May 17, 2005

Enjoy every sandwich

O qualcosa del genere, onestamente sono molto ignorante in materia, e non so se ho ben capito il titolo sentito stasera, tra le notizie delle 17:00.

E’, questo o qualcosa di molto simile, il titolo dell’ultimo album di un cantante che s’era scoperto malato di cancro. Ben prima e a modo suo più toccante dello “show must go on” di Mercury.

Enjoy every sandwich, godevi ogni panino, perché non sapete quanti ce ne saranno ancora.

A volte son lampi: senti tre parole in fila e dici “è questo che ho sempre pensato”.

Per questo sono il buffone che sono, senza una lira da parte, forse qualche chilo sovrappeso, ma tutto sommato sereno.

Godiamoci i nostri panini, prendiamo ogni boccone come un dono.

Godiamoci ogni illuminazione che viene da tre parole in fila al radiogiornale delle 17:00.

Godiamoci ogni conversazione che ci rende più saggi, qualsiasi confronto utile, e anche quelle inutili, col senso di liberazione e leggera superiorità che talvolta conferisce il sapersi ritenuti cretino da qualcuni che SI SA essere un perfetto coglione.

Godiamoci gli abbracci dei nostri cari, i “ti voglio bene”, le strette di mano, anche il solo “grumpf” con gli occhi abbottonati dall’altra parte del tavolo a colazione.

Godiamoci le domeniche mattina a letto a poltrire, la soddisfatta stanchezza di una giornata di lavoro, la sensazione delle lenzuola fresche di bucato, l’odore assieme nuovo e familiare di casa dopo un viaggio.

Godiamoci la pioggia che ci sorprende in mezzo al nulla d’estate, il sole inaspettato in un pomeriggio d’inverno, le nuvole che passano lente quando siamo sdraiati su un prato con la testa di qualcuno nell’incavo del gomito.

Godiamoci i nostri figli e i nostri genitori, senza paura di far loro capire quanto sono importanti per noi.

Facciamo i complimenti al cuoco del ristorante, esprimiamo l’ammirazione per un lavoro ben fatto e la gratitudine per un servizio cortese, fermiamo la macchina per dare un passaggio anche a chi non ce lo chiede, diciamo alle nostre amiche quando le troviamo più carine del solito, e godiamoci quei sorrisi che sarebbe bello vedere più spesso, di amici e sconosciuti ahimè sorpresi di quel che dovrebbe essere ovvio.

Godiamoci ogni dono, ogni confidenza, ogni bacio, ogni abbraccio, come pezzi di cuore che ci vengono donati e ci rendono più grandi. Godiamo anche della sensazione di benessere che ci da il donare, l’aprirsi, il baciare, l’abbracciare.

Godiamo di quanto immortali ci rende tutto questo, o, almeno, di quanto rende sensato e degno di attenzione ogni attimo della nostra vita.

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