Forse dovrei credere agli oroscopi
31/12 ore 2:50
Poco piú di mezz’ora dopo il post precedente, in chat su MSN, mi trovo a parlare dell’ultimo dell’anno con alcuni compagni di scherma. In capo a mezz’ora, data l’estrema improbabilità del luogo -in una baita in vetta ad un monte (copio le coordinate: N43° 57′ 24,2′’ E10° 21′ 47,1′’), quaranta minuti a piedi nella neve, dopo venticinque altri minuti di ottimo passo d’uomo della neve, lontani da qualsiasi fonte di acqua calda-, il programma (relax, scarpinate e botte da orbi secondo le tecniche di spada sola del Marozzo) e il fatto che NON sono l’unico single, accetto.
Impacchetto al volo il necessario -cinque litri di idromele, imbottiture da hockey, una tuta da ginnastica, un asciugamano e il necessaire da toeletta sempre pronto e appeso nel mio bagno- e sfreccio verso casa dei miei, da dove nel primo mattino sfrccecerò verso S. Croce S/A (PI) e di lì verso Pascoso -ebeh, un nome che da l’idea del carnale e godereccio, vero? no. Tre case in imperfetta croce, abitate da quattro persone con un’età media di settant’anni-. Unica raccomandazione del mio “gancio”: ‘non alle 9:30, fai alle 9:20, così si parte al volo’. Ovviament, ingenuamente e incoscientemente, sono lì all 8:55.
Il “gancio” si presenta alle 9:50. Seguono nell’ordine acquisto delle catene, che devono arrivare da Pisa Nord, e noi attendiamo; spesa Esselunga; spesa Ipercoop; partenza alle 13:50.
Ovviamente le catene “si montano in tre minuti” hanno un tempo di applicazione di trentasei. E altrettanto ovviamente, all’arrivo mi stupisco. Credevo sarei stato il piú geek, con il mio marsupio di accessori per palmare, e invece mi debbo ricredere. Conto, per tre giorni in baita montana -quindici persone, non due eremiti- due lettori MP3, un lettore DVD/DiVX/MP3, un kit audio 2.1, diverse prolunghe e ciabatte elettriche, una stufa a olio -non oso pensare quanto pesi-, una sessantina tra CD e DVD e un videoproiettore a noleggio.
Non commento, e mi carico della mia roba, e pure di qualcosa dell’altrui, e mi avvio.
Mi sono sopravvalutato. Quaranta minuti nel bosco, si, ma per loro, che son trekkers e speleologi. Il non trascurabile particolare che è UNA PETTATA IMMANE raddoppia il mio tempo di percorrenza, tra riabilitazione delle dita segate dal boccione di idromele, rifiati tra un sesto grado ++ e recuperi dopo un paio di scivoloni sul ghiaccio in cui ammortizzo col mio corpo la caduta del succitato boccione. Arrivo che sembro appena tirato fuori da un polmone d’acciaio.
Difettoso.
E che poi mi ci abbiano picchiato.
Riprendo fiato -35min circa- poi inizia l’attivitá:
trasporto legna, alimentazione fuoco, spezzatura ghiaccio.
Cena da signori verso le 23 a cura di un volontario ben versato nella cucina, e poi trash su trash al DVD: Blade, Alien Vs Predator, Lemony Snicket.

1/1/2006 3:25
Musica metal in sottofondo: uno che sembra abbia scambiato il gas per accendini col colluttorio.
Pancia piena checchè squassata dai frequenti checchè limitati -pochi gradi- cambi di temperatura dentro-fuori.
Piccola, piccolissima ‘bala’ dovuta soprattutto ad un mischione tra spumante, vinsanto, lancer’s, pampero e becherovka original -qualunque cosa sia, a metà tra il gin e la grappa di prugna.
Mentre scrivo, metà dei miei coinquilini della baita giocano a Taboo, e l’altra metà fa il chilo attorno al fuoco.
La musica diventa una specie di ballata tamburi flauto e tamburello, accompagnata da un sopranino strizzato e una chitarra molto pestata. Non un brutto effetto, anzi.
Il cellulare non ha preso campo nelle ultime 24 ore, e, onestamente, non me ne preoccupo, anzi,visto che so che alla riaccensione riceverò la solita torma di SMS circolari ‘ti cago perchè non pago’, uguali per tutti i destinatari, inviatimi davvero da ogni parte d’Italia, tra le 00:00 e le 00:20, di solito non sentiti.
E assieme a loro pioverannomi addosso le solite beghe, i soliti impegni che ho preso volentieri ma non per far felice me, anzi.
Vedrò volentieri un’amica o due, forse, compatibilmente coi reciproci impegni.
Forse dovrò rendere conto di un paio di cazzate che ho fatto prima di partire, senza volere e con le migliori intenzioni, ma che cazzate restano.
Dovrò preparami a sistemare casa, gli appunti di giapponese e le dispense di scherma, i libri non catalogati, far due conti su carta millimetrata per quanti ripiani e quanto distanti l’uno dall’altro farmi preventivare per la libreria la cui assenza adesso lascia vuota la nicchia in corridoio.
Dovrò dimezzare -se ho fortuna- il mio conto in banca attuale per pagare le bollette.
Dovrò mettere in mora l’Emmelunga, arrivata la ricevuta di ritorno o meno.
Dovrò quindi tornare al lavoro, finite le feste.
Non ho fretta, adesso, di staccarmi da questa tastiera, tornare al gruppo che a portata di gomito vociacchia allegro.
Vorrei adesso prolungare per quanto possibile quest’istante con me stesso, coi miei sogni programmi e problemi, godermi lo iato tra “ieri” e “domani” in cui non so bene come son caduto, riflessivo come da qualche settimana non lo son stato -ah, avessi approfittato di quel secondo in verde per rubare un abbraccio, avessi detto quella parola che mi pesa sul cuore, avessi pensato di piú a qualche conseguenza invece che al momento-, fare programmi nuovi e piú consoni al mio sentire invece che al mio dovere…
Il CD è finito.
La doppia clessidra con lui.
E’ ora di pensare al letto.

Posted by i'C under Accadde che... |
















