September 29, 2006
Mi son riavuto, ovviamente. E, altrettanto ovviamente, mi son prodigato acciocchè tutto stasera fosse perfetto, anche solo per rispetto ai miei amici che faranno diversi chilometri per venirmi a trovare.
Stamani mi son alzato pure mezz’ora prima, per guadagnare tempo, visto che stasera non so a che ora arrivo. Prenderò pure un’ora di libero dal lavoro, per sistemare gli ultimi particolari.
Dovevamo essere sette o otto, stasera, a fare la minimaratona horror a casa mia.
La prima defezione settimana scorsa, muta, astiosa, silente.
Ieri sera altri due, in risposta alla mia “Ce la fate a esser da me alle 21, con inizio proiezione alle 21:30?” “Esco alle 22, lo sai” No, non lo sapevo. Quindi l’arrivo è previsto almeno per le 23. Si perdono un film. “Messaggiatemi quando siete liberi, vi dico a che punto siamo, decidiamo”. Dubito che verranno.
Oggi altro SMS, da altra invitata: “Non mi sento bene”. Ieri al telefono, quando le avevo detto del mio malessere aveva rilanciato “vuoi rimandare? no, dai, si fa un’altra volta”; ok, ho capito, non ti va di venire, ma dillo chiaramente. Però lei si porterà via un altro amico, che dubito verrà senza di lei.
Restiamo i soliti, io e Michele, che m’ha già detto “oh, vale la pena? si fa un’altra sera” e i due in dubbio.
E’ una settimana che preparo rassetto e pulisco casa, valuto DVD, pianifico la spesa di stasera, e finalmente l’ho nel culo.
Si prospetta un ottimo week-end.
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c’è di buono -si trova sempre qualcosa di buono- che l’esiguo numero di partecipanti ci rende in grado di cambiare programma cinematografico, e quindi in grado di invitare due coppie di amici allergiche all’horror che da secoli non avevo in casa, e che avevo voglia di rivedere. Non è un ripiego, eh!, è un “ok, vi tocca la settimana prima!”
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17:00 Oltre alla beffa, pure il danno. Ieri avevo chiamato mia madre (barmunita) per farmi mettere da parte un barattolo di quella salsa capricciosa che fanno loro. Ovviamente. capito che ho gente a casa, mi ha fatto trovare, al momento della quasi quotidiana supplenza al mi’fratello, una cesta da fornaio con dentro un buffet pronto, che m’ha intimato di portar via. Io non ho il cuore di dirle che quella roba -salumi esclusi- la mangerò io per la prossima settimana.
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September 28, 2006
Ierl’altro avevo voglia di anestetizzarmi il capo, e ho cominciato a ordinare mescoloni dal tenore alcolico elevatissimo.
Nulla. L’unico effetto l’ha avuto il rum e peperoncino: avevo gli occhi lucidi e la bocca insensibile. Biascicavo ogni parola e sembravo briaco senz’esserlo.
Invece iersera ho bevuto anche meno, ma peggio. Il barman c’aveva avvisato: “io son stato male tutta la sera”.
E infatti. Il cocktail dall’aspetto inquietante (”oh, guarda, hai messo tutto tranne il Braulio, il succo di banana e la Vecchia Romagna”) m’è arrivato in capo in ritardo, ma m’è arrivato. Mi ricordo piagnucolante un “potresti essere mia figliaaaah” alla ventunenne vicebarmaid, e ingollante popcorn bisunto a manciate.
Son stato abbastanza lucido da non prendere la strada di casa fin quando non son stato sicuro che la strada non avrebbe preso definitivamente me, ma mi son dovuto fermare un paio di volte (una, sanamente, all’oasi ecologica, l’altra, meno astutamente, accanto a una macchina coi giornali ai finestrini che appena m’ha sentito arrivare ha smesso di oscillare e ha acceso i fanalini) a restituire all’ecosistema, per via breve, troppo poco alcool e troppo popcorn.
Stamani ho ancora il voltastomaco, nonostante una mattinata di faccende domestiche, un parchissimo pasto e litri di the purificante. E nonostante tutto ho ancora le palle girate.
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September 25, 2006
825
00:43:01,012 –> 00:43:02,605
You’re so beautiful.
826
00:43:04,342 –> 00:43:05,881
And I love you.
