January 21, 2006

Amore per l’avventura

A volte capita, e io sono un recidivo. Di nuovo m’é bastato un invito nemmeno troppo reiterato per prendere armi e bagagli ed attraversare mezz’italia per incontrare nuovi amici che fino allora erano solo virtuali. Nove giorni fa, dato che sapevo il 23 c.m. sarebbe partito un nuovo corso di VoIP, mi son installato sul pc di casa, a titolo di studio, Skype e un analizzatore di protocollo, Ethereal. Sempre a titolo di studio ho fatto partire una videochiamata a caso, selezionando solo “italia” e “ragazze” (ebeh). Mi han risposto due ragazze nella stessa stanza, una delle quali stava facendo vedere all’altra come funzionava il programma (”cinque minuti e via”). Sono rimasto in chiacchiera con loro sei ore e rotti. Si. Dalle diciotto a mezzanotte passata, mangiando in webcam e saltando a pié pari CSI. Abbiamo ripetuto poi per quasi una settimana le cinque ore minime a sera di chiacchierata. Ho conosciuto, scambiando per la gioia di omnitel non so quanti sms, soprattutto una, una cantante che adesso posso assicurare bravissima. Ieri sera ci siamo accorti che davvero ci mancava solo un incontro fisico. E allora stamattina di buon’ora son partito verso quel di Milano. Un pomeriggio di chiacchiere e shopping al centro commerciale e poi a cena tutti assieme, con l’accompagnamento musicale della suddetta ottima cantante (una voce fantastica e una presenza scenica di tutto rispetto) e di un imbonitore di platee armato di lettore CD, una tastiera Yamaha DX7 spenta e una pessima conoscenza dell’inglese (”en ai tink tu maiéls, iz a uonful óó”). Senza menzionare che di passaggio una Signora Cena -peraltro offertami vigliaccamente & inaspettatamente- la serata sta volando (scrivo ovviamente un po’ per volta) tra battute alla Universale (Imbonitore:”Questa che sto per cantare é la mia ultima incisione” Pubblico: “É una promessa?”) e abbondanti libagioni. Tutto questo preambolo per chiedere: ma é normale che un maschio adulto migri abbastanza frequentemente per mezz’Italia senza la spinta dell’accoppiamento ma solo da quella sociale e quella dell’amore per lo sfruttamento di quello che altri definirebbero “caso”? Ovviamente, c’è anche una bella componente di masochismo avventuroso (mi accorgo che accetto a scatola chiusa solo le situazioni disagiate, come l’ultimo dell’anno), un desiderio di mettere alla prova la mia capacità d’arrangiarmi e di adattarmi. Aspettate, mi do la risposta da solo: non è normale,. per nulla. Magari è divertente, però non è normale.

Posted by i'C under Accadde che... |

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