May 30, 2005

L’eterologa? meglio il postino! (not so far-west)

 Faccio il bello con le piume del pavone, e riporto (ahimè, non ricordo da dove) le motivazioni per il si.

Voi votate come vi pare, ma votate, che stavolta l’astensione è la peggior cazzata che possa passare per la testa

 

 

1- il divieto di fecondazione eterologa; la f. eterologa è la tecnica
che consente alle coppie in cui l’uomo è completamente sterile di
concepire un figlio grazie al seme di un donatore anonimo; è una tecnica
che si
pratica da decenni in tutto il mondo, e oggi l’Italia è l’unico paese che
la vieta. Questo perché il legislatore ha deciso di tutelare il modello
tradizionale di famiglia, basato sui legami di sangue; ma, a parte il
fatto che questo è un concetto non più rispondente alla nostra realtà
sociale,
le conseguenze di questo divieto si stanno rivelando molto pericolose; le
coppie italiane non hanno mai smesso di praticarla: i più ricchi possono
andare in Spagna, Francia, Inghilterra ecc.; ma tutti gli altri si stanno
dirigendo verso paesi come la Bulgaria o l’Ucraina, più economici ma con
standard di sicurezza igienica e sanitaria molto bassi. E cosa ancor più
grave, si è sviluppato ormai grazie a internet un fortissimo mercato nero:
vere e proprie banche clandestine in cui abbondano le offerte di seme a
pagamento; gli affari vanno alla grande, ma non c’è alcuna garanzia sulla
provenienza di questo seme e soprattutto sulla salute dei donatori, che
potrebbero anche essere sieropositivi o affetti da malattie veneree. Se
passerà il referendum si potrà ricominciare a praticare l’eterologa nei
centri autorizzati, dove sarà al sicuro la salute delle donne e dei loro
bambini.
Riassumo. Se non passa il “si”, se in una coppia uno dei due è sterile, ciccia, niente figli.
 

 

2- il divieto di ricerca sugli embrioni; ciò che non viene detto è che
nessuno pensa di fare strani esperimenti su dei futuri bambini! Esistono
in Italia migliaia di embrioni non più impiantabili, perché vecchi o
malati,
che non potranno mai svilupparsi e che quindi potrebbero essere destinati
alla ricerca; ricordate che quando si parla di embrioni a questo stadio
ci si riferisce a poche decine di cellule in una provetta. La legge 40 dice
che questi embrioni devono essere lasciati in provetta “fino alla loro
naturale estinzione”, perché questo significherebbe rispettare la loro
dignità; in
realtà è molto più rispettoso della vita umana sostenere la ricerca sulle
cellule staminali, che costituiscono l’unica via per curare in futuro i
tumori, il Parkinson, il diabete ecc., piuttosto che lasciar morire in una
provetta le sole speranze di essa. Ricordate che: si tratta di embrioni
che comunque non possono svilupparsi, e che così invece sarebbero utili e
importantissimi per il nostro futuro; ormai tutti gli scienziati italiani,
che in questo campo sono tra i migliori al mondo, lavorano all’estero -
e noi compriamo a caro prezzo da quei paesi i ritrovati brevettati molto
spesso proprio da italiani!; e infine, se da una persona adulta in punto
di morte possono essere espiantati gli organi per salvare altre vite umane,
per quale motivo delle cellule in una provetta destinate a morire non
possono
essere usate allo stesso scopo?
Riassumo. Se non passa il “si”, per tutelare la “dignità” di un grappolo di cellule che si vorrebbero alla fine distrutte, si calpesta la dignità e il diritto a vivere decentemente di tanti che potrebbero essere curati con le staminali. Quando uno sta male-male, conta più o meno del suddetto grappolo che COMUNQUE verrà incenerito?

3- L’articolo 1 della legge; in esso si stabilisce che la procreazione
assistita si può praticare solo per curare la sterilità, e solo se non
esistono terapie alternative. Questo significa innanzitutto che le coppie
non sterili ma affette da malattie genetiche non possono usare queste
tecniche, come in passato, per concepire un bambino senza trasmettergli
la loro malattia; significa inoltre che non si può richiedere direttamente
la tecnica che si sa essere più idonea per il proprio caso, ma si deve
passare prima obbligatoriamente per altre cure più “blande”, come i
bombardamenti
ormonali (che blandi non lo sono per niente). Quindi si sottopone la
coppia e terapie non solo molto pericolose per la salute, ma anche
inutili,
perché stiamo parlando di persone di cui è stata già accertata la
sterilità, e
che fanno perdere del tempo prezioso.

Riassumo: se non passa il “si”, e hai una malattia genetica, non potrai selezionare o ridurre il rischio di trasmetterla ai tuoi figli.

4- Il divieto di formare più di tre embrioni per ogni tentativo di
impianto, l’obbligo di impiantare contemporaneamente tutti gli embrioni
formati, e il divieto di conservazione degli embrioni; questa è una delle
norme francamente più assurde della legge. Il legislatore ha deciso che
gli embrioni non si possono più conservare in laboratorio, perché questo
non
è rispettoso della dignità di un organismo che la legge considera come una
persona a tutti gli effetti; e quindi bisogna fare in modo che non si
producano più embrioni di quanto necessario. Ecco la soluzione: per ogni
tentativo di impianto si possono produrre al massimo tre embrioni, che
devono essere tutti trasferiti in utero; se i tre embrioni non fossero
sufficienti, i tentativi si potranno ripetere senza limiti. Innanzitutto,
non si possono stabilire per legge dei numeri, perché ogni donna è diversa
dall’altra e solo il medico può dire quanti embrioni sono necessari per
avere delle speranze di successo; tre embrioni poi sono quasi sempre
troppo pochi, perché stiamo parlando di una donna sterile o infertile:
quindi si dovrà ripetere tutto il procedimento da capo, di tre in tre fin quando non
si riesce, e ogni tentativo di impianto implica una serie di interventi
fortemente invasivi e pericolosi per il corpo della donna (senza pensare
al trauma psicologico di dover affrontare una serie di fallimenti). Esiste
anche la possibilità inversa, che tutti gli embrioni attecchiscano: a quel
punto dovranno essere comunque trasferiti in utero, e quindi la coppia
potrebbe ritrovarsi con una gravidanza bi o trigemellare e con il doloroso
dilemma se abortire o meno.

Riassumo: Se non passa il “si”, si continuano a impiantare, dopo aver bombardato la donna di ormoni, embrioni (magari malati, magari non vitali, oltretutto) a botte di tre. Se va male, altro bombardamento, altri tre. Se va bene-bene, tre figli in un botto,checchè l’organismo della donna e il parere del medico curanre ne dicano. 

Votate, cavolo. Meglio un FAR-WEST, come dice qualcuno, in cui però una donna e un uomo possono decidere un passo che coinvolge molto di più loro che il legislatore,  che un bellissimo Grande Fratello in cui si impongono delle scelte sul corpo e sulla pelle di migliaia di coppie -e di malati-

Posted by i'C under Accadde che..., Ce l'ho con... |

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