SAN VALENTINO, FINALMENTE!
Quindi, prendendo lo spunto della prima striscia di pagina 31 del secondo volume dell’enciclopedia delle strisce, oggi in edicola, scriverò di edicolanti, come tutti, oggi.
Fanno un lavoro del cavolo, è vero. Grossomodo son magazzinieri di merce deperibile. Arriva loro ad un’ora antelucana roba che non hanno chiesto, in quantità su cui non hanno il pieno controllo, e la smistano a un sacco di personcine che non sanno quel che vogliono. Ovviamente, dopo un po’ qualcuno si stranisce.
Non tutti, per fortuna.
Io seguo in maniera continuativa solo due o tre oggetti da edicola (i fumetti me li raccoglie, incasella, conserva e rivende una fumetteria da cui passo una volta al mese circa): per dvd e quanto abbonabile (enciclopedie, collezioni, androidi in scatola di montaggio) preferisco l’abbonamento postale.
Quei due o tre che prendo in edicola sono
-L’enciclopedia del medioevo, volumi
-L’enciclopedia delle strisce, volumi.
-L’enciclopedia del mistero, volumi
-Digital Japan, rivista e DVD
e da oggi anche
-Angel, DVD salvaspazio.
Il primo e il terzo hanno avuto una storia molto movimentata. Il primo edicolante a cui mi sono rivolto con un “me lo metti da parte?” ha chiuso bottega all’improvviso per due settimane, e m’ha fatto saltare un numero. “eeeeh,è un casino, non me lo rimandano”, quindi ho girato mezza Firenze per trovare un “errore di resa”. Ovviamente, visto che era un casino fare il su’ mestiere, ho pensato bene di sgravarlo da tanto peso: mi son rivolto ad un altro edicolante, sulla strada di casa, al quale per diverse settimane ho lasciato i miei fogli da 20…. finchè ha deciso di sua iniziativa che invece che a cinquantadue volumi, la serie sarebbe finita a venti. Cifra tonda, carina, sensata… “eeeeh, non me li mandano più, dev’essere finita”. Infatti è finita. e anche “I misteri ancora non è uscito” “Ho visto settimana passata la locandina per strada” “e Digital Japan?”
Ho girato l’altra metà di Firenze cercando i DUE numeri saltati, e ho trovato la mia Shangri-la, sulla strada tra il lavoro e casa.
Sono entrato e un signore serio e compìto, una specie di Gastone Moschin / ing. Rambaldo Melandri -nel senso buono-, mi ha rassicurato: “Non ce l’ho qui, ma stavo ordinando, ti aggiungo. Non prometto per sabato questo, ma quasi certamente quello dopo”. Due giorni dopo, io avevo i volumi, e lui le mie prenotazioni e i miei soldi. Gli ho chiarito subito che non posso essere regolare coi ritiri, nè passare tutti i giorni, ma lui ha ben accettato: “Ho il suo numero di telefono, e poi se non ci sono io c’è mia sorella, segnamo cosa ritira” quando il giornalaio precedente alla stessa specifica aveva risposto “quando ce ne ho tre non ritirati, rimando tutto indietro, m’import’assai”
Va premiata la cortesia, e soprattutto, la voglia di lavorare. E visto che il modo migliore che ho per farlo è garantire un commercio costante a questo Signore, la mia coscienza è pacificata anche quando spendo in una settimana più di libri che di benzina e alimentari.
Posted by i'C under Accadde che... |
















