Attentismo → Dell’attentismo – tre
- L’unica serenitá é quella condivisa.
Non esiste vera soddisfazione che possa o debba rimanere privata. É per questo che ci vantiamo, confidiamo e congratuliamo. Ogni gioia raddoppia come davanti a uno specchio se la dividiamo e ne facciamo partecipi gli altri. Diamo il nostro meglio, quindi. Sorridiamo, miglioriamo le giornate altrui con questo piccolo dono, e ci stupiremo di quanto spesso verrá ricambiato.
Condividiamo i bei libri, andiamo al cinema cogli amici, suggeriamo il ristorante o le ricette preferite acciocché gli altri abbiano a goderne.
Ringraziamo il commesso o il cuoco di un lavoro ben fatto, della cortesia dimostrata. Una buona parola, un complimento detti con sinceritá, sono migliori, piú incisivi e costruttivi di una mancia. Un “ti voglio bene”, un “sei il collega ideale” o un “sono fiero di essere tuo amico” valgono di piú di mille regali fatti per dovere. L’ammettere un affetto non ci indebolisce, anzi, dimostra che non temiamo noi stessi e quello che proviamo.