827
00:43:08,704 –> 00:43:11,180
I just don’t like you anymore.
Ecco.
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September 25, 2006
Ma vi pare giusto che a Vipera Venerea (vedi) la gente la trova con
ARPA BIRMANA
e a me invece con
www. voglio copare una troia a calenzano
(si, proprio copare)?
a me proprio no.
Per ovviare inserisco qui: ermeneutica, soavità, levità, lapislazzulo, eburneo, ortoclasio, ineffabilità, sempiterno, intangibile.
Prima o poi serviranno a qualcuno, eh!!!
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September 24, 2006
Capita che talvolta esca qualcosa di sensato anche dalla mia boccaccia. Quantomeno, è statisctica, lo vuole la legge dei grandi numeri.
Ieri m’è scappato un “La frase più inutile alla fine di un rapporto è ‘restiamo amici’; chi la dice pensa ‘levati dai coglioni’, chi la sente capisce ‘c’è ancora speranza’”
Sono stato sintetico, e mi son piaciuto. Mi sono riassunto in tre secondi.
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September 22, 2006
Eccomi qui, di nuovo al mio Cheers personale, da solo dopo il lavoro, in attesa di un paio di amici per poi trasferirmi in un altro pub assieme a loro. Mi si deve leggere in faccia che non é una gran giornata, che giá la miglior barmaid del mondo -e non a caso- m’ha giá avvisato che verrá a “tirarmi su”.
Nulla di che. Stanchezza.
Mi sembra, come sul tapis roulant, di correre un sacco per non andare da nessuna parte; e, per assurdo, piú corro e piú fermo resto. Sarebbe una bella lezione Zen, se capissi qual é l’insegnamento dietro questo fiatone.
Nel giro di ventiquattr’ore ho scherzosamente proposto il matrimonio a tre ragazze d’oro; per una abbiam pure pianificato il vestito -non meno d’otto metri di strascico lei, io vestito come il Principe Carlo (cit.)- e ci abbiam riso su.
La cosa triste é che tre su tre m’han detto che c’ho una gran testa e un gran cuore, e un paio hanno azzardato un “pure carino”. Peró no, ovviamente.
Avrei preferito, me ne son accorto stasera, che m’avessero detto “sei un inaffidabile/stronzo/coglione/pacco, come si fa?” oppure “Guarda, basta che ti fai castrare chimicamente prima, che non ti toccherei con una canna da pesca”: almeno ci sarebbero stati dei motivi LAMPANTI per l’inadatto che c’ho addosso. Ho un carattere difficile, sono strano, bizzarro, contorto, infantile e a volte cattivo? si, puó darsi. Anzi, senza il puó darsi. Sará che é giovedí e che i programmi per il fine settimana sono assieme tanto vaghi e tanto pressanti che avrei voglia fosse di nuovo lunedí. Sará che le persone che avrei voglia di vedere, a parte un paio di stasera, non c’é verso di incontrarle. Sará che ho finalmente avuto il coraggio/scazzo di cancellare dalla rubrica del cellulare mezza dozzina di numeri di gente che semplicemente é sparita, qualcuna non rispondendo neppure alle mie chiamate, qualcuna semplicemente non facendomene di proprie per mesi.
M’é rimasto amaro un “chissenefrega” verso una situazione che invece vorrei poter avere a cuore.
Mi accorgo di essere anche quasi sotto anestesia emotiva, dopo tanto reprimere i miei moti piú genuini.
Non so, capace che domattina mi sveglio e mi sento in grado di spaccar il culo al mondo; anche questa volubilitá un pó mi spaventa. Peró non credo, ecco. Son bipolare, forse. Forse son solo grullo, deluso, ormonato, stressato. Peró mi sembra di nuovo d’aver diciassett’anni.
E per me non é un bene.
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September 21, 2006
Tra le chiavi di ricerca nei referrers ho trovato il succitato titolo.
E’ anche quello, come qualcuno si ricorderà, di un piccolo ma acidissimo post relativo a una cena andata non benissimo.
L’avevo rimosso, qualcuno non l’ha trovato e l’ha cercato.
Non so chi, e onestamente, la mia spiegazione della rimozione non cambia a seconda del lettore.
