January 29, 2006

Non mi par condicio

Mi ricapita tra le mani una “Nazione” di qualche giorno fa. L’avevo già scorsa, di fretta, la mattina, e non avevo notato l’articolo che ho visto stasera. “Rutelli condannato a rimborsare il Comune di Roma per consulenze commissionate e fornite”. Un articolo di otto righe otto, senza foto, piccin picciò. Se fosse stato un altro, c’eran otto colonne, foto in quadricromia e punzonatura Braille. di Sardauker at 21:57:24 4 commenti

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January 28, 2006

Strada quasi privata

C’è una strada a Firenze che periodicamente viene chiusa al traffico. Se la cercate sul TuttoCittà vedrete che non è un’arteria principale, nè una starda a grande scorrimento, quindi è per quello, probabilmente, che la trattano come la trattano.
E’ Via Belisario Vinta.
Per chi viene da sud, come faccio io, è ottima per dimezzare i tempi verso il Viale Michelangelo, Piazza Ferrucci, Piazza Beccaria and so on, evitando il già intasatissmo raccordo del Varlungo e il lungarno Colombo.
Però questa strada, checchè d’interesse storico (forsenontuttisannoche: Via Belisario Vinta era quella che adesso è la Via Chiantigiana, quindi ricopre il tracciato di una vecchia via romana) evidentemente non può essere manutenuta tutta assieme: un mese si e uno no viene chiusa al traffico per lavori; fiancheggiata da mura, queste vengono sistemate mezzo metro per volta, a settimane alterne; inoltre, credo sia l’unica strada non passo alpino che viene chiusa appena piove.
ESCLUSO FRONTISTI.
Ma toh, ma guarda. Chi sono questi frontisti? Diciamo che in questa strada ci sono un bel convento e l’accesso a due ville. Una di queste appartiene ad un noto stilista.
Ora, a pensar male si fa peccato, e io vorrei peccare in maniera fantasiosa: e se si volesse disincentivare i normali cittadini a transitare da questa strada (po’relli, non ci contate, è il modo piú veloce per fare il percorso suddetto) facendogliela trovare chiusa a spot, a random, in maniera imprevedibile, al fine di limitare il passaggio e il traffico ai soli ricchi residenti? Che sia un tentativo d’affermazione di superiorità del quattrino e/o del clero?
Io intanto continuo a passarci, divieto o meno, visto che “sdrucciolevole” non è mai stata.

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January 26, 2006

Buone maniere

Ieri m’han consegnato le ante della cucina dell’Emmelunga. Si son fatti sentire, dopo otto mesi di silenzio, dieci giorni dopo la mia spedizione della sottoriportata raccomandata. Per me vuol dire avere il “culo sudicio” M’hanno portato un’anta che ancora, seppur non impeccabile, difetta di solo un millimetro. Siccome son meno stronzo di tanti altri -e soprattutto perchè a questo punto con un giudice di pace ci farei io la figura del tignoso e rompicoglioni-, l’abbozzo qui, nella speranza che col caldo la situazione non peggiori. Però, visto il trattamento di merda, il materiale fallato, l’inesistenze servizio clienti -non ho mai ricevuto risposta alle lettere e alle email-, i tempi ai limiti del legale (mi scadono due anni tra due mesi, e loro se la levavano di culo), i costi proporzionati a una cucina BUONA e perfetta, e soprattutto, l’averci provato, non posso che concludere che EMMELUNGA, invece di comprare il motorino alla moglie di quello con l’occhio nero, s’era assunta dei commessi e responsabili a modino. E, soprattutto, se non aveva messo in catalogo roba che non è in grado di fare decentemente alla prima. Aspetto querela. C’ho qui quattro ricevute di consegna, e diversi A/R di raccomandate.

