February 17, 2006

Della reintroduzione del viatico

Qualche settimana fa ho vinto praticamente per abbandono -unico offerente, su un prezzo di partenza infimo- un’asta su ebay.

Ho comprato da un venditore cinese un cavetto per il mio palmare. Premetto che in Italia non ne producono, e quelli importatati costano dai trent’euro in su.

Quindi mi son bullato d’averlo preso a solo un centesimo di dollaro, più spese di spedizione (due euro e cinquanta, in busta).

M’arriva il postino e mi chiede CINQUE EURO E CINQUANTA DI DOGANA.

Mi chiedo quanto abbiano dichiarato sull’etichetta, per farmi pagare 5.50€ di IVA al 20%.

GIFT.

Guardo meglio la distintina, e vedo che si tratta di non meglio specificati “diritti postali”. A mia specifica richiesta di spiegazioni, vien fuori che su ogni pacco, pacchetto, lettera un po’ più “cicciosa” proveniente da fuori Europa (intendendo come Europea anche l’Inghilterra, però) la Dogana, per non saper leggere nè scrivere, tassa i succitati 5,50€ fissi. E aspettano al varco soprattutto la corrispondenza proveniente dalla Cina, a sentire l’ufficio postale.(”Viene dalla Cina, vero?” “Si” “Ah, ecco, allora”)

Ovviamente, m’è tornato in testa lo sketch “UN FIORINO!” di “Non ci resta che piangere”.

“No ai dazi”, ovviamente, ci dissero. Basta chiamarli “diritti postali” e siamo tutti contenti.

Posted by i'C under Ce l'ho con... |

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