L’ho rimosso perchè mi son accorto, conoscendo un pelo meglio la persona in oggetto, che il suo essere puntuta&pungente non è frutto di cattiveria, anzi, tutt’altro. L’ho riscontrata una persona corretta anche se molto difficile da trattare, ma, supponendo che il tutto sia dovuto a un meccanismo di difesa sommato a un carattere molto forte, ho ritenuto il mio giudizio -peraltro più deluso che sprezzante, chi si ricorda me lo riconoscerà- avventato e superficiale.
Ho il coraggio dei miei errori, ma sarebbe stupido lasciarli esposti.
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September 19, 2006
Un clandestino espulso può rimanere in Italia -non osservando impunemente il decreto di espulsione- se dimostra di non potersi permettere il biglietto per tornare a casa. Niente espulsione a spese dello stato, neppure (leggasi: trasporto militare e paracadute). E chi cazzo si potrà più buttar fuori, adesso? Anzi, visto che l’indigenza diventa giustificazione al reato, vado a farmi un PC nuovo al Mediaworld, che non me lo posso permettere, al momento. Voglio vedere chi mi dice qualcosa, forte come sarò di questa sentenza del cazzo. E poi, via, un salto in concessionaria.
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September 19, 2006
Il tizio per cui VOI avete votato ha chiesto la fine dell’embargo di ARMI verso la Cina.
ARMI, non medicinali, non pastasciutta.
Se l’aveva fatto un Berlusconi, i pacifisti non violenti l’avevano scuoiato in piazza e appeso per i coglioni.
Ma no, ma no… adesso questa CAZZATA è stata artata per distogliere l’attenzione dal caso Telecom, e vale la pena.
Tanto tutti quelli pronti a dare del guerrafondaiofascista al governo precedente adesso stanno zitti per motivi di regime.
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September 18, 2006
Ecco, adesso ho paura.
Al Qaeda l’ha giurata al P.A.P.A., a Roma.
A noi, diciamocela come sta.
A me il P.A.P.A. non é mai stato troppo simpatico, come persona e come simbolo, lo sapete. Non sono un credente, anche se rispetto -provo a rispettare- tutti i credo; peró parte del mio rispetto é anche esprimere quanto pacatamente il mio caratteraccio rende possibile la mia opinione su dogmi, atti di fede, guerre sante, veti e quant’altro.
Adesso ho paura che, nonostante la berlusconiana calata di brache del “sono stato frainteso” le parole del P.A.P.A. siano state strumentalizzate per scatenarci addosso una torma di fanatici. Non so se incazzarmi di piú con ’sto fanatico biancovestito che vive in una fortezza in una cittá-stato protetto da mercenari, o coi ricchissimi fanatici che spingono ignoranti che non hanno niente da perdere a farsi saltare nella speranza delle cinquanta urí perennemente vergini (a me quel perennemente impensierisce assai. Rifletteteci anche voi), dato che tutti e due la guerra se la fanno sulla pelle degli altri.
Almeno il P.A.P.A. ha dalla sua il coraggio d’aver detto quello che ogni persona civile pensa: che una religione che inneggia alla violenza e alla guerra non è una religione sana. E scusate se è poco.
Era solo questione di tempo, mi dicevo. Non ho scritto nulla sulla morte di Oriana Fallaci, ché troppo astio avrei versato, come pacatamente ha fatto Zeffirelli, sulla Firenze pacata e ipocrita che per non farsi dir “razzista” s’é dimostrata forte coi deboli e vigliacca coi prepotenti. “La Fallaci? una paranoica guerrafondaia”. Giá, come no. Intanto il malcontento dei fiorentini -onestamente, non posso esprimermi con coscienza su bolognesi, torinesi, romani e quant’altro-, dalla cui cittá, ormai in mano alla microcriminalitá di clandestini, abusivi e tutti coloro che son venuti con la voglia di fare un cazzo, stanno venendo cacciati, sta crescendo.
La mi’ mamma e il mi’ babbo, che non so quante mila persone al giorno incontrano, sanno, si senton dire continuamente che i cittadini hanno le palle piene.
In maggioranza, ovviamente, ma é una maggioranza che sarebbe ancora piú grande se quelli che hanno paura dicessero come si sentono.