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January 21, 2006

Amore per l’avventura

A volte capita, e io sono un recidivo. Di nuovo m’é bastato un invito nemmeno troppo reiterato per prendere armi e bagagli ed attraversare mezz’italia per incontrare nuovi amici che fino allora erano solo virtuali. Nove giorni fa, dato che sapevo il 23 c.m. sarebbe partito un nuovo corso di VoIP, mi son installato sul pc di casa, a titolo di studio, Skype e un analizzatore di protocollo, Ethereal. Sempre a titolo di studio ho fatto partire una videochiamata a caso, selezionando solo “italia” e “ragazze” (ebeh). Mi han risposto due ragazze nella stessa stanza, una delle quali stava facendo vedere all’altra come funzionava il programma (”cinque minuti e via”). Sono rimasto in chiacchiera con loro sei ore e rotti. Si. Dalle diciotto a mezzanotte passata, mangiando in webcam e saltando a pié pari CSI. Abbiamo ripetuto poi per quasi una settimana le cinque ore minime a sera di chiacchierata. Ho conosciuto, scambiando per la gioia di omnitel non so quanti sms, soprattutto una, una cantante che adesso posso assicurare bravissima. Ieri sera ci siamo accorti che davvero ci mancava solo un incontro fisico. E allora stamattina di buon’ora son partito verso quel di Milano. Un pomeriggio di chiacchiere e shopping al centro commerciale e poi a cena tutti assieme, con l’accompagnamento musicale della suddetta ottima cantante (una voce fantastica e una presenza scenica di tutto rispetto) e di un imbonitore di platee armato di lettore CD, una tastiera Yamaha DX7 spenta e una pessima conoscenza dell’inglese (”en ai tink tu maiéls, iz a uonful óó”). Senza menzionare che di passaggio una Signora Cena -peraltro offertami vigliaccamente & inaspettatamente- la serata sta volando (scrivo ovviamente un po’ per volta) tra battute alla Universale (Imbonitore:”Questa che sto per cantare é la mia ultima incisione” Pubblico: “É una promessa?”) e abbondanti libagioni. Tutto questo preambolo per chiedere: ma é normale che un maschio adulto migri abbastanza frequentemente per mezz’Italia senza la spinta dell’accoppiamento ma solo da quella sociale e quella dell’amore per lo sfruttamento di quello che altri definirebbero “caso”? Ovviamente, c’è anche una bella componente di masochismo avventuroso (mi accorgo che accetto a scatola chiusa solo le situazioni disagiate, come l’ultimo dell’anno), un desiderio di mettere alla prova la mia capacità d’arrangiarmi e di adattarmi. Aspettate, mi do la risposta da solo: non è normale,. per nulla. Magari è divertente, però non è normale.

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January 18, 2006

Ho capito perchè non m’è mai piaciuto

Evidentemente avevo colto la somiglianza tra il rampante rampollo appassionato di piste e macchinine e Chucky. Ho realizzato solo oggi, però. Sveeeelto, vero?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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January 18, 2006

Non son fatto per la TV

E questo già lo sapevo quando facevo il cameraman.

Mi piaceva poco il marchettismo/leccaculismo di conduttori e responsabili; mi piaceva poco il capo, soprannominato “Polistil”, si dice, per i suoi interessi ludici -e non alludo alle macchinine-, che non sarebbe stato in grado di trovarsi, come dicono gl’inglesi, il deretano con uno specchietto, tutte e due le mani e una pila.

Ieri, poi, ho avuto la conferma.

Son volato -volato, visto che al “passo” da mio padre appena operato non mi facevano entrare visto che c’era già mia madre- alla seconda selezione per l’Eredità. Dentro e fuori in venti minuti, senza aver confermato la mia presenza, proprio un “di più”.

Hanno seminato nel modulo col profilo domanducce del genere “Cosa sai fare di buffo o ridicolo?”, “hai segni particolari?”, “Hai abitudini strane o insolite?”, “Hai interessi particolari?”. Ho risposto evasivamente, chi mi conosce sa perchè.

Ho riempito anche un test di cultura generale -d’ignoranza totale, nel mio caso- e poi sostenuto un colloquio.

Ho ribadito, serenamente, onmestamente e apolemicamente, che è un programma che non ho mai visto per intero e che non ho fatto IO domanda; che avrei partecipato per i soldi, e non per comparire. Poi, la rivelazione: la parola d’ordine è “macchietta”:

 

“Senti, tu fai scherma e rievocazione… verresti in costume?”

