Archive for dicembre 26th, 2005

Feelings Buon Natale

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Una giornata di stacco, completa e totale., a casa dei miei. Un’overdose di Gene Roddenberry’s Andromeda sul Palm -benedetto sia il Mulo-, al fine di anestetizzare la capacitŕ di giudizio, andare in sospensione di incredulitŕ permanente, accomunare le mie beghe a quelle inventate da una torma di sceneggiatori.
Ecco, ce l’ho fatta. Mi son visto da fuori come il mio migliore amico mi aveva visto quando mi ha detto, qualche mese fa, “lasciala perdere”. Era l’unico che sapeva, quello che mi ha aiutato a depistare quei due-tre che sospettavano. Non lo ringrazierň mai abbastanza, e devo chiedergli pure scusa per averlo inizialmente convinto dell’esistenza di tal Sara.
E vabbč. Mi guardo da fuori, dico, e mi chiedo come ho fatto a non capire che son stato solo un trastullo, uno svago. Capisco anche come mai, quale sentimento di rivalsa la animasse, ma non capisco come mai non me ne sono accorto. Dico, fin dall’inizio la riservatezza, il ‘preferirei non si sapesse’, il timore che sul lavoro, guarda caso…
Io la stimavo, la volevo bene, e, beh, anche a pelle non mi era indifferente.
Colpa mia.
Colpa mia anche tutto il male che m’ha fatto vederla scambiarsi bacetti e manine col tipo: mi son sentito da meno, quello di scarto, visto che a me non era concesso quello che č invece concesso a lui.
E’ invidia la mia? Certo.  Ma non č solo questo, la picca di un cornuto -oggetivamente,  non credo d’esserlo,  soprattutto non mi sento tale, visto che non siamo mai stati coppia, ma solo un illuso e una furba- il sentimento che mi spinge a chiedere scusa, rivelando i fatti, ai miei amici: davvero, mi pesa piú la menzogna che il tradimento del patto verso di lei. E quindi, un po’ alla volta, de visu, farň ammenda.
La notte scorsa, dopo la prima confessione, ho scritto un bel pezzo del mio racconto a puntate. Fantastico, scrivevo come sotto allucinogeni e anfetamine, data l’ora tarda, la stanchezza e il maelstrom di sentimenti che mi sballottavano. Ovviamente c’eran piú sangue e odio e sentimenti traditi che virgole, ma č sceso giú tutt’assieme, catartico, scorrevole e ovviamente illeggibile, inutile alla narrazione e orribile.
Cestinato, come quando dopo aver vomitato quel che ci sta avvelenando si tira l’acqua.
Questo č il mio sciacquare la bocca e sputare per togliermi i saporacci, e da adesso voglio solo dimenticare quanto son stato cieco e coglione -oddio, cieco no, ma tanto presuntuoso e coglione da decidere che quel che fingevo di non vedere fosse tutto quello che c’era da vedere, si- perchč credevo in una storia che non era mai stata tale.

In tutto questo tempo, d’un’altra cosa mi sono accorto: tre coppie di miei amici si sono formate negli ultimi quindici-venti giorni, come se Natale e capodanno fossero traguardi ultimi da affrontare con qualcuno al fianco, e altrettante si sono divise.
Il picco č statisticamente rilevante, credo, visto che a parte ferragosto, non ho mai assistito a tanto lavoro da parte di Cupido.
La cosa non so se mi conforta o sconforta… spero che queste coppie durino -anche se di una non posso che dubitare- perň mi preoccupo per la concomitanza temporale.
Noi esseri umani siamo bestioline spinte dagli ormoni e dall’ambiente, lo so, e non vorrei che oltre che dai feromoni e dalla temperatura venissimo influenzati nelle nostre scelte dall’incombenza di party, ritorni a casa e in famiglia, occasioni in cui sfoggiare la sicurezza di un partner come simbolo di appartenenza ad un gruppo, ad una omologazione sociale. Non so. Mi spaventa tutto questo, soprattutto perchč piú d’una volta ho sentito dire  “non so con chi passare l’ultimo” come se fosse indispensabile passarlo finalmente in coppia dopo un anno di solitudine quantomeno dignitosa.
Spero di non far testo con la mia delusione, visto che a suo tempo io mi son lasciato un ottimo quindici dicembre, e anche se ho passato il 31 sera con la mia ex, č stato per non lasciar sola lei, a casa di amici miei.
E le tre coppie che si sono lasciate? Anche qui, tanta confusione. Se si tratti di desideri di chiarezza, una sorta di espiazione, di ‘ora o mai piú’ per pulirsi la coscienza dalle ipocrisie di rapporti finiti da tempo, non lo so, ma mi pare plausibile, e mi ci vedo nel mezzo.
Non so se č conscio, il vedere l’ultima settimana dell’anno come una scadenza emotiva, un momento in cui e per cui giocare il tutto per tutto, ma mi pare che ormai giri cosě.
Mi sbaglio proprio di tanto?

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