Non si puó dire che quelli che vengono a casa nostra sarebbe quantomeno educato che provassero ad adeguarsi alle nostre leggi ed usi, perché c’è sempre paura che qualcuno ti punti un dito addosso e ti dica “sei un razzista xenofobo, limiti la libertá altrui se imponi di fare cose che a casa loro non fanno”. Io a casa mia sto nudo, ma vorrei sapere quale psichiatra non mi imporrebbe il TSO se pretendessi d’andare in giro nudo anche solo sul pianerottolo.
Invece questi, arrivati ieri con decorrenza domani, pretendono che siamo noi ad adeguarci ai loro usi, che siamo noi, gli infedeli, che il LORO è il vero dio, e la LORO la vera civiltá: e allora abbiamo gente che va in giro col volto coperto, in motorino col turbante invece che col casco, che tratta le donne come merda, che scaraventa i crocifissi fuor di finestra. Perché coi cinesi nessuno ha mai avuto a che ridire, pellettieri permettendo? Perché la prima generazione é stata mandata a frequentare scuole italiane, a imparare l’italiano, la storia e i valori del paese in cui son venuti a stare, a INTEGRARSI. E, cazzo, a lavorare. Non s’é mai sentito d’un’autoradio rubata, di un tentato stupro, di spaccio ad opera di cinesi. Un motivo ci sará, no?
Cultura e rispetto. Altro che scuole Coraniche. Datemi mille cinesi per ogni nordafricano (un discorso a parte lo meritano quelli dell’est: hanno avuto una guerra, hanno svuotato le galere, le mele marce sono espatriate, hanno attecchito benissimo in uno stato senza palle), e io vi trasformo l’Italia nella Svizzera, perché questi son venuti con le maniche rimboccate per lavorare, non pretendendo d’esser sfamati, trombati e fare quelchecazzoglipare.
Il drammatico di questa situazione é che tra i millemila che son venuti a mungere quest’ignava mucca imbottita di prozac ci sono delle persone d’oro, che verranno mietute insieme alle erbacce quando un testadicazzo più testadicazzo degli altri si fará saltare in piazza san Pietro, a una manifestazione con politici, o, peggio, in un posto realmente dannoso come un autobus o un mercato. E allora, se avete visto “Attacco al potere” sapete cosa ci aspetta: il razzismo, davvero; i pregiudizi, sul serio; una guerra civile.
Tutto per colpa di un lassismo che una “paranoica guerrafondaia” ha denunciato giá cinque anni fa, facendosi pure ridere addosso e marchiare come razzista dai soliti coglioni.
Adesso la guerra é dichiarata. CE L’HANNO dichiarata, contenti? I “nemici” sono ben mescolati tra noi. S’ha in culo, gente. Spero d’essere un paranoico anche io, ma davvero, che ormai la mia spada per difendere casa mia dall’arabo invasore non basta piú.
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September 18, 2006
Ieri, in quel di Pozzolatico (non è colpa mia, giuro) s’è svolta la sagra del Seitan. Non ho saputo fino all’ultimo momento se mi vi sarei recatovicisisivi, ma quando Michele m’ha confermato la sua presenza e che non mi sarei abbuffato in solitudine ho esultato.
Nonostante la giornata di tregenda il posto era ben affollato. Siamo arrivati immediatamente dopo pranzo, e ancora c’era al tavolo gente che beveva birra di canapa (scaduta: il furbetto dall’inconfondibile accento ha messo lo sticker col suo numero sulla data, ma a me non la si fa. meno male che ra meno di un mese, roba che per la birra è una giacchettata, e quindi il fermentato era ancora ottimo) e mangiava spiedini e arrosticini.
Necessitavamo caffè. La macchina, al bar, era coperta da una specie di sudario, spenta e snobbata. OK, abbiam fatto noi, un bicchiere di bevanda al guaranà a testa, uno spiedino per uno e una fetta di torta di mele vegan per me.
Michele s’è stupito di quanto il wurstel sembrasse vero, io no: so cosa può diventare il seitan…
Abbiam firmato per diverse causucce, acquistato salsine vegan, magliette con maialetti sorridenti e DVD copyleft -che fra mezz’ora trovate quindi sul Mulo- con qualche documentario “scomodo”; abbiamo raccolto depliant e ci siamo informati… Michele m’è parso abbastanza motivato a fare il piccolo sacrificio di smettere di mangiare cadaveri cancerogeni, soprattutto dopo aver cenato lucullianiamente con roba che sfidavo chiunque a definire “roba da mucche”, come mi dican sempre i nonveg.
