Accadde che..., Tanta iNioranza → Chic
Spero di non esser malcompreso, e non inimicarmi nessuno. Se mi leggete, ormai mi capite, quindi sopportate.
Ieri un conoscente, salutato su msn, mi comunica che dovr venire a Firenze in settimana. Io, come gi fatto con un’altra conoscente COMUNE* che mi comunicava la stessa cosa, mi dichiaro disponibile a indicargli posti dove mangiare e dormire.
Per i primi, glielo dico subito: in centro, Za-z. Si trova bene, si mangia meglio, si spende il giusto.
“Ma chic?” chiede lui.
Io penso alla carta gialla sui tavoli, e rispondo “No, mi spiace. Per si mangia benissimo”
“Io volevo un posto chic”
Mi perplimo, che io ho sempre guardato, sia a “casa mia” che fuori, al rapporto qualit/prezzo, che il fattore “figaggine” non mai stato compreso. “Temo di non conoscerne”, comunico, “mi spiace”
“E le ragazze dove le porti?”
“In una mezza dozzina di posti, che per non sono chic, mi spiace”. Raramente invito fuori chi penso guardi pi all’apparenza che alla sostanza. Anche perch so gi che io se ci si ferma all’apparenza offro davvero poco.
Ricapitolo. Za-z, Pizzaman, Bombay… “Giapponese?” mi illumino. Abbastanza chic, magari.
“Sono italiano, io!”
Mi arrendo.
“No, allora non ti aiuto, davvero. Mi spiace”
“E io che ti tengo a fare, a Firenze?”
“Eh, scusa, ma a parit di qualit, non ho mai scelto il ristorante pi caro per via dell’apparenza”. Non lo sto cazziando, gli sto spiegando che io l’apparenza non la mangio.
Buonasera, grazie, saluti vari, conversazione terminata. Solo una domanda mi perplime.
‘Azzo vorr dire “chic”?
Edit: Ma state venendo TUTTI a Firenze, questo w.e.? E cinque.
*No, non pensate male, che tanto l’ho gi fatto io.











