Archive for settembre 8th, 2007

Accadde che... Crampi

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Stamattina. Lancinante, al polpaccio destro, come al solito.

Ho scalciato via lenzuola e coperte come se fossero in fiamme nel tentativo di stirarlo. Ha fatto ancora più male, come succede sempre. Ho ululato, digrignato, ansimato, stropicciato, latrato, sbuffato, sospirato. Vabbè. mi sono alzato, grattandomi quel che si grattano gli uomini la mattina presto, andando verso il bagno.

“Ciao!” fa una gioiosetta voce femminile.

Mi sono traformato da bradipo in un ninja, sono rischizzato in camera ricordandomi all’improvviso chi ero, dove ero e cosa stavo facendo, informazioni sino allora bellamente ignorate perchè non ritenute basilari allo scioglimento del crampo e svuotamento vescica.

Voce = Manuela = venuta accudire gatte = casa dei miei = sbornia immensa iersera.

Ho fatto in tempo a mettermi i pantaloni, volare in bagno e darmi una sciacquata, che era bell’e scappata. E ci credo, ripensando a quel che aveva sentito provenire dalla mia camera.
Avevo lasciato scarpe in cucina e giubbotto sul divano, in una bella pista verso il letto.

Po’rella, l’aveva pure radesati.

Ho rivissuto in un flash la serata di ieri.

Michele, l’amico vigile urbano, che mi ringrazia d’aver preso la mia macchina per arrancare sullo sterrato verso la festa.

I tre Gin lemon che m’hanno fatto quanto il pipi alle vecchie. I tre cuba libre già più efficaci, ma anche quelli fasulli. Troppo ghiaccio, m’annacquava il rum. E poi, la sorpresa della serata, la sangria che m’ha ubriacato. Ma ti pare che uno si possa sbronzare con un bicchiere di sangria, uno solo?
Il mio lancio delle chiavi a Michele già quando la differenza cocktails era 3-1.

Il ritorno collo stomaco in bocca e i piedi tra le orecchie.

Michele che mangia al forno notturno un pezzo di pizza grosso come la Basilicata.

Michele che mi spinge a liberarmi lo stomaco, e, dopo mille miei tentativi, controlla a vista la qualità del prodotto serafico e tranquillo come un sommelier. Ero ciucco, m’è mancata la battuta “Michele, tu che sei un intenditore di alcool già bevuto…”)

In auto, già MOLTO più lucido, con Michele che mi segue con la sua fino sotto casa, con non so quale utilità salvo esser pronto a rilevare un eventuale sinistro. Grazie comunque, Michele.

E ora, a stomaco scombussolato, a crampo sciolto, a testa palloncinata, con la bocca che sembra la tana in cui un orso sia  morto dopo il letargo, capisco, come al solito troppo tardi che attraverso lo stomaco ho spurgato, con la prima ciucca pesante da diversi anni, anche qualcosa che mi rodeva dentro, qualcosa di masticato e rimasticato ma ancora non digerito checchè indolore. Dovessi dire perchè, perchè tra ieri e stamane, non potrei azzardare che un meditato “boh?”, ma è successo. “In vino veritas*, sangria porta via”? Non so. Molti meno dolori. Ma forse è un residuo d’anestesia.

Tanto già lo sapete, vi tengo informati.

*in scarpe adidas

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