Abbiamo imparato diverse cose riguardo alla gestione irresponsabile di foraggio e acqua, alla vitamina B12 e a un sacco d’altre cosucce che qui sarebbe pedante stilare.
Michele ha fatto in tempo a stupirsi di quanto sia stato naturale attaccar bottone cogli occupanti della nostra tavolata (”ma in un altro ristorante quando sarebbe successo???”); io temevo che lui si sentisse come a un convivio settario (è già successo a una riunione di scherma) e invece mi conferma allo spasimo d’esser stato benissimo.
Ovviamente, dopo una giornata a far andare le mascelle, ho ripreso quasi un kg. Ma con tutto il succitato ne è valsa la pena
update: mi accorgo che è tutta la mattina che sono immotivatamente di buon uomore. Vabbe’, c’è il sole, ma di solito non riesce ad annullare l’effetto di un lunedì lavorato dalle 12 alle 20… sarà l’effetto delle endorfine della corsa in fascia lipolitica di stamani? Se è stato solo il seitan… beh, ci son cose peggiori con cui drogarsi
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September 15, 2006
Stamattina, dopo essermi fatto spolpare economicamente dal caldaista (che m’ha trovato un passero morto nella caldaia, ecco perchè non aspirava, mica pizza e fichi) ho letto un po’ in giro.
Ho scoperto la sagra del seitan (e qui porgo il destro per “ma la porchetta no?” “ti senti male?” “settimana passata quella dei tortelli.. si va apeggiorare nettamente”) all’Impruneta.
Mando SMS alla coppia di miei amici, sul cellulare classificati come Fr*** e Nu***; mando a lei perchè non pensi che “son cose tra voi uomini” come le ho sentito dire l’altro giorno. Mi risponde subito Fr*** con un “divertiti, io lavoro”, quindi mi pare superfluo che Nu*** mi risponda.
Invece arriva un fischio dal cell. E’ Ne***, che mi risponde “si, l’avevo vista; non credo di potere, nel caso ti avviso sabato”.
HO sbagliato a selezionare il secondo destinatario, essendo accanto.
Non ci sarebbe nulla di male, se Ne*** non fosse la signorina “nonnevalelapena”.
M’ero ripromesso di non farmi più sentire, e il mio cazzo di subconscio ha ivece deciso il contrario, evidentemente.
Ora, datosi che alla sagra vorrei andarci… come fo, come mi comporto? Vi rendete conto che giornata improponibile c’ho domani, tra telefonate che nel caso arrivano e lavoro?
Qualcuno sa a chi posso ricorrere per una subconsciotomia? astenersci scientology, please.
dieci minuti dopo
Anzi no. Spero che mi chiami. così potrò dirle:
“Ma sei sicura che valga la pena di uscire con me?”
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September 14, 2006
Ho risottoscritto (si, RI :S) it.media.tv.reality-show e sto postando come un matto su pupa e secchioni.
Stasera Tachipirina, e speriamo passi.
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September 14, 2006
Dopo Prison Break (wow) la striscia notturna, quella HOT checchè censuratissima.
Io mi domando e dico: loro sempre seminude, se non nude del tutto, squinzie, sculettanti e ammiccanti; provocano ’sti bambinoni che nel migliore dei casi son vergini trentenni parlando loro di sesso, tanga, perizoma, reggicalze e magliette bagnate. Ci dormono assieme, nel migliore dei casi in intimo. Paris, piccina, sognante, ha chiesto al “suo” nerd “ma non hai mai fatto sesso??? davveroo??? fico!”; il tono era “sarei contenta di cambiare questa situazione”.
Fossi stato lì, _IO_ mi sarei spezzato dalle seghe, ove inconcludente (quindi: mi sarei spezzato dalle seghe, punto).
Ammiro quantomeno il loro autocontrollo. Con me la trasmissione sarebbe durata il tempo di un ammiccamento, un goffo approccio, una breve colluttazione, smistamento dei presenti tra ospedale e questura.
La mia domanda è:
Li vogliono morti, o vogliono solo un modo per far dimagrire in fretta quelli sovrappeso e far sviluppare le braccia a quelli sottopeso?
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September 12, 2006
Sto guardando la striscia de “la pupa e il secchione”; son stato allamato quando la biondina faceva vedere il reggiseno al ragazzuccio*, e son rimasto a vedere.
