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Le riaccese, cosě, per ingannare l’attesa. Era come leggersi un libro o guardare una soap.
La coppia nell’angolo aveva fatto sesso da meno d’un’ora: i lampi rossi d’eccitazione erano lenti e ancora sincronizzati. La bambina sola col padre -si, era il padre- era terrorizzata, e non era difficile capire da cosa, visti gli sbuffi neri nell’aura di lui. Una fiammata enorme, limpida e placida si alzava da una carrozzina. In capo a qualche mese l’azzurrino avrebbe lasciato il posto, gradualmente, al rosso, al viola e a qualche umanissimo filo di nero.
Per il resto, piccole, inutili storie e dettagli di scialbe personalitŕ si potevano intuire dal piattume uniforme dei colori nella sala. Formiche, una uguale all’altra.
Si addormentň appena sull’aereo, dopo aver flirtato con la hostess di terra addetta al controllo documenti -si teneva in esercizio, a volte fingere un sorriso interessato era fondamentale, nel suo mestiere- ed essersi allacciato le cinture di sicurezza, nell’esatto istante in cui una cameriera in un sudicio motel notava la chiazza di sporco sulla moquette e il letto intatto, e imprecando tentennava il capo preoccupata per la direzione in cui stava andando il mondo. Altrettanto preccupato e stupito era un ragazzino che non riusciva piů a trovar gusto nelle sigarette e, anzi, trovava che le gomme dategli da padre Mapple gli avessero fatto bene alla tosse.
poca roba, stavolta. siate pazienti. č giŕ a metŕ il 5, e piuttosto che scrivere ovvietŕ da “impatto penetrante” o “pallottola rovente” preferisco aspettare e pensarci su bene. Almeno Leonardo lo voglio costruire bene, e pure Bruno.











