Assedi
Iersera, dopo secoli, son tornato al cinema.
Ovviamente, due film, un tour de force
“Le crociate” e “La caduta”
Son due assedi, entrambi visti dall’interno, quello di Gerusalemme e quello di Berlino; uno però, “le crociate”, slegato dal fanatismo, staccato dalla religione, quasi asettico.
“La caduta”, invece, trasuda follia e fanatismo. E’ quasi banalizzata la pazzia, e questa banalizzazione è molto disturbante, secondo me.
Il primo è un film che fa, in fondo, passar bene tutti: cristiani e arabi, entrambe le parti combattono per un simbolo, ma considerandolo quel che è, e nel caso, passandoci sopra per salvare il popolo.
C’è buonismo, ma non è melenso.
N’ammmmericanata, ma molto godibile, stranamente, anche per me che della cura storica, della coerenza interna della sceneggiatura (vabbè, in arabo “imprevedibile” si dice “zoccola”) e dei blooper ne fo una malattia.
Ne “la caduta” si da del pazzo a chi deve darlo… però non ci si vergogna di far vedere che anche Hitler accarezzava la segretaria come un babbo.
Film non riabilitativo, nonostante le polemiche… sceglie la via difficile… cioè far vedere che anche un mostro è un essere umano. Il discorso del popolo/simbolo, invece, è esattamente opposto: muoia pure il popolo, per salvare il simbolo Reich.
Ripeto: fa male, per quanto “banale” diventa la follia; si passano due ore a guardare un film su PAZZI -Goebbels!!!!- e quando ci se ne accorge, si da per scontato, non scandalizza.
E intanto, mentre la gente alla fine del film -non credo di rovinare la sorpresa a nessuno, dicendo che Hitler muore- ammazza bambini, si fa saltare la testa, impicca avvelena e brucia, i due IDIOTI accanto a me erano impegnati in un ciuccione ridanciano e semileticato: di quello, ho paura.
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