Avevo intravisto parte della trasmissione serale, e adesso qualche altro minuto di questa.
Ho pensato: “ma questi non possono essere così sfigati… non può essere vero”, lo ammetto, con una certa cognizione nerdistica di causa.
La cosa che mi ha fatto aggrottare però la fronte è che il dubbio che le bellocce fingessero una stupidità che magari non hanno è passato per la mente a tanti, mentre quello che “il mai stato baciato”, ”mai stato fidanzato” oppure “vergine” (oh, ma saranno cazzi loro? alle ragazze non l’avete scritto “ha visto più uccelli lei d’un vespasiano”, “ha preso più schizzi degli scogli di Calafuria” oppure “e sai, se l’è salata”) fossero fasulli o quantomeno esagerati ancora non l’ho sentito esprimere da nessuno.
E’ più normale che un nerd sia nontrombante, piuttosto che una squinzia sia stupida?
*Gli uomini controllano il potere. Ma le donne controllano le poppe. Quindi le donne hanno il VERO potere.
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September 12, 2006
Ieri c’è presa bene.
Giro di sms di Riccardo: “Giapponese in settimana?”
“anche stasera”
“son libero alle 21.15″
“a quell’ora, lì”
Quando conosci una persona da quasi vent’anni, non c’è bisogno di tante ciane.
Michele chiama: è libero prima: aperitivo al Cafè de Paris con l’Ilariuccia, che a fine settimana parte per andare a stabilirsi in Polacchia (invidia), e che poi abbiamo accompagnato a casa.
Ci ritroviamo con Riccardo sotto l’O-sushi; ci mette a sedere una brasiliana bionda che alla mia domanda “tu non sei giapponese, vero?” risponde “Salvador Bahia” e io capisco “Berlino”, attirandomi gli sfottò dei commensali. Invece di “domo arigatou gozaimasu” ho spocchiato con “Obrigado”: è andata bene lo stesso.
La tipa accanto a noi rischiava la tracimazione del seno dal vestitino rosso al tavolo, e anche quello è stato un “più” alla serata, ma il meglio è stata quell’atmosfera riassunta dalla frase da “Amici miei” “ma come si sta bene tra òmini! perchè ‘un siam nati tutti finocchi?”
Ci fosse stata una donna, coi soli discorsi gli avremmo strinato i capelli: nulla di cattivo, di particolarmente maiale, ma solo di schietto e sincero. Per qualche ora di segreti se ne è avuti davvero pochi, tra noi tre, come è successo in poche altre occasioni. S’è discusso di cunnilingus e senso della vita (strettamente legati), di quant’è cafone bere il sake con la destra e di doppiatori, di figliòli e -40° in Russia, di quant’è appagante e raro avere alle mani una ragazza intelligente e che sa quel che vuole, di T-rex che frugano in auto, ferie e figuracce colla polizia; nulla quindi che possa rendere qui senza essere indiscreto, o, peggio, fumoso e banale.
Però, come al solito, anche il sonno perso è poca cosa, in confronto a quel benestare, quel parlare con anime affini che -a loro stesso dire: “noi siamo invidiose, non siamo mai sincere”- tra donne e con donne non è possibile.
Non sto diventando gay, tranquilli e tranquille (soprattutto). Mi sto solo confermando che non è necessario il flirt o la compagnia numerosa per avere una bella serata.
Giusto per chiudere con un tono di scherzosa polemica, se no non mi riconosco: vale sempre la pena di uscire con un amico.
Grazie, ragazzi.
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September 9, 2006
Dicamocelo, ho un metabolismo di merda.
Prendo peso con una facilità improponibile, e non lo perdo nemmeno con l’affettatrice. Ovviamente, quel po’ di sovrappeso è tutto sulla pancetta.
Non mangio tanto -magari mangio MALE-: con un panino vegetariano e un piatto di pasta ho sistemato la giornata, di solito.
Faccio spesso attività fisica.
Bevo molto, tengo il metabolismo alto quanto posso con caffè, the verde.
Un po’ mi rode, non perdere quei centimetri di giropanza. Invidio tantissimo quelli che mangiano come tritarifiuti e non metton su un filo di grasso, e mi guardano non-mangiare dicendo: “sei a dieta?”; no, non sono a dieta. mangio poco, assimilo tutto, non ho il culo che hai tu, ingordo maiale.
