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Non è che vi siete persi diverse puntate della mia bestia nera, quella cosina che sto scrivendo perchè mi pigia dal di dentro contro i polpastrelli.
E’ che quest’oggi alle 15:15 sarò ufficialmente più vecchio d’un anno.
Ho già iniziato a festeggiare con qualcuno, iersera (ho provato a farla passare alla chetichella, invitando un po’ di persone in un pub senza dir nulla, ma alla mezzanotte son comparsi cadeux e spumantini, e mi son ricordato che se dico i miei amici son genii, un motivo c’è. Cri, non me l’aspettavo, giuro!) e un paio di chat & forum hanno aggiornato il numerino con la mia età, anche se Lycos continua a calarmi due anni.
E’ stato periodo di riflessioni.
L’anno scorso ero cupo. Cavolo, se lo ero.
A trentaquattr’anni me’pa’ aveva due figlioli già avanti con la scuola.
I miei amici più cari han figliato, sono grossi pezzi di grosse aziende, son sposati e/o prossimi a farlo.
E io che ho fatto? Single, irriprodotto, impiegatuccio.
Però quest’anno no. Mi giro indietro e intorno, e vedo tante cose.
Sono single, ma giusto quest’anno ho avuto una storia, per quanto travagliata, nella quale mi son buttato con tutto il cuore. Non mi sono inaridito, inacidito, indurito; riesco sempre ad amare, e ne sono fiero. E anche se le donne che piacciono a me e a cui piaccio io sono strane o quantomeno hanno gustacci -ebeh, è un po’ il discorso di Groucho Marx sul non voler essere socio di un circolo che mi accettasse come membro- non è che le mie ultime storie sian state inappaganti. Gran cervelli, grandi cuori, gran belle figliole. Non sono proprio alla frutta, vistomi a posteriori, ecco. Anzi. Fedele a me stesso, quello si, nella speranza che significhi esser fedele anche a LEI, chiunque ella sia.
Lato lavoro. Impiegatuccio si, ma con dignità. Mai leccato il culo a nessuno, mai intrallazzato, accettato compromessi. Avrei potuto essere più in alto, agendo diversamente, e conosco chi l’ha fatto, e continua a farlo. C’è chi ognmi giorno vende l’anima per una percentuale. Il mio specchio al mattino non ha prezzo. In più, mi tengo aperto, sveglio, attivo. Corso a parte, ogni giorno c’è qualcuno dei miei colleghi che viene a chiedermi dritte, consigli, suggerimenti, informazioni, nei campi più disparati. Lo prendo come un attestato di stima, come mi bullo per interposita persona, “ehi, quello è amico mio” dei risultati ottenuti da persone che nonostante ME, continuano a scegliere d’essermi amiche.
Lo stesso, vivo, attivo e sveglio, cerco di tenermi fuori dall’azienda. Studio giapponese, faccio scherma due volte la settimana, mando avanti più o meno decentemente una casuccia, scrivo boiatine, leggo, vedo film, cerco di imparare di continuo. Sarà per quello che nonostante un filo di pansèta -il mio “dare un tetto al disoccupato”- e complice l’aver ancora tutti i miei capelli checchè corterrimi, a detta di tutti dimostro cinqu’anni meno di quel che ho davvero?
E poi, la cosa che m’ha fatto riflettere, iniziare ques’esame compiaciuto di coscienza: continuo a stupirmi, a vedere il bello della vita, a perdermi in appagamenti estetici o emotivi. Stamani nella luna piena nel cielo limpido. Martedì, più che castamente, negli occhi della ragazza di un mio amico. E non più tardi della mattina prima, da cupo che ero, uscendo un tornante, immerso nella notte, ho visto che dietro le mie spalle stava iniziando un’alba che m’ha riempito cuore e occhi.
No, tranquilli, finchè mi stupirò di dove si possa trovare la gioia, un senso a questo nostro tribolare, all’alzarsi dal letto la mattina, non sarò vecchio. Vi toccherà sopportarmi ancora per un po’.
Posted by i'C under Accadde che..., Feelings |
