“No”

“Perchè non te la senti, o perchè non puoi avere i costumi?”

“Ho un gran senso del ridicolo”

“Nemmeno se questo fosse necessario per la partecipazione?”

“No”

Fingevano di non capire che la rievocazione la faccio per passione, e che buttarla in ridicolo proprio non m’andava giù.

Hanno insistito sulle abitudini strane, e per chetare ho messo giù il multiuso: “Non esco senza uno di questi”

“Cosa ci fai?”

Non ho risposto “secondo te? ci sbuzzo le vecchiette?” ma gli ho spiegato che non si sa mai.

Di nuovo, quando mi ha chiesto “Hai qualcosa di strano o buffo da farci vedere o sapere?” ho seriamente preso in considerazione di prendere ad esempio il “Bibliotecario (http://www.vernacoliere.com/fumetti/bibliotecario.php)” del Sardelli e rispondere “No, ma c’ho una fava come un tubo di stufa. Gliela catalogo sotto la F?”

 

 

 

 

 

 

 

 

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January 17, 2006

Senso degli affari

C’è chi l’ha e chi no.

Mio fratello, inviato da mia madre a comprare due magliette per mio padre, c’è andato con la mia macchina, ha preso i soldi dal bar, s’è comprato anche un serafino per sè, e ha tenuto il resto.

Io sono andati a cambiarli con modello e taglia diversi, e ci ho rimesso nove euro -miei- di differenza.

 

di Sardauker at 18:37

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January 16, 2006

L’avranno messa sotto il tergicristallo???

http://www.repubblica.it/2006/a/motori/gennaio2006/multadirigibile/multadirigibile.html

La contravvenzione, la prima in assoluto è il frutto di straordinari controlli
della polizia in occasione della manifestazione ‘Pitti Immagine Uomo’
Firenze, i vigili urbani
multano un dirigibile


I vigili urbani di Firenze hanno multato un dirigibile. La multa, pari a oltre 350 euro, è stata notificata all’ agenzia di pubblicità che faceva circolare per aria pubblicità abusiva.

La multa al dirigibile è la prima - in assoluto - a Firenze ed è il frutto di straordinari controlli della polizia municipale in occasione della manifestazione ‘Pitti Immagine Uomo’, che oggi si conclude a Firenze. Duplice l’obiettivo: da un lato la salvaguardia, nell’area adiacente alla Fortezza da Basso, della sicurezza della circolazione veicolare e pedonale; dall’altro il rispetto del decoro urbano con la repressione sia della pubblicità abusiva (fissa e mobile) sia delle occupazioni di suolo pubblico non autorizzate.

Il dirigibile rientrava in questa seconda categoria ed era stato affittato da una notissima casa di moda che si faceva pubblicità per aria. Oltre alla multa, pari a 357 euro, l’ agenzia di pubblicità dovrà anche versare alle casse del Comune la mancata tassa sulla pubblicità, stimata in alcune migliaia di euro.

La Polizia Municipale ha effettuato controlli anche sulle tariffe dei taxi, sui noleggiatori di auto e sul servizio di ‘auto di cortesia’ predisposto dagli organizzatori della manifestazione.

(15 gennaio 2006)

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January 15, 2006

Cinque strane abitudini

Doveva accadere, son vittima anche io. 

OK, peggio per voi. Probabilmente non lo volevate sapere. Son solo le prima che mi son capitate in mente, non certo le sole, le più divertenti o le più strane…

 

1) Ho sempre con me almeno un paio di coltellini multiuso, da quello forbicine lama pinzette da portachiavi, a quello con pinze enormi e chiavi a bussola. Tutto Victorinox.

2) Quando vado a recuperare il mio carico di fumetti, con la bustata piena, ne leggo di solito uno in macchina prima di partire, a scelta tra Gantz, Ratman o Berserk.

3) Punto sempre sveglia, cellulare, palmare (almeno tre allarmi, su quest’ultimo). E lo stesso riesco talvolta a ignorarli, ahimè, e continuo a dormire.

4) Mi piace il dolcificante più dello zucchero, quindi non è raro vedermi abbuffare a cena e poi mettere le pasticchine nel caffè.

