August 31, 2006
Ormai ho sviluppato i miei ritmi.
Ceno col telegiornale, di solito. Se l’ho “bucato” per questioni di tempo, sul mio Palm mi segue un film compresso da DVD, o un telefilm.
Poi, film scelto da me davanti al pc mentre lavoro a qualcosa “da tavolo” tipo il palmare, il computer, qualcuna di quelle cosucce che richiedono un saldatore e/o la colla a caldo e/o la carta vetrata e/o tre mani e/o un rosario verso Nyarlatothep. Intanto Arturo, il robot aspirapolvere (se non sapete, non chiedete, ve ne prego) va in giro per casa.
Poi mi alzo. Accendo i/il televisore/i su un film in TV, se ce ne sono di decenti (raro) e vagolo di qua e di là di solito col Glassex, il piumino per la povere e la scopa.
Di nuovo al PC, per l’ultimo controllo posta e Mulo, e magari una chat coi soliti tre fedelissimi.
A letto, con uno dei troppi libri che fino a ieri avevo sul comodino e che oggi ho spostato sulla mensola, previo aver spostao il lettore di cd, accanto all’hi-fi appena spostato eccetera eccetera.
Sveglia presto, domani. Come ogni mattina, un po’ -troppa poca- di ginnastica, programmazione della panificazione per dopodomani, the caldo coi semi di finocchio, magari un uovo strapazzato da portarmi dietro se mi venisse fame al lavoro intorno al mezzodì (è capitato troppo spesso, ultimamente, complici i mutati ritmi metabolici post-vacanza). In auto, audiolibro di Benni, per iniziare la giornata come si deve.
Preparo, non programmo.
Non capisco se faccio una vita di merda, o me la sto godendo al massimo.
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August 27, 2006
Paolo prese la parola alzandosi in piedi e quindi chinandosi lentamente fino a poggiare le nocche sul piano nero e lucido. I soci sottostettero in silenzio alla carrellata che il suo sguardo a metà tra il severo e il compiaciuto effettuò su di loro.
“Signori, grazie per essere intervenuti. Per me é la prima occasione utile per ringraziare molti di voi per la partecipazione al funerale del professore mio padre e, soprattutto, al dolore della mia famiglia. Io e mia madre ve ne siamo grati.
Il motivo di questa riunione è facilmente intuibile, ovverosia il passaggio del testimone alla guida dell’azienda. Nonostante mio padre abbia lasciato esplicite direttive affinché la direzione seguisse la quota di maggioranza del capitale, sappiamo tutti che non sarà facile adempiere in pieno le sue aspettive. Mio padre era, inutile sottolinearlo, il cuore commerciale, scientifico e umano di tutti noi. Non sarebbe possibile sostituirlo degnamente nemmeno in uno dei tre campi, figurarsi in tutti.
Mio padre però ha sempre saputo sfruttare le circostanze, utilizzare al meglio i mezzi a disposizione, indipendentemente dalle convenzioni e dai preconcetti. Cosí spero di riuscire a fare io, facendomi affiancare nel ruolo che il professore mi ha riservato da un elemento eccezionale.”
La delusione sulle facce dei presenti era evidente. Avevano capito che nessun tipo di avanzamento nell’azienda era stato riservato a loro o ai rispettivi sottoposti; avevano almeno avuto l’umiltà di non pensare a sè stessi come “eccezionali”
Paolo riprese a parlare:
“Leonardo Damiani, nonostante la relativamente bassa anzianità, è stato a mio parere l’elemento più prezioso nello scorso anno. La sua lungimiranza, i suoi rapporti colla grande clientela, ci hanno consentito di indirizzare la produzione sempre nella direzione giusta; ha saputo cogliere le tendenze al volo, e sfruttarle. Ci ha fatto vendere e, sopratutto, risparmiare su spese di gestione magazzino, rese, invenduti, più lui di tutti gli altri messi assieme.
