Geek
Son strano, s’era capito, vero?
Son quello che gli americani chiaman Geek. Son stato anche Nerd, e tutti, dagli anni ‘80 in poi, sanno cos’è; un po’ meno sanno cosa significhi “Duttonhoffer holes”, ma questo è un altro discorso. Adesso credo di essermi affrancato dal nerdismo, che tra l’altro ha perso quasi del tutto la sua connotazione negativa (l’uomo più ricco del mondo è un nerd, diciamocelo), soprattutto per motivi di look
Son rimasto un geek, però: un appassionato di tecnologia, gadgets, attrezzi, aggeggi in genere.
Ho sempre con me due victorinox: un modesto cybertool, quello da tasca con gli attrezzi da elettronica e il set da cintura di cui non ricordo il nome, composto da pinza multiuso pieghevole e chiave portainserti angolata.
Ho sempre con me anche un Palm Tungsten|T in custodia d’alluminio (alla quale ho montanto una clip da cintura per tutt’altri scopi progettata) al cui design finale non ho le prove ma credo di aver contribuito.
Il mio giubbotto con le tasche piene pesa mediamente due kg in più rispetto a quando non ci ho messo dentro due cellulari, un pacco batterie autocostruito che trasforma quattro stilo ricaricabili in una fonte di emergenza USB -e relativi cavi e adattatori per il palmare e i due cellulari, ovviamente-, l’auricolare bluetooth, il portasigarette con la radice di liquerizia, tre mazzi di chiavi, il lettore SD-MP3, due USB PenDrive da 128, la fotocamera del cellulare (che però DEVO sostituire con quella “da battaglia” della Q8, che quella del cell funziona solo se ho la batteria a piena carica, e mi son già perso millemila foto bellissime) e, talvolta, anche la tastiera wireless del palmare -con batterie di ricambio, ahimè-; d’estate ho un gilet da pescatore che pesa quasi quanto un antiproiettile.
Ovviamente, non posso non essere sfottuto per questo mio “feticismo” per gli attrezzi (sto scherzando, ovviamente; non ho mai avuto erezioni al Bricocenter, alla OBI, o al Leroy-Merlin. Ho avuto grosse crisi di coscienza a seguito di acquisti al limite del compulsivo, ma nulla di erotico): dura finchè non c’è bisogno di un cacciavite o di un cavatappi, oppure finchè non svito quell’aggeggio rimasto incastrato… “ehmmmm… simone, avresti mica uno spargibrugole arcuato del 6?” “destrorso o mancino?”
Son geek soprattutto perchè non mi piace dire “non mi riesce”, oppure “non lo so”. Preferisco dire “Ci provo” oppure “mi devo informare”; è per quest’ultimo motivo che sono una spugna per le informazioni inutili: in un ambiente tecnico quale il mio, un altro che sappia polarizzare un PNP lo trovi, ma il cognome di Pozzie di Happy Days o come si chiama il cattivo dell’Otello me lo ricordo solo io
. E’ anche per quello che quando mi chiedono “sai come si fa una query in un DB online?” posso rispondere “no, però ti porto da uno del terzo piano che lo sa di sicuro”.
Diciamo che nella mia stranezza son diventato appunto affidabile per la soluzione di problemi strani, tant’è che ormai son diventato ufficiosamente il “consulente aziendale acquisto PIM, PDA, GPS e accessori”, nonchè per gli acquisti in Internet.
Non è del tutto male. Mi piace essere utile; c’è chi ci diventa ricco, o famoso (guardate ad esempio Seth Brundle, inventore della macchina per il teletrasbordo. Non sapeva come funzionavano i pezzi, ma sapeva come metterli assieme. Se avesse investito in Raid, sarebbe ancora vivo
) Io non ho di queste velleità… ma se sapete se qualcuno offre un posto di lavoro a qualcuno che ha un piacere immenso nell’arrangiarsi in ogni campo, nel trovare soluzioni fantasiose a problemi strani, fatemi un fischio.
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