Della modestia fonte di perfezione
Ieri ero in quel di Scandicci per un saggio di danza.
Sia chiaro sin d’ora per chi non mi conosce: io non ballo; checchè adori la musica, e talvolta mi agiti -come un orso ferito al capo- cercando di seguirne il ritmo, non sono in grado di suonare alcunchè, e quell’agitarmi non può essere definito “ballo” nemmeno coi parametri a la benevolenza più ampi.
Mentre attendevo l’esibizione di danza del ventre di una mia amica, mi son passati sotto gli occhi un trecento principianti e una ventina di “competitori”.
Mentre i principianti, seppur fallaci e titubanti, sapevano trasmettere la passione con cui si esibivano, i “competitori”, con la loro quasi perfezione tecnica, erano freddi.
Lasciamo perdere i gigioni del caso, che ci son dappertutto.
Diciamola così: la tecnica non è perfezione, non è trasporto. Quando smetti di “interpretare”, di seguire il momento, anche solo sbagliando, non è passione. Un file midi è perfetto, magari, ma un bambino con lo xilofono infonde certo più passione, che è la base dell’arte tutta.
E poi… bisognerebbe che quelli bravi davvero non sapessero di esserlo, che poi s’empiano di sè, e portano l’arte al secondo posto dopo la loro bravissima personcina; sanno di sbagliar poco, allora non hanno più la spinta a migliorare.
Sia chiaro, parlo per invidia. Non so ricordare le coreografie, seppur facili, nemmeno di scherma, e se una tecnica ha più di due passaggi la posso tenere in RAM per circa dieci minuti; non ho memoria muscolare, nè sono in grado di fare “un-du’-tre-qua’-cin-sei-set-ot!” mentre mi muovo. Invidio quindi i miei compagni che sanno farlo, e che sono in grado di esibirsi “a spettacolo”, al contrario di me, che quando ci son queste cose da fare insisto per il libero medievale, che è più ampio e “telefonato”,e quindi è più difficile far male a qualcuno.
Sarò sincero, ho in astio da invidia tutti quelli che hanno e SANNO DI AVERE una dote “popolare”, sia essa l’esser belli, il bravi in danza, canto o chissacchè.
La persona più BRAVA, più talentata che ho conosciuto, a mio modesto parere basato esclusivamente sulla carica emotiva che riusciva a trasmettere quando si esibiva, è stata una violinista che suonò all’allora teatro tenda accompagnando un poeta.
Ero con una mia amica a visitare non mi ricordo quale manifestazione concomitante, quando da dietro una tenda abbiam sentito provenire il suono del violino, una musica che ci ha portati a curiosare, affascinati.
Quando abbiam fatto capolino dietro la tenda, quasta ragazzuccia ha smesso di colpo di suonare, ha quasi nascosto il violino dietro la schiena e ha balbettato uno “scusate, stavo solo provando”, stupendoci per la modestia e l’imbarazzo.
Non ne fanno più, di bravi e modesti?
Posted by i'C under Accadde che..., Ce l'ho con... |

















Non so se ne facciano ancora, di sicuro non ne sono un esponente: ne bravo, ne giustamente modesto navigo in mezzo al mare di chi è ancora meno bravo e più falso di me.
Lode alla modestia, quella vera.
Comment by NeXuS — 12 June 2006 @ 17:18
Eh sì… ma non si tratta solo di “bravi e modesti” si tratta proprio di “modesti” o di “miti” o di “nonvogliotirarmela”.
Il mondo è di chi se lo prende, di chi urla più forte, di chi si vanta del poco o del tanto talento, di chi sa simulare e vender fumo…
Di persone che fanno qualcosa per passione o per soddisfazione personale ce ne son sempre meno…
Comment by Lorevalli — 12 June 2006 @ 20:00
Mi chiedo con orrore dove, eventualmente, potresti farti aggiungere qualche ulteriore slot di RAM… O_o
Comment by Zarabeth — 17 June 2006 @ 15:41
in testa.
tanto spazio ne ho
Comment by i'C — 17 June 2006 @ 19:17
Abbe’! Pensavo peggio!
Comment by Zarabeth — 17 June 2006 @ 20:17