E’ successo
Non ci credevo.
Cioè, non credevo potesse succedere a me.
Credevo, davvero, fossero solo leggende metropolitane, cose da cui Stephen King riesce a cavare milioni di dolllari ma che alle persone normali non accadono.
La lavatrice mi ha mangiato un calzino.
E non così, alla facile, no.
Io i miei calzini li appaio in un apposito aggeggio della D-Mail che tiene la coppia vicina, in modo da non star ad impazzire dopo per dividere centosei calzini neri lunghi di diciassette tipi e tre filati in coppie inevitabilmente imperfette.
Quindi, quando uno di questi aggeggi, meliforme e verde, è uscito dalla lavatrice con solo un calzino infilato nell’apposita asola, non mi son preoccupato: ho finito di svuotare l’elettrodomestico e ben frugato in fondo.
Sarà finito nel catino assieme a qualcos’altro, dentro una maglietta o chissà che, oppure a terra.
Nemmeno.
Dissolto.
Sparito.
Ora, visto che so che accade sempre e solo coi calzini -mi dicono- le ipotesi sono due:
1) Le lavatrici sono esseri biomeccanici addestrati a nutrirsi solo di calzini, oppure dispettosi al massimo; immagino riparatori che staccano il posteriore di Zoppas e Candi, e, accanto ad un grumo organico pulsante e ghignante, vedono un bolo semidigerito di cotone, lo estraggono, scuotono la testa e mettono in conto centodieci euro di manodoera più il diritto di chiamata.
2) I produttori di calzini ne fabbricano uno ogni tot in materiale idrosolubile “a scadenza”, programmato per dissolversi nel nulla dopo X lavaggi, per spaiare il corredo anche del consumatore più attento e costringerlo a nuovi acquisti.
Davvero, non so quale delle due mi inquieta di più.
Posted by i'C under Accadde che... |
















