July 10, 2007

Sarei un atleta, se avessi il fisico.

E’ la terza, forse la quarta volta (credeteci, non me le segno, anzi, tendo a rimuoverle, come succede con gli incidenti gravi) che vado a correre con la Piaga*.

Si, a correre, nonostante che anche io sia fermamente convinto che gli esseri umani nascano con un numero predefinito di battiti cardiaci e sprecarne una sacchettata correndo qua e là sia uno spreco e, anzi, uno schiaffo alla miseria.

Però mi tocca. Non mi si può guardare, sto continuando a distillare materia dall’iperspazio (ormai è questa la spiegazione ufficiale -e pure, ahimè, la più plausibile- del mio aumento di peso, visto che il cibo è diminuito), la bella stagione si avvicina (lo so, è arrivata da un bel pezzo, ma datemi respiro, ok?), a settembre ricomincia la scherma e non posso andare con un fischietto in gola.

Io ci ho provato, a tenermi in forma, da quando ho smesso la scherma. Tapis roulant abbastanza spesso, panca multifunzione ancora più spesso. Però s’ha da correre. E la povera Piaga correrebbe di più e meglio senza me tra le scatole.

Perchè sono una tragedi? I problemi, anzi, i comma 22, sono un paio.

- Peso troppo per fare attività fisica, però se non faccio attività peso troppo. Dovrei già essere calato qualche chilo, per poter correre decentemente, senza dover fermarmi cercando con lo sguardo una bombola di ossigeno ogni sette passi contati. Allora, per poter calare di peso, corro. And so on.

- Da solo mi rompo i coglioni, in compagnia è impossibile. Ho provato, giuro. Da solo, col mio ritmo, il mio lettore MP3, gli occhiali da sole avvolgenti della Dunlop, il polsino di spugna, col cardiofrequenzimetro che declina ogni responsabilità, mi son messo in corsa solitaria ed elastica verso il tramonto… aahhhh… m’è preso lo sconforto nei primi cento metri, mi son visto ridicolo al mezzo chilometro, la rabbia al chilometro grossomodo, un principio di infarto e anossia al chilometro e mezzo. Ai due chilometri piangevo già come un vitello, e col volante in mano sulla strada di casa era contro tutte le norme del codice della strada.
Invece in due è tutta un’altra cosa. Di solito la Piaga si infila le cuffiette, io provo a star dietro vaniloquendo su qualcosa, contento d’aver compagnia. Crollo per asfissia a metà di un discorso nei primi venticinque metri.

E allora? Il mio solito tapis roulant mentre guardo un dvd, in camera mia, tre volte la settimana. Passo veloce, di nuovo, per adesso. Poi si vedrà.

 

Non tendo certo a rimuovere per colpa della Piaga, beninteeso, poverella, che è una compagnia adorabile.

Posted by i'C under Accadde che..., Sing Single | Comments (5)