Mai però quanto mi rode quando, arrivato alle 17 al bar dei miei, prima di dare quella mezz’ora di “cambio” al mi’fratello, agguanto il panino e/o il piatto di caprese che mi farà da pranzo e cena assieme, e il solito coglione di cliente mi guarda e fa:
“Sempre a mangiare, te, eh?”
Per amor di commercio, non mando affanculo nessuno. Però prima o poi mi ammanetterò a uno di questi stronzi e lo costringerò a mangiare per una settimana solo quel che mangio io. Se sopravvive, l’abbozza di fare il simpatico.
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September 7, 2006
Il Padrone gli aveva fatto vedere, appena luminescente nel buio della sua camera, una specie di riproduzione tridimensionale del locale e di dove avrebbe trovato i bidoni. Finse peró di vagare per il magazzino leggendo etichette e prendendo appunti come se fosse un controllo qualsiasi. Poi, appena a portata d’occhio, indicó al magazziniere il pallet ricoperto da un telo di nylon la cui trasparenza era seriamente minata da uno strato di polvere. Sotto la plastica si intravedevano sei o sette bidoni blu, appoggiati al muro di cemento appena imbiancato.
“E quelli?” chiese con lo stesso tono con cui l’aveva chiesto ormai una dozzina di volte al magazziniere e al responsabile di laboratorio che l’accompagnavano. Il primo dovette alzare un lembo del telo, leggere un numero referenziale e confrontarlo col database su un palmare prima di rispondere con un nome probabilmente piú lungo della molecola che rappresentava: “Dianil-deidro-noracetilfenalina; é un lotto di undici anni fa”
“E scade quando? con tutta quella polvere sopra, non sembra molto usata; quanto ci durerá questa scorta? e, soprattutto, quanto ci é costato produrla per poi lasciarla qui?”
Prima che il magazziniere si chinasse di nuovo a leggere sul palmare, il biochimico intervenne: “Praticamente non ha scadenza. E’ stata una scoperta del compianto professore, e il brevetto é nostro, e quindi il costo di produzione é minimo”
“Meglio cosí” si rallegró Leonardo “adesso vorrei sapere a cosa serve”
“É nata come un blando fluidificante del sangue e antitrombotico, ma é un eccellente anticoagulante. Doveva essere usato anche come antiinfiammatorio ad uso locale”
“E come mai questi bidoni sono morti qui?”
“Fu riscontrato a posteriori un effetto adrenergico, seppur blando, non compatibile con le cardiopatie per cui doveva era stato progettato”
Leonardo dovette richiamare le nozioni acquisite recentemente: “É un eccitante?”
“Blando” ripeté il biochimico
“Ottimo” sorrise Leonardo “undici anni fa non c’erano né energy drinks né stimolanti sessuali. Ci sono controindicazioni a miscelarlo al nostro Erectil, alle bevande della linea sportiva? e giá che ci siamo, all’eparina di vacutainer e sacche ematiche, come anticoagulante?”
“Non si usa piú l’eparina. Citrato di sodio, ad esempio” sorrise il biochimico
“Devo trovarmi dei testi piú aggiornati; per fortuna le sacche non le vendevo io. Ripeto, ci sono controindicazioni?”
“Dovremo fare dei test, ma non credo ci siano interazioni”
“Fateli. Ah, visto che produciamo adrenalina per primo soccorso: che effetto avrebbe ‘tagliare’ anche quella con la di-amil-ani… cavolo, chiamiamolo damianina, come me, eh, cosí vi ricordate tutti di che si parla… diminuirebbe l’effetto, vero?”
“Si, credo, sempre a meno di interazioni. Vanno fatti i test”
“Quanto prima, mi raccomando. Voglio che questi bidoni spariscano al piú presto. Son soldi fermi, vediamo di usarli in maniera costruttiva” aggiunse mentre si voltava per andare in ufficio, salutando a malapena con un “a dopo”.
Mentre saliva le scale, la porta tagliafuoco gli si chiuse dietro spinta dalla forte molla. Il biochimico attese di sentirla sbattere prima di soffiare a mezze labbra “Damianina, uso costruttivo… stronzo arrogante, nemmeno l’avesse inventata lui!”
Il magazziniere intuí piú il tono che le sentire la parole, e comunque annuí.
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