Indulto
Per quanto perplesso mi renda Di Pietro….
Riassumiamo.
Questo governo, dopo essersi severamente, seriamente e inflessibilmente calato le brache davanti ai tassisti -e se non lo fa davanti ai farmacisti, pure, lo vedo una discriminazione-, di fronte al problema delle carceri piene approva un indulto che manderà fuori più di 10000 criminali.
Reati minori, va bene, però sempre reati. Io giudice, che cacchio l’ho fatto a fare un processo, se poi un governo decide che la pena va bene di tre anni più corta? e poi, se la galera non è punizione, ma riabilitazione, che senso ha buttar fuori qualcuno prima che il suo percorso di riabilitazione sia concluso e completo? Come se non fosse già aberrante di per sè che se stupri una donna, NON usufruisci dell’indulto, ma se l’hai ammazzata si.
E perchè? per sovraffollamento, perchè non è giusto che stiano pigiati in cella. Ora, a parte che se hai commesso un crimine, non mi pare coerente che tu stia come al Ritz, e, anzi, se capisci che in galera si sta male, è meglio… ma perchè ’sta gente non la vestiamo d’arancione come in Ammmmmerica, e li mettiamo a far costruire o ampliare carceri, se mancano i soldi? Manodopera gratis, se vogliamo pure su base volontaria. Ma no, ma no… troppo BARBARO far lavorare uno spacciatore, o un pluriomicida… meglio che restino a fare un cazzo a spese della comunità.
E poi, grazie a questa genialata, oltre ai nostri vari Tanzi & C., restan fuori anche quelli della strage a Linate, e la Di Nardo.
Furba, come mossa, molto furba, rendere l’incerta pena in Italia ancora più incerta.
Già non li prendono, ma quando li prendono, ’sti criminali, si buttan subito fuori. Io non mi sento per nulla tranquillo.
Ho in mente, seguendo la falsariga governativa, anche la soluzione al sovraffollamento ospedaliero: tutti quelli sotto i quaranta giorni di degenza, telare, a casa!
Posted by i'C under Ce l'ho con... |

















Come darti torto… stavo giusto scrivendo un post sull’argomento: meno edotto del tuo ma sicuramente in linea! (pubblicherò quanto prima)
Comment by NeXuS — 1 August 2006 @ 20:23
Sei pericolosamente vicino al Marco-Travaglio-Pensiero.
Le carceri sono in esubero di più di 20.000 persone, i problemi sanitari, sociali, i suicidi, la condizione generale, mi paiono poco paragonabili con un soggiorno nello sgabuzzino delle scope del Ritz.
L’Ue ci condanna da anni per la situazione e per violazione dei diritti umani.
La misura è resa ancora più impopolare dal necessario compromesso, visto che questo tipo di provvedimenti richiede i 2/3 del parlamento.
Negli states, molte carceri sono private, con tutte le problematiche annesse, ma non credo che vorremmo questo anche nel nostro paese, o no?
In Italia si sono commessi gravi illeciti a riguardo, come può uno stato affermare principi di legalità se è il primo a delinquere?
Era un emergenza, e così è stata trattata, comprendo il fastidio che in parte provo, ma era necessario.
Il livello di civiltà di un paese si misura osservando le condizioni delle sue carceri
Fedor Dostoevskij
Comment by skunk — 4 August 2006 @ 12:43
e perchè non dovremmo volerlo?
ma chi l’ha detto che privato è male???
e a parte quello… insisto: in galera NON si deve star bene.
Si prendono i carcerati più pigiati, si mettono all’aperto e gli si fa costruire l’ampia prigione in cui andranno a risiedere. Utilità sociale, abbattimento dei costi di manodopera, aria aperta, esercizio fisico, svago.
Non ci pigliamo per il culo, non si cura un ammalato mandandolo a casa, nemmeno se l’ospedale è pieno, anzi, si rischia che contagi altri.
