Microcensura
Una pubblicità radiofonica, in cui si cita il rimedio antinfluenzale omeopatico di un noto (?) laboratorio farmaceutico, mi rende edotto, dopo aver appositamente “bippato” il nome del prodotto, che in Italia non si possono pubblicizzare medicinali omeopatici.
Se la memoria non mi inganna, e/o non sono stato male informato, la medicina omeopatica funziona (a grandi linee) sulla cosiddetta “memoria dell’acqua”, ovverosia la facoltà che ha l’acqua di mantenere le proprietà delle sostanze che vi sono disciolte, anche se queste sono state rimosse. Quindi l’acqua stessa diviene il principio attivo, e tanto più la sostanza di base viene diluita, meglio è, dato che più principio attivo si viene a formare, tant’è che una delle “diluizioni” più vendute è tale che per avere la certezza di assumere una MOLECOLA di sostanza, occorrerebbe bere qualcosa come dieci miliardi di litri di medicinale, curandosi così con quella che a tutti gli effetti non è altro che acqua distillata.
Io sono un seguace della medicina naturale, e curarmi con l’acqua non mi par vero.
Appunto: non è vero
La teoria della “memoria dell’acqua” è stata smentita scientificamente ormai da decenni, e i pochi effetti della medicina omeopatica son perfettamente in curva statistica con l’effetto placebo. Si vende a peso di rodio quel che altro non è che acqua distillata, appunto.
Il fatto che si censuri il nome del medicinale, quindi, non mi dispiace più che tanto, se non per il fattore “censura” in sè stesso. Poi ognuno è libero di mettere i suoi soldi dove gli pare, se gli mette in pace la coscienza.
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