Accadde che..., Plauso e lodi, Recensioni → I dialoghi della fava
In piscina, sdraiato, mi arrivano le voci dei vicini di sdraio.
“E’ c’ho quarantase’anni, non ho mai lavorato un giorno in vita mia, mica devo cominciare ora!”
“Eh, oh.”
“che poi non ho mia trovato nulla che m’appassionasse, se no mi sarei impegnato, applicato”
“Devi omologarti, banalizzarti”
“Che poi io e’ sono, banale. Chiedimi come voglio il caffè: normale, banale. Mica col latte, lo iogurt, la merda”
“Che poi alla fine non importa più il caffè, ma il resto”
“Eh, come colle donne. Lucia, Sandra, Valentina… a me ‘un mi garba loro, ma l’eterno femminino che ‘un cambia mai”
“Insomma, ti stanchi della Lucia, mica della topa”
Ecco. Vorrei essere uno scrittore tanto bravo da averlo inventato.











