Un bel lunedì di sterco
Alle volte mi dispiace non avere una Fede, essere credente.
In giorni come ieri, sarebbe stato un sostegno non da poco.
Vuoi mettere il bestemmiare CONVINTO con quel vaniloquio che tocca fare a noi atei?
Avrei potuto anche contrattare con Chiunquesialassù, il Trelane della situazione, una cosa tipo “Ok, tu non mi mandi più una giornata del genere, e io mi impegno a non sacrificare amici a Nyarlathothep.”
Specchietto a parte, che davvero ieri è stato il male minore, e una giornata lavorativa su cui, per odio al turpiloquio gratuito preferisco sorvolare.
Tornato a casa, appena aperto il frigo, ho scoperto che la mezza bottiglia di lambrusco amabile residua dal mese scorso, quindi plausibilmente sgasata, era comunque detonata, macchiando di E-centoqualcosa tutto l’elettrodomestico.
Pensoso e con le palle girate, ho pulito il frigo e al tempo stesso mentalmente messo una pietra sopra a quella che era stata una bella amicizia e che per motivi “altri” (leggi: “per me incomprensibili”) è stata unilateralmente cassata. Insistere oltre sarebbe stato umiliante oltre che inutile, e, onestamente, ho un ego troppo sviluppato per cose del genere.
Ho dovuto accettare anche un bel duplicato di quanto sopra, anche se con trascorsi più brevi, e quindi meno dolorosa, per quanto inaspettata.
Una telefonata m’ha avvertito che la mia vacanza, quella “cosa solo mia”, a cui tenevo DAVVERO, quegli unici tre giorni di relax che mi posso permettere quest’estate, è andata a monte per il più brutto dei motivi: la salute… e pertanto sono anche in apprensione per una persona che non ho mai visto; mi sento anche piccino dentro per mettere sullo stesso piano le due cose.
Non ho fatto in tempo a sentire la segreteria dell’agriturismo che stavo disdicendo che mi è arrivato l’SMS di vodafone che mi annunciava che il mio traffico residuo era prossimo a zero.
Mentre riportavo al videonoleggio il DVD (la puntata SBAGLIATA di un serial-movie, m’ha fottuto il titolo) che il mio PC si era rifiutato di leggere, m’è pure arrivata notizia che una piccola vita era in forse, nelle mani del veterinario.
Dopo aver preso a pugni lo stipite di una porta, sagomandolo, e il montante di una scaffalatura, sagomandoMI, ed essendo passato il sonno, ho fatto una follia.
Ho messo una mano in tasca e ho ritrovato una cosa comprata il pomeriggio stesso. Alle volte le combinazioni.
Ho recuperato il rasoio a mano libera.
Ho cambiato lametta, inaugurando il pacchetto di lamette Dorco Platinum (Made in Korea) rimasto nei pantaloni.
Tra mezzanotte e le due mi son perso, come sempre quando ho casini, nei lavori manuali. Mi son regolato e rifilato quasi maniacalmente il pizzetto, rendendolo una cosa a metà tra Pelù in convento e D’Artagnan sotto LSD.
Mi son pure fatto una manicure che mi manca solo il french per andare a fare la pornostar.
Ovviamente, quest’ultima operazione è stata svolta mentre guardavo la prima metà di un catartico “JX” esclamando “Bene, diobono!” ogni volta che il tipo con la maschera da hockey menava un colpo di machete.
Il mio solito calmante, il tenermi impegnato, ho funzionato finchè l’ho tenuto in pratica.
Già stanotte mi son svegliato due volte. Stamattina al bar dei miei ci siam “impuntati” due volte, con l’altrettanto umorale mia madre.
Compiango e compatisco i tecnici che mi chiameranno stamattina.
Fino alla mia shopping-theraphy (occss) di domani, almeno.
Posted by i'C under Accadde che... |
















