Archive for aprile, 2008

Accadde che..., Sing Single Ripiego

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Vorrei scrivere un post sulla frase, tutta femminile, “Non posso venire a letto con te, siamo solo amici”; dovrei andare avanti col racconto.

Però ci vorrebbe molto più tempo di quanto ne abbia a disposizione -sono indietro pure coi sottotitoli e con un montaggio video per un’amica- e non mi sento di abborracciare.

Ergo, vi informo che ieri ho filtrato, stilla a stilla, due bottiglie di idromele e le ho sottoposte a pastorizzazione.

Non sono al corrente del risultato, per adesso… ma queste ve le voglio far vedere…. Idromele “Uomo d’arme” in formato mignon :)

Ovviamente, son tutt’altro che una cosa seria.idro.jpg

 

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Accadde che... 99,9

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Che dire, ho perso 5kg, e senza farmi mancare nulla.

Mi son pesato pochi minuti fa a casa dei miei, e noto che son tornato sotto la soglia delle tre cifre.

Stasera, quando sarò a Campogalliano a strafogarmi di QUALUNQUE COSA, avrò la coscienza molto a posto.

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Accadde che..., Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Riassumiamo

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Allora, mentre al mi’babbo hanno anche levato la mascherina e lo stanno facendo bere acciocchè gli si sciolga il muco che gli ostacola la respirazione*, vedo che nel mondo ne succedon diverse.

Ancora nessuno sa come votare, tranne gli aficionados acritici e quelli talmente sfiduciati che han detto “è inutile”

Io sono qui:

iosonoqui.png Come potete notare, non posso essere più lontano nè dall’UdC nè dalle varie sinistre.

Sono stranamente vicino ai Socialisti, e comprendo come mai la vicinanza all’italia dei Valori.

Capisco pure la distanza dal PD, il partito dell’accozzaglia. L’unico argomento tra il plausibile e il valido che trovo per votare PD è stato “Ma si, voto Veltroni, che prima si tocca il fondo e prima si comincia a risalire”. E’ una controfigura del governo Prodi, che per non scontentare nessuno non ha fatto un accidente.

Ripeto: so solo per chi non voterò, ma so che andrò a votare, per evitare che decidano del mio futuro solo gli intortati, i collusi e gli illusi che vanno a votare per mestiere.

A proposito di manovre e manovrine politiche, apprendo nel pomeriggio che Spinetta, il rappresentante di Air France, si è alzato dal tavolo di trattative coi sindacati, abbandonandolo.

Siccome suppongo -spero- che i sindacati non siano andati alla contrattazione convinti di poter fare il bello e il cattivo tempo con un acquirente -un POTENZIALE acquirente- straniero come han fatto per almeno vent’anni in Italia, imponendo assunzioni di amici e amici degli amici, proteggendo nullafacenti e i privilegi di ultrastipendiati sulla pelle degli utenti-viaggiatori e dei contribuenti tenuti a riempire i buchi creati da gestioni devastanti A OGNI LIVELLO, comincio a temere che questo abbandono sia stato dai medesimi artato. Visto che la dichiarazione-atto di spettacolo di Berlusconi aveva fatto alzare il valore delle azioni, andava trovato il modo di farle riabbassare e far fuggire l’acquirente, in modo che possa poi intervenire un altro compratore, comodo politicamente.

Ora, visto che l’Alitalia è un pozzo senza fondo, che ne diciamo di farla fallire, pagare i debiti che si devon pagare, restiruire gli aerei in leasing e smembrarla dopo aver tagliato i rami secchi? Mi spiace per quelli che lavoran davvero, ma questo ormai si chiama accanimento terapeutico.

L’altra notizia, quella del tipo che, alla prima trasferta dopo tre anni di diffida, viene investito in un autogrill da un pullman mentre sta cercando di picchiare dei tifosi pacifici che non solo non rispondono, ma cercano di scappare.

Ecco, qui devo per un attimo esprimere il mio profondo cordoglio, e la solidarietà per la disgrazia avvenuta… quel povero autista adesso si becca, per colpa di un altro, un’inchiesta per omicidio colposo.

