Di necessità virtù
Io sono single, ormai s’è capito, e vivo da solo.
Pranzo o ceno fuori casa, secondo gli orari lavorativi, e pure questa s’è capita.
Quando posso investire un po’ di tempo in attività manuali, mi preparo un bento, una schiscetta, un pelo più elaborata e gradevole a vedersi. Quella del bento, lo so, è difficile da accettare, ma anche quella ormai è detta e ridetta.
Stasera, per la solinga cena delle 20.00 sul posto di lavoro, avevo meco due panini.
Preparati non in frettissima, per l’amor di Chtulhu, ma molto più sbrigativi del nigiri col tamagoyaki.
Acchiappando ingredienti quasi a caso, sperimentando, ho creato degli accostamenti fortuiti ma sorprendenti.
- Pane cinque cereali, quello a cassetta del Mulino Bianco, che non contiene strutto; vi si stende sopra uno strato monomolecolare di maionese, la si spolvera di cumino e vi si allinea uno strato di carote crude tagliate filangee, alla julienne o a listelle.
- Pane cinque cereali; formaggio marzolino tagliato il più possibile sottile, spolverato di coriandolo; il prossimo esperimento comporterà anche la partecipazione di una fetta di pomodoro insalataro.
Son rimasto quasi male da quel che era venuto fuori tanto bene da tanto poco. Magari se avevo un frigo decente invece del fan-coil era pure meglio, ma non si può avere tutto, no?
Posted by i'C under Sing Single |

















esperimenti interessanti!
Comment by momolina — 30 June 2007 @ 10:22
Niente male davvero, mi compiaccio con te per l’originalità. Buon appetito.
H.
Comment by simonetta — 1 July 2007 @ 20:33
Non sai cucinare. ormai s’è capito anche questo.
:D
Comment by rosadimaggio — 5 July 2007 @ 23:38