October 5, 2006

Sub & Subber

heroes.jpgI più attenti e i più intimi dei miei quattro lettori sanno che ormai troppo tempo fa, praticavo l’immersione subacquea. Ero un sub di medie capacità, un sub normale, appunto. (Battuta scontata, ma la dovevo fare, vista l’allitterazione che la mia nuova qualifica mi ha suggerito). Da oggi sono ufficialmente, anche se non so nè per quanto, nè con quali frutti, subber.

Oggi è stata pubblicata da www.subsfactory.it la mia prima fatica da subber, ovvero da sottotitolatore: la mia partecipazione ai subs di Heroes 1×02 (son l’ i’C da voi tanto amato).

Accetto critiche ferocissime relativamente alla traduzione e adattamento delle battute da 460 a 575, mio primo test in collaborazione. Anzi, le esigo.

 

 

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October 5, 2006

A domanda -ennesima- rispondo: sidro

Il sidro -da non confondersi coll’idromele o idromiele, che colle mele non c’ha nulla a che fare- è un fermentato di succo di mele, alcolico quanto lo consente il lievito introdotto, non distillato.

Il modo più facile per farlo è recuperare un vecchio bidone alimentare, che saranno ben lieti di omaggiarvi in qualsiasi pasticceria dopo averlo svuotato dalle marmellate.Va bene anche un boccione da olio, visto che io parto con un minimo di tre litri di prodotto.

Dopo averlo opportunamente sanitizzato con i metodi preferiti (metabisolfito, candeggina molto diluita), vi si versa SUCCO DI MELA (che sorpresa, eh?).

Non state a sfarinarvi i testicoli con la spremitura e la centrifuga di mele rosse in quantità industriali: negli Hard Discount vendono un ottimo succo di mela tedesco, già PASTORIZZATO, biologico e adattissimo all’uopo. Mettetene da parte un 10%, eventualmente congelandolo, se volete un sidro gassato.

Poi giunge il difficile: mettetici un cucchiaino di lievito da enologia (non quello di birra per il pane, ve ne prego col cuore in mano e per pietà di tutti i palati): il Saccharomices Cerevisiae, o come cavolo si scrive, di quello usato per lo champenois, o come cavolo si scrive anche lui e tutti ’sti francesi >:(. Se volete il sidro dolce, scegliete lievito meno attenuante: meglio fermarsi a 8-9 gradi alcolici col sidro dolce che a 12 con qualcosa di simile a un prosecco. Ovviamente, se volete il sidro ben forte, vale il discorso contrario. Ci sono anche soluzioni “capra e cavoli” grazie alla miscelazione di zuccheri non fermentabili (es. lattosio), ma, provatili, onestamente, non ne vale la pena.

Lasciate fermentare, al buio, tra 1 18° e i 30°, con una copertura antipolvere ma in grado di lasciar fuoriuscire i gas della fermentazione: un buon acquisto (1-2€) è un tappo gorgogliatore, ma potete gestirvela anche con tubi ritorti, immersi in bacinelle, eccetera.

Dopo una quindicina-venti giorni il sidro, se il lievito è buono, è quasi pronto, o quantomeno bevibile. Travasatelo, senza la fondata di lievito, in bottiglie o barilotti. Lasciate spazio per l’inevitabile gas di continuazione di fermentazione in bottiglia, se non volete degli shrapnel nel frigorifero o in cantina. Tappate le bottiglie, meglio coi tappi “a macchinetta” o “a corona”.

Se lo volete gasato, mescolate prima di chiudere le bottiglie il 10% di succo che avete tenuto da parte: fermenterà anch’esso coi lieviti in sospensione, e il gas, chiuso nelle bottiglie, si discioglierà nel sidro. Ovviamente, tenete ancora un po’ più spazio, per la suddetta esplosività. Aspettate almeno un’altra settimana prima di aprire QUESTE bottiglie, se volete bere un bel sidro gasato.

Enjoy homebrewing :)

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