Incazzature
Ieri sono uscito alle solite 16:38.
Ho un appuntamento a Firenze alle 21, quindi non torno a casa mia.
Arrivo a casa dei miei e mi fanno: “Stasera c’è M. a cena, passa anche il tu’fratello, te ti fermi?”
“Dipende a che ora, ho un appuntamento alle nove”
“La M. passa alle sette e un quarto, ce la dovresti fare”
Bene. Investo il mio tempo fino alle 19.15 in un rapido taglio di capelli che ridimensiona l’incoltura del crine e della barba -e mi da occasione per dispensare consigli sul VoIP ai due parrucchieri-, e in una visita dal mio medico per fargli vedere i risultati del mio esame.
Ci credete che ho fatto tutto in un’ora scarsa? Non ci credevo nemmeno io.
Alle 19 e spiccioli sono a casa dei miei, di nuovo. Del mi’fratello nemmeno l’ombra.
La faccio breve. Nonostante ripetute telefonate della mi’mamma, è arrivato alle 20.25.
Ovviamente, abbiamo aspettato lui per iniziare.
Ovviamente, la figura del cafone l’ho fatta io che ho mangiato coll’imbuto e sono andato via, arrivando comunque in ritardo da un amico che, tra parentesi, era lì solo per farmi un favore.
Chi mi conosce sa quanto odio arrivare in ritardo, perchè il MIO tempo conta quanto il TUO.
Mi stanno sulle palle i ritardatari cronici, menefreghisti della puntualità altrui, che è QUANTOMENO una forma di rispetto (mi pare che si dica che la puntualità è la cortesia dei re), che mi sembra ogni volta mi dicano “oh, io faccio i cazzi miei, mi importa assai di te che stai lì ad aspettarmi”
Arrivare in ritardo per colpa di un coglione che tutte le mattine che ha lavorato al bar necessitava di una telefonata per essere sollecitato ad andare a lavorare, visto che non s’è mai degnato di puntare una radiosveglia, invece, mi fa proprio diventare idrofobo.
Posted by i'C under Accadde che..., Ce l'ho con... | Comments (4)
















