Accadde che... → Riassumiamo
La macchina, mentre vado al lavoro, comincia a fare un rumore rauco di ferro che striscia su ferro. La ruota posteriore destra. L’altra volta era un cuscinetto.
Esco dal lavoro, passo dal meccanico. Mi affaccio giů dalla sua rampa di accesso.
Gli dico: provala un attimo, senti tu.
Lui sale, mette in moto. Finisce metŕ del MIO serbatoio (“ROOOOOOAAAAAR!!!”) e tre quarti della MIA frizione (“WEEEURRRR!!! WEEEEURRRR!!!! WEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEURRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!”) mentre cerca di salire in retromarcia il mezzo metro di rampa.
BOM! -inserire qui bestemmione tripartito da parte sua-: sbatte il dietro della MIA auto sul SUO cancello, facendo una bozza non indifferente.
Riesce ad uscire, snocciolando il rosario di Belial, fa cinquanta metri.
Mi dice “Sono i freni”
Io: “Abeh, allora te la lascio”
“No, oggi no, riportamela domani; non correre, perň”
“Ma dai che te la lascio, passo a prenderla quando hai fatto”
“Nono, non c’č proprio posto, ti tocca portarmela domani”.
Ecco. Non so se mi sono spiegato.











