me due victorinox: un modesto cybertool, quello da tasca con gli attrezzi da elettronica e il set da cintura di cui non ricordo il nome, composto da pinza multiuso pieghevole e chiave portainserti angolata.

Ho sempre con me anche un Palm Tungsten|T in custodia d’alluminio (alla quale ho montanto una clip da cintura per tutt’altri scopi progettata) al cui design finale non ho le prove ma credo di aver contribuito.

Il mio giubbotto con le tasche piene pesa mediamente due kg in più rispetto a quando non ci ho messo dentro due cellulari, un pacco batterie autocostruito che trasforma quattro stilo ricaricabili in una fonte di emergenza USB -e relativi cavi e adattatori per il palmare e i due cellulari, ovviamente-, l’auricolare bluetooth, il portasigarette con la radice di liquerizia, tre mazzi di chiavi, il lettore SD-MP3, due USB PenDrive da 128, la fotocamera del cellulare (che però DEVO sostituire con quella “da battaglia” della Q8, che quella del cell funziona solo se ho la batteria a piena carica, e mi son già perso millemila foto bellissime) e, talvolta, anche la tastiera wireless del palmare -con batterie di ricambio, ahimè-; d’estate ho un gilet da pescatore che pesa quasi quanto un antiproiettile.

Ovviamente, non posso non essere sfottuto per questo mio “feticismo” per gli attrezzi (sto scherzando, ovviamente; non ho mai avuto erezioni al Bricocenter, alla OBI, o al Leroy-Merlin. Ho avuto grosse crisi di coscienza a seguito di acquisti al limite del compulsivo, ma nulla di erotico): dura finchè non c’è bisogno di un cacciavite o di un cavatappi, oppure finchè non svito quell’aggeggio rimasto incastrato… “ehmmmm… simone, avresti mica uno spargibrugole arcuato del 6?” “destrorso o mancino?”

Son geek soprattutto perchè non mi piace dire “non mi riesce”, oppure “non lo so”. Preferisco dire “Ci provo” oppure “mi devo informare”; è per quest’ultimo motivo che sono una spugna per le informazioni inutili: in un ambiente tecnico quale il mio, un altro che sappia polarizzare un PNP lo trovi, ma il cognome di Pozzie di Happy Days o come si chiama il cattivo dell’Otello me lo ricordo solo io :D . E’ anche per quello che quando mi chiedono “sai come si fa una query in un DB online?” posso rispondere “no, però ti porto da uno del terzo piano che lo sa di sicuro”.

Diciamo che nella mia stranezza son diventato appunto affidabile per la soluzione di problemi strani, tant’è che ormai son diventato ufficiosamente il “consulente aziendale acquisto PIM, PDA, GPS e accessori”, nonchè per gli acquisti in Internet.

Non è del tutto male. Mi piace essere utile; c’è chi ci diventa ricco, o famoso (guardate ad esempio Seth Brundle, inventore della macchina per il teletrasbordo. Non sapeva come funzionavano i pezzi, ma sapeva come metterli assieme. Se avesse investito in Raid, sarebbe ancora vivo :-P )  Io non ho di queste velleità… ma se sapete se qualcuno offre un posto di lavoro a qualcuno che ha un piacere immenso nell’arrangiarsi in ogni campo, nel trovare soluzioni fantasiose a problemi strani, fatemi un fischio.

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