September 18, 2006

Sardauker alle Crociate

Ecco, adesso ho paura.
Al Qaeda l’ha giurata al P.A.P.A., a Roma.
A noi, diciamocela come sta.
A me il P.A.P.A. non é mai stato troppo simpatico, come persona e come simbolo, lo sapete. Non sono un credente, anche se rispetto -provo a rispettare- tutti i credo; peró parte del mio rispetto é anche esprimere quanto pacatamente il mio caratteraccio rende possibile la mia opinione su dogmi, atti di fede, guerre sante, veti e quant’altro.
Adesso ho paura che,  nonostante la berlusconiana calata di brache del “sono stato frainteso” le parole del P.A.P.A. siano state strumentalizzate per scatenarci addosso una torma di fanatici. Non so se incazzarmi di piú con ’sto fanatico biancovestito che vive in una fortezza in una cittá-stato protetto da mercenari, o coi ricchissimi fanatici che spingono ignoranti che non hanno niente da perdere a farsi saltare nella speranza delle cinquanta urí perennemente vergini (a me quel perennemente impensierisce assai. Rifletteteci anche voi), dato che tutti e due la guerra se la fanno sulla pelle degli altri.
Almeno il P.A.P.A. ha dalla sua il coraggio d’aver detto quello che ogni persona civile pensa: che una religione che inneggia alla violenza e alla guerra non è una religione sana. E scusate se è poco.
Era solo questione di tempo, mi dicevo. Non ho scritto nulla sulla morte di Oriana Fallaci, ché troppo astio avrei versato, come pacatamente ha fatto Zeffirelli, sulla Firenze pacata e ipocrita che per non farsi dir “razzista” s’é dimostrata forte coi deboli e vigliacca coi prepotenti. “La Fallaci? una paranoica guerrafondaia”. Giá, come no. Intanto il malcontento dei fiorentini -onestamente, non posso esprimermi con coscienza su bolognesi, torinesi, romani e quant’altro-, dalla cui cittá, ormai in mano alla microcriminalitá di clandestini, abusivi e tutti coloro che son venuti con la voglia di fare un cazzo, stanno venendo cacciati, sta crescendo.
La mi’ mamma e il mi’ babbo, che non so quante mila persone al giorno incontrano, sanno, si senton dire continuamente che i cittadini hanno le palle piene.
In maggioranza, ovviamente, ma é una maggioranza che sarebbe ancora piú grande se quelli che hanno paura dicessero come si sentono.
Non si puó dire che quelli che vengono a casa nostra sarebbe quantomeno educato che provassero ad adeguarsi alle nostre leggi ed usi, perché c’è sempre paura che qualcuno ti punti un dito addosso e ti dica “sei un razzista xenofobo, limiti la libertá altrui se imponi di fare cose che a casa loro non fanno”. Io a casa mia sto nudo, ma vorrei sapere quale psichiatra non mi imporrebbe il TSO se pretendessi d’andare in giro nudo anche solo sul pianerottolo.
Invece questi, arrivati ieri con decorrenza domani, pretendono che siamo noi ad adeguarci ai loro usi, che siamo noi, gli infedeli, che il LORO è il vero dio, e la LORO la vera civiltá: e allora abbiamo gente che va in giro col volto coperto,  in motorino col turbante invece che col casco, che tratta le donne come merda, che scaraventa i crocifissi fuor di finestra. Perché coi cinesi nessuno ha mai avuto a che ridire, pellettieri permettendo? Perché la prima generazione é stata mandata a frequentare scuole italiane, a imparare l’italiano, la storia e i valori del paese in cui son venuti a stare, a INTEGRARSI. E, cazzo, a lavorare. Non s’é mai sentito d’un’autoradio rubata, di un tentato stupro, di spaccio ad opera di cinesi. Un motivo ci sará,  no?
Cultura e rispetto. Altro che scuole Coraniche. Datemi mille cinesi per ogni nordafricano (un discorso a parte lo meritano quelli dell’est: hanno avuto una guerra, hanno svuotato le galere, le mele marce sono espatriate, hanno attecchito benissimo in uno stato senza palle), e io vi trasformo l’Italia nella Svizzera, perché questi son venuti con le maniche rimboccate per lavorare, non pretendendo d’esser sfamati, trombati e fare quelchecazzoglipare.
Il drammatico di questa situazione é che tra i millemila che son venuti a mungere quest’ignava mucca imbottita di prozac ci sono delle persone d’oro, che verranno mietute insieme alle erbacce quando un  testadicazzo più testadicazzo degli altri si fará saltare in piazza san Pietro, a una manifestazione con politici, o, peggio, in un posto realmente dannoso come un autobus o un mercato. E allora, se avete visto “Attacco al potere” sapete cosa ci aspetta: il razzismo, davvero; i pregiudizi, sul serio; una guerra civile.
Tutto per colpa di un lassismo che una “paranoica guerrafondaia” ha denunciato giá cinque anni fa, facendosi pure ridere addosso e marchiare come razzista dai soliti coglioni.
Adesso la guerra é dichiarata. CE L’HANNO dichiarata, contenti? I “nemici” sono ben mescolati tra noi. S’ha in culo, gente. Spero d’essere un paranoico anche io, ma davvero, che ormai la mia spada per difendere casa mia dall’arabo invasore non basta piú.

