May 28, 2008

Thè, così impari!

Ieri ero dalla superba Signora del The, in piazza Cittadella, a Lucca.

M’era presa bene, e s’è fatto una degustazione di non so quanti tipi di the, tra bianchi, verdi e neri.

Nomi tipo “silver needle”, “silver pearl”, il gyokuro che ho bevuto come deve esser fatto da chi lo sa fare, e uno al sapore di malto di cui sono stato omaggiato di una piccola quantità di foglie, visto che non avrei potuto contenerne altro in forma liquida, nonostante avessi già essudato una maglietta e con la seconda sembrassi lo straccio di un benzinaio.

L’ottima padrona di casa ce ne spiegava le differenze nel gusto, nella coltivazione e nella preparazione via via che ce li serviva, e sopportava le mie domande. Addirittura ci ha spiegato cosa differenzia la Camelia Sinensis da quella Assamica e quella Japonica. Insomma, roba da gourmet per un palato al lampredotto come il mio, ma davvero costruttivo.

Ovviamente, al giapponese poco dopo abbiamo cenato accompagnandoci con un cha alla “temperatura del sole” (cit.).

Altrettanto ovviamente, non solo sono tornato a casa a un’ora a malapena proponibile senza accenni di sonno -e anzi godendomi come mai prima, quasi in maniera lisergica, la sensazione dell’aria notturna che veniva deviata dalla mano fuori dal finestrino fino sul mio volto: il flusso, il fresco, una sensazione tattile e rilassante.

Sempre ovviamente, ho dormito di profilo come un bassorilievo egizio. Sul soffitto.

E Dalì avrebbe pianto di gioia se avesse fatto i sogni che ho fatto io.

Grazie, Maestra del The :)

 

 

 

 

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