Archive for febbraio, 2007

Ce l'ho con... Culo alla patria? (cfr. “Il Vernacoliere”)

0 Comments

http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/sport/petrucci-soldi/petrucci-soldi/petrucci-soldi.html

Gradirei che questa gente, con la faccia come il culo di bronzo, fosse interdetta dai pubblici uffici e dagli incarichi dirigenziali, fosse staffilata a sale e obbligata a vivere con 800 euro al mese.

“conta pi…”… “splendido sport…”… “rilancio…” ma stravaff…

Share

Spigolature Spigolature

2 Comments

  • Prodi contento -titoli di oggi- di avere 158 senatori su 315. Ma nemmeno in condominio, basta pi il 50% pi uno.
  • Alla Hunziker un milione d’euro per Sanremo. Alla faccia nostra, di chi paga il canone, e del tetto di introiti pubblicitari per le reti private.
Share

Accadde che... Eeeeh, ho sbagliato!!!

0 Comments

Dicevo, pochi post pi sotto, che questo governo non sarebbe andato da nessuna parte.

Devo ammettere che sono stato pessimista.

(pensate alla forma migliore con cui la punchline”infatti andato a casa” possa essere inserita, che accetto suggerimenti)

Share

Gadgets Parli del diavolo…

0 Comments

E spunta questa:

Una fotocamera 3d. Non credo ci si facciano solo facce come citato nella recensione:)

Fossi Seth Brundle, sarei tutto nel mio centro, collastampante 3ddi qualche post sotto…
Share

Ce l'ho con... Premi amari

0 Comments

Come qualcuno di voi sa, anche quest’anno la mia azienda ha messo in ballo dei premi produttivit col meccanismo della gara tra “filiere”.

Il mio reparto ha vinto. Poca roba, pochi soldi, seppur ancora non quantificati esattamente, in confronto allo sforzo che abbiamo profuso.

Il reparto che divide il nostro open space ha profuso lo stesso sforzo e ottenuto gli stessi risultati in un’altra filiera. Peccato per che la loro filiera fosse minata, e che, seppur primi classificati, l’handicap dei “compagni di corsa” li abbia esclusi dal podio.

E gi questo dispiace.

Per non solo mi dispiace, ma mi fa proprio stizzire il fatto che il Sindacalista di pochi post pi in basso, l’assente, il nostro 10% di tara, riscuoter il premio assieme a noi.

Share

Accadde che... X annus

2 Comments

ovvero I maestri morti, Mandrake e il teramano nel cesso.

Per proteggere gli innocenti, i nomi sono stati cambiati.

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

La decisione se partecipare o meno al decennale della Sala d’Arme stata abbastanza sofferta.

Nella mail di convocazione si parlava solo di carne e bevande, nient’altro. Io vegetariano ero abbastanza preoccupato, e il dover chiedere ripetutamente agli organizzatori se mi sarei limitato a guardarli mangiare m’ha impensierito non poco.

La teutonica non sarebbe venuta, vuoi perch la presenza era limitata da invito ad associati eparenti stretti -ma per le ragazze si faceva eccezione- vuoi perch impegnata nello studio, e un sabato sera senza me tra i piedi non poteva che giovare alla sua produttivit.

Si richiedeva formalmente e rigidamente l’eleganza, cosa che per me, abituato al marsupio e al multiuso in cintura, checch non una novit, risultava poco pratica.

Praticamente mezz’ora prima della chiusura delle iscrizioni mihanno confermatoche non occorreva mi portassi un panino da casa, che c’era posto sia in auto che in stanza, che anche se non combattente da qualche mese avevo diritto di partecipare, che, soprattutto, potevo viaggiare “in borghese” e cambiarmi all’arrivo.

Ritrovo alle 15:30 (con festa prevista alle 16:30, a 193km di distanza. Ottimisti, nevvero?). Il sottoscritto reca seco branda, sacco a pelo, ventiquattrore, busta con scarpe fini, busta con borsalino, gruccia con completo e cravatta (la preparazione del cui nodo ha richiesto trentacinque minuti, visto che veniva o tanto ampio da non stare sul balcone, o invisibile ad occhio nudo), bastone da passeggio. Gli altri avevano, al posto del bastone, le spade sportive. Io m’ero peritato.

