August 27, 2006

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Paolo prese la parola alzandosi in piedi e quindi chinandosi lentamente fino a poggiare le nocche sul piano nero e lucido. I soci sottostettero in silenzio alla carrellata che il suo sguardo a metà tra il severo e il compiaciuto effettuò su di loro.

“Signori, grazie per essere intervenuti. Per me é la prima occasione utile per ringraziare molti di voi per la partecipazione al funerale del professore mio padre e, soprattutto, al dolore della mia famiglia. Io e mia madre ve ne siamo grati.

Il motivo di questa riunione è facilmente intuibile, ovverosia il passaggio del testimone alla guida dell’azienda. Nonostante mio padre abbia lasciato esplicite direttive affinché la direzione seguisse la quota di maggioranza del capitale, sappiamo tutti che non sarà facile adempiere in pieno le sue aspettive. Mio padre era, inutile sottolinearlo, il cuore commerciale, scientifico e umano di tutti noi. Non sarebbe possibile sostituirlo degnamente nemmeno in uno dei tre campi, figurarsi in tutti.

Mio padre però ha sempre saputo sfruttare le circostanze, utilizzare al meglio i mezzi a disposizione, indipendentemente dalle convenzioni e dai preconcetti. Cosí spero di riuscire a fare io, facendomi affiancare nel ruolo che il professore mi ha riservato da un elemento eccezionale.”

La delusione sulle facce dei presenti era evidente. Avevano capito che nessun tipo di avanzamento nell’azienda era stato riservato a loro o ai rispettivi sottoposti; avevano almeno avuto l’umiltà di non pensare a sè stessi come “eccezionali”

Paolo riprese a parlare:

“Leonardo Damiani, nonostante la relativamente bassa anzianità, è stato a mio parere l’elemento più prezioso nello scorso anno. La sua lungimiranza, i suoi rapporti colla grande clientela, ci hanno consentito di indirizzare la produzione sempre nella direzione giusta; ha saputo cogliere le tendenze al volo, e sfruttarle. Ci ha fatto vendere e, sopratutto, risparmiare su spese di gestione magazzino, rese, invenduti, più lui di tutti gli altri messi assieme.

Mio padre avrebbe saputo cogliere questa occasione, se negli ultimi tempi avesse potuto seguire l’azienda come faceva di solito. Avrebbe premiato Damiani per le sue capacità, e con lui avrebbe premiato l’azienda. Da questo momento Damiani, come sono certo avrebbe voluto mio padre, è responsabile alla produzione e alle vendite e, vi stupirò, ho ritenuto opportuno non farlo partecipare a questa riunione in quanto impegnato nello studio per poter presto avere voce in capitolo anche nel settore della ricerca e dei processi. E, soprattutto, per godermi la sua espressione di persona e in santa pace quando gli comunicherò la notizia.

Potrete congratularvi con lui personalmente appena l’avrò fatto. Aspettatevi grandi cose da quell’uomo.”

 

Nel suo ufficio, Leonardo seppe della sua promozione dalla sommessa risata proveniente dallo spiraglio verso la stanzetta dell’archivio. Chiese conferma a Quello del Buio: “Ce l’ho fatta, vero?” senza alzare gli occhi dal .pdf sullo schermo. Non occorreva risposta.

Posted by i'C under Racconti |

2 Comments »

  1. Come al solito piace :D

    Un’unica domanda… tu usi “colla” e non “con la”, perchè?

    Comment by Lorevalli — 28 August 2006 @ 23:32

  2. …attacca meglio? :-P

    te l’ho detto, son aulico e obsoleto :D

    però hai ragione, siam rimasti in pochi…

    Comment by i'C — 29 August 2006 @ 14:22

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