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Vabb.
Bioritmi calanti, spero d’esser scusato.
La notizia questa: il mi’fratello, dopoun anno di ferie,oggi ha aperto un bar tutto per s.
Ovviamente, i miei sono tutti presi a dargli una mano per i primi giorni.
Ovviamente, lo erano anche la settimana scorsa.
A parte il mi’babbo che era in ospedale per un esame di routine, e a momenti ci resta (vedete dei paralleli col mi’nonno, morto d’angiografia? si? pure io. E non avete idea di come stessi settimana passata). Ma lasciamo perdere, va’, che tornato un grillo.
Venerd notte ho dormito a casa di mia madre, per non lasciarla sola. Sabato mattina si alza per andarea far commissioni col mi’fratello e poia prendere mio padre dall’ospedale. Io, tranquillo aspetto, che so che sar in ospedale alle 13.
Alle 13.45, quando sarebbero dovuti arrivare a casa, arriva una telefonatadi mia madre che mi chiede non ricordo bene cosa, e mi comunica che i tre sono all’Ikea per comprare roba per il bar.
Mi incazzo come una biscia per non esser stato avvertito prima, che magari avrei voluto andare anche io, che mi avrebbe fatto piacere rivedere il mi’babbo prima del cassiere dell’Ikea, e soprattutto per non esser nemmen stato considerato.
Domenica mattina vengo invitato -strano, eh?- per un nuovo giro all’Ikea, all’OBI e alla Metro, per gli ultimi acquisti. Accetto.
La faccio breve: alla Metro, a un certo punto, ho realizzato che non solo non ero necessario, ma neppure realmente presente. Non ero al corrente di cosa dovevano comprare, di “quali tipi” di “cosa” servissero.
Dopo tre ore di suggerimenti indesiderati e domande inascoltate, mi son fatto dar le chiavi e con la scusa del mal di piedi, mi sono infilato in auto.
Io son stato buono, nella passata al bar, a montargli due scaffalature e a connettere le casse dello stereo, non certo a decidere la disposizione delle chicche o la posizione del bancone di preparazione.
Sono loro tre che sanno davvero come funziona.
Sono loro tre che hanno sempre lavorato assieme, inutile che io cerchi una sintonia che loro hanno da quindici anni.
Per stato molto frustrante sentirsi alieno alla propria famiglia.
Di nuovo.












gennaio 10th, 2008 at 16:00
Non ti curar di loro ma guarda e passa…
h.
gennaio 10th, 2008 at 16:01
Ma nooooooooooooooo… ma te ci credi che ogni tanto mi sento alieno pure io che di fratelli e sorelle non ne ho?!
Su su, alto il morale. E bento a volont
gennaio 10th, 2008 at 19:06
Permaloso… ss permaloso :-p
No, capisco il concetto, ma non te ne crucciare dai
Piuttosto… non era 3 di 4 il bar vero? O era quinta di… no no quella era un’altra cosa
gennaio 10th, 2008 at 19:20
No, Lor. era 4e3, adesso soppiantato.
Per bello che te lo ricordi
gennaio 10th, 2008 at 19:43
Ecco! era 4 di 3!!! come 5 di 4 il Borg di scorta che deve star sempre nel bagaglio poveretto
Che tempi… c’ ancora il negozio di giochi l vicino?
gennaio 10th, 2008 at 20:29
se ti pu conosolare io ultimamente mi sento parecchio aliena
un bacetto
gennaio 11th, 2008 at 10:29
Mal comune non mai mezzo gaudio, ellina… per il bacetto un po’ consola
gennaio 11th, 2008 at 10:29
Lor, quella battuta era mia
gennaio 11th, 2008 at 14:37
Possibile… passato troppo tempo
Ah i Borg e le battute su di loro
gennaio 11th, 2008 at 15:00
ma via!! macch alieno!!! sei tu che ti senti escluso probabilmente ma visto che non sono te non posso giudicare le cose con obbiettivit!! dai su cicali, metti gi la permalosite e sorridi cost!
gennaio 16th, 2008 at 17:37
ma ciccio!
tu potresti fargli un’insegna decente, visto che quella l inguardabile!
gennaio 16th, 2008 at 23:29
ahem… QUELLA quella che ho fatto io…
dovevi vedere quella prima!!!