Comment by i'C — 4 August 2006 @ 12:49
Gli istituti di detenzione privati, si sono spesso trasformati in orrendi lager, dove personaggi senza scrupoli hanno operato le peggiori tecniche di tortura, vessazione, umiliazione e sfruttamento dei detenuti.
Una situazione che può diventare molto pericolosa.
Ti segnalo un buon film sull’argomento, Brubaker, tratto da una storia realmente accaduta e purtroppo tristemente diffusa negli states.
In galera, non credo si possa stare bene in quanto, nella migliore delle ipotesi (e sistemazione) si soffre la privazione della libertà, per l’errore compiuto certo, ma che stato è quello che si dimentica, o peggio si accanisce?
L’articolo 27 della costituzione recita, tra l’altro:
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato
Non sta scritto da nessuna parte che il condannato debba essere trattato male ed egoisticamente parlando, non credo che la società civile possa trarre qualche vantaggio dalla sua sofferenza, perché quest’ultimo, uscendo dal carcere, dovrà necessariamente reinserisi nella comunità non come un cane rabbioso, ma come un cittadino.
Ora, si può non essere d’accordo, ma non si può criticare ferocemente che so, l’Iran e poi invocarne la regolamentazione legislativa.
Ammettiamolo sinceramente, la condizione carceraria, in ordine d’importanza, è l’ultimo dei nostri problemi, perché siamo inclini a pensare che tutta la gente che finisce in gattabuia sia colpevole e che gli stia bene, qualcosa da dimenticare. Peccato che non si possa toglierli tutti da mezzo o mandarli a dissodare le colline irpine.
P.S.
Almeno su questo converrai; l’esempio dell’ospedale, in italia, non è più funzionale al tuo pensiero…
Comment by skunk — 4 August 2006 @ 14:30
Brubaker l’ho visto… e, appunto, dovrebbe essere un film di denuncia su uno scandalo, cose successe eccezionalmente -come ne succedono anche nei sistemi pubblici- e comunque deplorevoli e condannabili.
NON si DEVE star male, in prigione, ma nemmeno mi piange il cuore se, ahimè, capita che colpevoli di crimini soffrano la cattività.
Rieducazione… bene, l’indulto, troncando il percorso rieducativo, lo vanifica.
Non credo proprio che di vent’anni di galere, ad incattivire il condannato, a renderlo alla sua uscita un cane rabbioso, sarà stato il solo sovraffolamento carcerario, ecco.
Guarda, so che scherzavi, ma il discorso dei lavori agricoli mi trova ben d’accordo, sappilo… sgraverebbero i costi del mantenimento dei reclusi, e consentirebbero l’investimento del risparmiato verso opere di edilizia carceraria.
Comment by i'C — 4 August 2006 @ 15:08
Concordo in pieno sulla diseducazione dell’indulto, che infatti non ritengo una misura umanitaria, ma di emergenza, in sintesi, un fallimento di stato. In tempi brevi non si poteva fare altro ed era drammaticamente e tristemente necessario.
, troverebbe gran parte della popolazione carceraria entusiasta e concorerebbe alle misure di civiltà che espongo nei miei pipponi.
Nemmeno io mi dispero se un colpevole soffre la carcerazione, sarei un ipocrita ad affermarlo, ma certo, abbiamo l’obbligo di un trattamente civile e questo si, m’inquieta non poco. Il sovraffolamento, ad esempio, fa si che un detenuto muoia d’infarto perché in qualche struttura ci vogliano più di 40 minuti a soccorrerlo, non è solo una questione di spazio e di privacy.
Gaurda, per come conosco la situazione (magari messa in altri termini) credo che la proposta di un lavoro, compreso il tuo inquietante agricolo
Ma per usare il gergo dipetrista, con l’indulto che c’azzecca? Non si poteva più aspettare, questo è il punto.
Se i governi precedenti avessero affrontato, anche parzialmente, la situazione, tutto questo casino non sarebbe stato necessario.
Comunque ti capisco, la mia è una posizione impopolare, è che mi fa specie vedere persone che stimo cedere alle lusighe del cieco giustizialismo.
Comment by skunk — 4 August 2006 @ 16:04