 

Posted by i'C under Accadde che..., Ce l'ho con... |

5 Comments »

  1. Carissimo, non so se essere d’accordo con te o meno.
    Non tanto nei contenuti, giacché anche io sono affatto contento di avere una barca (anzi, mille e una) di gente che vuol solo rompere il cazzo in cassa, quanto nelle modalità.
    Tu dici: “Il drammatico di questa situazione é che tra i millemila che son venuti […] ci sono delle persone d’oro, che verranno mietute insieme alle erbacce”.
    Mi spiace, non son d’accordo. Ché sennò ovunque tu trovi anche uno sterpo di gramigna falci anche il grano.
    Estirpiamo la gramigna, spendiamo energie acché chi sta qui illegalmente, compiendo crimini a nostro detrimento venga rimandato a casa sua (o magari in una gabbia in mezzo al mare). Ma facciamo anche sì, per cortesia, che la gramigna di casa nostra venga buttata in un tritarifiuti insieme al resto, ché un se ne pole più di Prodi, Bertinotti, Berlusconi, Tronchetti e di gente che fa un sacco di soldi cagando merda dal buco sbagliato.

    La Fallaci? E’ morta, come dovremo morire tutti: l’ho rispettata, seppure non condividessi buona parte delle sue affermazioni come non condivido le tue.
    Tra parentesi: magari i cinesi non arriveranno con la guerra santa, ma stanno già arrivando con qualcosa di ben peggiore, perché non lo puoi fermare in alcun modo (nemmeno con l’atomica tanto cara al signor Bush)… e gli strumenti glieli abbiamo dati noi.

    Comment by NeXuS — 19 September 2006 @ 18:15

  2. No, guarda, che la mietitura indiscriminata avvenga io non me l’auspico proprio: SO che accadrà, che quando la gente si sarà rotta i coglioni davvero, non starà a domandare permessodisoggiorno-orientamentopolitico-paesediprovenienza-credoreligioso-attualeimpiego; no, ahimè, ci sarà un astio indiscriminato… il popolo è bue e miope, c’è poco da fare.
    Che vengano potate anche le malerbe nostre, invece, lo prego a Nyarlatothep tutti i giorni.

    Cosa c’hanno di peggio del fanatismo, i cinesi? il comunismo? la capacità imprenditoriale? non capisco, davvero, a cosa ti riferisci.

    Comment by i'C — 20 September 2006 @ 07:53

  3. Mi riferisco al fatto che sono tanti e che non conoscono limiti.
    Si sono adattati con una velocità impressionante al nostro approccio al lavoro, l’hanno fatto proprio, eppure hanno mantenuto il proprio inquadramento.
    Sono indefessi. Se non ci fossero delle feste imposte dallo stato non smetterebbero mai di lavorare: io faccio già fatica così, non riesco ad immaginarmi a lavorare come un cinese (e nota che non ho detto come un negro).

    Forse proprio su questo blog lessi, tempo addietro, un post a proposito del fatto che presto tutti quanto avremo un cinese a cui dover rendere conto del nostro lavoro… mi riferisco solo a questo!

    Comment by NeXuS — 20 September 2006 @ 09:59

  4. Che posso dire se non “colpa nostra”?
    Io alla gente che lavora non posso rinfacciare nulla.
    Colpa mia se non gli sto dietro, colpa dello Stato se non ne tutela salute e condizioni di lavoro.
    Quando vendevo porta a porta m’hanno insegnato che guadagna di più e va più avanti chi lavora di più.
    Meglio render conto a un cinese che s’è fatto un culo come una tinozza che a un figlio di papà o a un leccaculo che sul gradino sopra c’è arrivato in elicottero.

    Comment by i'C — 20 September 2006 @ 10:43

  5. Questo è assolutamente vero: ma se si stabiliscono delle regole comuni vanno rispettate, siano esse per quanto riguarda il lavoro che qualsiasi altra cosa.

    Per il resto evviva la meritocrazia.

    Comment by NeXuS — 20 September 2006 @ 14:01

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