Evitiamo l’autostrada perch “c’ casino”, c’infognamo per sul Muraglione dietro a un camion portoghese evidentemente disperso. Invece della prevista ora e quaranta, servono, tra un casino e l’altro, pi di tre ore. Iacopo (nome di fantasia) chiama il Tasso (nick di fantasia) che, invece di “pronto” ci accoglie con un calorosissimo “Dove cazzo siete?”. Siamo in ritardo, non c’ tempo di fermarci in agriturismo a cambiarci, decidiamo di farlo in un posto “non troppo illuminato, n trafficato”: astuti, scansiamo un distributore per il parcheggio di una COOP.

Alla fine del processo, attentamente sorvegliato da massaie e passanti in generale, io sembro un boss mafioso degli anni trenta, Iacopo (nome di fantasia) Hugh Grant in “Quattro matrimoni e un funerale, Leo (nome di fantasia) sembra inciampato su una cravatta, gli altri due sono per fortuna -loro- senza infamia e senza lode. Ripartiamo.0007.jpg

Il navigatore di Iacopo (nome di fantasia)ci porta molto di presso a quello che sembra essere uno sfasciacarrozze. Ci sinceriamo chiedendo a troppi passanti “E’ qui?”. E’ l.

Passiamo da un varco nella recinzione, e ci troviamo in un cortile pieno di detriti, bracieri su cui cuociono le cose pi diverse (“venite a manziare i fazioli con le cotiche, che fanno tirare l’uzzello!”), un’Apecar carica di damigiane opportunamente sifonate, e scicchissimi convitati molti dei quali con spada rinascimentale al fianco. Quantomeno surreale.

Veniamo accolti con “prendete da mangiare e da bere”, il miglior incipit di serata che odo dall”81. Ovviamente io non vedo niente di vegetariano, pane a parte.Inquisisco i miei interlocutori epistolari, che, frugando di malavogliain una busta di plastica, estraggono due scamorze ancora imbustate. 0004.jpgUna la mangio a morsi mentre i miei compagni sbranano carne come se non ci fosse un domani, la seconda la salvo in tasca per tempi peggiori e/o una cottura sulla brace. Pi tardi verr a sapere che ho rischiato ci fosse solo un mazzetto di carote sporche di terra, ma chepoi il buoncuore ha prevalso. La seconda scamorza verr restituita e divorata solo un po’ pi avanti nella serata.

Incontriamo il Cione (nome di fantasia), il quale, in frac,tuba, mantello e guanti bianchi, ha il coraggio di dileggiare il mio abbigliamento. Un paio di rapidi riferimenti a Mandrake, Houdini, e l’uomo in frac cantato da Modugno, e la questione accantonata, non prima per di essermi stupito che ci fossero, in un campione peraltro abbastanza ristretto, altri due convitati tubamuniti. Nessuno con la classe e il senso dell’accessorioche, soli, contraddistinguono ilCione (nome di fantasia), per l’amor di Dio, che, ci tiene a ricordarlo, portatore dell’unica tuba autentica (“Quell’altre devan essere di cartapesta”). Si ritiene che abbia sfruttato l’abbigliamento per finire la serata al Casin di Venezia (salvo proposta iniziale riguardante Montecarlo), probabilmente con un “noblesse l’oblige” sulle labbra. C’ chi pu e chi non pu: lui pu, beato lui.

