Demofobia
Mi sono accorto che sono grave quando,appena entrato nella “buca di Dante”, ho cominciato a boccheggiare.
Si, colpa mia. Credo d’aver fatto una bella terapia d’urto, in questi tre giorni, per la mia epidermica avversione alla folla.
Il mercatino bavarese -e, prima, Via Calzaioli e Via del Corso- a ”passo vetrina” dietro la teutonica, spintonato da tutte le parti, con passeggini spinti contro le caviglie tra scaffale e scaffale, ragazzotti e ragazzotte bercianti nelle orecchie, ostacolato da obnubilati in continua caduta da un piede all’altro, la mancanza d’ossigeno e di spazio nelle botteghe; tutto questo, dicevo, venerdì. La povera teutonica, che ha provato a sedarmi con due bicchieri di brulè -un vino e un sidro- e un pretzel (come si fa coi bambini) s’è arresa quando dai nervi e dal disagio le ho stritolato la mano.
Mi dicevo “domani, l’Esselunga sarà una giacchettata”, visto che c’avevo da portarci la mi’mamma a far la spesa e la Fidaty oro.
Un accidente. Sangue, sudore e merda. Grazie a Dio, il Prestospesa (già sono innamorato) m’ha salvato la vita prima che cominciassi un ululato continuo come quello delle sirene antiaeree.
E ieri ai Gigli, ad accompagnare il mi’babbo a Mediaworld? Sono un coglione o un masochista, direte voi.
La risposta è “si”, a tutte e due. Mentre entravano cento persone al minuto, checchè fossimo entrati alle nove, la situazione è rapidamente degenerata quando la mi’mamma s’è incastrata in Bottega Verde. Ho cominciato a smaniare come un seienne (”andiamo! andiamo! andiamo!”) e a boccheggiare a ritmo sempre più veloce via via che cresceva la frequenza degli urti casuali con gli altri clienti.
I miei son venuti via per disperati con un ” ‘un ti ci porto più” degno della Teresina o di un bimbogrullo al Lunark.
Giuro, ho sperato in un Capitan Tripps, quanto prima.
Posted by i'C under Accadde che..., Feelings | Comments (3)
