Mio padre avrebbe saputo cogliere questa occasione, se negli ultimi tempi avesse potuto seguire l’azienda come faceva di solito. Avrebbe premiato Damiani per le sue capacità, e con lui avrebbe premiato l’azienda. Da questo momento Damiani, come sono certo avrebbe voluto mio padre, è responsabile alla produzione e alle vendite e, vi stupirò, ho ritenuto opportuno non farlo partecipare a questa riunione in quanto impegnato nello studio per poter presto avere voce in capitolo anche nel settore della ricerca e dei processi. E, soprattutto, per godermi la sua espressione di persona e in santa pace quando gli comunicherò la notizia.
Potrete congratularvi con lui personalmente appena l’avrò fatto. Aspettatevi grandi cose da quell’uomo.”
Nel suo ufficio, Leonardo seppe della sua promozione dalla sommessa risata proveniente dallo spiraglio verso la stanzetta dell’archivio. Chiese conferma a Quello del Buio: “Ce l’ho fatta, vero?” senza alzare gli occhi dal .pdf sullo schermo. Non occorreva risposta.
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August 27, 2006
Barcone di clandestini in avaria vicino Malta (MALTA -non è Italia, lo sapevate? sapevatelo!)
Telefonata via satellite verso ragazza (somala?) a Torino.
Questa telefona al 113, che mobilita le Capitanerie di Porto, che salvano (e porta in Italia, non a Malta, c’avessero a mancare i clandestini) il barcone.
Ragazza intervistata dal TG, osannata come salvatrice. Bene. Diamole una medaglia, perchè effettivamente, ha contribuito al salvataggio di non so quante persone. Poi però la interroghiamo, chiediamo chi tra tutti i disperati sul barcone avesse il telefono satellitare, se non lo scafista, e come mai questi avesse il di lei numero. Poi controlliamo le norme sul favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, grazie.
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August 27, 2006
Signori, guardate ’sta gente:
http://improveverywhere.com/home.php
e amate questo:
http://www.vimeo.com/clip:68614
e dite “lo voglio fare anche io” per questo:
http://www.vimeo.com/clip=27810
ci sono loop temporali alla Star Trek, flashmob con Dio… accetto adesioni
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August 25, 2006
No, non cambio sesso. ma rileggetevi il post “Non capisco più nulla”.
Oggi leggo questo, su “Il Firenze”, articolo “Mastella, stretta sugli scafisti «Inaspriremo la Bossi-Fini»
ieri ilcomandante della nave della Marina militare “Minerva” è stato inscritto nel registro degli indagati per il naufragio di un barcone di clandestini avvenuto sabato. Secondo quanto si apprende il reato ipotizzato dalla Procura di Agrigento è di disastro colposo. Nell’incidente sono morti 10 immigrati, mentre 30 sono stati i dispersi. Secondo alcuni testimoni, il natante dei naufraghi si sarebbe rovesciato dopo un contatto con la corvetta giunta in soccorso.
Tipo: questo va a salvarli, rischia e lo mettono sotto accusa. La prossima volta se la piglia comoda, temo.
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August 24, 2006
Mi ricordo che alla fine degli anni ‘80 il cbuon Fogar conduceva “Jonathan, dimensione avventura”. In mezzo alla trasmissione andavano in onda episodi dall’allora NUOVA serie de “ai confini della realtà”.
Ce ne fu uno che mi inquietò, in particolare: un venditore di articoli medicali, allenandosi a paroloni difficili come “sfigmomanometro”, “stetoscopio”, “elettrocardiografo”, cominciava a “discapire” l’inglese corrente.
Inizia con “un cane piccolo come un’enciclopedia”, dove con l’ultima parola se ne intendeva la razza, oppure “andiamo fuori per dinosauro”, dove si intendeva “cena”. Una parola dopo l’altra, tutta la sua lingua viene alterata, fino a diventare una confusa lalìa di altri termini.O, meglio, una parola dopo l’altra, lentamente, lo diventa quello che lui sente dire dagli altri.
