October 12, 2006

Francobollo

Ecco. Stasera, stanco come un ciuco come al solito, nel tornare a casa dei miei, ove devo lottare contro le cazzate di un precedente elettricista al fine di spostare un interruttore da una parete all’altra, ho alzato gli occhi verso la terrazza, dove spesso, come statuette egizie, si affacciano a custodire il mondo le gatte dei miei.
Ho incrociato un francobollo di sole tra le nuvole, un quadrato di luce bordato a un lato di giallo, arancio, rosso. Non so se era quel che il convento passava di un arcobaleno senza pioggia, o solo il punto d’impegno di un tramonto nascosto, ma c’era, caldo nella brezza serotina.
C’era, cavolo. Uno scampolo di luce e calore, bello, perfetto nella sua modestia e nella sua casualitá, effimero come solo un capriccio di nuvole, vento e rifrazione puó esserlo. C’era, al contrario di tante altre piccole consolazioni che uno, nella fattispecie il sottoscritto, vorrebbe trovare la sera sulla strada di casa, dall’uscita del lavoro al momento di andare a letto. Cosa gli si poteva rimproverare, se non l’aver prolungato una forse vana speranza di serenitá?

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October 12, 2006

La freccia nera. Ma proprio nera, per come la vedo.

M’é capitato sotto gli occhi un trailer esteso de “La freccia nera”.

Io non ho avuto il privilegio di vedere la prima edizione, quella con Loretta Goggi (e quindi tutto questo sproloquio, frutto di un sentimento di “lesa maestá” potrebbe essere inutile), ma non temo smentite quando dico che i remake sarebbe bene non esistessero proprio: l’unico che avesse un senso é stato quello de “la notte dei morti viventi” ad opera di Savini, che ha modernizzato l’opera di Romero, aggiornandone il ruolo della protagonista femminile da terrorizzato e catatonico soprammobile ad elemento attivo. Come al mio solito sto divagando, pazientate.

Come protagonisti del nuovo sceneggiato, dicevo, han scelto due bellocci -un lui e una lei sconosciuti ai piú o quantomeno a me- espressivi come una coppia di pani di ghisa, la cui capacitá recitative mi han DAVVERO fatto rabbrividire. M’ero appena intrippato sull’armatura di maglia del belloccio quando una monocorde protesta della belloccia m’ha destato, e riportato alle tristezze del mondo della fiction televisiva, ove se sei vulvimunita e prodiga nell’elargirla, di sicuro da qualche parte arrivi.

Lasciandovi immaginare dove ho mentalmente mandato i responsabili del casting, vi invito a condividere un pensiero di rispetto alla memoria del mito de “La freccia nera”, dai miei genitori citato con nostalgia, da Bisio ricordato come fonte dei primi pruriti, ascritto nella storia della televisione italiana a lettere d’oro. Suppongo che nessuno se lo ricorderá piú, quando sará stato tanto nuovamente quanto vanamente recitato come dalla Marchesini quando fa la cameriera secca dei signori Montagné -uh!-.

Facciamo cosí, giá che ci siamo: accanto alle Piramidi, costruiamo qualcosa disegnato da quel malato di mente di Isozaki e avallato da quel disturbato di Sgarbi, che é l’ora di svecchiare l’immagine turistica dell’Egitto, coglioni.

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October 12, 2006

E’ andata

…sono in lizza su www.the-gadgeteer.com per il contenuto geek di borse e zaini.

io punto allo spazzolino da viaggio ;)

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