Andata
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Teso come una corda di violino, eppure con un mezzo sorriso perch “Tranquilla, mamma, tutto normale, anzi”.
Un passo nella stanza. E’ voltato dall’altra parte, dalla parte dei tagli, del polmone che non c’ pi tutto. Capisco che per non far tirare i punti. Vado avanti io: un visitatore per volta.
Dorme. Ormai da dodici ore, ma quando gli sfioro la mano alza le sopracciglia. Sorrido a mia madre, che rimasta sulla soglia. Sul torso nudo, elettrodi attaccati alla macchina che lampeggia verde, una di quelle macchine che finora avevo visto bene solo nei telefilm. Mi accorgo sorpreso che so leggerla. Hanno tacitato l’allarme della saturazione, ma mi spiegano che perch quando parte lo sfigmomanometro si azzerano i rilevamenti, e scatterebbe un allarme ogni quarto d’ora. Tutto a posto; dice mamma che ha pure ripreso colore, da oggi, quando lei piangeva al telefono, la telefonata dopo “E’ tutto a posto, uscito”, quella in cui lei diceva “mi par che soffra cos tanto, non so cosa fare” e io “dai, tranquilla, per quello che gli hanno fatto un po’ di male lo sente per forza, sanno quello che fanno” e altre banalit confortanti.
“E’ normale che dorma cos tanto?” “Normale non esiste” “Giusto.”
E allora stiamo un po’ per uno, dentro e fuori, ad aspettare che per caso apra gli occhi. Vedo le sacche e le fiasche ai piedi del letto, lo sento respirare ritmicamente ma a fatica sotto la mascherina. Vedo il torace che si gonfia asimmetricamente. Aspetto che apra gli occhi. “Tranquilla, mamma, lo sai che noi di casa siamo famosi per le dormite”, le dir poi in auto, e ricorderemo il volo fino a Nairobi.
Finisce la mezz’ora di passo, aspettiamo il medico montante.
Lui entra nella stanza, lo sveglia, sente come sta. Mia madre sorride di nuovo di lontano, ma si volta e si allontana quando mio padre si lamenta dopo il colpo di tosse chiestogli dal medico. Quando si gira di nuovo, ha gli occhi lucidi, e io per distrarla ammicco verso la stanza e faccio il click-click colla bocca che facciamo per chiamarci quando le parole son di troppo. Lui non si volta, non ha sentito.
Il medico esce, ci rassicura. Poche parole, precise, cordiali. Ci chiede se vogliamo farci vedere da lui per un secondo. Mio padre ancora intontito dall’anestesia, ma ci riconosce, chiede da bere, appena brusco per il dolore del parlare. Avviso l’infermiere, gli chiedo se gli si possono bagnare le labbra, mentre mia madre dice al mi’ babbo che saremo di nuovo l domani.
Ringraziamo medico e infermiere, gentilissimi verso di noi e premurosi verso lui, salutiamo loro, il compagno di stanza e mille volte mio padre, e andiamo via.
“Visto, mamma, sei pi tranquilla, adesso? Te l’avevo detto, io”
E adesso so di non aver detto una bugia.












aprile 2nd, 2008 at 01:29
E’ confortante stare a guardare quel torace che ritmicamente fa su e giu’ …ti fa sentire piu’ sereno … quasi svuotato di un peso …
in bocca al lupo al papa’ !
aprile 2nd, 2008 at 08:53
un forte abbraccio…
aprile 2nd, 2008 at 10:19
Ed un altra volta e’ andato tutto bene.
aprile 2nd, 2008 at 11:08
Nn sapevo niente..
Meno male che sta andando tutto bene.
Un grande in bocca al lupo a tuo padre! *_*
aprile 2nd, 2008 at 11:36
CREPI IL LUPO…
aprile 2nd, 2008 at 12:34
Nn sapevo niente nemmeno io fino a poco fa… e ieri ho pure insistito per una birra… scusa…
crepi il lupo!!
aprile 2nd, 2008 at 13:13
Ma scusa che… ero tranquillo fino a mezzogiorno e qualcosa, poi ho solo voluto aspettare di vederlo…
che con dottore e tutto son tornato a casa tardi tardi… sono positivo e propositivo
ci si rifa sabato
aprile 2nd, 2008 at 13:16
Caro Simone, Anche io non sapevo niente di tutto ci, per venerd oltre alla voce ancora mooolto in cantina c’era qualcosa che non andava. Tanti tanti in bocca al lupo. Se per caso ti va di fare 4 chiacchiere….. noi ci siamo.
Un abbraccio
heidi
aprile 2nd, 2008 at 14:00
Tranquilli, oggi mia madre l’ha visto BENISSIMO, parole sue. Io lo vedo stasera
aprile 2nd, 2008 at 14:30
son contento che l’abbia visto BENISSIMO
se c’hai voglia si puo’ fare 2 chiacchere anche prima di sabato.
aprile 2nd, 2008 at 14:39
vediamo domani sera
aprile 2nd, 2008 at 14:41
bene…anzi…benissimo!
aprile 2nd, 2008 at 14:56
ok, ci si aggiorna…
aprile 2nd, 2008 at 15:00
Vedo anche io solo ora…
Un abbraccio a te e in bocca al lupo al babbo!
aprile 2nd, 2008 at 18:48
Mi stavo giusto chiedendo come fosse andata…vedo che le cose vanno bene, e sono contenta per te e il tuo babbo.
Baci,
B.
aprile 2nd, 2008 at 20:08
un conosco il babbo.. ma spero che un t’assomigli troppo perche senn sta tutto il girono a rompere le palle al personale
E
“yattaaaaaaaa”
aprile 2nd, 2008 at 20:46
Un bacetto al tu babbo da parte mia
h.
aprile 2nd, 2008 at 22:19
Di nuovo grazie, bella gente -ma bella sul serio!- per quanto ci siete vicini
forse non vi merito.
)
(E l’eldar non si merita il pc, ecco. girono? cos’ il girono?
aprile 2nd, 2008 at 23:53
Io che arrivo sempre in ritardo, la merdaccia che sono. Abbraccio te, babbo e tutti quanti, per come posso con le mie braccine corte.
aprile 3rd, 2008 at 15:29
Grazie, Lau :-* soprattutto per il sorriso che mi hai fatto fare
aprile 4th, 2008 at 14:47
Bastardo, non ti si cava di bocca niente. Non t’era sfuggito un fiato su sta cosa! Ma allora mi spieghi cosa ti ho telefonato a fare tutte quelle volte piangerndo??? Per romperti i coglioni????
S.
E no.
Nel senso che potevi pure sfogarti un pochino anche te con me, tirchio.
aprile 4th, 2008 at 15:07
Ci s’era sentiti tanto poco, ultimamente, M-ina…
e ti pare che ti scarico addosso una bega del genere?
No, ciccia. Preferisco farli sorridere, gli amici.
aprile 5th, 2008 at 16:34
Grullo.
Invece potevi, e dovevi….
….aspetta un secondo: ci vuol dire forse che io ti telefonavo piangendo, e tu intanto ridevi????? ^_-
aprile 6th, 2008 at 12:42
eh?