Oggi ero sul Trasimeno, assieme ad una mia amica. Questa guarda un windsurfer e fa: “guarda com’è poetico”.
Io: “poetico?”
Lei: “si, certo, come diresti tu?”
Io: “atletico, bravo, disinvolto, spettacolare; poetico proprio no, per ‘poetico’ intendo un’altra cosa”
(v’è scattato un deja-vu, miei fedeli lettori? anche a me)
Lei: “Mi pare scontato che uso ‘poetico’ in un modo che tu non puoi capire”
Io: “Ebeh, in effetti si, quello è poetico, quello laggiù in fondo invece lo vedo un po’ caraffa”
Lei: “Caraffa?”
Io: “Mi pare scontato che uso ‘caraffa’ in un modo che tu non puoi capire”
Mi son preso un vaffanculo, ovvio. MA non è quello che mi inquieta.
Non è che, come nel telefilm, a forza di cercare di raffinare il mio eloquio, obbligato al tecnichese da un lavoro, all’aulico e al desueto da un hobby, al paradossale dal masochismo, sto scivolando lentamente verso quella “zona fra luce e ombra, scienza e superstizione, a metà strada fra le paure più profonde dell’uomo e l’apice della conoscenza?”
No, dico, non è che è colpa mia, e che lentamente sto diventando orso, corollario di lemuri ortogonali? So brevemente sparando caldo! Tanti!
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August 21, 2006
Sento il telegiornale, mentre smangiucchio qualcosa con la testa dentro l’ultimo Koontz.
Due romeni hanno cercato di rapire, non a scopo di riscatto, una bambina di sei anni; fallito il tentativo della folla di linciare quello acciuffato.
Nel dispiacermi di questo fallimento, non posso che chiedermi perchè la legge italiana non preveda per questi crimini il bungee jumping con corda di pianoforte legata attorno ai coglioni; per loro e per quelli che dicendo “vi regolarizziamo tutti, e diventate regolari pure prima” li esortano a venire qua, e, anzi, viene a chiedere più soldi per avere mezzi per andarli a prendere in mezzo al mare in condizioni proibitive, roba che se durante il forza 4 una nave speronava l’altra la carretta andava a fondo (vi ricorda qualcosa?); intanto, si apre il settimo sigillo, per una volta son d’accordo pure con Gasparri nel criticare l’UCoI; intanto quel coglione di Prodi dice “andremo a portare il nostro aiuto al Libano” -no, non si porta l’aiuto al Libano, ma si va a riportare la pace, non possiamo permetterci di schierarci da una parte o dall’altra; se l’aveva detto Berlusconi l’avevan crocefisso nella buvette di Montecitorio; intanto su tutti i giornali c’è il caso di quella figlioluccia sgozzata dal padre, ma non si può dire che l’ha fatto per motivi religiosi, non si può scrivere, si deve dire che è per motivi di tradizione, e un Imam (scusate la maiuscola) si permette di dire che sarebbe potuto succedere anche a Napoli.
Ho paura. Siamo qui chini a brache calate, siamo tanto buoni che non solo non ce li teniamo lontani dal culo per non farli sentire discriminati, ma gli abbiamo pure dato il Viagra -a spese nostre, ovvio- per far loro capire che ci fidiamo.
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August 15, 2006
…ma non fermo, ovvio… quindi credo che scriverò abbastanza… un paio di pezzetti del racconto, almeno.
Ci provo, eh?
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August 10, 2006
Il Dalai Lama ha comunicato che il suo successore non andrà ricercato tra le sue reincarnazioni, ma eletto dai suoi consiglieri.
Cosa ha detto loro? “Abbiate pazienza, ma mi son rotto le scatole di lavorare solo io, una vita dietro l’altra” ???