La serata si trasferisce al chiuso, dove si tiene il discorso su decennale sugli unici maestri di scherma buoni (quelli morti) esulla gioia d’esser compagni da tanto tempo, viene affettata la torta, versato lo spumante. Sembra davvero il compleanno di un caro amico, cosa che la dice lunga sullo spirito della NOSTRAscuola di scherma, ben lontano da quello del dojo d’arme rigoroso e triste tanto caro ad altre associazioni. Discutiamo di libri su e-bay, bastoni animati, TULPS, Valhalla e orecchie di draghi.opinel.jpg

Viene poi consegnato IL gadget, quello che prontamente verrmessoin bachecada molti di noi, un coltello (cos’altro, pernoi, se non un ferro tagliente?) coninciso il logo dell’associazione e la ricorrenza, troppobello -o quantomeno troppo caro al nostro cuore-pervenire utilizzato davvero.

Passa il tempo, pi lentamente di quanto ci sembri, tant’ che a mezzanotte siamo tutti convinti che siano quantomeno le tre.

Decidiamo di dirigerci verso l’agriturismo che ci ha riservato dei posti. Ahim, il tenutario, presentealla festa,ha tanto disinfettato ad alcoolil cavo orale e le vie digestive, che i punti di riferimento da lui citati sono temibilmente vaghi, tantopi che scopriremo di arrivare dalla parte opposta a quella da lui preventivata.
Dopo il gioiello dei gioielli delleindicazioni telefonicheda parte dell’ingolfatissimo ma cordialissimo padron di casa
(“Dove siete?”
“Di fronte all’insegna del satellitare”
“A destra o a sinistra?”
“L’abbiamo sulla sinistra”
“Eh, no, dovete averla sulla destra”
“Aspetta”
Nostra rapida inversione a U
“Ci siamo. Adesso?”
“Adesso dovete tornare indietro”)

giungiamo in agriturismo. La tenutaria -che, scopriremo, ha preparato da s il pane per la colazione dell’indomani- ci illustra la nostra stanza e il bagno in comune. Crolliamo praticamente appena spogliati, salvo un brevissimo risveglio al rientro, nell’altra stanza, della comitiva di Teramo.

teramo.jpgAl mattino ci aspetta una sorpresa. Nell’antibagno, diviso dal cesso vero e proprio da una tenda di rade perline, soggiorna un sovrannumerario. La cosa ci dispiace, visto che da noi rimasto un posto libero, checch accanto al flatulento Leo (nome di fantasia), e ci imbarazza, in quanto espletare le normali funzioni fisiologiche mattutine in presenza di uno sconosciuto, peraltro in stato di semiincoscienza non atto a gentiluomini quali siamo. Almeno per i primi cinque minuti.

La colazione ottima e abbondante, con due diversi tipi di pane fatto in casa, pi la piadina, prosciutto, marmellate e chi pi ne ha pi ne metta.

Il posto merita, ora che c’ abbastanza luce da vederlo, nonostante il panorama privo di quelle colline a cui noi siamo tanto abituati, la cucina ottima, bambina cane e gatta dei padroni di casasono adorabili. Ringraziamo sinceramente e paghiamo -poco- di buon grado.

SalutiamoLeo(nome di fantasia) che si dirige con la sua auto in altra direzione, e imbocchiamo l’autostrada.

Io personalmente aspetto marted per riincontrare i compagni di viaggio, e ringraziarli dinuovo di avermi fattovenir voglia di tornare, in faccia a tutti i miei casini logistico-amministrativi, di tornare a prender rattanate due volte la settimana, che “Marozzo una volta, Marozzo per sempre”, come dissero quando annunciai la mia futura, coattadefezione e l’intenzione di restituire l’anello sociale per decaduti meriti.

E poi BIRRA, ovviamente.

Share

Accadde che..., Ce l'ho con... A conti fatti

0 Comments

Sabato mattina sono voluto/dovuto andare in centro, in Via Nazionale, per la precisione.

Mi son fatto due conti: autobus o auto?

Un biglietto per andare, uno per tornare: due euro e quaranta. Lasciare la macchina in Piazza Francia, o, meglio, al capolina del 32 all’Antella. Mezz’ora -almeno- per andare, mezz’ora per tornare, senza soste intermedie.

Al diavolo, ho pensato*, se parcheggio in Piazza Stazione pago il parcheggio, ma risparmio un sacco di tempo. Facciamo due conti.

