Lunghi silenzi
Non ho più scritto.
Nè qui, nè sui miei personalissimi taccuini.
Tutto sommato, ne sono contento: è un sintomo di serenità, per me.
Di solito scrivo quando sono insoddisfatto, infelice, triste.
L’ho già detto altre volte: l’arte, la creatività sono figlie dell’insoddisfazione; se Leopardi avesse copulato un pelo più spesso, per dirne una, avrebbe scritto la metà di quel che ha scritto.
Non a caso la stragrande maggioranza degli artisti di ogni tempo e campo son tormentati, disadattati, suicidi… non è l’arte che porta il disagio, è il disagio che porta a “esternare”; e se sei bravo, o anche solo scenografico nell’esternare, ti becchi l’appellativo di artista. Certo, c’è anche l’insoddisfazione di “oddio quanto sto bene, se non lo fo capire agli altri scoppio” e quella del “’sto muro di questo colore non mi piace, dipingiamoci su”, ma sempre di forme di insoddifazione si tratta: se il marmo piacesse a tutti bello squadrato, chi scolpirebbe più?
Si badi bene, non parlo di artigianato, ma di arte (per quel poco di arte che ci può essere nei miei post), inteso come trasporto, atto di sentire e di sentimento; fosse artigianato, ci vorrebbe ben poco a scrivere tutti i giorni, ma certo ogni post sarebbe meno sentito di quei pochi che ho al momento.
Sappiate dunque, che meno scrivo e meglio sto, a grandi linee, o che ho tante di quelle beghe che anche lo sfogarmi mi fa male.
Per adesso è buona la prima, e buona non lettura
Posted by i'C under Accadde che..., Feelings |
















