November 16, 2006

Vediamo di fare un riassunto

Allora. Mi sto tenendo impegnato.

Da quando il mi’babbo s’è operato alla gamba, non lavora al bar.

Visto che una recente emorragia esterna sulle ferite e la flebite l’hanno riimobilizzato a letto (il dottore: “non so come possa essere successo” - Io si, coglione: l’avete imbottito di calceparina, e non gli avete dato un punto di sutura; lo so io che leggevo Dylan Dog e guardo il DR.House e CSI, che l’eparina è un anticoagulante, t’è scappato a te? ma stravaffanculo; certo, meglio un’emorragia d’un trombo, ma meglio un punto d’un’emorragia)

Quindi le mie mattine lavorative partono da lì, dove do un cambio alla cassa alla mi’mamma, che fa apertura alle 5. Di solito il mio intervento inizia alle 7 e qualcosa, e finisce una mezz’oretta prima che io debba timbrare il cartellino per il mio lavoro vero e regolare. Ovviamente, è periodo di straordinari, e visto che due lire in più non mi scomodano, fo quel che posso.

Quando esco dal lavoro, ho da ripassare al bar, a dare un cambio -più veloce- anche al mi’fratello.

Casa.

Cena.

Mi son preso volentieri sul gobbo la traduzione di tre serie di telefilm, e anche quelle sono un’oretta in media a sera, tra recupero dei video, dei sottotitoli e l’effettiva traduzione col video a fronte, di solito dopo una visione coi sottotitoli originali per capire chi dice cosa, e cosa intende.

Quando ho due ore in fila, attacco le cuffie, un dvd con “Ai confini della realtà”, “dr. House” o uno dei film da romanzi di King, e faccio un’ora di tapis roulant e una di pesi e corpo libero.

Poi, ultima in ordine di citazione ma ben alta nella mia scala di priorità, c’è l’erigenda relazione colla bellabimba del risotto, quella cogli ottimi geni teutonici, che tanto inspiegabilmente quanto ricambiatamente mi trova attraente (nel mio caso, nell’accezione più larga e benevolente del termine, credo) e degno della spesa di un po’ del suo tempo. Chiunque con un minimo di senno e -diciamocelo- senso estetico le dedicherebbe tutto il tempo disponibile. E così sto facendo io, anche se non riesco a dedicargliene quanto se ne meriterebbe. E non lo sto scrivendo solo perchè so che mi legge, eh!

A scapito del sonno, ovviamente.

E’ più di una settimana che dormo quattr’ore per notte e poi m’alzo e cammino come la buona Heather Langenkamp sulle scale di casa sua in Nightmare.

Non è tutto merito dei privilegi di qui sotto, eh!, visto che buona parte sono scelte mie personali, però aiutano.

E’ per quello che posto più brevemente, son rimasto indietro col racconto (il dottore a questa punto ha bucato una settimana di giri di visite, porcogiuda), stando zitto ho perso l’occasione di fare satira sul papa commentando i commenti alla satira sul papa, che ha perso l’occasione di star zitto*.

Spero di recuperare quanto prima. Quantomeno il sonno e il fiato.

 

 

*credo sia la prima volta che non solo scrivo, ma addirittura leggo una frase a sintassi palindroma tanto lunga.

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November 16, 2006

Una delusione!

Gua’, non son nemmeno serviti i Carabinieri.
Non è volata una parola grossa, un’accusa, a malapena qualche illazione!
Scelti gli ulivi perchè costan meno, un condomino fa il lavoro di scavo per non esser tirato in mezzo alla spesa dell’irrigatore da me proposto l’anno scorso e inopinatamente accettato… il preventivo è un po’ alto, ma pur di levarmi di culo l’innaffiatura vita natural durante… nessuno ha dato nemmen di ladro o “furbo, lei!” a nessuno.
Mah.
Mi preoccupo. Domani temo che avrò l’auto in fiamme, nel cortile.

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November 16, 2006

Volevo dormire

e invece mi tocca litigare.

assemblea informale di condominio nel mio androne -quindi appoggiati alla mia porta, non potrei ignorarla nemmeno se volessi- relativa al giardino.

E’ una lunga storia. Meno male che accanto a noi ci sono i Carabinieri.

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November 16, 2006

Ma come mai? eh, coooome maaaai???

L’amministratore delegato delle Ferrovie, tal Moretti, ha dichiarato alla stampa

“Dobbiamo ritoccare le tariffe verso l’alto, siamo i meno cari in Europa, non vedo come mai dobbiamo far pagare così poco in confronto ai paesi che ci circondano”

Ho fior fiore di pendolari negli uffici accanto al mio che sarebbero lieti di spiegarlo al tuo cadavere scorticato.

PERCHE’ I TRENI ITALIANI FANNO CACARE, ECCO PERCHE’!!!

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November 16, 2006

Flash Ansia

Nel tentativo di snellire il carico di lavoro degli ospedali, il ministro Turco ha stabilito che sotto i 39,4 non é febbre.

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November 16, 2006

Microcensura

Una pubblicità radiofonica, in cui si cita il rimedio antinfluenzale omeopatico di un noto (?) laboratorio farmaceutico, mi rende edotto, dopo aver appositamente “bippato” il nome del prodotto, che in Italia non si possono pubblicizzare medicinali omeopatici.

Se la memoria non mi inganna, e/o non sono stato male informato, la medicina omeopatica funziona (a grandi linee) sulla cosiddetta “memoria dell’acqua”, ovverosia la facoltà che ha l’acqua di mantenere le proprietà delle sostanze che vi sono disciolte, anche se queste sono state rimosse. Quindi l’acqua stessa diviene il principio attivo, e tanto più la sostanza di base viene diluita, meglio è, dato che più principio attivo si viene a formare, tant’è che una delle “diluizioni” più vendute è tale che per avere la certezza di assumere una MOLECOLA di sostanza, occorrerebbe bere qualcosa come dieci miliardi di litri di medicinale, curandosi così con quella che a tutti gli effetti non è altro che acqua distillata.

Io sono un seguace della medicina naturale, e curarmi con l’acqua non mi par vero.

Appunto: non è vero

La teoria della “memoria dell’acqua” è stata smentita scientificamente ormai da decenni, e i pochi effetti della medicina omeopatica son perfettamente in curva statistica con l’effetto placebo. Si vende a peso di rodio quel che altro non è che acqua distillata, appunto.

Il fatto che si censuri il nome del medicinale, quindi, non mi dispiace più che tanto, se non per il fattore “censura” in sè stesso. Poi ognuno è libero di mettere i suoi soldi dove gli pare, se gli mette in pace la coscienza.

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