Infatti.

Allora, facciamo un’ipotesi: un’auto con due persone a far shopping in centro per due ore.

-4,50 euro di biglietto ATAF, considerando un 4 corse, se no sono quattro euro e ottanta. Pacchi e borse sul gobbo in autobus. Tempi biblici di attesa alla fermata, e di trasporto. Pigiati in piedi se non si trova un posto a sedere, pericolo di borseggiatori, poi tragitto sempre con le borse dalla fermata a casa. Nessun pericolo di multe.

-4 euro di parcheggio in piazza stazione per due ore. Se invece di due persone sono quattro, il costo resta uguale, al contrario del dottor ATAF, che me lo raddoppia. Seduti, nonpigiati, colle borse nel bagagliaio. Costo di benzina, pericolo di beccare ingorghi o multe, ma anche nell’ingorgo si sta comodi a sedere. Parcheggio a due passi dal negozio all’andata, sotto casa al ritorno.

Indovinate cosa ho scelto.

Ma non si doveva favorire e potenziare il servizio pubblico, per invogliare la gente ad usarlo?

Io in auto mi sono mosso meglio, ho risparmiato e ci ho messo pure meno tempo, seppur fermandomi a met strada in un altro negozio.

Bel lavoro, complimentoni, altro che tramvia.

*in realt ho pensato “stravaffanculo”, ma non mi pareva carino scriverlo.

Share

Accadde che... Work in progress

1 Comment

Ve l’avevo detto, no, che adesso m’ partita la fissa del Mah-jong?

Ecco, questo quanto ultimamente la mia mente malata ha partorito:

mahtable.jpg

Dev’essere rifinito, colorato, protetto, ma l’idea quella.

Lo so che le tegole (le pedine) sono messe in modo errato, sia per il senso di “rotazione” che perch lo strato inferiore sottosopra, ma era per misurare quanto gli spessori della carta protettiva (di cui si vede un ritaglio in ogni angolo) influivano nell’incastrare le pedine. Al momento sono appena pigiatine, devo scartavetrare.

Vi fo sapere :)

(qualcuno sa dove posso procurarmi dei paraspigoli-paravertici in ottone -tipo quelli dei forzieri- che non costino tre euro l’uno, visto che me ne servono otto?)

no, non fa niente, trovati. peccato siano solo due millimetri troppo “alti”, e mi tocca raddoppiare il fondo.

Share

Ce l'ho con..., Spigolature Spigolature – speciale sinistra

0 Comments

  • INGIUSTIZIE: Bertinotti: “Se non fossi Presidente della Camera, andrei a Vicenza”. Trovo ingiusto che non venga immediatamente liberato da tutti gli incarichi che gli impediscono tutti i viaggetti di cui gli punga vaghezza.
  • INVESTIMENTI: Io se fossi uno dei BR appena arrestati stapperei lo spumante, invece di preoccuparmi. Col Governo che ci si ritrova, un posto in Parlamento e/o un’aula intitolata a proprio nome non glielo leva nessuno. Mal che vada, li chiamano a tener conferenze come quel rifiuto umano di Scalzone.
  • MINACCE: Casarini asserisce che sar in prima fila alla manifestazione di Vicenza. Dev’essere un modo per ricattare il Governo con “o fate marcia indietro o il G8 di Genova in confronto diventa una festa di pensionamento di un impiegato del catasto”
  • POTENDO SCEGLIERE: Che io, se fossi un vicentino, mi sentirei molto pi a mio agio con in citt centomila americani, che un solo Casarini.
  • ANATOMIA DEL MOSTRO: Il drammatico della situazione attuale che al Governo ci sono tanti e tali punti di vista, modi di pensare, ideologie, teste discordanti, che sembra un’Idra in lotta contro s stessa, ogni testa che tira per andare da una parte diversasenza effettivamente muoversi. E gi che c’, per stizza morde il culo per far dispetto a tutti. Peccato che il culo, tanto per cambiare,ce lo mettonogli Italiani.
Share