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August 9, 2006
Apprendo con non poca soddisfazione che per ogni spettacolo di Benigni -dai 15 euro in su per un posto “all’Osmannoro”, come lo stesso comico ha scherzato sulla distanza dal palco- c’erano, sono e saranno un minimo di 140 biglietti gratuiti di prima fila riservati al Comune.
Comune di sinistra, comico di sinistra, privilegi e benefits feudali.
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August 8, 2006
Apro il congelatore.
Evidentemente l’ho mal chiuso l’ultima volta: una lastra di ghiaccio si è formata tra lo sportello e i cassetti.
Comincio a scolpire con un mestolo.
Al piano superiore, la mia bottiglia di vodka è un monoblocco assieme al ghiaccio in cubetti, un paio di bicchieri e non mi ricordo più cosa.
Ai piani di sotto il danno è minore: impastate nella brina, provviste in scatole di cartone ormai semiammolate dalla brina che in un congelatore nofrost non dovrebbe esserci.
Ho capito cosa mi toccherà mangiare sbrinando, per le prossime tre settimane: patatine fritte, pisellini, pasta sfoglia, polpette vegetali… tutte quelle cosucce che centellino come chicche di tanto in tanto, e che trovano la morte nella mia friggitrice.
Alla faccia della dieta.
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August 8, 2006
…io un po’ meno.
Il nostro amato mortadellone si ritiene soddisfatto di questi ottanta giorni.
In ottanta giorni non ha fatto il giro del mondo, magari, ma ha:
-svuotato le carceri, mettendo in libertà criminali grandi e piccoli, d’estate, quando le case sono vuote, così, per fargli trovare subito una casa in cui andare a svalig… a stare (”colpa del centrodestra che le ha riempite, le carceri!”, ho sentito tuonare da sinistra, come se davvero fosse possibile considerarlo una colpa)
-calato le brache davanti alle lobbies, fatto retromarcia sul decreto Bersani, e chiamato la situazione una “vittoria”; questi lo prendono nel culo e dicono che trombano.
-avviato la regolarizzazione a babbomorto di non so quantimila immigrati clandestini
-dopo che solo un ministro di centrodestra s’è battuto per dare il voto agli italiani all’estero (mal gliene incolse, ma l’idea era degna di lode), s’è deciso di darlo agli stranieri in italia
-visto che buona parte di questi ultimi facevano parte del primo gruppo, non è una brutta manovra politica, credono. Se ne riparla quando hanno fondato un partito muslim integralista, e si son presi la maggioranza.
dulcis in fundo
-si son bullati d’aver fatto ripartire l’economia sui dati gennaio-giugno. Io questo lo chiamo “mettere il cappello sul lavoro altrui”; a gennaio grazieadio eran sempre all’opposizione, e i lavori che han fatto ripartire l’economia eran quelli del governo precedente; rode un po’ ammetterlo, ma si spera che il popolo bue ci creda, vero?
Ora, io prima speravo che questo governo durasse, trovasse coerenza interna. Ora so che durerà due anni sei mesi un giorno, e poi, ma solo se saremo davvero fortunato, smetterà di fare danno.
Ultim’ora
Il premier: le buone notizie non cambieranno la manovra, «però danno coraggio e minor depressione, come la vittoria dell’Italia al mondiale»
traduzione: “Anche se bisogna farvi credere che state meglio per merito nostro, i quattrini siamo obbligati a mungerveli. Però se vi si infonde buonumore con un po’ di panem et circenses (CAMPIONI DEL MONDOOOOH!) magari dimenticate che ci avete votati perchè credevate che fossimo i meno peggio”
Altra ultim’ora
Per gli “indultati” son previsti corsi di formazione al lavoro, stipendi di sostentamento, sgravi fiscali alle aziende che li assumeranno.
Ora, se io fossi un disoccupato qualsiasi, mi incazzerei e non poco, visto che questi, siccome son criminali e hanno pagato meno del dovuto, si trovano una marcia in più sul mondo del lavoro.
