14b

Racconti



-Ecco, adesso lo so-, disse Bruno, rassegnato -tutto questo, non so come, é solo un  colossale scherzo alle mie spalle. Ma come, prima mi dite che mi viene rivelato un briciolo alla volta perché altrimenti non potrei crdere, e poi viene fuori che siamo creature del male, in lotta da millenni contro Dio, e io dovrei accettarlo senza problemi? Solo una cosa voglio sapere: perché a me? Se non fosse per il fatto che effettivamente SO che il mio sangue, o forse tutto il mio corpo, é speciale, crederei a una truffa per spingermi a fare chissá che.-
-E invece no, Bruno- stavolta toccó al Bolli -niente truffa, niente sette di assassini che ti convincono di essere un superuomo investito di una missione divina. E no, non siamo nemmeno creature del male. Peró davvero lottiamo contro Dio, o quello che comunque tu riterresti tale, na non siamo noi che attacchiamo. Noi ci limitiamo a difenderci. Siamo i suoi figli dei primi giorni, i discendenti di coloro che aveva posto nel giardino dell’Eden e poi cacciato, condannati ad imbastardire tra i ‘figli dell’uomo’ da Caino in poi. Siamo un pericolo per lui e per il mondo creato per servirlo ed adorarlo, e dobbiamo essere sterminati. Se combattere per la propria sopravvivenza é essere ‘creature del male’, allora lo siamo.-
Bruno era a dir poco ammutolito, quasi tanto quanto il Bolli pareva seccato. Balbettó: -Non volevo essere offensivo, non intendevo in quel senso…-
-Nessun problema- sorrise l’altro -basta che tu stesso non ti senta mai nemmeno per un istante dalla parte del Male, con la maiuscola. Se il Demonio esiste, in diversi millenni ancora no l’abbiamo incontrato; invece Dio cerca di sterminarci fin troppo spesso-
-Sono ateo dalla prima Comunione in poi, credo, ma mi pare di ricordare che Dio fosse onnipotente e onnisciente. Come mai non siete… siamo… estinti, se é davvero lui che ci minaccia?-
-Per fortuna ha dalla sua dodicimila anni di miti, piú che una effettiva onnipotenza.  E poi sta invecchiando, passa la maggior parte del suo tempo ad archiviare e a raccogliere le forze. Non incendia piú roveti, non ha piú la forza di far credere a due eserciti che il sole abbia invertito il suo corso nel cielo. Si deve limitare a dare piccoli colpi a piccole pietre che possano causare grandi frane. Rende estremamente persuasivi un pittore austriaco e un maestro di scuola italiano, cambiamenti minimi delle aree del cervello dedicate al linguaggio, e il mondo scende in guerra. Suggerisce a un altro ometto l’idea della razza pura, e inizia una sperimentazione su cavie umane che se fosse andata avanti avrebbe portato in poco tempo a mezzi definitivi per sterminarci, per eradicare i nostri geni e la nostra cultura. Non che scegliendo di sterminare il ceppo etnico nel quale siamo piu’ numerosi non ci abbia dato un duro colpo, ma con l’Inquisizione aveva fatto di meglio, anche se aveva fatto più fatica. Adesso può agire in misura ancora piú ridotta sul piano fisico, peró il mondo è diventato a sua volta molto più piccolo, Dio non ha perso il suo vantaggio.-
-Continuo a non capire un accidente. Mi mancano gli antefatti, temo. E che la Seconda Guerra Mondiale sia stata combattuta per uccidere… beh, me, è un bel boccone da buttar giù.-
-Infatti, Bruno.- intervenne Pietro -Adesso ceniamo, però. Proseguiremo dopo.-
 

(14b-continua)

Share/Save

Lascia una risposta