Ce l'ho con... Attitudini

1 Comment

Checch della migliore risma di sindacalisti-comunisti, cio infarcente i discorsi di truismi (sul genere “per vivere serve i soldi, vero?” “vero” “e per guadagnare bisogna lavorare, vero?” “vero” “allora il comunismo l’unica strada per…” eccetera eccetera), latore di portapenne e gadgets con falciemartello e prime pagine de “l’Unit” e foto di occhialuti intellettuali, equo e solidale ma con lo zaino dell’Invicta in pelle e non so quanti telefonini all’orecchio, paladino dei lavoratori ma raramente visto qui nel reparto di cui dovrebbe far parte e la cui percentuale di produttivit decurta del 10%, quando ho letto di “esponenti sindacali arrestati” non ho temuto nemmeno per un momento che il “nostro” ne facesse parte.

Uno che tira fuori, parlando degli adeguamenti salariali, la perla “ci vorrebbe duecento, ma abbiamo chiesto ottanta perch pi di sessanta non ci danno” non ha proprio l’animo del sovversivo, c’ poco da fare.

Share

Accadde che... Quiz

8 Comments

Indovinate in quale luogo la teutonica m’ha riempito di regali, peraltro immeritati?

Piccolo indizio:

sushi.jpg

Share

Ce l'ho con..., Recensioni Alla cortese attenzione del Sig. Stephen King

2 Comments

Le scrivo come suo ammiratore dai tempi di Christine, che il primo Suo romanzo cha abbia letto, ormai una ventina d’anni fa.

Questo romanzo non sul podio dei miei Suoi preferiti, scalzato dall’IT che fece scendere al terzo posto “Ossessione” e al quarto il succitato, lasciando per intonso al primo posto “Carrie”. Ricordo con nostalgia e amore le copertine di Aurelia Raffo, pensi lei.

Le vengo a scrivere per comunicarle che ho appena finito di leggere “La storia di Lisey”.

Mi dispiace e assieme mi preme avvisarla che, nel caso non se ne fosse accorto, quel romanzo l’aveva gi scritto. La storia della donna braccata da un pazzo che lo porta in una dimensione frutto dell’immaginazione e l se ne libera l’aveva gi raccontata in “Rose Madder”. E, gi che ci siamo, la storia dei “territori alternativi, bellissimi e pericolosi” ce la sta ammannendo da tutto il ciclo della Torre Nera; tacer di quanto l’aver letto ancora una volta della vita di uno scrittore -evidentemente la cosa che lei conosce meglio, signor King, ma ci lo porta al pari del tema “il mio compagno di banco”, lo sappia, non che lo innalza al lirismo- m’abbia indispettito.

Avevo gi detto che i Suoi romanzi avevano perso il mordente; sappia che se il mio amico Riccardo non avesse decantato il fatto che “non riusciva a posarlo” e mia madre non fosse rimasta ammanettata all’acquistoobbligatorio diMondolibri (reincarnazione di Club degli Editori prima e Euroclub poi), il romanzo in oggetto avrebbe venduto una copia in meno.

Io posso capire che lei ami sua moglie, e lei le sue sorelle, signor King, ma pensavo che il di lei ego fosse stato gi abbastanza sia solleticato dalla pubblicazione dell’ignobile “La trappola” a firma Tabitha King (eh, la forza di un nome!) e quindi ridimensionato dalla quantit di copie rimaste sugli scaffali. Posso capire che ormai, dopo non so pi quanti romanzi e quasi una mezza dozzina di capolavori, lei abbia a scrivere di nuovo a modo suo un mescolone tra “Zombi” e “L’ombra dello scorpione”, peraltro implausibile, autoreferenziale, melenso e, diciamocelo, inutile, quale “The cell; posso capire che le idee scarseggino, signor King. Per non posso capire questo suo ultimo autoplagio, per quanto rimpolpettato e trifolato da temi e spunti da altri SUOI romanzi. Punto, basta.

