Archive for marzo 25th, 2008

Accadde che..., Ce l'ho con... Pasqua, Pasquetta e Pasqua al…

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…mare, come la volevo fare, non c’è stato verso. (paura, eh?).

No, in realtà del mare, salvo lunedì, non mi interessava granchè. Avrei preferito essere in grado di andare a Pisa, al ristorante giapponese, venerdì sera. E invece, sveglia alle 6 col mal di testa, naso tappato e mal di gola, sono andato a letto alle 21 grossomodo con mal di testa, naso tappato e mal di gola.

Dopo una giornata di riposo, mi son detto: “ma si, andiamoci pure, alla cena di compleanno di Mike”. Infatti, sono uscito che avevo una voce bassa, calda, e per il mal di gola parlavo lentamente, limitando peraltro il numero delle cazzate/minuto. Roba da far saltare i perizomi come tappi di spumante. Me la son ovviamente giocata nei primi cinque minuti di conversazione, con Michele, che grazie a chiunque sia lassù non se ne è accorto, e sbandando poi in frequenza come faceva l’autoradio del 131 del mi’babbo. Nella musica a più decibel di MazingaZ, in birreria (scelta astutissima, visto che l’ho proposta io) mi toccava far seguire il labiale. E lasciarmi prendere per il culo, ovviamente.

Lo stesso a pranzo coi miei. Bello, mangiare a capo chino, che se fai tanto di dire qualcosa ti vien risposto un ilare “non vociare”, alla faccia di “un bel gioco dura poco”. Infatti, son volato a letto subito dopo pranzo, con un po’ di mommo in corpo, da usarsi come disinfettante ad uso interno.

Lunedì, un tempo da tregenda: pioggia mista a grandine e neve, uin freddo da spaccare il becco ai pinguini. Svegliato dopo 20 ore di sonno a malapena interrotte dalla cena, ho usato la pasquetta per sottotitolare, scrivere un pezzettinio-ino-ino del mio racconto, esprimere la mia disapprovazione verso il mio revisore di Torchwood, pubblicare le foto dei lavori in pietra dura del mi’babbo, mettere in recupero la seconda stagione di Skins. Già il primo episodio m’ha fatto male, sappiatelo.

Stamattina toccava a me riaprir bottega, al lavoro. Evito qualsiasi commento riguardo il primo giudizio del capo riguardo alla mezz’ora intercorsa tra il mio ingresso e il suo, ma voglio sdilinquirmi sugli arabeschi di ghiaccio bugnato dalla grandine che mi son trovato sulla macchina.

Ci sono voluti dieci minuti per sbrinare il vetro, nonostante l’ausilio della stufa da auto puntata sul medesimo. Però, guardate che bello, da dentro, anche se la foto non rende quasi per niente quanto fosse bello a vedersi.

Ci credete che m’ha svegliato quasi quanto il caffè?

 

apparabrezzagnene.JPG

Però la voce rimane quel che è. Paperino sotto visita proctologica che litiga con Ratzinger e Platinette (spero che Platinette non si offenda per l’accostamento), che per uno che lavora al telefono non è male. Oh, beh, almeno ho una scusa per non arrabbiarmi, che se urlo mi faccio del male.

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