E’ vero, allora, che il crimine paga, se chi fa i conti è un imbecille.
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August 2, 2006
La ceretta.
Ieri, stanco di aver la sciarpina anche ad agosto, sono andato dall’estetista -una gran nnnnniocca- le ho messo in mano la mia schiena e le ho detto: “glabrala”.
M’aspettavo miseria, distruzione e morte, un nuovo governo Prodi sulla schiena con Mastella alle infrastrutture pilifere.
Invece niente, ho continuato amabilmente a conversare mentre questa nnnnnnnniocca mi strappava toppe di moquette cinghialoide con cui riarredare il salottino della casa di caccia.
Ora: se quella del dolore affabulante della ceretta è una balla infingardamente propugnata dal gentil sesso, cosa sono i dolori del parto? un orgasmo?
E soprattutto: perchè raccontarci ’sta balla?
A riprova che è meglio perdere un’amico che una battuta…
La mia commessa m’ha ciancicato il lobo dell’orecchio (cerettato pur quello per decenza) e m’ha fatto “uh bellino, liscio e morbido, pare quello d’un bambino, ci starei un’ora con questo’n'mano”
e io
“lLa prossima volta mi fo l’inguine, ridimmelo”
E’ stato carino vederla boccheggiare come una carpa.
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August 2, 2006
Probabilmente non ho mai capito nulla io, ma perché nessuno me l’ha mai fatto notare?
Dopo aver aiutato una ragazza in un trasloco, questa ha voluto portarmi fuori a cena.
A parte il gelo completo e totale… io sono un logorroico, ormai lo sapete tutti, e secondo me le regole della conversazione, anche se non scritte, sono chiare: due o piú persone esprimono il loro punto di vista, non necessariamente coincidente, e lo argomentano pacatamente. Evidentemente no: frasi come “ti permetto di seguire i miei pensieri, non di interpretarli” oppure “non occorre essere laureati in lettere per capire cosa intendo con ‘artificiale’”‘ (no, non occorre. Ho letto abbastanza, credo piú di te che detta laurea l’hai ottenuta; magari roba meno difficile, ma ‘artificiale’ l’ho incontrato, un par di volte) sono per me in grado di mettere un muro tra chiunque. Checché ’sta figliola sia belloccia, e per davvero, non l’ammucchierei con un forcone. Forse perché SA d’esser belloccia, appunto, e ci tiene a lasciarmi a debita distanza.
Ho passato un pomeriggio a pesar e a render conto delle parole usate, e a venir tacciato di polemica, arroganza e saccenza. Sono saccente, lo so, ma che c’entra? “Non sono abituata a discutere le mie opinioni”. Ho ingoiato, sbagliando, un “Non sono abituato a parlare con latori del Verbo, scusami”.
Siccome sono un signore diró “é single da troppo per non rimanerlo a lungo”; non lo fossi stato avrei detto “qualcuno la trombi, per cortesia” oppure “aciditá da sindrome deaviopenica”.
Il meglio é stato quando ho pagato io la cena. Se ne é sortita fuori incazzata, con frasi tipo “non ho bisogno di elemosina”, “ci si piglia per il culo” e la chicca “tu m’hai aiutato, per far pari pagavo io”. A parte il tono, qui irriproducibile: ma ti pare che t’ho aiutata perché volevo esser pagato in cene? Non hai capito proprio nulla del concetto di amicizia e disponibilitá. Fino a stasera l’ho fatto per il piacere della compagnia e una masochistica cavalleria. Da stasera, dopo che hai messo nel mezzo “far pari” e soprattutto un offensivo PER ME E PER TE “elemosina”, visto che per “far pari” solo della benzina, di cene ne servirebbero tre, e un altro paio per le giornate di lavoro, e non é da me emettere lista spese, se servirá altro aiuto temo che saró impegnato. Non mi piace mettere in imbarazzo belle ragazze laureate in lettere e pertanto in grado di quantificare e prezzare i favori di un amico.
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