January 29, 2007

Mi rammento

Il mi’nonno ha fatto la guerra. Catturato in Albania, venne tenuto prigioniero a Rodi dai Tedeschi.

Tanta fame, tant’è che rischiavano la vita per procurarsi qualcosa da mangiare.

Raccontava che avevano trovato delle casse, nel magazzino, con dentro i paracadute, allora fatti di seta.

Un po’ alla volta, questi paracadute, avvolti attorno alla vita e sotto i vestiti, erano stati portati fuori dal campo e venduti agli abitanti dell’isola in cambio di cibo che andasse ad integrare la magra dieta.

Raccontava che durante un’adunata, i tedeschi avevano nominato il magazzino, e in particolare quelle casse. Sapeva che sarebbe morto di lì a poco, fucilato per il furto, visto che avrebbe dovuto consegnarsi e rispondere con pochi altri per eviatre rappresaglie su tutti gli altri. Furono chiamati dei volontari . Credo sospettasse un giocio psicologico, e comunque si presentò.

Gli fecero prendere le casse, e, senza aprirle, gettare in mare, che il materiale in esse contenuto non avesse a cadere in mano agli Alleati, che stavano arrivando.

E’ grazie alla mancata apertura di quelle casse che il mi’nonno, che per non partire aveva simulato un’itterizia riempiendosi di noci, ahimè troppo tardi, visto che era divventato giallo ormai sulla nave, è riuscito a tornare a casa.

E’ un’altra, però, la storia che merita d’essere raccontata oggi; anche se è precedente a quella sopra di qualche mese, la tensione, la paura e, soprattutto la fame, non erano certo minori.

I prigionieri coltivavano e, diciamocelo, rubavano, qualche ortaggio, nottetempo, fuori dal campo.

Ovviamente, “nottetempo”  era rigorosamente proibito fare alcunchè, fuori dalle baracche, non c’eran cazzi, una pallottola ti levava la voglia d’uscire per sempre.

Il mi’nonno e un paio d’altri stava tornando al campo con un mazzetto di carote, quando alla luce della luna gli si erano parate davanti un’uniforme e la canna di una pistola.

Qualche battito di cuore, e il tedesco disse solo “Rauss!” facendosi da parte; fece finta di non averli visti, li lasciò tornare al campo.

Il mi’nonno, che io, imbecille, ho sempre ascoltato troppo poco finchè non è stato troppo tardi, a questo punto del racconto aggiungeva: “perchè c’era il bono e il pocobono anche tra di loro”.

Posted by i'C under Mi rammento |

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