Ieri dopo il lavoro sono andato al LIDL, che c’erano in offerta l’HUB USB e la pendrive.
Mia madre, saputolo in anticipo, ne ha approfittatoappioppandomi una lista ditre oggetti per una mezza dozzina di kg (“confezione da 6 bottiglie acqua tonica, varechina flacone convenienza…”), pertanto prima di scendere dall’auto, per una volta in vita mia, mi son ricordato di prendere il borsone da carrello per poter portare tutto.
Ovviamente, in corsia niente pendrive. Agguanto una commessa, che mi riferisce “Memorie finite, le porte sono alle casse”.
Mi metto in fila.
Quando sto per appoggiare il borsone sul chilometrico nastro, vedo una tizia dietro a me sommersa di roba tenuta in mano, tipo tappetini in poliuretano salvaginocchia. Dico solo “Posso?”, glieli levo di mano, li appoggio sopra il borsone.
“Uhgrazie,” fa lei “eh, non sono organizzata come te… sono entrata per due cose, non ho preso il carrello e poi…”
“Tranquilla” dico io guardandola in faccia e sorridendo (Molto caruccia. Una bella Signora curata. Magari un cinque o seianni pi di me, e lo stesso caruccia assai. “Da battaglia”, come avrebbe detto il Ragno ai tempi d’oro) “di solito ci sono io, sormontato di roba, che dimentico la borsa in auto… e ho solo tolto il pi leggero”
“Ma che bella borsa… ma dove l’hai trovata?”
OK, io sono un nerd. Sono pure un perfetto imbranato nei rapporti col gentil sesso. Ho “broccolato” solo DUE volte, “a vista”, e della seconda non sono nemmeno sicuro.
Per, in quanto latore di molte delle medesime, so riconoscere le “scuse pretestuose di conversazione”. E lo sguardo trombino lo so riconoscere, visto che la sua carenza nelle mie interlocutrici ha segnato la mia esistenza. Oddio, ci stava provando!!! UNA DONNA CHE CI PROVA CON ME (aspettatevi il settimo sigillo, a breve)
Ho cominciato, stranamente senza balbettare, a decantare le lodi della borsa agganciacarrello della esselunga, con tasca portamonetina il gettone contenuto nella quale ottimo per la CONAD… una quantit di stronzate impareggiabile. E continuava ad ascoltarmi rapita.
Mi ha salvato dall’implodere solola cassiera, che non sapeva dove tenesse le HUB. “SilverCrest, quella scatola l”, faccio io, e quando me la porge taglio col Victorinox che tengo in tasca il nastro adesivo che ne copre l’ottanta per cento della superficieper evitare che la cassiera continui a graffiarlo con le mani, come un gatto alla finestra.
“Uuuh, com’ attrezzato!” sento dire dallaSignora dietro di me. Mi mordo il labbro inferiore per non rispondere “Gi mi immagina nudo, eh?”, battuta peraltro scontata ma che la signora non si meritava.
Continuando a sorridere,pago, saluto la cassiera, saluto ancora pi amabilmente la signoraetorno all’auto, e solo l realizzo che ho lasciato cadere un’occasione che quelcheanno fa avrei considerato implausibile (“A chi, a me? naah”)
Perch magari sono piaciuto (credo, ovviamente, che di certo non ero nel capo alla Signora)? Perch ero rilassato, tranquillo, credo. Le ho tolto di mano i salvaginocchia senza secondi fini, senza tensione, perch era meglio farlo, non perch “se lo faccio magari…”.
Non ero di fretta, non ero teso, ero sorridente e tranquillo.
Questo mio stato di beatitudine, per quanto preludio a chiss quale tragenda, si sta davvero estendendo al mio esterno, al mio modo di agire e relazionarmi, evidentemente.
(Non assumo sostanze stupefacenti, giuro!)
Non sono autocelebrativo perch me ne bullo… che sono sorpreso, sto cercando di condividere, finch dura, questo stato di serenit. Mica posso scrivere solo post di disgrazia, atarassia e rancore!
E poi…
Sono sorpreso anche solo di non aver indagato. Una donna che compra dei salvaginocchia pratica certamente attivit molto interessanti, no?