Posso capire chelei abbia pensato”se non capiscono quel che scrivo perch lo scrivo a modo mio non sanno se scrivo bene o male”, signor King. Sappia che lei non n Joyce n Gadda, signor King. Di reami incantati ha gi scritto, con molti pi significati nascosti e metaforeil signor Carroll qualcheannetto fa, e quest’ultimo aveva dalla sua che della bambina era innamorato, non la voleva portare dove “tutti galleggiano”. La prego quindi a nome dei suoi fans di vecchia data di smetterla di infiorettare i suoi scritti di cissica, commala, variolati e cosine cos, che oltre a dimostrare la bravura di Tullio Dobner (forsenontuttisannoche il suo traduttore ufficiale, pover’uomo dal Karma ormai immacolato dopo l’espiazione che dev’essere decifrare e anche RIPRODURRE i Suoi “artistici” neologismi) rendono la lettura macchinosa.

Inoltre, parlo da “vecchio” fan, la Sua maggiore abilit era rendere TEMIBILE, inquietante, il quotidiano. Ho temuto le auto, i frigoriferi, le lattine di birra, grazie a Lei. E’ quello che ho sempre sentito osannare dai suoi “vecchi” lettori.

Adesso, con questa vena di supernaturale (non soprannaturale, proprio super, visto che le abilit vengono scoperte come superpoteri) lei ha buttato alle ortiche quel che pi ci piaceva, lasciandola all’esclusiva disposizione di quel Koontz che pi leggo pi amo, al contrario di quel che mi succede conlei.

Temo per l’ultima volta, la saluto.

Share

Ce l'ho con... Mai dire grande fratello

1 Comment

Vi prego ditemi che l’ingeNiere la laurea l’ha avuta coi punti della Q8, o che almeno lavora in un campo in cui non pu fare danno… che lo abbiamo assunto come zavorra su una mongolfiera, o come fermaporta.

Non esiste che una persona con un minimo di esperienza con qualcosa di strutturalmente pi complicato di una gomma per cancellare si trovi arreso daventi a una macchina per il caff A CIALDE!

Ma soprattutto un’altra cosa…. non mi diranno mica che un tal concentrato di maiale e burini casuale, e, pure, rappresentativo degli italiani?

Share

Gadgets, Recensioni Self-made

4 Comments

Sono particolarmente orgoglioso di questo, anche solo per la sua resa estetica.

pentago1.JPG

Come gi detto, farsi un Pentago da soli costa due lire.

Io, dopo un prototipo in legno, ho realizzato questo, in plexiglas. Ogni quadrante di 9×9, forato, svasato e lucidato con punte per legno e spazzola per pietre, le pedine sono -credo- perle da infilare prese in massa da Zest.

Lo portoin giro in un sacchetto di psuedofintasimilpelle del Pampero, e ho lasciato quello in legno a mio padre, mago del legno, per renderlo esteticamente accettabile.

Ovviamente, appena (se) torna, comprer delle biglie di legno da abbinarci :)

Share

Ce l'ho con... “Non lo volevo uccidere”

0 Comments

Dice il diciassettenne di Catania che ha ucciso il poliziotto con una sprangata.

Probabilmente voleva curargli l’epatite, vero?

Uno che va in giro con una spranga non pu invocare la preterintenzionalit.

E bisognerebbe, come diceva un mio amico, che venisse preso a sberle da tutti i frequentatori pacifici degli stadi.

Io aggiungo “lui e i suoi genitori”.

Share

Plauso e lodi Io domando e DICO

0 Comments

Ovviamente, per non scontentare nessuno -la Chiesa in primis- non s’ nemmeno fatto contento nessuno.

E’ un bel passo avanti, per, nonostante si sia stati frustrati da un’ingerenza dallo Stato estero pi invadente e rompicoglioni del mondo (ovviamente, se facessimo un rapporto ingerenze/superficie, si vedrebbe che quella piazza un concentrato di MALE).