Uff. Ero rimasto un po’ indietro coi miei sproloqui, ma perdonatemi. Da ieri sapete perchè.

*Si, Eldar, m’assomiglia di più, quando sta male, diventa un rompi’oglioni pure lui. Ma lo batto alla grande anche nel sonno.

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Accadde che... Come si sta

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Mah, benino.

Stasera si vede, e domani sera al Joyce se ne discute con chi c’ha voglia di passare. Confermate :)

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Accadde che..., Feelings, Plauso e lodi Andata

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Teso come una corda di violino, eppure con un mezzo sorriso perchè “Tranquilla, mamma, è tutto normale, anzi”.

Un passo nella stanza. E’ voltato dall’altra parte, dalla parte dei tagli, del polmone che non c’è più tutto. Capisco che è per non far tirare i punti. Vado avanti io: un visitatore per volta.
Dorme. Ormai da dodici ore, ma quando gli sfioro la mano alza le sopracciglia. Sorrido a mia madre, che è rimasta sulla soglia. Sul torso nudo, elettrodi attaccati alla macchina che lampeggia verde, una di quelle macchine che finora avevo visto bene solo nei telefilm. Mi accorgo sorpreso che so leggerla. Hanno tacitato l’allarme della saturazione, ma mi spiegano che è perchè quando parte lo sfigmomanometro si azzerano i rilevamenti, e scatterebbe un allarme ogni quarto d’ora. Tutto a posto; dice mamma che ha pure ripreso colore, da oggi, quando lei piangeva al telefono, la telefonata dopo “E’ tutto a posto, è uscito”, quella in cui lei diceva “mi par che soffra così tanto, non so cosa fare” e io “dai, tranquilla, per quello che gli hanno fatto un po’ di male lo sente per forza, sanno quello che fanno” e altre banalità confortanti.
“E’ normale che dorma così tanto?” “Normale non esiste” “Giusto.”

E allora stiamo un po’ per uno, dentro e fuori, ad aspettare che per caso apra gli occhi. Vedo le sacche e le fiasche ai piedi del letto, lo sento respirare ritmicamente ma a fatica sotto la mascherina.  Vedo il torace che si gonfia asimmetricamente. Aspetto che apra gli occhi. “Tranquilla, mamma, lo sai che noi di casa siamo famosi per le dormite”, le dirò poi in auto, e ricorderemo il volo fino a Nairobi.

Finisce la mezz’ora di passo, aspettiamo il medico montante.

Lui entra nella stanza, lo sveglia, sente come sta. Mia madre sorride di nuovo di lontano, ma si volta e si allontana quando mio padre si lamenta dopo il colpo di tosse chiestogli dal medico. Quando si gira di nuovo, ha gli occhi lucidi, e io per distrarla ammicco verso la stanza e faccio il click-click colla bocca che facciamo per chiamarci quando le parole son di troppo. Lui non si volta, non ha sentito.

Il medico esce, ci rassicura. Poche parole, precise, cordiali. Ci chiede se vogliamo farci vedere da lui per un secondo. Mio padre è ancora intontito dall’anestesia, ma ci riconosce, chiede da bere, appena brusco per il dolore del parlare. Avviso l’infermiere, gli chiedo se gli si possono bagnare le labbra, mentre mia madre dice al mi’ babbo che saremo di nuovo lì domani.

Ringraziamo medico e infermiere, gentilissimi verso di noi e premurosi verso lui, salutiamo loro, il compagno di stanza e mille volte mio padre, e andiamo via.

“Visto, mamma, sei più tranquilla, adesso? Te l’avevo detto, io”

E adesso so di non aver detto una bugia.

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Accadde che..., Feelings LSD

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Sto sorridendo, canticchiando, fischiettando.

I colleghi devono pensare che sia sotto allucinogeni.

Qualcuno di voi invece sa :)

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Accadde che... Incrociate le dita

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Non proprio per me, ma…

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