5) Faccio colazione con due panini -salati-, spremuta e caffè. Niente dolci, al mattino, e mai se c’è qualcosa di salato -e vegetariano- a disposizione. Ovviamente, di solito non pranzo.

 

Non mi renderò complice di un’altra catena. Chi vuol rispondere risponda, se proprio non ne può fare a meno.

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January 13, 2006

Umorismo (nero) involontario

La Mecca, il bilancio si aggrava
“Le vittime sono almeno 362″
Ieri la tragica ressa dei fedeli a Mina durante il rito delle pietre. Il Ministero dell’Interno: “Non potevamo fare di più”

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January 10, 2006

Se becco…

…colui o colei il quale ha lasciato il mio celluilare al casting de l’Eredità lo/la sbrano.

Al telefono (GIA’ al telefono) sembravo una macchietta… La tipa che selezionava (con cui ho fatto il piacione per metterla altrettanto in imbarazzo) continuava a stupirsi, sembrava un robot di quelli che tengono su le conversazioni in automatico (”giapponese?” “scherma medievale?” “racconti?” “gioco di ruolo?” come un’eco).

Spero di non dover andare a ripetere la figura davanti al casting. (=coscienza a posto+ritrosia accontentata)

…avevo fatto IO domanda per il gioco di “ma che tempo che fa” OCCSS di Fazio: “cerchiamo appassionati di film e telefilm degli anni ‘70, ‘80 e ‘90″.

Mi risposero grossomodo e in maniera abbastanza scazzifottente che volevano fan di UN film in particolare, di UN personaggio o di UN telefilm, al massimo.

Declinai, seppure nel mio piccolo blandamente autistico, la richiesta: non mi ci vedevo a imparare a memoria le battute di Star Wars o di Alien come han fatto un paio di miei amici, e quindi risposi “credevo voleste cinefili e/o appassionati di televisione, non macchiette, scusate se vi ho fatto perder tempo”

Torniamo al precasting: diciamo che credo di sapere chi “ringraziare”. E’ bene che si neghi, d’ora in poi. :D