Ovviamente, peri soliti furbi non sposatiche non dichiarano la convivenza per non pagare l’asilo al figliolo efarlo quindi pagare a tuttinoi(e ne conosco) non cambia niente se non in meglio; agli sposati non cambia in peggio.

Non so che dire, se non “si poteva fare di meglio, ma come inizio non c’ male” e anche, gi che tra la fautrici, “vogliamo obbligare la Bindi al burqa, per cortesia?”

Share

Recensioni Inquietante…

3 Comments

http://homokaasu.org/gematriculator/

provate a scrivere “ilcicali” oppure “simone cicali”

A me pare una scienza abbastanza esatta…

Share

Ce l'ho con... Ma quanto ci costano?

0 Comments

No, non mi riferisco al Governo -che ci sarebbe da scriver troppo, visto i quattrini che finalmente l’Espresso ha certificato pigliano questi nullafacenti- ma a tutto il mondo del calcio.

Tralascio il costo in vite umane, se no questo bilancio non finisce pi.

Cominciamo dai diritti televisivi, che ci tocca pagare, volenti o nolenti, in mezzo al canone RAI, assieme a conduttori e conduttrici esagitate, schedine sculettanti e opinionisti bercianti.

Le forze dell’ordine: vigili urbani, polizia, carabinieri che devon tutelare e coordinare gli spettatori e i loro mezzi (e gi che ci sia una pressoch totale impunit al divieto di sosta e alla circolazione in otto su uno scooter, purch nei pressi dello stadio, mi fa schifo, ma tant’) sono distratte da altri compiti, o, peggio, rinforzate nell’occasione.calcio3.jpg

Gli atti vandalici, lo sporco nei dintorni dello stadio. Tocca a noi ripagare, ritinteggiare, ripulire, direttamente o con le tasse.

I trasporti. I treni speciali con gli ultr non hanno mai visto un controllore, e sono puntualmente ridotti dei rottami.

Il tempo perso dal gi pagatissimo Governo, per deliberare, concedere interviste, su UN GIOCO, infamacciaeva, UN GIOCOdi ventidue miliardarisemianalfabeti in mutande cheprendono a calci quella che una volta era unavescica di maiale (almeno si rispettassero le tradizioni, qualcuno in pi s’accorgerebbe di quanto ridicolo tutto ci).

Ok, io sono di parte, visto che ’sto cazzo di calcio l’ho sulle palle fin da piccino, non m’ha mai appassionato e mai m’appassioner.

Ma non si potrebbe far pagare a qualcun altro i costi di sorveglianza, sicurezza, e quant’altro, che a tutti noi?

Magari a quelle societ che sparano milioni di euro come noccioline in campagna acquisti?

Magari a quelli che allo stadio ci vogliono andare? non so quanta gente contenga il Franchi… ma due euro in pi a partite sul biglietto, e si pagano tutti i vigilantes che servono, invece d’affidarci a quella che dovrebbe essere la forza PUBBLICA.

E magari, gi che ci siamo, inaspriamo queste cavolo di pene per i danneggiamenti, che al momento sono costituite da un’occhiataccia di reprimenda e un “non lo far pi, eh!”: il colpevole paga tutto fino all’ultimo centesimo; se non si trova colpevole, pagano in solido le societ calcistiche.

E scusate lo sfogo, ma che nessuno abbia detto che un padre di famiglia, stipendiato due lire morto per un giocodi merda e miliardario,mi fa proprio schifo; se era successo durante una partita di cribbage, questo veniva abolito su tutto il territorio nazionale.

Per siamo in Italia, campionidelmondoescusatesepoco (inserire faccina che vomita _qui_).

Share

Audio/Video, Recensioni Se mi garantiscono la sua presenza…

3 Comments

….mi sposo in chiesa anche io. Nonimporta nemmeno ci siala sposa, gua’, mi basta che ci sia lui.

(no, dico, e poi ci si lamenta che i gggiovani s’allontanano dalla religggione)

Share

Accadde che..., Plauso e lodi E il premio per il dodicimillesimo visitatore va a…

2 Comments

Nexus :)

Share