25 minuti
17:00 ed eccomi qua seduto in macchina, patetico geek con la tastiera sulle ginocchia, fresco reduce dalla ricostruzione di un dente eppure in orario, in attesa dell’ultima occasione in cui la vedrò.
E’ il giorno in cui mi restituirà le cose che le ho prestato. Tutte assieme, via il dente via il dolore. Come al solito è lei che decide, e stavolta ha deciso di tagliare tutti i ponti.
Eppure non fa male. Non sono arrabbiato, solo deluso. Come sempre, deluso di me stesso, ed adesso nemmeno piú di tante altre volte; me l’ha detto la Fia, l’altra sera: “anche se l’avessi saputo, ti saresti messo in gioco lo stesso”-
17.25 Arrivata e andata via. Davvero via il dente via il dolore. M’è toccato litigare solo per non farmi restituire i regali, oltre ai prestiti: l’orologio a cipolla dorato per quella coi suoi “è tardi, è tardi!” era la mia Bianconiglio personale, i barattolini di latta per il the con le tisane apposta per lei, le pietre e il braccialetto per la cristalloterapia mai indossate.
E’ scesa, bella come sempre, sorridente e serena, da una macchina stracarica di spesa, e ha cercato di ridarmi tutto quello che di mio aveva.
Ebeh, il modo è quello, per chiudere ogni rapporto.
Sono stato dignitoso e rassegnato.
Non mi aveva mai illuso. Non a parole.
Lo sentiva da subito. Però si comportava diversamente.
Aveva preso le distanze. E le rimollava ogni tre per due.
Non mi ha mai mentito, e non sa che cosa fare per convincermi del contrario. Non ce ne è bisogno. Non importa piú.
Le ho detto del mio essermi sentito da meno rispetto alle tenerezze verso di lui, della mia delusione, e lei ha parlato della sensazione speciale nata con questa persona. PERSONA, ha detto. Ebeh. molto, molto speciale, calda, come scelta di termini.
E con me non era nata? Certo che si, almeno i primi tempi.
E allora mentre lo invidio da una parte -non lo nego, vorrei ancora essere al suo posto- dall’altra scatta un triste senso di deja-vu.
Iniziava ad annuire come fa quando è d’accordo con chi parla, e per non abbbracciarla di scoppio e mandare i vacca la mia dignità ho troncato lì.
A tra quindici anni, di nuovo. Ti ho voluto tanto di quel bene che nemmeno te l’immagini, ma ora, per me e per te, cambiamo pagina. In bocca al lupo.
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