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January 3, 2006

Forse dovrei credere agli oroscopi

31/12 ore 2:50

Poco piú di mezz’ora dopo il post precedente, in chat su MSN, mi trovo a parlare dell’ultimo dell’anno con alcuni compagni di scherma. In capo a mezz’ora, data l’estrema improbabilità del luogo -in una baita in vetta ad un monte (copio le coordinate: N43° 57′ 24,2′’ E10° 21′ 47,1′’), quaranta minuti a piedi nella neve, dopo venticinque altri minuti di ottimo passo d’uomo della neve, lontani da qualsiasi fonte di acqua calda-, il programma (relax, scarpinate e botte da orbi secondo le tecniche di spada sola del Marozzo) e il fatto che NON sono l’unico single, accetto.
Impacchetto al volo il necessario -cinque litri di idromele, imbottiture da hockey, una tuta da ginnastica, un asciugamano e il necessaire da toeletta sempre pronto e appeso nel mio bagno- e sfreccio verso casa dei miei, da dove nel primo mattino sfrccecerò verso S. Croce S/A (PI) e di lì verso Pascoso -ebeh, un nome che da l’idea del carnale e godereccio, vero? no. Tre case in imperfetta croce, abitate da quattro persone con un’età media di settant’anni-. Unica raccomandazione del mio “gancio”: ‘non alle 9:30, fai alle 9:20, così si parte al volo’. Ovviament, ingenuamente e incoscientemente, sono lì all 8:55.
Il “gancio” si presenta alle 9:50. Seguono nell’ordine acquisto delle catene, che devono arrivare da Pisa Nord, e noi attendiamo; spesa Esselunga; spesa Ipercoop; partenza alle 13:50.
Ovviamente le catene “si montano in tre minuti” hanno un tempo di applicazione di trentasei. E altrettanto ovviamente, all’arrivo mi stupisco. Credevo sarei stato il piú geek, con il mio marsupio di accessori per palmare, e invece mi debbo ricredere. Conto, per tre giorni in baita montana -quindici persone, non due eremiti- due lettori MP3, un lettore DVD/DiVX/MP3, un kit audio 2.1, diverse prolunghe e ciabatte elettriche, una stufa a olio -non oso pensare quanto pesi-, una sessantina tra CD e DVD e un videoproiettore a noleggio.
Non commento, e mi carico della mia roba, e pure di qualcosa dell’altrui, e mi avvio.
Mi sono sopravvalutato. Quaranta minuti nel bosco, si, ma per loro, che son trekkers e speleologi. Il non trascurabile particolare che è UNA PETTATA IMMANE raddoppia il mio tempo di percorrenza, tra riabilitazione delle dita segate dal boccione di idromele, rifiati tra un sesto grado ++ e recuperi dopo un paio di scivoloni sul ghiaccio in cui ammortizzo col mio corpo la caduta del succitato boccione. Arrivo che sembro appena tirato fuori da un polmone d’acciaio.
Difettoso.
E che poi mi ci abbiano picchiato.
Riprendo fiato -35min circa- poi inizia l’attivitá:
trasporto legna, alimentazione fuoco, spezzatura ghiaccio.
Cena da signori verso le 23 a cura di un volontario ben versato nella cucina, e poi trash su trash al DVD: Blade, Alien Vs Predator, Lemony Snicket.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1/1/2006 3:25
Musica metal in sottofondo: uno che sembra abbia scambiato il gas per accendini col colluttorio.
Pancia piena checchè squassata dai frequenti checchè limitati -pochi gradi- cambi di temperatura dentro-fuori.
Piccola, piccolissima ‘bala’ dovuta soprattutto ad un mischione tra spumante, vinsanto, lancer’s, pampero e becherovka original -qualunque cosa sia, a metà tra il gin e la grappa di prugna.
Mentre scrivo, metà dei miei coinquilini della baita giocano a Taboo, e l’altra metà fa il chilo attorno al fuoco.
La musica diventa una specie di ballata tamburi flauto e tamburello, accompagnata da un sopranino strizzato e una chitarra molto pestata. Non un brutto effetto, anzi.
Il cellulare non ha preso campo nelle ultime 24 ore, e, onestamente, non me ne preoccupo, anzi,visto che so che alla riaccensione riceverò la solita torma di SMS circolari ‘ti cago perchè non pago’, uguali per tutti i destinatari, inviatimi davvero da ogni parte d’Italia, tra le 00:00 e le 00:20, di solito non sentiti.
E assieme a loro pioverannomi addosso le solite beghe, i soliti impegni che ho preso volentieri ma non per far felice me, anzi.
Vedrò volentieri un’amica o due, forse, compatibilmente coi reciproci impegni.
Forse dovrò rendere conto di un paio di cazzate che ho fatto prima di partire, senza volere e con le migliori intenzioni, ma che cazzate restano.
Dovrò preparami a sistemare casa, gli appunti di giapponese e le dispense di scherma, i libri non catalogati, far due conti su carta millimetrata per quanti ripiani e quanto distanti l’uno dall’altro farmi preventivare per la libreria la cui assenza adesso lascia vuota la nicchia in corridoio.
Dovrò dimezzare -se ho fortuna- il mio conto in banca attuale per pagare le bollette.
Dovrò mettere in mora l’Emmelunga, arrivata la ricevuta di ritorno o meno.
Dovrò quindi tornare al lavoro, finite le feste.
Non ho fretta, adesso, di staccarmi da questa tastiera, tornare al gruppo che a portata di gomito vociacchia allegro.
Vorrei adesso prolungare per quanto possibile quest’istante con me stesso, coi miei sogni programmi e problemi, godermi lo iato tra “ieri” e “domani” in cui non so bene come son caduto, riflessivo come da qualche settimana non lo son stato -ah, avessi approfittato di quel secondo in verde per rubare un abbraccio, avessi detto quella parola che mi pesa sul cuore, avessi pensato di piú a qualche conseguenza invece che al momento-, fare programmi nuovi e piú consoni al mio sentire invece che al mio dovere…
Il CD è finito.
La doppia clessidra con lui.
E’ ora di pensare al letto.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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